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La promessa sposa di Lammermoor, Tomo 2

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Walter Scott
La promessa sposa di Lammermoor, Tomo 2 (of 3)

CAPITOLO I

„ S'apparecchi una mensa, ove a ribocco
„ Stian le vivande; un mezzo pollastrello
„ Ier ne rimase, da coltel non tocco,
„ Avanzò ancor di pesce un bel piattello,
„ Sabbbato scorso; puzzerà un pochino.
„ Ma che non fan l'aceto e il ramerino? „

Il Pellegrinaggio d'Amore.

Lo scroscio della folgore da cui derivò tanto scompiglio tra gli abitanti della torre, divenne un incentivo a nuovi trovati per l'ingegno ardimentoso e inventivo di colui che era il fiore de' maggiordomi. Non ne fu appena cessato il romore, non appena ebbesi la certezza che la torre non era rovinata da cima a fondo, sorse come uomo rapito in estasi Caleb: „ Sia lodato Dio! questo fulmine è capitato a proposito, come un turacciolo ad un fiasco di birra quando trabocca. „ Vedendo in quel momento l'intendente del lord Cancelliere che prendea la volta della cucina, ove Caleb stavasi allora, corse a chiuderne l'uscio a chiave, borbottando fra i denti – „ Come diavolo ha fatto ad entrare in casa? Ma ciò poco importa! devo ora pensare ad altro. Ebbene, Misia! che state a far lì gemendo e tremando a canto del fuoco? Fate presto, venite qui; ovvero anche restate al vostro posto, e datevi a strillare quanto forte potete; in sostanza poi, non siete buona da altro; in somma, mi avete capito, vecchia strega? Gridate! più forte! anche più forte! Bisogna che i padroni vi odano da stare in sala. Diamine! avete perduta la voce? Vi ho inteso strillar più forte, quando non v'era tanta ragione di farlo. – A me! Conviene ora ch'io faccia ballare queste masserizie. „

Così dicendo, incominciò a gettare in mezzo alla cucina e piatti, e piattelli, e pentole, e tutti gli arnesi di ferro, di rame, d'ottone, di latta che gli capitarono fra le mani, risparmiando però con giudiziosa attenzione la maiolica e tutto quanto poteva rompersi. Mandava ad un tempo tali grida, o piuttosto urla, che Misia incominciò a propria volta ad urlare da vero, pensando che il suo vecchio collega fosse impazzito.

„ Che cosa fa dunque costui? Oh dio! Ha ribaltata la fricassea di castrato, che io avea preparata con quel pezzetto di coscia avanzata l'altr'ieri al desinar d'oggi del padrone. Povera me! anche il mezzo boccale di latte che dovea servir domani per la sua colezione! Farà colezione il gatto. – Ma il fulmine vi ha fatto dar volta al cervello, Caleb! „

„ Tacete, vecchia pazza, tacete, le diceva a mezza voce Balderston, fregandosi in aria di trionfo le mani. Adesso tutto è a dovere. Il pranzo è pronto, e il fulmine lo ha apparecchiato in un attimo. „

„ Il poveretto è divenuto matto davvero (soggiugnea Misia guardandolo con occhio di compassione, e non senza qualche paura). Temo che non torni più in se. „

„ La pazza siete voi; ma ascoltatemi bene (dicea Caleb, giubilante di potere, mercè la fertilità della sua immaginazione, sciogliersi con onore da un impaccio che sembrato eragli insuperabile). Prima di tutto abbiate cura di non lasciar entrare in cucina quel forestiere. Poi giurate che il fulmine tenendo la via del cammino, è caduto qui, e ha rovinato il miglior desinare che aveste apprestato mai in vita vostra; manzo, lodole, vitella, salvaggina, prosciutto, lepri, pollami, quel che vorrete voi; non badate a spesa, e mettete insieme un pasto squisito. Io intanto vado nel salone a raccontare la storia di questa disgrazia. Ma soprattutto che non entri in cucina quel servo straniero! „ Dopo avere in tal modo istruita la sua confederata, Caleb corse verso il salone; ma prima di entrarvi, volle fare, come abile generale, una scoperta. A tal fine, pose l'occhio ad una fenditura che il tempo, per atto di compiacenza ai servi curiosi, avea fatta nella porta; e vedendo in quale stato trovavasi miss Asthon, ebbe la prudenza di aspettare alcuni istanti per non accrescere colla sua fisonomia spaventata i nostri timori, e perchè la desiderava ben riavuta, e in istato di ascoltare attentamente la storia che ei si accingeva a narrare intorno alle conseguenze disastrose del fulmine.

Ma quando la vide tornata perfettamente in se stessa, e udì che i discorsi aggiravansi sullo stato di desolazione cui ridotta era la torre di Wolfcrag, pensò esser quello l'istante di mostrarsi, e si introdusse nel modo che abbiam descritto sul finire del capitolo precedente.

„ Oh che disgrazia! oh che disgrazia! esclamava. Simile inconveniente adunque dovea accadere nel castello di Ravenswood, ed io viver tanto per esserne spettatore! „

„ Che cos'è stato, Caleb? Domandò il padrone, preso veramente da un po' di timore. Qualche parte del castello sarebbe rovinata? „

„ Rovine grandi, no, non ve ne sono; ma il fulmine è venuto giù pel cammin di cucina, ha rovesciate tutte le casserole, gettata fuliggine per ogni dove, e dovea succeder questo, quando voi state ricevendo personaggi distinti, ospiti così rispettabili! aggiunse inchinando profondamente il lord Cancelliere e la figlia di esso. Non dico altro; in tutto il castello, non rimane più cosa che possa servire pel pasto del pranzo o della cena, come poi vi piace chiamarlo. „

„ Vi credo facilmente, Caleb; „ gli disse in tuono corrucciato il padrone.

Caleb si volse con un guardo, metà di preghiera, e metà di rimprovero, e continuò in tal guisa la sua allocuzione: „ Non dirò già che si fossero fatti apparecchi rilevantissimi. Avevamo solamente aggiunto qualche bagattella al vostro pasto ordinario di tutti i giorni, ossia, come lo chiamano a Versailles, Petit couvert; tre portate e le frutta, ecco tutto. „

„ Tenetevi per voi le vostre sciocchezze, vecchio pazzo; „ sclamò Ravenswood, scorgendo la goffaggine di queste ufiziose premure dell'intendente, e arrabbiato al sommo; pure non ardiva contraddirgli apertamente, per non dare occasione a qualche scena ancor più ridicola.

Caleb, avvedendosi di tal momentaneo vantaggio, risolvè profittarne. Ma in quell'istante, avendo osservato che il servo del lord Cancelliere entrava in sala, e parlava sotto voce al suo padrone, trattosi verso il vano d'una finestra, si giovò di una tal congiuntura per dire egli pure alcune cose all'orecchio del sere di Ravenswood. „ Per amor del Cielo, Signore, frenate la vostra lingua! Se io son contento di arrischiare l'anima mia dicendo bugie per l'onore della famiglia, questi non debbono essere i vostri pensieri. Se mi lascerete tranquillamente seguire il corso delle mie idee, non vi farò pazze spese, ma se vorrete interrompermi, non son chi sono, se non v'improvviso un pranzo da sovrano. „

Di fatto Ravenswood pensò che il più saggio partito sarebbe stato lasciar andar l'acqua a seconda della corrente, e permettere che il suo uffizioso maggiordomo dicesse quanto gli veniva alla bocca. Quindi Caleb, sollevando in aria una mano e facendo i conti sulle dita, in tal modo ripigliò la parola.

„ Come io vi diceva, non si erano fatte grandi cerimonie, ma vi era abbastanza perchè tre ragguardevoli personaggi non restassero mal contenti. Prima portata, due capponi colla salsa bianca, vitella e porco, salvo il rispetto dovuto alle Signorie loro. Seconda, un lepre allo spiedo, un piatto di gamberi, e un rifreddo. Terza, un fagiano d'un candore che abbarbagliava la vista, adesso nero di fuliggine, come se fosse stato due anni sotto al cammino; una torta di prune e un flan. Frutta, si sa, alcune galanterie, giulebbi e… e nient'altro, (soggiunse, accorgendosi che il padrone non era più capace di frenar la pazienza). Nient'altro, salvo due conserve di pera e pome. „

Miss Asthon, ben riavutasi allora dal primo spavento, avea attentamente ascoltato il discorso del vecchio Caleb. L'imperturbabile serietà da costui serbata nel porgere la minuta descrizione del suo pasto immaginario, e gli sforzi di Edgardo per nascondere agli ospiti l'impazienza e la rabbia, offerivano un'antitesi sì leggiadra, che la giovinetta non potè a suo malgrado starsi dal prorompere in un grande scoppio di riso; e inutile fu in questo momento la gravità connaturale del padre di lei, il quale si trovò costretto ad imitarla, benchè più moderatamente il facesse. Che più? Fin Ravenswood, il quale s'accorgea certamente che questo riso era un poco a sue spese, partecipò alla generale giocondità; tant'è vero che il riso è un mal contagioso. Risonò di questi scoppi di risa in comune la soffitta del vecchio salone; e vi sono tali scene, delle quali leggiamo talvolta, senza esserne molto commossi il racconto, e delle quali nonostante, si divertirono assai quelli che ne furono spettatori. Uno cessava dal ridere, l'altro ricominciava, comune prurito che durò per alcuni minuti. Aggiungasi che la silenziosa gravità di Caleb, e l'aria di sorpresa e quasi di dispetto da esso manifestata, rendeano più ridicola la scena, e rincalzava negli altri la voglia di ridere.

„ Vedo che cos'è (soggiunse non si scompigliando Caleb, quando questa parve acchetata), le Signorie loro sono avvezze a sì buone colezioni, che la perdita del migliore fra quanti pranzi un cuoco possa apprestare, loro sembra cosa da ridere. Ma se i vostri Onori avessero lo stomaco vôto, come Caleb Balderston, non troverebbero tanto motivo di ridere su di un argomento seriissimo di sua natura. „

Il qual discorso eccitò nuove risa, che parvero a Caleb non solamente un attentato contro la dignità della famiglia, ma un atto speciale di disprezzo usato alla eloquenza con cui avea recapitolati i pretesi danni prodotti dal fulmine, e descritto un pasto, che come egli dappoi si espresse con Misia, avrebbe infuso l'appetito ad un morto, e a quei signori inspirò solamente voglia di ridere.

„ Ma (soggiunse miss Asthon, con quanta serietà le era possibile di ostentare) tutte queste buone cose sono esse guaste per modo, che nessuna, nessuna possa comparire in tavola? „

„ Nemmeno una briciola, Milady; tutto è pieno di cenere, di fuliggine, roba buona unicamente per gettarla ai cani. Vorrei che poteste solo scendere in cucina; vedreste che vaga confusione; le porcellane in pezzi; le cassarole rovesciate, la cuciniera andata fuor di se nel voler riordinare un poco le cose; le pietanze non riconoscibili, in somma andate a male del tutto. Vi era per le frutta un bianco-mangiare, che sarebbe stato squisito; il fulmine lo ha trattato, come le altre vivande, in mezzo alla cucina; vi ho intinto un dito per assaggiarne, si direbbe che era fatto di latte acido. Non so quanto mi pagassi che i loro Onori venissero abbasso a contemplare questo guasto, semprechè però (aggiugnea per prudenza, e per timore di essere preso in parola) semprechè però a quest'ora la cuciniera non abbia, come sarebbe suo dovere, spazzato via tutto. Mi pare impossibile, Milord (e in questa volgevasi a ser Guglielmo), che il vostro servo non abbia udito lo strepito delle porcellane nell'atto che il fulmine ribaltò ogni cosa. „

Il servo del lord Cancelliere, benchè, com'uomo che stava a servire un gran signore, fosse avvezzo a comporre il volto a seconda di tutte le circostanze, si trovò alquanto scompigliato da questa inaspettata appellazione, e per tenersi alla più sicura, si contentò di chinare urbanamente il capo.

„ Penso, sig. maggiordomo, (così si volse a Caleb il lord Cancelliere, venuto in timore che il prolungar più a lungo sì fatta scena, dopo cessato il primo prurito di ridere, reiterasse unicamente mortificazioni a Ravenswood), penso che non fareste male consigliandovi a tale proposito con Lockart. Ha viaggiato assai; è avvezzo ad inconvenienti d'ogni specie e ad accidenti non prevenuti, spererei che intendendovi insieme tutt'a due, dovreste trovare qualche espediente per uscire d'imbarazzo. „

„ Suo Onore, il sere di Ravenswood, sa (rispose Caleb, il quale comunque non vedesse speranza di spacciarsi, piuttosto che ricorrere all'aiuto di uno straniero, sarebbe morto di stento, come il generoso elefante che volle ad ogni costo fare quanto il suo padrone aspettava da esso), suo Onore sa ch'io non abbisogno di consiglieri, quando si tratta del decoro della famiglia. „

„ Sarei ingiusto, se dicessi il contrario, o Caleb; il suo padrone rispose, ma il vostro ingegno consiste soprattutto nel trovare scuse; e queste non ci sazierebbero più della descrizione del vostro pranzo colpito dal fulmine. Bramo dunque che, in compagnia del sig. Lockart, cerchiate qualche via di supplire a quanto non vi è più, o forse non vi è mai stato. „

„ Vostro Onore ha sempre le sue facezie pronte. Certamente, non dovrei far altro che trasferirmi subito a Wolfhope, e troverei l'occorrevole per dar da desinare a quaranta persone. Ma quei paesani non meritano che un galantuomo si volga ad essi; ebbero l'inconsideratezza di servirci male nel burro e nelle uova. É cosa che non ho dimenticata. „

„ Non fa niente, Caleb; andate al villaggio, e ivi ingegnatevi come potete. Non conviene permettere che i nostri ospiti digiunino per l'onore, come siete solito dire, della famiglia. Prendete questa borsa, credo che sarà per voi il miglior consigliere. „

„ La vostra borsa! danaro! esclamò Caleb, facendo alcuni passi addietro in tuono d'indegnazione. Che cosa devo io farne? Non siamo sui vostri dominj? Chi è quello fra i vostri vassalli che volesse pagamento per prestarmi servigio? „

Ritiratisi i servi, e poichè la porta del salone fu chiusa, il lord Cancelliere si credè in obbligo di far qualche scusa coll'ospite sull'arbitrio che si era preso di ridere, e Lucia espresse il proprio desiderio di non avere colla sua giocondità nè offeso, nè mortificato il buon vecchio Caleb.

„ Caleb ed io, miss Asthon, dobbiamo avvezzarci a sopportare con rassegnazione e pazienza tutto ciò che va unito di ridicolo alla povertà. „

„ Voi non siete giusto verso di voi medesimo, sere di Ravenswood, rispose il lord Cancelliere; sulla mia parola d'onore, credo di conoscere gli affari vostri meglio di voi medesimo, e spero provarvi che mi stanno a cuore, e che… in una parola vi sta innanzi agli occhi una prospettiva migliore di quanto v'immaginate. Nonostante permettetemi di assicurarvi, ch'io non conosco al mondo cosa più rispettabile di un uomo, il cui carattere sollevisi al di sopra della fortuna, e che preferisca l'imporre a se stesso nobili privazioni, all'umiliazione di contrar debiti, o di sottomettersi ad uno stato di dipendenza. „

Fosse sollecitudine di non offendere il delicato animo dell'ospite, o timore di destarne soverchiamente l'orgoglio, il lord Cancelliere gli dicea queste cose con una specie di timida riservatezza; onde esitava, e parea che a ciascuna parola temesse di essersi spiegato di troppo su tale argomento, benchè l'occasione di trattarlo fosse stata somministrata dallo stesso sere di Ravenswood. In somma, lord Asthon sembrava, animato a parlare dal desiderio di offerire prove di amicizia, rattenuto dalla tema di arrecar dispiacere. Non dobbiamo pertanto maravigliare, se Edgardo, poco pratico ancora degli uomini, supponea in questo espertissimo cortigiano maggiore sincerità di quanta si durerebbe fatica a trovarne in venti persone di simil classe. Gli rispose nondimeno con molto sussiego, essere egli grato a tutti quelli che aveano la cortesia di tenerlo in buona opinione; rinovate indi e col Lord e colla figlia lo sue scuse sul non poterli ricevere in modo più convenevole, uscì tosto del salone per dare alcuni ordini che erano indispensabili.

Quanto al modo di far dormire gli ospiti, le cose vennero ben tosto concertate colla vecchia Misia; nè per vero, potea in ciò dar molestia la perplessità sulla scelta. Edgardo cedè il proprio appartamento a miss Asthon, ponendole a fianco, qual cameriera, la stessa Misia, che venne, perchè sostenesse più addicevolmente una tal parte, vestita di un abito di raso nero, portato dall'avola di Ravenswood, e che avea fatta la sua comparsa nelle feste di Corte di Enrichetta Maria. Domandò che cosa fosse avvenuto di Bucklaw, e poichè intese che era a Wolfhope cogli altri cacciatori, incaricò Caleb di andarlo a vedere, e fargli noto l'imbarazzo in cui si trovava, pregandolo a nome suo a procacciarsi per quella notte un letto nel villaggio, non ve n'essendo altri nel castello fuor quello della camera segreta, che in tale congiuntura non si poteva a meno di offrire a ser Guglielmo Asthon. Caleb si rassegnò a cedere il proprio letto al servo straniero, e a dormire coricato sulla paglia nel granaio, per non dare a divedere che nella torre di Wolfcrag vi fosse scarsezza di letti. Il sere di Ravenswood si preparò a passar la notte avviluppato in un gran ferraiuolo, entro il salone.

Del rimanente, Lockart avea ricevuto dal padrone l'ordine di trasferirsi all'osteria, ove convennero i cacciatori, per trarne alcun poco di salvaggina, e Caleb non disperava dell'efficacia de' suoi stratagemmi ordinarj, all'uopo di porre in salvo l'onore della famiglia. Edgardo avea voluto dargli una seconda volta la propria borsa, ma essendo presente il servo straniero, Caleb si pensò in dovere di non accettarla, comunque sentisse che gli sarebbe stata di massimo giovamento. – „ Perchè non mettermela di soppiatto fra le mani? (andava pensando fra se medesimo.) Ma già suo Onore non sa, non saprà mai il modo di contenersi nelle congiunture ardue e dilicate. „

In questo mezzo, Misia, giusta un uso ricevuto allor nella Scozia, e non ancora dismesso affatto, offerse agli ospiti il latte della sua picciola mandria, intantochè fosse all'ordine il desinare. Edgardo per guadagnar tempo, condusse Milord e la figlia a girare tutto il castello; ed essendosi rasserenato il cielo, li fece salire sino in cima della torre, d'onde ammirarono la vasta estensione del mare, abbellita dai raggi del sole che ogni nube avea dissipata.

CAPITOLO II

„ A che sfoggiar di spiedi e di pignatte?
„ É per voi squisitissimo convito,
„ E troppo ancora a rustiche gargatte,
„ Mezzo il pollo che in casa fu nudrito,
„ E una testina di porcel di latte,
„ Che al sol vederla aguzza l'appetito. „

Chaucer.

Non avea l'animo libero d'ogni inquietudine il nostro Caleb, quando partì per la sua spedizione; e di fatto si trovava a condizioni alquanto scabrose. Non osava raccontare al padrone, con qual garbo, in quella mattina, avesse chiusa in faccia a lord Bucklaw la porta del castello; non volea confessare di aver fatto male a non accettare, quando lo stesso padrone gliela offerse, la borsa; temea per ultimo qualche non piacevole conseguenza dal primo incontro che avrebbe con Bucklaw, e soprattutto in quel momento in cui era da supporsi che lo spettabile gentiluomo, colla testa piena dei fumi del vino e dell'acquavite, fosse meno che mai disposto a passarsela ridendo sull'affronto ricevuto poc'anzi.

Caleb, per rendergli la dovuta giustizia, non la cedea in coraggio ad un lione, ogni qual volta per l'onore della famiglia del suo signore operava; possedeva però un di quei coraggi, uniti a prudenza, per cui non gli piaceva esporsi fuor di bisogno ai pericoli. Ma questa era una considerazione solamente secondaria; il punto importante per lui consisteva in nascondere l'inopia assoluta e generale in cui si viveva a Wolfcrag, e di far prova di sua abilità nell'improvvisare un pranzo senza dipendere nè dal soccorso di Lockart, nè dalla borsa del suo padrone; la qual cosa divenne affare d'onore per Caleb, da noi dianzi paragonato, non affatto senza motivo, al generoso elefante, che gravato di un carico superiore alle sue forze, e vedendo condurre un ausiliare della sua razza, nel raddoppiare di sforzi per far di meno di tale aiuto, perdè la vita.

Il villaggio ver dove in quell'istante si incamminava, lo avea più d'una volta, trovandosi in eguali strettezze, levato di impaccio; ma da qualche tempo non vi godea più della medesima riputazione, e ne racconteremo or le cagioni.

Il ridetto villaggio, chiamato Wolfhope, era composto di alcune case sparse qua e là in riva ad una picciola caletta, formata da un fiumicello che ivi metteva foce nel mare. Fu altra volta appendice del feudo di Wolfcrag, dal quale lo disgiugnea una collinetta che presentava un picciolo promontorio all'Oceano. Gli abitanti vi guadagnavano in modo precario il lor vitto, dando opera alla pesca delle aringhe, quando n'era la stagione, e vivendo di contrabbandi il rimanente dell'anno. Conservavano una specie di rispetto ereditario ai lôrdi di Ravenswood; ma la maggior parte di essi avea, profittando del bisogno di danaro che incalzava questa famiglia, ricomperate a buon prezzo le onoranze cui soggette erano le case e i fondi loro; divenuti per conseguenza liberi da ogni catena di feudal dipendenza, nè costretti a temere le moltiplici esazioni, che, sotto tutti i pretesti possibili, e talvolta senza pretesto, i feudatari scozzesi, poveri eglino stessi, usavano senza misericordia sui lor vassalli, ancora più poveri.

Poteano in sostanza riguardarsi independenti, cosa mortificantissima per Caleb, avvezzo altra volta a riscotere queste contribuzioni, e a dispiegare su quei tapini un'autorità dispotica al pari di quella, che ne' tempi più remoti, possedeano nell'Inghilterra gl'intendenti reali. Ognuno sa, come costoro, uscendo fuori de' lor gotici castelli, e armati de' diritti e de' privilegi feudali, li sostituissero al danaro nel comperar le derrate, portando a casa loro, o rintanando in cento diverse caverne gli spogli di cento mercati, e quanto potevano portar via ad una tremebonda popolazione, che fuggiva a nascondersi appena li vedea comparire1.

Soave era la ricordanza di que' bei tempi a Caleb, il quale deplorava lo scadimento di un'autorità, che in una minor proporzione, andava sulle tracce del dispotismo dei sovrani feudali, usi a riscotere più gravosi tributi. Egli si lusingava che cotesta legge, immutabile a suo parere, questo diritto di supremazia, che dovea rendere i baroni di Ravenswood i primarj padroni, i proprietarj nati di tutte le produzioni della natura sorgenti qualche miglia all'intorno del loro castello, questa deliziosa prerogativa sonnecchiasse soltanto, e si confortava aspettando di vederla risvegliata un giorno, robusta e fiorente in tutto il suo antico vigore. Perciò si facea lecito a quando a quando di rammentare con qualche piccola angheria i bei giorni trascorsi agli abitanti di Wolfhope; i quali sulle prime, or più, or meno di buona voglia, si sottometteano a questo giogo, perchè accostumati da tanto tempo a riguardare i bisogni del Barone e della sua famiglia, come cose che più dei proprj loro bisogni dovessero rilevare; la stessa franchigia di cui godevano, non giungeva a persuaderli di essere in realtà independenti; simili ad un uomo, che essendo stato per lungo tempo carico di ferri, s'immagina, anche quando ne è libero, di sentirne il peso. Ma al godimento della libertà, non tarda naturalmente a venir dietro l'intimo senso de' diritti che ne sono la conseguenza; così il prigioniero disciolto, nel far libero uso delle proprie membra, ben presto s'accorge che le sue catene son veramente cadute.

Gli abitanti di Wolfhope pertanto incominciarono a bisbigliare, a resistere, e finalmente a ricusare in chiare note di sottomettersi alle pretensioni di Caleb Balderston. Egli si ricordò, e ricordò loro i tempi dell'undecimo Lord di casa Ravenswood, soprannominato l'Uomo di mare, a motivo del diletto che gli davano tutte le cose che alla marineria riferivansi. „ Questo buon Lord, così ragionava Caleb, agevolò il commercio del picciolo porto di Wolfhope, col farvi costruire un molo (ed era un cattivo argine di sassi mal accatastati gli uni sugli altri); il qual molo mettea le barche pescherecce in sicuro dalle tempeste; e in benemerenza, gli abitanti convennero di conferirgli, in tutta l'estensione della baronia, il diritto al primo pane di burro fatto col latte di ciascuna vacca che avesse figliato, e alle uova nate, tutti i lunedì dell'anno, da ciascuna gallina del feudo. „

I pretesi debitori l'ascoltarono tranquillamente; poi si misero a grattarsi in capo, a tossire, a sbadigliare, a starnutare, e Caleb sollecitandoli ad una risposta, la fecero in questi termini: „ Non sappiam che dire. „ La qual frase è il rifugio universale de' contadini scozzesi, quando viene fatta ad essi una domanda, di cui riconoscono la giustizia in loro coscienza, ma contro la quale grida la voce del loro interesse.

Allora, Caleb mise nelle mani dei notabili di Wolfhope una inchiesta formale, affinchè gli somministrassero un certo numero d'uova, e una certa quantità di burro, che equivalessero al debito arretrato di questa antica onoranza cui nessuno aveva pensato. Fu anche assai compiacente per soggiugner loro, che se gl'incomodava il pagarla in natura, non avrebbe avuta difficoltà di ricevere invece danaro o altre derrate. Indi li lasciò affinchè potessero concertare insieme in libertà sui modi del pagamento che lor più a grado tornassero.

Ma presero una risoluzione del tutto diversa dai conti che avea fatto Caleb, quella cioè di resistere ostinatamente ad una tale intimazione. Il bottaio, personaggio d'alto affare in un villaggio, ove la pesca delle aringhe era la principale bisogna, ed uno dei padri coscritti di quel comune, disse, che le loro galline aveano cantato assai lungo tempo pei lôrdi di Ravenswood, ed essere omai tempo che cantassero per chi dava loro il nudrimento e il pollaio. Gli applausi universali dimostrarono quanto garbasse all'assemblea una tale sentenza; ma la difficoltà stava nel trovare i motivi su cui fondare il rifiuto. „ Se non volete altro, ripigliò il medesimo oratore, farò un salto a Dunsa; andrò a trovare Davy Dingwall, e saremmo ben disgraziati, se non raccapezzasse qualche buon appiglio per salvarci il nostro burro e le nostre uova. „

Venne dunque assegnato un giorno per tenere nuova adunanza, in cui prendere un definitivo partito intorno all'intimazione di Caleb, il quale fu avvertito, affinchè potesse egli pure trovarvisi.

Egli venne quindi colle mani aperte e collo stomaco vôto, divisando di empir bene le une a profitto del suo padrone, e di refocillar l'altro per proprio conto, il tutto a spese dei debitori di Wolfhope. Ma ogni speranza lo abbandonò, allorchè entrando nel villaggio dalla parte di levante, vide arrivare dalla parte di ponente un tal uomo che anche troppo avea imparato a conoscere. Era questi Davy Dingwall, scaltro procuratore gran mastro di astuzie, quel medesimo che avea secondato ser Guglielmo Asthon in tutte le liti contro la casa di Ravenswood, e che munito allora di tutti i chirografi feudali di quel villaggio, veniva a sostenere giuridicamente le parti degli abitanti.

„ Spero di non avervi fatto aspettare, sig. Balderston, gli disse, in tuon di beffarlo, il procuratore. Eccomi pronto a discutere, regolare, e terminare con voi la picciola differenza insorta fra il sig. Edgardo Ravenswood… „

„ Fra l'onorevolissimo Edgardo, lord di Ravenswood, „ sclamò con enfasi Caleb; perchè comunque prevedesse che la vittoria non si deciderebbe per lui in questo affare, voleva almeno salvar l'onore, se non potea l'interesse.

„ Sia, come vi piace! rispose Dingwall, non discuterò con voi sopra quanto è affare di semplice cortesia. Diremo dunque, insorta fra lord Ravenswood, proprietario della torre di Wolfcrag da una parte, e John Whitefish, e i rimanenti abitanti del villaggio di Wolfhope dall'altra. „

Una trista esperienza avea insegnato a Caleb, qual fosse l'avversario con cui si trovava impacciato, e che quello stipendiato campione del fôro era più formidabile di tutti i livellarj della baronia uniti insieme. Perchè, se avesse avuto che fare unicamente con essi, poteva ricorrere, appellarsi alla rimembranza dei tempi andati, mettere in campo l'antica predilezione degli abitanti di Wolfhope verso i loro Signori, rinverdir vecchie usanze, e adoperare con buon successo la sua facondia, divenuta di niun effetto a fronte di quell'impassibile rappresentante. Il fatto provò quanto i timori di Caleb fossero ben fondati. Indarno pose in opera tutti gli stratagemmi del suo ingegno e della sua arte oratoria, indarno accozzò una farragine d'argomenti tolti dalle venerabili pratiche dei maggiori, dal rispetto dovuto ai lôrdi di Ravenswood, dai rilevanti servigi che questi aveano prestati al villaggio, da quelli che prestar potrebbero per l'avvenire. Il procuratore non si dipartiva dai suoi chirografi; l'onoranza richiesta non era stata eccettuata nel riscatto generale; non v'era più luogo ad armar pretensioni per essa. E quando Caleb, volendo provare se un po' d'audacia gli riescisse meglio, motivò le conseguenze funeste che dovea aspettarsi il villaggio, ogni qual volta il Lord lo privasse della sua protezione, e si fece ancora capire che potrebbesi ricorrere a vigorosi provvedimenti per far valere i diritti del feudatario, il curiale gli rise in faccia.

„ A' miei clienti basta quella protezione che possono assicurare da se medesimi al loro villaggio, credo poi che lord Ravenswood, giacchè bisogna chiamarlo lord, abbia bastanti faccende per proteggere il castello che gli rimane. Quanto alle minacce di vie di fatto, d'atti arbitrarj, di oppressione, con cui parrebbe che il sig. Balderston ci volesse impaurire, lo prego badar bene, che il tempo presente non è il secolo dei nostri buoni padri. Noi abitiamo al mezzogiorno del Forth, lontano assai dai montanari; i miei clienti, l'ho detto, si credono in istato di proteggersi da se stessi, ma, dato il bisogno, chiederebbero al Governo la protezione di un caporale e di quattro abiti rossi, sufficienti, e al di là, per mettere il villaggio in sicuro contro ogni atto di violenza che il lord di Ravenswood, o il suo satellizio volessero sovr'esso sperimentare.

Se Caleb avesse potuto raccogliere nei suoi occhi tutte le folgori dell'aristocrazia, le avrebbe lanciate contro questo ribelle ai privilegi feudali, senza sgomentire delle conseguenze che ne fossero potute derivare. Ma i suoi fulmini non valendo nulla sopra quel capo, si vide obbligato a ritornare al castello, ove rimase una mezza giornata, invisibile e inaccessibile per chicchessia, e sino per Misia, perchè essendosi chiuso nella propria stanza, zufolò per sei ore continue una medesima arietta, impiegando tutto quel tempo a fregare un unico piatto di peltro che sperava far parere, a furia di lustrarlo, di argento.

La conseguenza di questa infelice spedizione si fu la perdita di tutti que' contingibili che potea sperare da Wolfhope, e dal distretto di Wolfhope, i quali luoghi erano per esso l'Eldorado e il Perù, e di fatto in diverse incalzanti circostanze gli aveano prestato gran giovamento. „ Il diavolo mi porti via (esclamò preso in quella memoranda giornata da un impeto di collera straordinaria), il diavolo mi porti via se metto un'altra volta piede sui sassi di questo cencioso paese! „ E mantenne, fino al giorno famoso per tutti gli avvenimenti precedentemente narrati, la sua parola, credendosi di gastigare in tal guisa i livellarj ribelli. – Chi l'avrebbe creduto? Fu questa realmente per essi una spezie di punizione. Il sig. Balderston, agli occhi di tal gente, era un uomo, anzichè no, meritevole di considerazione; il pensavano in corrispondenza con persone d'alto grado, invanivano d'averlo presente alle loro picciole feste; in varie occasioni trovavano utili i pareri del sig. Caleb; lo ascoltavano come un oracolo. „ In somma, diceano, par che manchi qualche cosa al villaggio, dopo che il sig. Balderston non esce più del castello. Ma quanto al burro e alle uova, era una domanda fuor di ragione, come glielo ha provato ottimamente il sig. Dingwall. „

Tal era lo stato scambievole delle due parti, quando Caleb, con suo grave cordoglio, si vide ridotto a scegliere fra due partiti asprissimi entrambi: l'uno di confessare alla presenza d'un ragguardevole personaggio, o del suo servo, chè era anche peggio, l'impossibilità di procurarsi di che desinare; l'altra di trasportarsi a Wolfhope per implorare la compassione di quegli abitanti. Ciascuna di tali cose non offeriva al suo animo che l'immagine dello avvilimento; pure gli fu d'uopo sottomettersi alla necessità, e imprendere il viaggio dalla torre al paese; il qual tempo venne da lui trascorso meditando agli stratagemmi da porre in opera quando vi fosse giunto.

Non vedendo l'ora di spacciarsi del suo compagno Lockard, lo condusse alla volta dell'osteria, d'onde anche prima di entrar nel villaggio, udivasi il baccano che facevano Bucklaw, Craigengelt, e gli altri della cacciatrice brigata. Un grande fuoco e molte candele accese dissipavano l'oscurità del crepuscolo vespertino già sul finire, e mandavano per traverso alle finestre una luce rossiccia, ripercossa indi da un cumulo di vecchie botti, tini e barili posti alla porta della casa del bottaio, che rimpetto all'osteria dimorava.

„ Se volete, sig. Lockard, gli disse allora Caleb, entrare nell'osteria da cui vedete uscir questa luce, e dove, a quanto mi sembra, adesso cantano Catterina d'Aberdeen, (ballata di que' giorni) voi potrete eseguire le commissioni del vostro padrone circa alla salvaggina; io penserò alle mie col sig. di Bucklaw, quando mi sarò procurato il rimanente delle cose necessarie pel pranzo. Non è già che abbiam bisogno della salvaggina di questi signori, aggiunse trattenendolo per un bottone del giustacuore, ma il gustarne è sempre una cortesia che si usa ai cacciatori. Aggiungo, sig. Lockard; se mai vi offerissero un poco di vino, non fareste male ad accettarlo; chi sa? il fulmine avrebbe potuto alterare il vino delle nostre botti, ed è cosa che temo assai, pensando ai guasti che ha prodotti in cucina. „

Disgiuntosi, ciò detto, da Lockard, attraversò la strada, andando d'un passo più grave del piombo, e nullameno più leggiero del peso che gli premeva lo spirito; fermossi un istante per pensare da qual parte gli conveniva volgere il primo assalto. Bisognava trovare qualcuno men superbo dell'idea della propria indipendenza, che sollecito dell'onore di prestare servigio ad un ragguardevole personaggio; qualcuno pronto a riguardare l'inchiesta che Caleb stava per fare, come un atto di condiscendenza e bontà, come una prova di dimenticanza degli ultimi dispareri. Ma dove trovar questo tale? Qual'era l'abitante del villaggio che avesse l'animo in questa guisa disposto? Veramente il parroco era obbligato del suo impiego al defunto Lord, ma attaccarono poi briga per cagion delle decime. La vedova del venditore di birra avea fatto credito per un pezzo; ma la sua lista era ancor da pagare, e più di una volta ella ne avea chiesto il rimborso. In somma, fra tutti quelli ai quali andava pensando Caleb non ve n'era un solo, al cui nome non succedesse un ma, che obbligava il povero intendente a fare i conti sopra d'un altro. Giberto Girder, il bottaio, del quale abbiamo parlato, era sicuramente il gallo del villaggio; e nessuno potea meglio di lui, in questo momento di strettezze, vettovagliare il castello; ma nessuno ancora era a far ciò meno propenso di lui, capo della sommossa de' livellarj recalcitranti al diritto delle uova e del burro.

„ In fine poi, così Caleb ragionò, tutto sta nel saper prendere le persone. Gli dissi, è vero, che è un solennissimo stupido, e d'allora in poi non la perdonò più alla famiglia dei Ravenswood; però ha sposata una brava giovine, la Giovannina, figlia del vecchio Lightbody, il marito della Mariuccia, cameriera allora di milady Ravenswood. Quante volte ho riso colla madre della Giovannina! Aspetta! m'han detto che è andata a stare col genero. Costui ha dei giacomi e dei giorgi; ma come li tiene stretti il furfante! Certo, se mi volgo a lui, gli fo più onore che non merita. Sciagurato ribelle! Quando anche non gli venisse restituito il danaro, se si potesse cavargliene di mano, l'avrebbe sempre accomodata bene; poi questa perdita per lui sarebbe insensibile. „

Dato finalmente bando alla irresoluzione, fece immantinente una giravolta Caleb, e fu in un subito alla porta della casa del bottaio; e alzato senza cerimonie il saliscendi, si trovò in un corritoio, d'onde potea veder dentro in casa, perchè l'uscio di cucina era aperto.

Gli si offerse alla vista uno spettacolo assai più giocondo di quelli che ogni giorno era avvezzo a vedere nella torre di Wolfcrag. Stupendo fuoco, che mandava alta la fiamma sotto il cammino; la moglie del bottaio, in piede dinanzi ad una credenza, ove stava in bell'ordine molta piatteria di maiolica e di lucidissimo e mondissimo peltro, sulla qual credenza, ella avea posto, per dar l'ultima mano ad una acconciatura più che ordinaria, uno specchietto che ne rifletteva i lineamenti di per se stessi non privi di grazia, e fatti più gradevoli dall'espressione di buon umore che li ravvivava; la madre di essa, non più Mariuccia, la più prosperosa e disinvolta vecchia fra quante, al dir di quelle commari, ve ne fossero venti miglia all'intorno, seduta presso al fuoco in abito di drappo di seta, riparato da un bianco grembiale, che stava con una pipa in bocca, vigilando ai lavori della cucina; sospesa alla catena del cammino (e questa vista, più assai di quella e della vecchia e ancor della giovine, allegrò il cuore e le viscere del degno intendente), sospesa alla catena del cammino una grande pentola, entro cui Caleb s'immaginò si stessero bollendo o un pezzo di manzo, o un pezzo di prosciutto, o forse entrambe le carni accoppiate; rimpetto al fuoco due spiedi che due fanciulli assisi a ciascun angolo del cammino faceano girare; infilzati, in un d'essi un quarto di castrato, nell'altro, un'oca grassa e due anitre salvatiche.

La vista di questa terra d'abbondanza, e il fumo che andava a ferirgli le nari, rendettero immobile per alcuni minuti Caleb, il quale volgendo indi il capo verso un altro uscio, parimente aperto, e che conducea al tinello, vide un apparato di cose non men deliziose al suo guardo. Una grande tavola rotonda allestita per dieci, o dodici persone, e decorata, per valerci della sua favorita espressione, di una tovaglia bianca come la neve; di grandi fiaschi di peltro, il contenuto de' quali, giusta ogni apparenza, corrispondea al lucido del loro esterno; di bicchieri, coltelli, cucchiai e forchette d'argento, posti a convenienti distanze. Tutte le predette singolarità annunziavano che quel campo era pronto e che sol si aspettavano i combattenti.

„ E che cosa è saltato in mente a questo sgraziato bottaio? (pensò fra se stesso Caleb, mosso da maraviglia ed invidia eguali, nell'osservare tanto sfarzoso apparecchio). É una vergogna vedere sì fatta canaglia empirsi il ventre in tale maniera, mentre… ma pazienza! Se una parte di queste vivande non prende la strada di Wolfcrag, io non sono più Caleb Balderston. „

Formata appena questa risoluzione, entra arditamente in cucina, e va ad abbracciare con modi affettuosi e cortesi la madre e la figlia. Wolfcrag era la Corte di quei dintorni, Caleb il primo ministro. Si è in tutti i tempi osservato, che, comunque i sudditi di sesso mascolino, ai quali tocca pagar le tasse, vedano di mal occhio i cortigiani che le impongono, non quindi vengono mal accolti questi dal bel sesso, al quale fanno le descrizioni delle nuove mode e delle cose che si dicono alla giornata ne' ragguardevoli crocchi. Le due donne pertanto corsero al collo di Caleb che non dovette trovarsi malcontento della ricevuta accoglienza.

„ Siete veramente voi, sig. Balderston? esclamò la giovane. É un miracolo vedervi! Sedete dunque, sedete. Mio marito avrà grande piacere in trovarvi qui. Voi non lo avrete mai veduto in vostra vita di sì buon umore. Celebriamo oggi il battesimo del nostro primo figlio, che adesso compie le sei settimane. Ma è cosa, di cui senza dubbio avrete udito parlare. Abbiamo ammazzato un castrato, e mio marito è andato col suo moschetto a passeggiare dalla parte delle paludi. Spero bene che rimarrete alla cerimonia battesimale, indi cenerete con noi. „

„ No, no, mia cara amica, rispose Caleb: non sono qui venuto che per farvi le mie congratulazioni. Avrei veramente avuto piacere di dire una parola a vostro marito; ma ho premura, e poichè non è qui… „ e fece l'atto come se volesse partire.

„ Oh! non andrete via in questa maniera, (così dicendo il trattenne la vecchia usando del privilegio dell'antica lor conoscenza). Voi non partirete, se prima non accettate qualche cosa. Sarebbe un mal augurio pel nostro bambino. „

„ Ma vi dico che ho grande premura, mia buona mamma, (replicò il maggiordomo, che però senza molta resistenza si lasciò costringere a seder di bel nuovo). Oh! quanto poi al mangiare (aggiunse vedendo che la padrona di casa si affrettava a mettergli innanzi un piattello, un coltello ed una forchetta), quanto al mangiare, mi è assolutamente impossibile. Prevedo che un dì, o l'altro, ci troveranno morti d'indigestione al castello. Non si fa che stare a tavola dalla mattina alla sera. In verità avrei vergogna, se accettassi. „

„ Che vergogna, sig. Balderston? la giovine continuò. Voglio che assaggiate questi pudding fatti dalle mie mani. Eccovene un nero e un bianco. Scegliete. „

„ Tutti due, mia cara amica, tutti due. Faccio fede io che l'uno e l'altro sono eccellenti. Ma dopo il pasto che ho fatto, mi basta l'odore. „

E sì, il povero sgraziato non avea presa in tutta la giornata che un bicchier d'acqua.

„ Per altro, continuò, non voglio farvi un affronto, e con vostra permissione gl'involgerò in un tovagliolo, e me li porterò a casa per la mia cena. Son sì stanco dei pudding che ne dà Misia. Ella ci mette tanti ingredienti diversi, tante cose ricercate… lo sapete, Mariuccia, ho sempre amati i pudding del paese; e anche (aggiunse volgendosi alla moglie del bottaio), le belle giovani del paese. Sapete voi, Mariuccia, che vostra figlia è tutto il vostro ritratto? tal e quale voi eravate quando vi faceste sposa a Gilly. Non si trovava un'altra ragazza così bella nella nostra parrocchia. Ma si giudica del vitello al vederne la madre. „

Le due donne risero sul complimento vôlto a ciascuna di esse, e risero ancora della premura colla quale Caleb avvolgea i due pudding entro un bianchissimo tovagliolo, che si era portato in iscarsella, a guisa di dragone che andando a fare scorreria, si munisce di un sacco per mettervi dentro quanta preda potrà capitargli.

„ E che notizie abbiamo al castello? „ la moglie del bottaio gli chiese.

„ Quali notizie? In fede mia, nessuna di grande importanza. Abbiamo adesso in casa nostra il lord Cancelliere con sua figlia. Par che il padre la voglia buttar dietro al sere di Ravenswood. Eh! se questi la riceve, perchè ella non si faccia male, fra le sue braccia, si porterà attaccati alla gonnella, ve lo sostengo io, a dir poco, tutti gli antichi dominj della casa di Ravenswood. „

„ Oh! da vero? esclamarono tutte due le donne in un medesimo tempo. É giovine? É bella? I capelli di che colore? Come veste? all'inglese, o all'usanza della sua patria? „

„ Ih! ih! ih! Mi vorrebbe una giornata per rispondere a tutte queste interrogazioni, e non ho un minuto da perdere. Vi immaginerete anche voi altre, che avendo ospiti di tal natura, non mi mancano faccende al castello. Ma dov'è dunque Girder? „

„ É andato in cerca del ministro, rispose mistress Girder, del degno e reverendo Pietro Bidebent, che sta a Mosshead. Il brav'uomo patisce un reumatismo che si guadagnò nelle caverne ai giorni della persecuzione. „

„ Sì, sì; un wigh, un puritano; (esclamò Caleb con un moto d'acrimonia, che non fu capace di padroneggiare). Ma mi ricordo, Mariuccia, che in altri tempi non vi scaldavate a queste legne, e che, pari ad altre donne di garbo, vi contentavate delle prediche e delle preghiere di un ministro della chiesa del paese. „

„ É ben vero, sig. Balderston. Ma che cosa volete? Bisogna bene che la mia Giovanna si acconci, come piace a suo marito, e canti i salmi sul tuono ch'egli desidera, e non altrimenti; perchè egli è padrone in casa sua; e più che padrone: ve lo dico io. „

„ E, domando! è egli pure che tiene i cordoni della borsa? „ chiese Caleb, ai divisamenti del quale non parea troppo favorevole la supremazia mascolina.

„ Tenace dell'ultimo quattrino, signor Caleb! Nondimeno, mia figlia, non può lamentarsi; ben nudrita, ben vestita, come vedete; dieci volte meglio di tante altre che sono d'un grado superiore al suo. „

„ Molto bene, molto bene, Mariuccia! (disse Caleb scoraggiato per vero dire, ma che nemmen per questo aveva abbandonata ogni speranza). Voi, mi ricordo, conducevate vostro marito in tutt'altra maniera; in fine ciascuno ha il suo stile. Oh! bisogna ch'io me ne vada. Avrei voluto vedere un momento Girder, perchè ho udito raccontare, che Pietro Puncheon, bottaio dei magazzini della Regina, a Leith, sia morto; e credo che, se il mio padrone dicesse una parola al lord Cancelliere, potrebbe fare un gran bene a vostro genero, Mariuccia; ma non essendo qui… „

„ Ma, ma!.. aspetterete che ritorni. Oh sì! Gliel'ho predicato sempre che gli siete amico. Ma è un benedetto uomo; per ogni parola un po' di traverso, gli salta la mosca al naso. „

„ Aspetterò dunque fino all'ultimo minuto che mi resterà in libertà. „

„ Ora dunque, narratemi, disse allora la moglie del bottaio; secondo quel che vi sembra, questa miss Asthon è bella? Già bisogna che lo sia per piacere al nostro Lord che è tanto bel giovine; ha una fisonomia, un portamento, un contegno nello stare a cavallo; si prenderebbe per il figlio d'un re! dovete sapere, sig. Balderston, che quando passa pel villaggio, solleva sempre il capo verso la mia finestra; così v'immaginerete che devo conoscerlo al pari di chicchesia. „

„ A chi raccontate voi queste cose, mia cara amica? Il mio padrone non mi ha lodato le cento volte i begli occhi grandi e neri della moglie del bottaio di Wolfhope? non m'ha detto che non si trovano i compagni nè in questo distretto, nè camminando anche un pezzo più in là? – Sono gli occhi di sua madre, io gli rispondo Milord; gli ho conosciuti a mie spese. Eh! Mariuccia? Ah! ah! ah! quante volte in nostra gioventù abbiam riso insieme! „

„ Tacete là, vecchio matto! esclamava mistress Lightbody. Va parlato così dinanzi alle giovani? – Oh! Giovanna, Giovanna! Odi gridare il fanciullo? Sì, sì; è desso. Che cosa ha mai? „

E in un lampo l'ava e la madre balzarono fuor di cucina facendo a qual delle due più correa, e dandosi scambievoli gomitate per veder presto quale inconveniente avesse turbati i riposi del pargoletto eroe della sera, che in una stanza terrena avea la sua culla.

Appena Caleb s'accorse che gli rimanea il campo libero, tirò una grossa presa di tabacco per prender coraggio e francarsi vie più nelle concette risoluzioni. „ Ch'io possa morire appiccato, se Girder e Bidebent mangiano di quest'oca, o di queste due anitre salvatiche! „ indi voltosi al menarrosto, che di queste due squisite vivande aveva la cura, fanciullo di circa dieci anni: „ Ragazzetto, gli dice, mettendogli una moneta di due soldi fra le mani, ti prego; vammi a comprare un po' di tabacco alla bottega di mistress Smalltrash; ti darà pel tuo incomodo un pezzo di pane colle spezie; nè ti prender fastidio quanto allo spiede, chè sarà mio pensiere di farlo girare tanto che tu ritorni. „

Poichè l'un de' fanciulli fu partito, Caleb guardando in aria grave e burbera quell'altro che avea poco più di sei anni, e sbassò timidamente gli occhi, tolse dal fuoco lo spiedo che s'era assunto di far girare, e coperte, con un secondo tovagliolo portatosi in saccoccia, l'oca e le anitre, e tiratosi giù fino agli occhi il cappello, uscì trionfante fuor della cucina e della casa, portandosi sulle spalle lo spiedo carico de' trofei della riportata vittoria.

Si arrestò appena un istante alla porta dell'osteria per far avvertire il signor di Bucklaw, che in quella notte il suo padrone non avea letto per lui nel castello. Questo messaggio mandato con laconica brevità, non acquistò la gentilezza che gli mancava, passando per le labbra della serva dell'osteria, incaricatasi di trasmetterlo a Bucklaw, il quale lo credè un insulto sopra insulto. Il capitano Craigengelt, fra i plausi unanimi dell'intera brigata, pose il partito di dar la caccia al vecchio volpone prima che potesse raggiungnere il covo, e di farlo ballare sopra una coperta. E per verità, Caleb avrebbe corsi assai brutti rischi, se Lockard non avesse fatto comprendere così ai servi del suo padrone, come a quelli di lord Littlebrain, che ser Guglielmo Asthon intenderebbe male oltre ogni dire qualunque insulto venisse arrecato ad un servo del sere di Ravenswood. Avendo parlato con tuono abbastanza fermo per toglier loro ogni prurito di divertirsi a spese del vecchio intendente, partì dall'osteria con due servi carichi delle vivande che ivi erasi procacciate, e raggiunse all'uscir del villaggio Caleb.

CAPITOLO III

„ Affè il dono è leggiadro. M'offron per cortesia
„ Quel ch'io senza preamboli m'era portato via. „

Spirito senza danari.

L'atteggiamento del minor fanciullo, unico spettatore dell'oltraggio che alle leggi della cortesia e dell'ospitalità Caleb avea fatto, era, di per se solo, bastante soggetto ad un quadro eccellente. Rimase immobile come se si fosse veduto innanzi uno di quegli spettri de' quali nelle lunghe sere d'inverno, avea udito narrare le dilettose storielle. Non pensando più ai doveri del proprio ufizio, dimenticò di girare lo spiedo, e aggiunse alle disgrazie di questa memorabil giornata, quella di lasciar abbruciare il quarto di castrato, sola speranza di cena rimasta allora al reverendissimo Bidebent. Uscì da questo stato di estasi, sol quando nel tolse un potentissimo schiaffo applicatogli da mistriss Lightbody, donna di robustissima complessione, e che sapea perfettamente valersi delle sue mani, come dicesi averlo provato più d'una volta il suo defunto marito.

„ Perchè lasciar abbruciare questo arrosto, brutto asinaccio? „

„ Non ne so niente io. „

„ E dov'è andata quell'altra buona lana del tuo compagno? Dov'è Gille? „

„ Non ne so niente io. „

„ E dov'è il sig. Balderston? – Oh dio, dio! E dov'è, dico, l'altro spiedo coll'oca e colle due anitre? „

Mistress Girder, che in quel momento ritornava, unì alle esclamazioni della madre le proprie, e tutte due gridando nel medesimo tempo alle orecchie del povero fanciullo, e stordendolo sempre più a furia di interrogazioni, e senza dargli tempo a rispondere, non seppero il tenore delle accadute cose che all'arrivo di Gille, il quale avea veduto da lontano Caleb che, collo spiedo in su le spalle, prendea con passo deliberato il cammino di Wolfcrag.

„ Ma bene! Esclamò mistress Lightbody. Chi dovea mai pensarsi che Caleb Balderston fosse capace d'un'azione simile, e con persone d'antica sua conoscenza? „

„ Oh! che indegnità! gridava mistress Girder. Ma che cosa dirò io a mio marito? Mi ammazzerà quand'anche non vi fosse altra donna in Wolfhope. „

„ Ammazzarti! Sei matta? le disse la madre. Questa è una disgrazia, lo vedo, ma non ce ne ha da venir appresso una maggiore. Ammazzarti? Bisognerebbe che ammazzasse me prima, e ho fatti dar addietro soggettini che valevano meglio di lui. Grazie a dio! so menare le mani; basta che ne venga l'occasione. „

Intanto uno scalpitar di cavalli alla porta, annunziò l'arrivo del bottaio e del ministro, i quali non ebbero appena messo piede a terra, che si trasferirono in cucina premurosi di scaldarsi; perchè il temporale avea raffreddata l'aria, e inoltre attraversando la foresta, erano stati sufficientemente rinfrescati dalle gocciole di rugiada piuttosto densa che empiè le foglie e i rami degli alberi. La giovine confidandosi alcun poco nell'incanto delle sue vesti da festa, corse innanzi al marito per sostenere il primo impeto, intanto che la madre, come i veterani delle legioni romane, tenevasi al retroguardo per venirle all'uopo in aiuto. Entrambe cercavano di allontanare quanto si potea la necessità di scoprire il disastro accaduto; la madre mettendosi dinanzi al fuoco e facendo un antemurale della persona al luogo dello spiede mancante; la figlia intertenendo colla più cordiale accoglienza il marito e il ministro, e mostrandosi inquieta, per paura che avessero preso un raffreddore.

„ Un raffreddore! (Disse con poco garbo Girder, il quale non era nel novero di quei signori e padroni che si fanno umilissimi vicereggenti delle lor mogli). Che raffreddore? Lo piglieremo bene, se non ci lasci una volta accostare al fuoco! „

Così parlando si aperse un varco per traverso alle due linee di circonvallazione, e avendo l'occhio rapido del pari e sicuro, s'accorse subito che uno de' due spiedi mancava dal fuoco.

„ Oh diavolo, diavolo! esclamò. Moglie?.. „

„ Oibò, che parolaccia, esclamarono ad un tempo la madre e la figlia. Non vedete lì il sig. Bidebent? „

„ Ho avuto torto, disse il bottaio, ma… „

„ Veramente, soggiunse il sig. Bidebent, pronunziare il nome del maggior nemico dell'anima nostra, è una cosa… „

„ Ho avuto torto, lo torno a dire, ma… „

„ É cosa, continuò il reverendo ministro, che ci espone ad ogni sorte di tentazioni. É un invitarlo, uno sforzarlo in qualche modo, a scordarsi dei miserabili che tien sotto le branche, per volgere i suoi pensieri a coloro che ne invocano il nome, come or facevate. „

„ Ho avuto torto, è la terza volta che lo ripeto. Quando un uomo conviene di aver torto, che cosa può fare di più? Però, permettetemi, Reverendo, di domandare a queste donne per qual motivo, prima del nostro arrivo, hanno ritirato lo spiedo dove giravano l'oca ingrassata e le anitre salvatiche. „

„ Nessuna di noi le ha toccate, Giberto; gli disse la moglie; è… è un accidente che… „

„ Un accidente! Disse Girder fisando l'occhio torvo sopra di lei. Voglio sperare che non abbiano fatto naufragio… Ebbene! mi spiegherete una volta come siano le cose? „

La moglie compresa da rispettosissima tema alla presenza di un tale marito, non osava rispondergli, ma venne coraggiosamente in suo soccorso la madre. „ Sono io, Giberto, son io quella che ha fatto un dono di quell'arrosto ad un mio amico. Che cosa vorrete dirmi adesso? „

Quell'eccesso di franchezza rendè muto Girder per pochi istanti; ma poi ripigliò:

„ E voi avete regalate la mia oca e le mie anitre salvatiche, il miglior piatto del mio banchetto battesimale, ad uno de' vostri amici, vecchia strega? E chi è di grazia, questo amico? „

„ Lo stimabile sig. Caleb Balderston di Wolfcrag, „ rispose la matrona coi pugni sui fianchi, e pronta a sostenere l'assalto.

A que' detti, la rabbia di Girder non conobbe più limiti. Non vi era cosa più atta a rincalzar la sua collera, quanto l'udire che si fosse avuta la stravaganza di fare un tal dono a Caleb, e si avesse l'altra di qualificarlo coi predicati di stimabile e d'amico; a Caleb, contro il quale egli nudriva vivissimo risentimento, e già i nostri leggitori ne sanno il motivo. Sollevò sulla vecchia uno scuriscio che tenea fra le mani, ma mistress Lightbody non indietreggiò, e brandendo una grande mestola di ferro, di cui valeasi ad irrugiadare il castrato posto nello spiede, lo minacciò di rincontro. Certamente il vantaggio dell'armi era per lei, e quanto a vigor di braccio, non gliene mancava; laonde Girder pensò essere cosa più prudente il far cascar la sua collera sulla moglie, che mandava una specie di gemito isterico, intanto che il degno ministro, la più ingenua e buona creatura che vi fosse sulla terra, stava contemplandola e in suo cuore compassionandola.

„ E tu sciocca, le dicea Girder, sei stata lì colle mani alla cintola, mentre vedevi donare la mia cena ad un poco di buono, ad un ozioso, ad un insolente, ad uno staffiere, e tutto ciò, perchè veniva a grattar le orecchie di una vecchia con belle parole, dove non è una sillaba di verità? Per dinci! Le pignatte rotte le hai tu da pagare. „

Lo scuriscio fu sollevato in aria una seconda volta; ma il ministro trattenne il braccio al marito, e tra lui e la moglie si mise mistress Lightbody, sempre armata della sua formidabile mestola.

„ Sto a vedere che non mi sarà permesso di gastigare la mia donna! „ esclamò, valendosi del suo stile, il bottaio.

„ Gastigate pure le vostre donne, finchè volete, gli disse senza mostrare scompiglio mistress Lightbody; vi dico solo, che se toccate la punta di un dito a mia figlia, avrete che fare con me. „

„ Oibò, sig. Girder! oibò! disse il ministro. Io non mi aspettava mai queste cose da voi. Come? abbandonarvi ad una colpevole collera contro la persona che debb'esservi la più cara di tutte nel mondo? E in qual momento? In quello di compiere il dovere più importante di ogn'altro per un padre cristiano. Per qual motivo? Pel più spregevole fra i beni di questa terra. Per una bagattella insulsa, superflua, inutile. „

„ Ah! la chiamate bagattella? Gridò Girder. So dirvi che non ho mai veduto guazzar nell'acqua un'oca più grassa, e che non furono mai ammazzate da un cacciatore più belle anitre. „

„ Sia, amico mio! voglio crederlo; riprese a dire il ministro. Ma osservate quante cose superflue rimangono ancora sul fuoco. Vi è stato un tempo, quando un solo di que' pani che vedo sulla credenza, sarebbe stato un dono prezioso ad uomini mezzo morti di fame, vaganti per le rupi, e da caverna in caverna, per amore dell'Evangelio. „

„ Ed è quanto mi tormenta di più. (Soggiunse il bottaio che accortamente volea condurre il ministro a partecipare con lui di una collera, non priva, per dir vero, di fondamento). Non ci baderei niente affatto, se quella vecchia sgraziata avesse fatto questo donativo a qualche santo che patisse per amor di Dio, e poi, a qual si fosse altro, fuorchè a quel mascalzone di un Tory, a quel miscredente, a quel bugiardo, a quello scorridore stipendiato dagli oppressori, che in altri tempi militò, sotto il tiranno Allano Ravenswood, contro il duca di Argyle, armatosi per la buona causa. Non so che cosa non mi dicessi; dar la parte migliore del mio banchetto a un tale malvagio!.. „

„ Che cosa serve, sig. Girder? Bidebent lo confortava. E in ciò ancora non riconoscete il dito della Providenza? In questa occasione almeno, non vediamo i figli del giusto mendicare il pane; pensate che il figlio di un formidabile oppressore è ridotto a imbandir la sua mensa del superfluo della vostra. „

„ Aggiugnete, parlò allora mistress Girder, che un tal dono non è stato fatto per usar cortesia nè al sig. Balderston, nè al sere di Ravenswood, come a quest'ora Giberto lo saprebbe, se ci avesse lasciato parlare; è stato fatto per un riguardo al lord… come lo chiamano?.. al lord cancelliere, che mentre parliamo è a Wolfcrag. „

„ Ser Guglielmo Asthon a Wolfcrag! „ esclamò stupefatto il bottaio.

„ Ser Guglielmo, si fece a dire la madre, ed egli e il sere di Ravenswood son fra loro come il guanto e la mano. „

„ E l'uno dà all'altro in isposa la propria figlia. „ Aggiunse la giovane.

„ E gli restituisce tutti i suoi beni. „ Incalzò la vecchia.

„ Eh, finitela! Le interruppe il bottaio. Siete due scimunite. Quel vecchio scaltro vi farebbe credere che la luna è un formaggio fresco. Il lord cancelliere e il lord Ravenswood amici insieme! Son come cane e gatto, come lepre e levriero. „

„ Ed io vi dico che sono come marito e moglie, soggiunse la vecchia, e forse anche qualche cosa di meglio. E poi, ecco qui! il bottaio Pietro Puncheon, magazziniere della regina, a Leith, è morto. „

„ E il suo impiego è da dar via „ disse mistress Girder.

„ E chi lo darà, se non è il lord Cancelliere? „ aggiunse la madre.

„ E chi parlerà di voi al lord Cancelliere, se non è il sere di Ravenswood? „ proseguì la figlia.

„ E come vorreste che il sere di Ravenswood gli parlasse di voi, senza una preghiera del sig. Balderston? „ rinforzava l'argomento la madre.

„ Zitto, zitto, una volta! gridò Girder; non so quale ascoltar delle due, e voi non mi date il tempo di ascoltarne nessuna, nè di meditare sulle cose che mi raccontate. Che cosa pensate voi di tutte queste novità, mastro Guglielmo? „ chiese al suo lavorante, che nel fervore della disputa era entrato in cucina.

„ La padrona ha ragione, questi rispose, e non v'è nulla, in quanto ella ha detto, che non sia vero. Ho veduti quest'oggi i servi del lord Cancelliere che mangiavano e bevevano all'osteria di Lucia Smalltrash. „

„ E il lor padrone è a Wolfcrag? „

„ Sì, in fede mia che vi è. „

„ In buona amicizia con Edgardo di Ravenswood? „

„ Bisogna bene che sia così, se è in casa sua. „

„ E il bottaio Puncheon è morto? „

„ Sicuro! la botte è ribaltata; il vino andato via; restan le doghe, non buone più che da gettare nel fuoco; ma quanto allo spiede ed agli arrosti, il cavallo ha ancora la sella, e se lo volete, in una galoppata raggiungo tosto il sig. Balderston, e lo costringo a restituire il mal tolto. Non può essere molto lontano di qui. „

„ Ottimamente, Guglielmo! Preparatevi a partir subito, ma prima seguitemi; v'instruirò sulle cose da dirgli, quando lo avrete raggiunto. „

Uscì per dare queste particolari istruzioni al suo lavorante, nè increbbe alle due donne, e nemmeno al ministro, di vederlo allontanato.

„ Anche questa è una vaga idea, considerava mistress Lightbody. Mandare quel povero innocente ad inseguire un uomo armato! Come se non sapesse che il signor Caleb porta sempre con se una squarcina! „

„ Non so, disse alle due donne il ministro, se sia stata una cosa ben pensata il racconto che gli avete fatto. Può derivarne una briga, e non posso per dover di coscienza starmi dall'avvertirvi, che chi è cagione del male, lo sia pur anche per imprudenza, non può riguardarsi affatto innocente. „

„ Non v'inquietate di questo, sig. Bidebent, perchè non torna mai a conto il metter la mano tra il martello e l'incude. Io so come devo impastare il mio pane, e i ministri della Chiesa non hanno da mescolarsi nelle cose che accadono tra moglie e marito, tra madre e figli. Su via, Giovanna! imbandisci la tavola, e non si parli più di questa miseria. „

Si posero a mensa, e benchè la cena fosse men sontuosa di quanto erasi sperato, Girder avea ripigliato il suo buon umore e tutto si terminò in perfetta armonia fra le parti.

Intanto il primo lavorante del bottaio, montato sopra un eccellente cavallo, e incaricato di speciali ordini del suo padrone correva a briglia sciolta per raggiungere lo scorridore Caleb.

Il vecchio maggiordomo, ognun ben se lo immagina, non perdea tempo lungo la strada; e benchè per solito proclive a cianciare, e soprattutto a narrare vecchie storie ad onore e gloria della famiglia di Ravenswood, camminava in silenzio, a fine di arrivar più presto al castello; e si limitò solamente a far osservare al sig. Lockard, che avea ordinato alla moglie del provveditore del castello di dare in fretta alcune girate sullo spiede a quella salvaggina, perchè temea che, grazie allo spavento del fulmine che avea fatto dar volta a Misia il cervello, non si trovasse, al momento del loro arrivo alla torre, preparato un fuoco abbastanza vivace. Poi dopo inculcata in pochi cenni la necessità di arrivare il più presto possibile, mandava innanzi con tanta velocità il suo cavallo, che gli altri compagni duravano fatica a tenergli dietro.

Cominciava a credersi in sicuro da qualunque sorpresa, toccando già l'altura della collina che disgiungea Wolfcrag da Wolfhope, quando udì il lontano calpestio di un cavallo, e una voce che per intervalli gridava: „ Sig. Caleb, sig. Balderston, sig. Caleb Balderston, olà! Aspettatemi dunque. „

Ed era questa la cosa, ognuno lo crederà, che men di tutte Caleb avea intenzione di fare. Primieramente, finse di non intendere nulla, sostenendo sfacciatamente ai compagni, che quanto udivano era romor di vento. Poi non potendo più dar colpa al vento, capì che qualche contadino, e non ne vedeva il perchè, lo chiamava; ma non era un motivo che meritasse di rallentare il cammino per aspettare costui. Finalmente vedendosi allo istante di essere raggiunto da chi l'inseguiva, si arrestò d'improvviso, e vôlto in fronte, risolvè di difendere la sua preda con altrettanto coraggio quanta fu la destrezza che avea usata nell'involarla. Compostosi a formidabile atteggiamento, prese con entrambe le mani lo spiede, che, carico in quella guisa, potea ad un tempo prestargli ufizio di picca e di scudo, deliberato di morire anzichè cedere la sua conquista.

Qual fu la maraviglia del nostro Caleb, allorquando vide rimpetto a se il lavorante bottaio, che, in tuono affatto rispettoso e pacifico gli veniva incontro assicurandolo del dispiacere provato dal suo padrone per non essersi trovato in propria casa, quando il sig. Balderston gli fece l'onore d'una sua visita! dispiacere tanto più grande per non averlo potuto aver commensale al banchetto del battesimo di suo figlio. Di più, aggiunse il messaggero, che sapendo mastro Girder come nel castello del sere di Ravenswood si stessero illustri ospiti, per l'accoglimento dei quali mancò forse il tempo necessario ai convenevoli apparecchi, si prendea la libertà d'inviargli un picciolo bariletto di vino di Spagna e un altro di acquavite.

Ho letta in qualche luogo la storia d'un uomo che, inseguito da un orso spacciatosi della sua musoliera, e quasi raggiunto quando non avea più forza per correre, si volse per un consiglio della disperazione, alzando contro la bestia la canna. La medesima storia racconta, che all'aspetto di quello stromento, noto all'orso per lunga esperienza, l'istinto vinse, e l'animale alzatosi sulle zampe di dietro incominciò a ballare una sarabanda. La maraviglia dell'uomo che si aspettava di essere da un istante all'altro sbranato, e si vedea inopinatamente libero dal pericolo, pareggiò appena quella da cui fu compreso Caleb, in veggendo l'uomo che ei credea suo persecutore e pronto a contendergli coll'armi la preda, venire in vece con tutta la cortesia ad aumentarla. Cessò per altro di riguardare la cosa come un mistero, quando mastro Guglielmo, sceso da cavallo, ove stava appollaiato fra i due barili, gli disse all'orecchio: „ Se si potesse far qualche cosa… circa all'impiego vacante di Pietro Puncheon… Giberto Girder si comporterebbe in modo che il sere di Ravenswood non rimanesse scontento di lui, e anzi, il detto Giberto bramerebbe a questo proposito parlare col sig. Balderston, assicurandolo che, in quanto lo stesso riveritissimo sig. Balderston potesse desiderare, troverebbe il suo servo Girder docile, pieghevole più di una canna. „

Caleb assumendo in quel punto un contegno di dignità, diede all'oratore quella sola risposta, che narrasi essere stata famigliarissima a Luigi XIV, vedremo. E aggiunse forte, ad edificazione di Lockard: „ Il vostro padrone ha fatto il suo debito mandandomi addietro coll'opera vostra que' due barili, de' quali non avrei potuto caricare il mio palafreno; non mancherò di far nota questa sua attenzione al sere di Ravenswood. Intanto, il mio uomo, fate una cosa; avviatevi innanzi al castello; e se non trovaste alcun servitore, cosa da temersi, perchè basta ch'io m'allontani un istante, tutti coloro si mettono a correre i campi; dunque, se non trovaste servitori, ponete quelle robe nella stanza del portinaio, a mano destra della porta d'ingresso. Il portinaio veramente non ci sarà, perchè gli abbiamo data la permissione di andare a visitare certi suoi amici. In somma, è cosa probabile che non troviate con chi parlare. Ma ponete giù i barili, e basta così. „

Dopo ricevute queste istruzioni, maestro Guglielmo continuò la sua corsa, e lasciato il carico nella deserta stanza del portinaio, senza aver veduto nessuno, come gli venne pronosticato, tornò addietro; salutò civilmente, ripassando vicino ad essi, Caleb e i suoi compagni; indi giunto a Wolfhope rendè conto delle eseguite commissioni al padrone.

CAPITOLO IV

„ Qual sul confin d'autun l'aura brumale
„ Del verdeggiante onor spoglia le fronde;
„ I disegni del misero mortale
„ La possanza del ciel sperde e confonde. „

D'un anonimo.

Abbiamo lasciato Caleb Balderston ebbro di gioia pel buon successo che incontrarono gli artifizj da esso immaginati a salvamento dell'onore della famiglia di Ravenswood. Poichè ebbe collocate e ordinate con simmetria sulla credenza le diverse vivande che avea avuta la buona sorte di unire, rimase per un istante immobile, e come rapito in deliziosa estasi, contemplando il più sontuoso de' banchetti che si fossero da lui imbanditi a Wolfcrag, dopo la festa celebratasi all'occasione dei funerali del defunto Lord.

Il giubilo e la vanità soddisfatta faceano balzare il cuore del vecchio servo intantochè decorava la tavola di quercia d'una candida tovaglia, su la quale indi comparvero in bella mostra l'oca, le due anitre e gli altri camangiari; volgea nel tempo stesso e al padrone, e agli ospiti espressive occhiate, quasi rampognando ai medesimi la loro incredulità. Durante la sera, regalò Lockard di una lunga filza di storie, più o men vere, sull'antica grandezza dei baroni di Wolfcrag, e sull'autorità di cui per tutti quei dintorni godeano.

„ Sappiatelo, mio caro sig. Lockard, un vassallo osava appena dir suo un vitello, o un castrato, prima d'aver chiesto al sere di Ravenswood se gli fosse piaciuto accettarlo; non poteva ammogliarsi, se non otteneva prima il consenso del feudatario: su questo diritto anzi, come sopra altri, si raccontano mille piacevoli storielle. Ma quei bei tempi non sono più, esclamò sospirando Caleb; però, benchè l'autorità abbia perdute alcune delle sue prerogative, è sempre vero, e in parte avrete potuto convincervene da voi medesimo, sig. Lockard, è sempre vero, che noi altri, membri della famiglia di Ravenswood, facciamo il possibile per serbare in valore i nostri giusti privilegi, e per mantenere quei convenevoli vincoli, che vi debbono essere fra superiore e vassallo, e che sono ad ogni momento in maggior pericolo di rallentarsi per effetto della universale licenza, divenuta pur troppo predominante ai dì nostri. „

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notes

1

Vedi il discorso di Burke sulla Riforma economica.