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Scherzi Dei Vicini

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Marco Fogliani

Aggiornamento al: 03/01/2021

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MILLE ED ALTRI CENTO

Ero in vacanza quando il mio padrone di casa mi telefonò per avvertirmi che aveva affittato l’appartamentino al pian terreno sotto al mio, e che la nuova inquilina vi era già venuta ad abitarci.

“Ci tenevo ad avvisarla perché non si debba spaventare o preoccupare, quando si accorgerà che c’è dentro qualcuno. Ma del resto vedrà che non le darà nessun fastidio. Le garantisco che è una persona assolutamente tranquilla, la conosco personalmente … come del resto ho garantito alla signora che lei sarà un ottimo vicino. Conoscendola, sono sicuro che non si tirerà indietro se per caso la nuova arrivata avrà bisogno di una mano per qualunque motivo.”

Lo ringraziai sia per la fiducia accordatami, che per avermi avvisato. In effetti ero in ottimi rapporti col mio padrone di casa, che evidentemente aveva ormai imparato a conoscermi e ad apprezzarmi non solo per la puntualità nei pagamenti e per la cura con cui tenevo l’appartamento.

Quando il sabato tornai a casa, pensai di passare a presentarmi alla nuova vicina. Era un caldo pomeriggio di fine luglio, le sette passate, il sole ancora lontano dal tramonto. Poggiato su da me il mio bagaglio, ridiscesi e suonai il campanello al pian terreno, il cui suono inconsueto non avevo ancora mai avuto modo di conoscere.

Attesi un poco prima che la porta si aprisse. Mi apparve, con in braccio un simpatico cagnolino bianco e nero, una signora credo appena poco più giovane di me - direi più sui cinquant’anni che sui quaranta.

“Salve. Cercava me?”, mi chiese sorridendo. “Con chi ho il piacere di avere a che fare?”, continuò sempre con molta pacatezza.

“Volevo presentarmi: sono il suo vicino, quello che abita sopra di lei”.

La signora, muovendosi con una certa lentezza, rimise giù il cane, che appena poté liberarsi si precipitò dentro casa. “L’ho presa in braccio perché si spaventa sempre, se c’è una persona che non conosce. Strano cane. Invece di abbaiare agli sconosciuti, come fanno tutti, scappa e se la fa sotto, poverina.”

Poi mi guardò di nuovo e fece una lunga pausa, come se stesse pensando a qualcos’altro. Ne approfittai per ammirarla di nuovo. Era davvero bella, con due occhioni grandi e buoni ed un’espressione sempre sorridente, anche se in quel suo sorriso sembrava confondersi un briciolo di tristezza.