La fine dell'amore
Roberto Bracco




Roberto Bracco

La fine dell'amore




PERSONAGGI:

Marchesa Anna Di Fontanarosa, 22 anni

Marchese Arturo Di Fontanarosa, 35 anni

Il Dottor Fulvio Salvetti, 39 anni

Giuliano D'Alma, 30 anni

Il Conte Sandro Dionigi, 24 anni

Renato Albenga, 35 anni

Gustavo Rivoli, 40 anni

Antonio, vecchio servo

Filippo, giardiniere

Epoca: verso il 1890.

La scena rappresenta il salotto del villino abitato della marchesa di Fontanarosa, in una campagna non frequentata da villeggianti. Nella sua grande eleganza, questo salotto ha qualche cosa di campestre e di capriccioso.

Nessun divano, ma seggiole e poltrone di tutte le dimensioni. Sgabelletti civettuoli, quadri, statuine, mobili varii, tavolini con su ninnoli, fiori, giornali. La camera è di forma ottagonale, e però lo spettatore ne vede, naturalmente, cinque pareti. Una porta alla parete destra, una alla parete sinistra, una porta a due battenti alla parete centrale, in fondo, con tendine da potersi distendere su tutto il vano. La porta maggiore, che dà adito alla sala d'ingresso, si apre in una delle pareti collaterali a quella del centro. Nell'altra parete collaterale si apre un finestrone ampio, dal quale si scorgono i rami degli alberi del giardino contiguo e le tinte tenui e vaporose del cielo.



N. B. – Tre poltrone, tra le altre, in prima linea devono formare una specie di gradazione: la seconda poltrona deve essere più bassa e più comoda della prima; la terza più bassa e più comoda della seconda: esse serviranno aRivoli, nella prima scena del 1º atto. È anche necessario che l'uscio della camera diAnnasi apra in fuori, sul palcoscenico (e ciò servirà adAnnaper le scene culminanti del 2º e del 4º atto) e che le portiere siano dentro, cioè nelle quinte.





ATTO PRIMO





SCENA I.

Il dottor SALVETTI, il conte DIONIGI, GIULIANO D'ALMA, RENATO ALBENGA, GUSTAVO RIVOLI, poi ANTONIO


(Tutti sono seduti, con aria di persone di casa. Giuliano D'Alma ha un libro in mano, e legge estasiato. Renato Albenga ha in mano un taccuino ed un lapis con cui scrive. Il più appartato è Gustavo Rivoli.)


Salvetti

(ad Albenga) Non perde tempo il nostro drammaturgo!..


Albenga

Eh!


Salvetti

Scrivete sempre?


Albenga

Butto giù degli appunti. Noialtri artisti psicologici siamo gli apparecchi sismografici dell'umanità.


Salvetti

Scusate se è poco!


Dionigi

(Si alza, si avvicina a uno specchio e comincia a tormentare la sua cravatta.)


Albenga

Noi osserviamo tutto. Valutiamo tutto. In ogni più piccolo movimento, l'uomo ha per noi una rivelazione.


Salvetti

Attento! Attento!


Albenga

Che è?


Salvetti

Occhio al conte Dionigi! Egli è dinanzi a uno specchio. Chi sa quante cose può rivelare!..


Albenga

(disdegnosamente, continua a scrivere.)


Dionigi

(sincero) Io rivelo che questa cravatta non va con questo colletto.


Salvetti

Che disgrazia!


Dionigi

Sì, sì, mi sento infelice! Ed è una cravatta di Boivais!


D'Alma

(entusiasticamente, sempre con gli occhi sul libro)Oh, bella! Molto bella!


Dionigi

(mirandosi) Bellissima, ma ci vorrebbe un altro colletto! (Torna a sedere.)


D'Alma

(a Dionigi) Ma che colletto?!.. Parlavo di questa pagina, che è stupenda. Sentite voi, dottor Salvetti.


Salvetti

Son tutto orecchi.


D'Alma

(legge ritmicamente) «La caducità della materia implica l'imperfezione dell'amore carnale. Ciò che è costituito da una combinazione chimica e che è destinato a dissolversi non può essere la sede dell'amore. (Con enfasi) Due esistenze che si amano male sono due linee convergenti, ma quando la donna…


Antonio

(venendo dalla porta a sinistra) Si sta vestendo… e viene subito. (Attraversa la stanza ed esce dalla porta comune.)


D'Alma

(leggendo)… e l'uomo si amano bene, le loro esistenze sono due linee parallele, le quali non s'incontrano che all'infinito. Ed ecco l'amore spirituale ed eterno, ecco la perfezione!».


Albenga

Ho già messo io qualcosa di simile in bocca al protagonista del mio dramma psicologico «la Vittoria».


Dionigi

(un po' distratto) Io, una volta, avevo un yachtche si chiamava così. Filava sedici nodi all'ora con vento fresco.[1 - «Con vento fresco», in gergo nautico, significa: con vento vivace.]


Albenga

(alzando le spalle) Oh! (Scrive di nuovo.)


Salvetti

(a Dionigi) Voi invece, con la marchesa, filate anche senza vento…


D'Alma

Dunque, dottore, non vi va questa specie d'amore?


Salvetti

Grazie, no. Non ne prendo. Ma lo consiglio spesso agli altri: «soluzione di amore spirituale». È una delle mie ricette.


Rivoli

(pigramente) Per quali malattie?


Salvetti

Per la vostra, ad esempio.


Rivoli

Ma io sto benone. (Si alza con lentezza da una poltrona e si sdraia in un'altra più bassa e più comoda: la sua schiena è alquanto curva e le sue gambe sono visibilmente fiacche nelle giunture.)


Salvetti

Si vede!


Rivoli

Che si vede?


Salvetti

Una schiena e due gambe che sembrano di pasta frolla.


Rivoli

Dovreste vederle alla prova!


Salvetti

Non ci tengo.


Rivoli

Per invidia?


Salvetti

Forse.


Rivoli

Difatti, la marchesa vi ha già qualificato: «astemio».


Salvetti

Meglio.


Dionigi

Non vi fidate, Rivoli. Il dottore è come un buon cavallo da corsa montato dal più astuto dei fantini. Lungo la pista, ha l'abitudine di lasciarsi distanziare, ma «tiene la corda», come diciamo noi, e all'ultimo giro, in vista del palo d'arrivo, guadagna terreno. Voi lo quotate dieci contro uno; ma io, se faccio da book-maker, nella peggiore previsione, lo do alla pari.


Salvetti

Risparmiatevi questa pena, perchè io non corro.


Dionigi

Play or pay, dottore!


Salvetti

Questo non so che significa, ma non importa! Il certo è, giovanotto mio, che sulle piste femminili, il palo d'arrivo muta di posto a seconda delle condizioni fisiologiche d'una donna. Non si tratta di correre; si tratta di aspettare. Nella vita di lei c'è sempre un quarto d'ora in cui non si ha che a stendere la mano per afferrarla… come un frutto maturo.


Dionigi

Oh, oh, dottore! Poco elegante tutto questo, poco di buon gusto! Poco comme il faut!


Salvetti

Ma molto vero.


D'Alma

Io sostengo che è assurdo!


Albenga

(con importanza) Nè assolutamente vero, nè assolutamente assurdo. Sono fenomeni che io ho approfonditi. Il quarto d'ora della vulnerabilità arriva ma esso è determinato da una influenza, da un fluido, da una forza fascinatrice…


Rivoli

(si alza lentamente e si sdraia meglio in un'altra poltrona anche più bassa e più soffice, stendendo le gambe sopra uno sgabello e respirando:) Ah!


Albenga

(continua) E questa forza, signori miei, può essere la bellezza, può essere la bontà, può essere l'astuzia, può essere… non spetterebbe a me il dirlo… ma può essere, ed è, spesse volte, l'arte…


Rivoli

Dio buono! Meno teorie e più fatti!


Salvetti

E dire che sono i fatti quelli che vi hanno liquidato!


Rivoli

Uhm! Non ancora.




SCENA II.

ANNA, SALVETTI, DIONIGI, D'ALMA, ALBENGA, RIVOLI



Anna

(sporgendo la testa dalla porta a sinistra e nascondendo il capo dietro la portiera, chiama:) Conte Dionigi!


Dionigi

(alzandosi subito) Marchesa? (Tutti s'alzano e s'inchinano.)


Anna

Per un vestito d'amazzone, in campagna, che colore mi consigliereste?


Dionigi

(cercando di vedere) Se potessi indovinare…


Anna

Ah, no! Dovete essere… indipendente.


Dionigi

Ebbene, il grigio.


Anna

E voialtri?


Albenga

Io direi il bleu. C'è una mia protagonista che si veste così.


D'Alma

Il color Valkiria, marchesa!


Anna

Non c'è! E voi, dottor Salvetti?


Salvetti

Le donne a cavallo mi sono odiose in tutti i colori.


Anna

Orso!


Salvetti

(paziente) Orso.


Anna

Uno!.. Due!.. E tre!.. (Viene fuori d'un salto e si ferma.) – (Risatina.) Eccomi qua! (Indossa un vestito d'amazzone grigio. Porta in mano guanti, frusta e cappellino.) Conte, non siete voi che avete indovinato il mio colore, sono io che ho indovinato il vostro.


Dionigi

Molto inglese! (Analizzando seriamente il vestito di lei) Molto chic! molto chic!


Anna

A voi! (Stendendo il braccio) Si procede al baciamano.

(Tutti si dispongono in fila come dinanzi allo sportello d'un bigliettinaio, aspettando il loro turno.

La Marchesa resterà ferma col braccio teso, ed essi le si accosteranno l'uno dopo l'altro, ordinatamente.)


Dionigi

(le prende la mano e gliela bacia con estrema eleganza.)


Albenga

(gliela bacia guardando lei con occhi pieni di pensieri importanti.)


D'Alma

(le solleva le dita con le dita e timidamente indugia accostandovi la bocca.)


Anna

Coraggio, signor Giuliano, coraggio!


D'Alma

Non ne ho mai quando so di profanare quello che tocco. (Le sfiora le dita con le labbra.)


Rivoli

(che era già dietro a Giuliano D'Alma, aspettando il suo turno) Io ne ho sempre quando so di toccare quello che profano. (Le bacia la mano avidamente e vorrebbe continuare.)


Anna

(ritirando il braccio) Ho sentito, ho sentito!


Salvetti

(con subitanea risoluzione) Per conto mio, rinunzio.


Anna

(con lieve moto di dispetto) Lo so che siete astemio!


Rivoli

(a Salvetti) Non ve l'ho detto, io?


Dionigi

Sicchè, il programma di oggi, marchesa, è indicato dalla vostra toilette?..


Anna

Come? Non s'era già stabilito d'andare a cavallo sino al laghetto e di fare colazione alla Capannella d'oro?


Dionigi

No, marchesa…


Anna

Oh, che testa! che testa che ho io! Ma è spaventevole! (Ride) Ah ah ah! Intendo. L'avrò sognato… Da che sono in campagna non faccio che sognare!


D'Alma

(con dolcezza poetica) Come me.


Rivoli

(con un rimpianto di cupidigia lasciva) Come me.


Anna

E sapete, per esempio, l'altra notte che sognai? Sognai… d'averlo finalmente trovato.


Rivoli

Chi?!


Anna

Non so bene chi, ma era lui! Era lui, era proprio lui, era proprio quello che viceversa cerco da due anni (declamando per celia) e che forse non troverò giammai. (Risatina.)


Albenga

(con aria di competenza) Marchesa, dalle mie osservazioni mi risulta che le mogli, che hanno il vostro temperamento, sono avide di libertà, ma non possono vivere che di tirannia. Esse fuggono il marito, sì, come faceste voi, ma cercano un altro tiranno.


Anna

(seria) Aimè! Mio marito non è stato neppure un tiranno.


Dionigi

E poi non sarebbe mica di buon gusto. Voi, marchesa, ça va sans dire, avete il diritto di cercare uno schiavo…


Rivoli

Un amante, che diamine!


Salvetti

Un «reagente»!


D'Alma

Un'anima… parallela!


Anna

(con umorismo) L'anima parallela non mi dispiacerebbe. Ma tutte queste distinzioni sono di ordine secondario. Io cerco, purtroppo, quel che è più raro e più irreperibile, al giorno d'oggi, sulla faccia del mondo. Io cerco… un uomo!!


Tutti

Eh?!!


Rivoli

(non si regge più sulle gambe si ritrae indietro e siede sul bracciuolo di una poltrona.)


Anna

A voi pare una cosa facile?.. V'ingannate. Per gli uomini, si sa, tutti gli uomini sono uomini. Ma per noi donne, è diverso! (Risatina) Ognuna di noi non ammette che un uomo solo: quello che sa conquistarla. Orbene, amici miei, non potete disconoscere che, ai tempi nostri, la galanteria è divenuta molto diffusa, ma punto tentatrice. Ricordate, eh?, tutta quella numerosa schiera di giovanotti che in città ingombravano il mio salotto? Io vi domando: quale poteva essere per me un vero conquistatore? Dieci di essi mi facevano la corte per vendicarsi dei fiaschi ottenuti con le mie nemiche; altri dieci me la facevano per farla… alle mie amiche, ed era un po' come quel grazioso giuoco, quello che voi, conte, conoscete così bene…


Dionigi

(stupidamente) Il bézigue?


Anna

Ma no!.. Un giuoco di bigliardo…


Dionigi

Ah! La carambole…


Anna

Benissimo!.. la carambola: urtarne due per non fermarsi, possibilmente, a nessuna… E quelli, poi, che mi facevano la corte per non farla che a me, avevano un'aria così indolente, così pigra, così stanca – peggio di Rivoli, veh!..


Rivoli

(si dirizza d'un subito in piedi, a guisa d'una molla.)


Anna

(continuando)… che non avrei osato di sceglierne uno senza sentire il dovere di dirgli: «Scusi l'incomodo». (Ride) Ah ah ah! Almeno, qui, in questo eremitaggio, non ci sono che io. Marchesa di Fontanarosa a tutto pasto! Voi potete giocare a… carambola sul mio bigliardo; ma nel mio salotto non più; ed io (scherzosa) posso contare sulle vostre intenzioni, perchè… mettiamo le cose a posto… se siete riuniti in questo recondito angolo del mondo, significa che mi ci avete seguìta!


Tutti, meno Salvetti

– Naturale!..

– Senza dubbio!..

– È vero!..

– È evidente!


Salvetti

Domando scusa, marchesa: io non vi ci ho seguita: io vi ci ho incontrata.


Anna

Ma ci rimanete.


Salvetti

Ci rimango…


Anna

E non ci rimanete forse per me?..


Salvetti

In qualità di medico.


Anna

Ma io non sono malata.


Salvetti

La vita di una donna senza marito è sempre una malattia!..


Anna

Che voi non sapete curare…


Salvetti

Mi ci provo.


Anna

(pungente) Ma non ci riuscite!


Dionigi

(mettendo la mano sul petto all'uso schermistico.)«Toccato», dottore!


Salvetti

(condiscendente) «Toccato».


Anna

(con solennità gioconda, salendo sopra uno sgabbelletto)Si mette ai voti il programma della gita a cavallo!


Dionigi

Accettato all'unanimità!


Albenga, D'Alma, Rivoli

(insieme) All'unanimità!


Salvetti

Meno uno!


Anna

Peggio per quell'uno.


Salvetti

(a Rivoli, guardandogli le gambe) Come!! Ci andate anche voi a cavallo?


Rivoli

E perchè non dovrei andarci?


Salvetti

Avete un bel fegato!


Anna

Conte, mi cedete il vostro Black boy?


Dionigi

Mi permetterei piuttosto di offrirvi la mia cavallina. Black boy è troppo duro di bocca e devo lavorarmelo io. Se mi date licenza, vado io stesso a insellare Lady Florence.


Anna

E gli altri?


Dionigi

Noleggeremo i bucefali del Santoro.


Albenga

Ma sin là c'è una tappa di un chilometro.


Anna

Ci andrete voi, Rivoli.


Rivoli

… Con piacere.


Anna

E presto, eh?


Rivoli

Volo, marchesa. (Si allontana, sforzandosi, invano, di affrettare il passo, ed esce.)


Anna

Abbiate pazienza, Albenga: andateci voi pure, perchè Rivoli non mi sembra molto disposto a volare.


Albenga

Vi servo, marchesa. (Esce.)


Dionigi

Io corro alla scuderia.


Anna

Grazie.


Dionigi

Prego… (Esce.)


Salvetti

(accomiatandosi) Ed io, giacchè ho da restar solo, vado a fare un po' di onesta colazione.


Anna

Superfluo il dirvi, dottore, che durante la mia assenza voi siete padrone della mia casa come di solito. Qui, troverete seggiole a sdraio, libri, giornali illustrati: tutte cose di cui difetta il vostro alberghino, esageratamente campestre.


Salvetti

Troppo buona, marchesa. Profitterò. (Via.)




SCENA III.

ANNA e D'ALMA



D'Alma

(è lontanissimo da lei, in un canto della stanza, nel suo atteggiamento di sognatore.)


Anna

(siede.) (Un silenzio.) E voi?


D'Alma

Io… deploro!


Anna

(schiettamente curiosa) Che deplorate?


D'Alma

Quello che qui accade.


Anna

È strano! A me pare che non accada proprio niente.


D'Alma

(serafico) Non siete voi, Anna, la farfalla intorno a cui scherzano dei bambini più o meno insidiosi?


Anna

(un po' imitandolo) E non siete voi, Giuliano, uno dei bambini più o meno insidiosi che scherzano intorno a questa farfalla?


D'Alma

Oh, no!.. Io la guardo! Io l'ammiro!.. Ma la mia mano non oserebbe mai di ghermire quelle ali agitate vertiginosamente da una così gentile inconscienza.


Anna

Mai?!


D'Alma

Mai! (Siede.)


Anna

(risatina) Converrete che c'è del metodo in tutto questo.


D'Alma

Attribuireste voi a me, come agli altri, un volgare calcolo… maschile?!


Anna

Volgare, non so; ma, via, maschile… credo di sì.


D'Alma

(con accento drammatico) Quale inganno è il vostro!!


Anna

(di scatto) Cosa?!


D'Alma

Anch'io, è vero, sono vissuto nella corruzione. Anch'io sono stato vittima dell'abbrutimento che col pretesto degli istinti… coinvolge l'umanità!.. Ma quando ho conosciuto voi, creatura eletta, minacciata dalla corrente malefica, io ho avuta nausea di me stesso. La mente mia ha concepito la salvezza di un affetto inestinguibile; e ha visto, luminosa, la possibilità di eliminare l'errore, di sollevarsi dal fango e di correggere perfino i così detti istinti…


Anna

(spalancando tanto d'occhi) Ah?!


D'Alma

E d'allora in poi, Anna, il miraggio della mia vita si è elevato; e, vagheggiando le estasi purissime delle anime che s'incontrano all'infinito, io non ho desiderato che il godimento di un amore perfetto, casto, immateriale!..


Anna

(lo guarda, sorpresa, attonita. Indi, dissimulando nell'ammirazione uno strano dubbio) E… ditemi: sono certamente io… la sola donna che vi abbia ispirato un amore… di questa specie?


D'Alma

La sola!!!


Anna

(con orgoglio entusiastico foderato d'ironia) È una grande sodisfazione! (Pausa. Poi, con burlesca volubilità, alzandosi) E se per caso fossi stata vostra moglie?


D'Alma

(imbarazzatissimo) Non mi sono mai permesso di rivolgermi una simile domanda.


Anna

Ah, già! Dimenticavo che, dati i vostri ideali, non ci sono più mogli… e, soprattutto, poi, non ci sono più mariti. (Sospirando) Io, invece, sono molto maritata! (Risatina) Perchè le mogli separate dai loro mariti possono sentirsi più maritate delle altre?


D'Alma

(confuso) Marchesa… come volete che lo sappia io!?


Anna

Avete ragione! Nondimeno, il perchè è così semplice! Un marito, anche se intrinsecamente abbominevole, stando lontano, vale sempre più di quanto varrebbe se stesse vicino. Sono due anni che mio marito… è separato da me. Da questo punto di vista, io comincio a sentirmi maritatissima!


D'Alma

(dopo una reticenza) Lo amate?


Anna

(contraffacendolo) Lo amavo! (Un silenzio. Poi, ride un po') Ah ah! (Mutando di nuovo e sedendo)Vi compiacereste di darmi dei chiarimenti?


D'Alma

Su che?


Anna

Sulla… «correzione degli istinti»?


D'Alma

Volentieri. (Pausa) Avete voi letto Tolstoi della prima maniera?


Anna

Io ho letto… per esempio, Nanà, di Zola…


D'Alma

Ma non è precisamente lo stesso!


Anna

Be', che dice il vostro Tolstoi della prima maniera?


D'Alma

Ecco… (Fruga nelle saccocce e ne cava parecchi libri.)


Anna

Lo avete sempre in tasca?


D'Alma

Sempre! È uno dei miei compagni prediletti. (Sceglie uno dei libri, lo apre e lo dà ad Anna, mostrandole una pagina) Leggete qui. (Soavemente)È modernissimo!


Anna

(dopo aver letto un po') Uh! Guarda guarda guarda!.. Voi, per amarmi così sublimemente, non mangiate che erba?!


D'Alma

Non vi fermate a certi particolari, vi prego.


Anna

E con questa igiene voi siete sicuro… delle estasi purissime?!


D'Alma

(sorridendo con tristezza) Comprendo! A voi sembra che la facilità con cui io mi lascio andare a queste conversazioni intime (con disgusto) sia, per lo meno, un avanzo del materialismo comune. Ebbene, io vi mostrerò che so e posso trionfarne. (Con energia) Da solo a sola con voi, Anna, io non mi troverò… mai più!


Anna

(con latente stupefazione) Me lo promettete?..


D'Alma

(con gravità) Ve lo prometto!


Anna

(con lieve trasparenza comica) Siete immenso!..


D'Alma

Grazie!


Anna

Non c'è di che.


(Un silenzio.)


D'Alma

Ed ora, (alzandosi) se non m'inganno, ci siamo detto tutto!


Anna

E sfido io! Che altro ci potremmo dire?!


D'Alma

Arrivederci…


Anna

Arrivederci…


D'Alma

Ma… (fa un gesto complicatissimo e solenne ricordante la risoluzione presa.)


Anna

(imitando caricatamente il gesto di lui) Oh… siamo intesi!..


D'Alma

(assorto, si allontana. Presso la porta, si trova a faccia a faccia con Salvetti: ne ha un soprassalto di fastidio, ed esce fuggendo.)




SCENA IV.

ANNA, SALVETTI



Salvetti

Sono di troppo?


Anna

Ma che «di troppo»! Non vedete che se ne va?


Salvetti

(restando sulla soglia) Io ritengo di essere di troppo appunto quando non c'è nessun altro.


Anna

Quando non c'è nessun altro dovreste piuttosto ritenere di non essere… sufficiente. Avanti, avanti! (Mettendosi con cura il cappellino) Io aspetto ansiosamente questi cavalli e questi cavalieri. Ben presto vi lascerò. Non abbiate soggezione di me. Sdraiatevi in una seggiola a bracciuoli, leggete i vostri giornali, fate il vostro chilo comodamente…


Salvetti

Per obbedirvi… (Siede in una poltrona presso il tavolino e sceglie qualche giornale.)


Anna

Del resto, la vostra colazione, è durata pochino. (Dopo aver messo il cappellino incomincerà ad infilare i guanti.)


Salvetti

Come il vostro colloquio con Giuliano.


Anna

Preciso.


Salvetti

(con gli occhi sul giornale) Una bistecca e un po' di frutta: ecco la mia colazione.


Anna

Un po' di frutta, senza la bistecca: ecco il mio colloquio. Mi do anch'io all'erba!..


Salvetti

Lo avete… bocciato?


Anna

Chi?


Salvetti

Giuliano.


Anna

Non l'ho neppure esaminato.


Salvetti

Sicchè, è soppresso.


Anna

Perchè sopprimerlo? È un gentile giovane.


Salvetti

Certo.


Anna

Alquanto… vaporoso. (Fa lo stesso gesto complicato che ha fatto dianzi.)


Salvetti

Spiritualista e vegetariano.


Anna

(sincera) Quel che c'è di più moderno, sapete.


Salvetti

E chi lo nega? Molto moderno, e quindi niente affatto… esigente.


Anna

Ah, questo sì!


Salvetti

Compiango lui e compiango anche voi.


Anna

Credete che per una donna sia così penoso l'essere saggia?


Salvetti

Credo solamente che sia meno penoso il non esserlo.


Anna

(dopo una pausa) Dottore…


Salvetti

(leggendo) Marchesa?


Anna

Disturbo?


Salvetti

Anzi.


Anna

(avvicinandosi con amichevole dimestichezza) In confidenza… secondo voi, chi è che potrebbe farmi oltrepassare i confini della saggezza?


Salvetti

(subito) Chiunque.


Anna

(offesa) Come?!


Salvetti

Lasciatemi finire. Chiunque… sapesse chiedere… nel momento propizio.


Anna

(allontanandosi stizzita) Eccoci alle solite insolenze!


Salvetti

«Pulsate, et aperietur vobis» scrisse uno che se ne intendeva.


Anna

Non capisco di latino!


Salvetti

Sono io qui apposta per tradurvelo. «Picchiate e vi sarà aperto». La condizione del «momento propizio» non c'è nel testo; ma… oh Dio!.. si legge tra le linee. (Alzandosi) E io vi dimostrerò che…


Anna

(interrompendolo esasperata) Basta! Basta! Basta! Non mi irritate di più. Coi vostri quarant'anni suonati, dovreste giudicarmi meno superficialmente. Le condizioni speciali della mia vita non possono escludere, è vero, la probabilità, vicina o lontana, d'una dedizione; ma da questo a quello che dite voi, ci corre! ci corre!


Salvetti

Io dico lo stesso in sostanza, perchè tutte le donne, quando stanno per cadere, credono in buonissima fede di trovarsi nelle condizioni speciali che non solo giustificano ma esigono la caduta. E penso io forse che esse abbiano torto? Oibò! Io non faccio che applicare a voi una legge naturale, comune a tutta la femminilità militante: – «non sono veramente sagge che le donne a cui non si chiede niente».


Anna

(scattando) Badate, però, che possono essere sagge, malgrado loro, anche quelle a cui si chiede troppo!


Salvetti

Io vi auguro che s'indovini sempre la misura giusta della richiesta.


Anna

Ed io auguro a voi che s'indovini sempre la misura giusta del rifiuto! (Presa dalla rabbia) Siete un impertinente!.. Siete disgustevole!.. Siete insopportabile! Siete mostruoso! (Batte a terra i piedi d'una seggiola, e poi vi siede. – Una lagrimuccia spunta nei suoi occhi.)


Salvetti

(sorridendo sotto i baffi) Calmatevi, via, ve ne prego, calmatevi…: tanto più che (guardando alla finestra) sta per arrivare il conte… in un magnifico costume di occasione.


Anna

Io ho bisogno di graffiare qualcuno!


Salvetti

Profittate di me, marchesa, perchè, col conte, non c'è da cavarsi di questi capricci. Quello lì è troppo ben fatto: si guarda e non si tocca!




SCENA V.

DIONIGI, ANNA, e SALVETTI



Dionigi

(in un pretto costume di sportsman, entrando elegante e brioso) Marchesa, le cavalcature sono pronte.


Anna

(bisbetica) Finalmente! Di chi vi siete occupato, sinora? Della vostra toilette? Credevo che non veniste più. Non mi direte, spero, che il fare aspettare una signora sia «molto chic!»


Dionigi

(confuso) Marchesa…


Anna

Il vostro braccio, subito!


Anna

(senza badare a Dionigi e senza metterglisi al braccio, si rivolge al dottore, seccamente:) È deciso dunque che non ci venite?


Salvetti

Ne sono dolente, ma è proprio deciso.


Anna

È permesso di saperne almeno la ragione?


Salvetti

È una ragione… pedestre: non so andare a cavallo.


Anna

Imparerete.


Salvetti

Troppo tardi!


Anna

Cascherete.


Salvetti

Ah!.. Troppo presto!


Anna

(a Dionigi) Conte, il vostro braccio…


Dionigi

Sono qui a offrirvelo, marchesa…


Anna

(mettendoglisi a braccetto con violenza e quasi trascinandolo via) Diventate scortese anche voi!


Dionigi

Io?!


Anna

Mi dareste una smentita?!


Dionigi

No!


Anna

Una smentita a me? A me?!


Dionigi

Ho detto di no, ho detto di no.


(Escono.)




SCENA VI.

SALVETTI solo, poi ANNA, DIONIGI, ALBENGA, D'ALMA, RIVOLI



Salvetti

(segue con lo sguardo, sempre un po' sorridendo, Anna e Dionigi. Siede di nuovo presso il tavolino, borbottando:) Alla vedetta, dottore, alla vedetta!.. (Riflette un poco. Riprende il giornale.)

(Giunge di lontano un brusio. Sono le voci confuse di Rivoli, Albenga, D'Alma, Dionigi. Poi si distinguono alcune parole loro e i lamenti di Anna.)


(Di dentro:)


Dionigi

Incredibile! Incredibile!


D'Alma

Ma non così, vi prego, non così!


Rivoli

Andiamo adagio, santi numi!


Albenga

Voi, Rivoli, non potete!.. Lasciatela tutta a noi…


Anna

(dolorosamente) Ahi ahi ahi ahi ahi!


Salvetti

(tra sè) Ma che cos'è? Questi sono lamenti della marchesa! (Corre verso la porta comune e si ferma spaventato) Oh, diavolo!

(Entrano Rivoli, Albenga, Dionigi, D'Alma, trasportando Annna, che ha gli occhi socchiusi e agita un po' le braccia stringendo in una mano la frusta.)


Salvetti

Qui, qui, su questa poltrona…


Rivoli

(che sostiene il maggior peso) Io non ne posso più!


Dionigi

Assolutamente incredibile!

(Adagiano Anna sopra una poltrona. – Agitazione generale.)


Rivoli

(mettendosi una mano sulla schiena e lasciandosi cadere su una sedia) Sono morto!


D'Alma

Un po' d'acqua!.. Ella sviene!


Albenga

Meglio un po' d'aceto!..


Dionigi

(cavando di tasca una boccettina) Questa è una bottiglia di smelling salts. Eccellente!


Anna

(lamentandosi) No… non voglio nulla… non voglio nulla… Ahi ahi ahi ahi ahi!


Salvetti

(con urgenza) Ma si può sapere sì o no che è accaduto?


Albenga

Pare che Lady Florence le abbia tirato un calcio degno di un mulo.


Salvetti

È orribile!


Dionigi

Ed è stranissimo!..


Anna

(tenendo sollevato un piedino) Ahi ahi ahi ahi!


Salvetti

Marchesa… marchesa… Dove siete stata colpita?


Anna

(lamentosamente) Giù… giù…


Salvetti

Al piede, eh?.. Dite, marchesa: al piede?


Anna

(con un fil di voce) No… non precisamente al piede…




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notes



1


«Con vento fresco», in gergo nautico, significa: con vento vivace.


