Legami Di Sangue
Amy Blankenship


Legami Di Sangue #5
Dopo che l’incantesimo di sangue è stato spezzato, Kane graffiò il terreno per uscire e cercò l’anima gemella che lo aveva liberato, solo per scoprire che era svanita. Non avendo niente da perdere e con la vendetta in mente, iniziò una guerra. L’ultima cosa che si aspettava era trovare la sua sfuggente anima gemella lungo il percorso di distruzione che lui stesso aveva causato. Divenendo rapidamente ossessionato, la osserva quando lei non lo vede, ascolta senza permesso, e la segue in ogni sua mossa...e il demone che lo perseguita sa che lei è la sua debolezza. Per proteggerla, Kane promette di farsi odiare da lei, a costo di unirsi al demone per farlo. Ma come può proteggerla dal suo più grande nemico, quando il nemico è lui stesso?







âLegami di Sangueâ

Serie âLegami di Sangueâ - Volume 5



Author: Amy Blankenship & RK Melton


Translated by Ilaria Fortuna



Copyright Â© 2012 Amy Blankenship

English Edition Published by Amy Blankenship


Italian Edition Published by TEKTIME

All rights reserved.



Capitolo 1



La cittÃ  di Los Angeles si estendeva intorno a lui in un caleidoscopio di luci e colori. I rumori distanti della vita urbana risuonavano nelle sue orecchie ma Syn non gli prestava attenzione, ascoltando invece il sussurro della brezza che lo circondava. Se ne stava lÃ¬ in piedi, sul tetto di uno degli edifici piÃ¹ alti della cittÃ , il pinnacolo era lâunica cosa che i suoi piedi toccavano.

Syn teneva le mani nelle tasche dei pantaloni, mentre il suo soprabito svolazzava come un lungo mantello che sembrava scomparire e riapparire a caso, come se fosse una cosa animata. I suoi lunghi capelli scuri soffiavano lontano dal suo viso, rivelando una bellezza senza tempo che raramente si vedeva in questo mondo.

Aveva preso la precauzione di proteggere la propria aura da tutte le creature che avrebbero potuto sentirlo, ma lui poteva sentire quelle aure sotto di sÃ©...che vivevano tra gli esseri umani quasi senza alcuna preoccupazione.

Guardando giÃ¹ verso il balcone dellâattico proprio sotto di lui, sorrise quando sentÃ¬ Damon dare ad Alicia lâeliotropio...nascondendolo poi dentro di lei in modo che fosse sempre protetta dalla pericolosa luce del sole che minacciava la sua nuova esistenza. Syn era orgoglioso di avere una tale nuora, qualcuno che avrebbe tenuto Damon al suo posto e lo avrebbe stimolato nei modi giusti.

Il suo sorriso si allargÃ² quando le grida di dolore di lei furono presto seguite da urla di piacere, e lui annuÃ¬ in segno di approvazione. Non poteva aspettare di incontrarla.

Syn concentrÃ² ancora una volta il proprio sguardo ametista sulla cittÃ  e vide le malvagie sfumature dellâoscuritÃ  anche nelle zone illuminate...cosa che gli altri non potevano vedere. Non capiva perchÃ© i suoi figli avessero deciso di combattere questa guerra contro i demoni. Nella sua mente, vedeva i demoni nello stesso modo in cui vedeva gli esseri umani...non gliene importava nulla nÃ© degli uni nÃ© degli altri. Eppure i suoi figli e la sua ribelle compagna avevano deciso di prendere una posizione...scegliendo di proteggere coloro che non potevano difendersi da una tale guerra.

Un lieve sorriso apparve sul suo volto mentre ricordava sua moglie...la sua anima gemella. Lei aveva sempre tifato per i perdenti, occupandosi di coloro che erano considerati deboli. Lui immaginÃ² che lei non fosse cambiata molto rispetto alle sue vite precedenti... lâanima era la stessa, non importava quante volte sarebbe rinata. Un tempo lei lo vedeva come un nemico semplicemente perchÃ© il suo potere era di gran lunga superiore rispetto agli altri del loro mondo...ci erano voluti anni per farle cambiare idea.

Il sole faceva capolino allâorizzonte e Syn alzÃ² il viso per accoglierlo, lasciando che i raggi di luce lo investissero...sentendo il grande flusso di energia riempire il suo corpo. Syn sapeva che i suoi figli avevano scelto di vivere una vita umana...una cosa che lui non aveva mai tentato prima dâora. Un altro accenno di sorriso apparve sulle sue labbra perfette quando ebbe unâidea allettante.

SÃ¬, potrebbe essere molto divertente unirsi a loro, visto che anche la sua anima gemella pensava di essere un semplice essere umano e viveva secondo le loro leggi. Si sarebbe unito a loro...le si sarebbe avvicinato e lâavrebbe convinta che non era nemico suo nÃ© di chiunque altro. Questa volta le avrebbe tenuto nascosto la maggior parte del suo potere cosicchÃ© non si sentisse minacciata da lui. Sarebbe diventato il suo alleato, il suo amico, e poi ancora una volta...il suo compagno.

*****

Misery era seduta su una roccia, dondolando le gambe avanti e indietro e facendo ondeggiare i suoi capelli biondi ad ogni movimento. Durante la settimana era stata molto impegnata a radunare demoni per il suo esercito in crescita. Anche ora, alcuni di essi erano nascosti nellâoscuritÃ  attorno a lei...e la fissavano curiosi.

La maggior parte dei demoni da lei radunati era debole e senza particolari poteri, ma Ã¨ cosÃ¬ che sono i soldati. Da solo, un soldato Ã¨ debole. Ma se riuniti in un esercito, essi sono in grado di asfaltare il piÃ¹ potente dei nemici senza preoccuparsi delle proprie perdite.

Quella notte, Misery aveva percepito unâantica aura nella foresta che circondava un versante della cittÃ  e lâaveva seguita fino ad una grotta profonda. Lâenergia maligna si era innalzata davanti a lei desiderando cacciarla via dalla propria tana, ma Misery fu divertita da quel tentativo...finchÃ© la forza non la spinse via fisicamente.

Quando si alzÃ² per guardare il demone in faccia, vide soltanto un corvo su una roccia, con le ali increspate. Scrutando la sua anima nera, Misery si calmÃ² quando capÃ¬ che lâuccello era uno degli antichi maestri lasciati indietro quando i caduti avevano mandato gli altri nellâoltretomba.

Questo demone si era fuso con lâambiente circostante e ne aveva fatto la sua dimora. I Nativi Americani di questa terra avevano visto il demone come un grande spirito da adorare e venerare e, da quella adorazione, il grande demone ne era uscito piÃ¹ forte.

Misery poteva sentire la rabbia che questo demone provava verso i pallidi esseri umani che si avventuravano liberamente nelle sue terre e cercavano di approfittarne. Lei aveva fatto un accordo con il demone, invece di combatterlo...una battaglia che ora sapeva che avrebbe perso. Lâantico demone sembrava dâaccordo con la sua idea di liberare la loro specie dalla prigione dimensionale e lâaveva istruita su come raccogliere sangue in sacrifico...uno degli strumenti di cui avrebbe avuto bisogno per aiutarla, prima di volare via nella foresta.

Quando Misery tornÃ² alla grotta con due vampiri e un affascinante maschio semicosciente, lo spirito malvagio era in attesa. Gli acuti occhi rossi del corvo la fissarono prima che lâuccello prendesse il volo. Misery lo seguÃ¬ nel cuore della foresta fino ai margini della riserva di caccia. Era entrata in una piccola radura e fu sorpresa di vedere un vecchio seduto accanto ad un grande falÃ².

âMi chiamano Corvo Nero.â dichiarÃ² il vecchio.

Misery annuÃ¬ in segno di rispetto. Ricordava la sacre maniere con cui affrontare il potere di un demone superiore. âIo sono Misery.â

Corvo Nero sorrise âCosa ne sai tu della vera miseria?â

Misery rimase in silenzio, mordendosi la lingua per evitare di essere fatta a pezzi. Lei aveva dei poteri e lui lo sapeva...era certa che potesse sentirla nello stesso modo in cui lei sentiva lui.

Corvo Nero si alzÃ² e si avvicinÃ². Lei osservava il suo aspetto umano e non riusciva a capire perchÃ© uno cosÃ¬ potente scegliesse un corpo cosÃ¬ fragile. Appariva anziano, molto vecchio e rugoso, con lunghi capelli bianchi e con pantaloni di pelle di cervo conciata. La giacca era fatta della stessa pelle di cervo, ornata di perline e piume. Un piccolo sacchetto era appeso ad un fianco e altre piume erano intrecciate nei capelli dietro un orecchio.

Corvo Nero improvvisamente si alzÃ² e sollevÃ² la testa dellâuomo per i capelli, per guardarlo in faccia. âQuesto andrÃ  bene.â dichiarÃ², e tornÃ² al falÃ².

âCosa vuoi che faccia?â gli chiese Misery.

âDobbiamo aspettare.â dichiarÃ² Corvo Nero e aggiunse altra legna al falÃ².

Misery esternÃ² la propria irritazione. âAspettare cosa, vecchio? Io non ho unâeternitÃ ...la mia guerra avrÃ  luogo con o senza di te.â

Ignorandola, Corvo Nero aggiunse altra legna al falÃ² e iniziÃ² a cantare. Misery stava per andarsene quando si bloccÃ². SentÃ¬ il proprio potere venire risucchiato e la sua forma di bambina iniziÃ² ad imputridirsi. Non erano gli effetti della trasformazione in cadavere...tutta la sua essenza stava venendo lentamente prosciugata dellâenergia che lei aveva rubato agli esseri umani.

âIl tuo piano fallirÃ  senza di me.â disse Corvo Nero con sdegno. âLa tua esistenza Ã¨ diventata mia quando hai stretto il tuo accordo. Tu sei debole e non hai alcun potere su di me perchÃ© non hai niente che io desideri.â

Misery fu rilasciata allâimprovviso, ma lo guardÃ² restando seduta sullâenorme roccia in attesa di chissÃ  chi. Corvo Nero alimentava costantemente il fuoco e le fiamme erano salite ad unâaltezza incredibile. Il vecchio si alzÃ² e si diresse verso unâestremitÃ  della radura e verso una vecchia sequoia che Misery non aveva notato prima.

Corvo Nero si inginocchiÃ² accanto alle radici massicce e prese un pugno di terra. Tornando al falÃ², il suo canto divenne molto forte e ritmico prima di gettare la terra nel fuoco. Il fuoco brillÃ² e avvampÃ² ancora di piÃ¹ quando la terra incontrÃ² le ardenti fiamme. Il suo corpo iniziÃ² a muoversi in una danza tribale mentre i suoi canti erano sempre piÃ¹ forti.

Le ombre che li circondavano si allungarono finchÃ© Corvo Nero non rimase in contatto con loro, danzando in un cerchio perfetto. Improvvisamente si fermÃ² e si allungÃ² verso le ombre ai propri piedi. La nera oscuritÃ  tirÃ² la sua mano, cercando il tocco di calore che Corvo Nero aveva esumato prima di raccoglierla da terra. Anchâessa incontrÃ² le fiamme con una scintilla che si trasformÃ² rapidamente in unâesplosione, portando Misery a coprirsi gli occhi.

Un lamento disumano riempÃ¬ la radura e Misery guardÃ² mentre lâombra sorgeva dalle fiamme, illuminata di rosso per il calore. Essa volÃ² attraverso la radura fin dove Corvo Nero aveva preso la terra e svanÃ¬ nel terreno. Pochi attimi dopo, la terra iniziÃ² ad alzarsi come se respirasse e due magre braccia ossute spuntarono fuori.

Corvo Nero si diresse subito verso il sacrificio di sangue che i vampiri di Misery avevano catturato e lo sottrasse alla loro presa.

Il giovane uomo, uno studente presso lâuniversitÃ  locale, si risvegliÃ² dallâincantesimo del vampiro quando Corvo Nero lo afferrÃ². Ancora disorientato, non capiva cosa stesse succedendo finchÃ© non vide la lunga lama avvicinarsi alla propria gola. Da quel momento non potÃ© fare niente, la lama lacerÃ² la sua carne e il suo urlo rimase silenzioso.

Il sangue schizzÃ² sulle fiamme libere, alimentando il falÃ² con sibili e scintille. Le braccia che erano spuntate dal suolo ora spingevano fuori il resto del corpo nella notte oscura. Versi profondi e prolungati gli uscirono dalla gola, accompagnati da grugniti famelici mentre si trascinava verso lâuomo agonizzante.

Dita scheletriche si aggrapparono alla maglietta dellâuomo e la creatura abbassÃ² la testa sulla ferita aperta, gustando il sangue e la carne. Mentre mangiava, muscoli e carne iniziarono a comparire sulle ossa sporgenti e Misery si sentiva eccitata dalla scena. Non riusciva a distogliere lo sguardo dallâopera dâarte che Corvo Nero aveva creato e applaudÃ¬ con soddisfazione.

âAvrÃ  bisogno di piÃ¹ per nutrirsi, prima di resuscitare completamente...ma questo basterÃ  per ora.â disse Corvo Nero con un tocco di noia che accarezzava la sua voce grave.

âPossiamo crearne altri?â chiese Misery mentre osservava il sangue brillare nel fuoco.

âIo posso.â disse semplicemente Corvo Nero e a Misery non sfuggÃ¬ la sua implicazione...lui poteva farlo e lei no.

âAdesso, giovane demone...mostrami il tuo potere.â le ordinÃ² Corvo Nero.

Misery sorrise e toccÃ² il proprio ciondolo a forma di ragno appeso al collo. Il ragno si divise immediatamente in migliaia di piccoli ragni prima di ricomporsi. Corvo Nero vide due aracnidi scivolare lungo le gambe di lei e sul terreno dissestato. Le creature si fermarono a metÃ  strada tra lui e Misery prima di scavare nella terra.

Corvo Nero rimase in silenzio mentre il terreno iniziava a muoversi e una sottile crepa color sangue squarciÃ² la superficie, accompagnata da un lieve terremoto. Gli alberi frusciarono e si levarono le grida degli animali della foresta mentre il terreno brontolava infastidito. Cinque demoni ombra volarono fuori dalla crepa e nella radura. I loro lamenti, che risuonavano piÃ¹ come urla, riempirono la notte con il loro canto. Si diressero al falÃ² e aleggiavano in cerchio attorno ad esso, avvicinandosi prima di allontanarsi allâultimo secondo.

La cosa continuÃ² finchÃ© i demoni non si stancarono del gioco e svanirono nellâoscuritÃ  della foresta...verso la cittÃ  in cui percepivano la loro preda. Corvo Nero fissÃ² la crepa nel terreno con unâespressione indecifrabile. Tuttavia, quando si avvicinÃ² alla crepa la calpestÃ², chiudendola ed impedendo agli altri demoni di uscire.

âUn discreto tentativo.â dichiarÃ² Corvo Nero. âMa tu sei giovane e sciocca. Una crepa cosÃ¬ sottile tra i mondi permetterÃ  solo ai demoni ombra di tornare in questo regno...lasciando i nostri veri alleati ancora intrappolati dallâaltra parte. Ti servirÃ  molto piÃ¹ potere!â La sua voce si alzÃ², poi si calmÃ². âMentre tu ottieni quel potere, io creerÃ² il tuo esercito...ma in sostanza Ã¨ a me che risponderanno.â

Misery non aveva altra scelta se non annuire con remissivitÃ  e umiltÃ . Quando si girÃ², le sue labbra infantili si mossero in un sorriso malvagio. Lâantico demone aveva ragione su una cosa, lei aveva bisogno di piÃ¹ potere...e sapeva esattamente come ottenerlo.

Lasciando espandere lâoscuritÃ  dentro di sÃ©, lei tornÃ² verso la cittÃ  seguita dai suoi servitori. Un piano aveva iniziato a prendere forma e lei doveva individuare il demone bambino che poteva aiutarla. Avrebbe dovuto rinunciare a ciÃ² che rimaneva della scorta di sangue di Kane, ma il fine giustificava i mezzi...il sacrificio ne sarebbe valsa la pena.

VolÃ² sulla cittÃ  verso la zona malfamata, dove aveva trovato una dimora temporanea. Andando di strada in strada alla ricerca dellâoscuritÃ , cercÃ² di cogliere lâodore del suo bersaglio. Il problema era che questo demone aveva la capacitÃ  di nascondere la propria aura demoniaca. Per qualsiasi essere che gli desse la caccia, lui sarebbe sembrato un essere umano e questa era la bugia piÃ¹ grande di tutte.

Non molto tempo dopo aver iniziato la sua ricerca, Misery sentÃ¬ lâibrido Skye seguirla. Lui non interveniva nÃ© si avvicinava, ma lei lo sentiva seguirla ad ogni sua mossa. Aveva nostalgia di quando era intrappolato nella grotta con lei? Gli avrebbe rinfrescato la memoria se avesse cercato di interferire con i suoi piani. Era abbastanza fastidioso che i due caduti seguissero ogni mossa dellâibrido...sarebbero arrivati a lei se lui avesse continuato.

Era quasi lâalba quando finalmente trovÃ² il piccolo demone che stava cercando. Lui uscÃ¬ dalle ombre e corse in strada e poi in un altro vicolo. Pochi giorni prima Misery si era imbattuta in lui per puro caso e lo aveva scambiato per un umano...finchÃ© lui non decimÃ² i vampiri che lâavevano attaccato.

Allâapparenza il demone non sembrava altro che un bambino di otto anni che viveva come un topo di fogna. I suoi lunghi capelli neri erano spettinati, con ciocche unte attorno al volto, che era pallido ma dolcemente angelico. CiÃ² permetteva al suo travestimento umano di colpire i cuori e le menti delle sue vittime quando voleva. I suoi vestiti erano rovinati ed era scalzo. Quando lui alzÃ² la testa per guardare dietro di sÃ©, i suoi occhi brillarono come diamanti neri.

Misery si mosse nel vicolo sopra di lui prima di comparire proprio davanti a lui, assumendo la forma della bambina bionda nel mentre. AtterrÃ² accovacciata davanti a lui prima di mettersi in piedi e spolverare il suo frivolo vestitino.

âCiao, Misery.â disse il ragazzino, facendo sorridere Misery per la sua vocina.

âCiao, Cyrus.â rispose Misery.

âSei stata tu a far uccidere tra loro tutte quelle persone sullâautobus, lâaltra sera.â sussurrÃ² il ragazzino.

Misery sorrise orgogliosa âSÃ¬, sono stata io e ho bisogno di quello che fai tu.â

Cyrus inclinÃ² la testa. âCosa posso fare io che tu non sai giÃ  fare?â

Misery ridacchiÃ², si tolse la collana di ragni che conteneva i residui del sangue di Kane e la infilÃ² sulla testa di lui.

âSarai sorpreso, piccolo.â sussurrÃ² lei.

âPotrÃ² giocare?â chiese il ragazzino, facendo capire a Misery quanto fosse giovane il demone.

âOh sÃ¬, sarai in grado di giocare con tutto quello che vuoi.â rispose Misery.

LâoscuritÃ  negli occhi del ragazzino dilagÃ², eliminando tutti i colori finchÃ© non sembrarono due profonde pozze vuote.

âA me piace giocare.â disse il ragazzino e fece un sorriso malizioso mentre le sue dita giocavano con il ragno appeso alla collana.

*****

Kriss era a letto, nellâattico di uno degli edifici piÃ¹ prestigiosi del centro di Los Angeles. Si era rifugiato lÃ¬ per evitare Tabatha e i propri sentimenti sempre piÃ¹ forti per lei.

La sua mente tornÃ² allâultima volta che lâaveva vista. Aveva mantenuto la distanza da lei con fermezza per un paio di giorni, prima che la lontananza diventasse troppo dolorosa per lui. Il petto iniziava a dolergli perchÃ© non era vicino a lei e quando entrÃ² nel loro appartamento, trovandola addormentata con le lacrime asciutte sulle guance...il suo unico pensiero era stato quello di abbracciarla e farla sentire meglio.

Era scivolato sotto le coperte con lei, senza accorgersi che fosse nuda finchÃ© non si strinse attorno a lei in un abbraccio protettivo. Fu allora che si bloccÃ², avvicinandosi e allontanandosi contemporaneamente. Lei si era girata verso di lui nel sonno, avvolgendo un braccio attorno a lui per abbracciarlo come faceva spesso con i cuscini. Quando i suoi seni gli premettero contro il petto, lâautocontrollo di cui era sempre stato orgoglioso cedette.

Per mesi aveva fantasticato sul fare delle cose con lei...cose che non potevano essere fatte, a prescindere da quanto la amasse e la desiderasse. Ma in quellâistante avrebbe voluto essere dentro di lei, abbastanza da rischiare di uccidere la donna che amava. SentÃ¬ la propria erezione gonfiarsi e strofinare contro la sua carne morbida.

Quando unâombra furiosa si proiettÃ² sul letto Kriss si bloccÃ², poi girÃ² la testa lentamente e vide lo sguardo accusatorio di Dean. CapÃ¬ di aver superato il confine tra amicizia e pericolo vedendo quellâespressione sul volto del suo amante.

Era andato via con Dean quella notte, determinato a non commettere gli stessi peccati di suo padre. Si sentÃ¬ di nuovo eccitato al ricordo. Fino a che non avesse tenuto i sentimenti sotto controllo, si rese conto che Dean aveva ragione...doveva stare lontano da Tabatha.

Come ulteriore precauzione, aveva lasciato il suo lavoro al Silk Stalkings nel caso in cui lei andasse lÃ¬ a cercarlo. Aveva fatto tutto quello che poteva per assicurarsi che Tabatha restasse il piÃ¹ lontano possibile da lui, ma la separazione lo feriva come non mai. Quando un caduto amava qualcuno...era ad un livello superiore a quello che un umano chiama âamoreâ, e la frequente follia degli umani quando non potevano avere la persona amata era dieci volte inferiore rispetto alla reazione di un caduto.

Kriss si dimenÃ² di nuovo contro i legacci che gli bloccavano un polso...odiava Dean perchÃ© lo teneva bloccato. Tuttavia, Kriss comprendeva ciÃ² che era quasi successo. Se avesse ceduto alla lussuria...il dolore di perdere Dean e uccidere Tabatha allo stesso tempo lo avrebbe distrutto.

Chiuse gli occhi quando una brezza fredda soffiÃ² attraverso il balcone sul suo corpo nudo. Anche se i legacci gli permettevano di muoversi in tutto lâenorme appartamento, si era messo a letto ore prima senza riuscire a dormire, e il caotico ammasso di coperte sul pavimento ne era una testimonianza. Ora Kriss era disteso a pancia in giÃ¹ con un ginocchio piegato sul materasso e lâaltra gamba coperta con un lembo del lenzuolo.

Un altro alito di brezza soffiÃ² nella stanza, portando con sÃ© un odore familiare. Kriss aprÃ¬ gli occhi, guardando le ombre delle tende trasparenti sulla parete di fronte a lui. Quando unâombra alata si unÃ¬ a loro, Kriss rimase in silenzio e in attesa.

Dean era stato sul tetto, dando la caccia ai suoi demoni e dando tregua per quella notte ad uno sfuggente caduto ibrido. Saltando dal tetto dellâedificio sulla terrazza sottostante, si fermÃ² davanti al balcone aperto per guardare Kriss. Il lenzuolo bianco era scostato, esponendo il suo corpo nudo al chiarore della luna. Dean sentÃ¬ che la solitudine Kriss attanagliava il suo cuore e capÃ¬ che stare lontano da Tabatha per un bel poâ sarebbe stato lâunico rimedio per un tale dolore.

Il suo sguardo attraversÃ² la barriera soprannaturale che impediva a Kriss di lasciare lâattico in sua assenza. Non voleva ferire Kriss, ma sentiva che il suo amore per Tabatha cresceva ogni giorno di piÃ¹. Gli aveva ricordato che dormire con una donna di questo mondo sarebbe equivalso ad ucciderla, e non era una bugia...il seme di un caduto potrebbe germogliare anche in una donna sterile. Esso era in grado di guarire lâinfertilitÃ  per generare una vita, se doveva...ma quella vita avrebbe ucciso la donna che la portava in grembo.

Dean aveva confessato a Kriss la veritÃ  dei propri peccati...lâunico modo efficace per impedire a Kriss di stare con Tabatha. Quando lui era stato mandato in questo mondo per la prima volta, era rimasto affascinato da una giovane di circa la stessa etÃ  di Tabatha. Aveva passato troppo tempo con lei e, da cosa nasce cosa...si era innamorato di unâumana.

Pensando che la maledizione non lo seguisse...pensando che amandola cosÃ¬ tanto avrebbero avuto un figlio caduto, aveva ceduto alla lussuria. Lei lo aveva incoraggiato perchÃ© lo desiderava altrettanto. Fare lâamore con lei era stato paradisiaco, ma ci vollero solo poche ore perchÃ© il demone prendesse forma dentro di lei. Quando lei lo aveva svegliato durante la notte con le sue urla, lui aveva dovuto uccidere suo figlio quando iniziÃ² a divorarla dallâinterno.

Kriss aveva ingannato se stesso, pensando di riuscire a dormire con Tabatha ogni notte senza fare lâamore con lei, ma Dean sapeva che era una bugia...una pericolosa bugia. Kriss non avrebbe mai avuto pace se avesse firmato la condanna a morte di Tabatha con il seme del proprio amore.

I caduti bramavano lâamore, tuttavia erano stati mandati in un mondo in cui non potevano toccare le donne...tutto ciÃ² che gli rimaneva erano loro stessi. La bellezza di Kriss aveva sempre attratto Dean, lo incantava addirittura, e lui sapeva perchÃ©...Kriss era membro di una famiglia reale della loro specie. Non avrebbero mai dovuto mandarlo in questo posto per combattere i demoni. Si chiese in silenzio quanto tempo avesse impiegato uno dei sovrani per rendersi conto che il loro principe era scomparso. Kriss doveva essere coccolato, amato e apprezzato.

Entrando nella stanza, Dean si mosse lentamente, assicurandosi che la propria ombra rimanesse proiettata sulla parete, cosicchÃ© Kriss potesse vedere chiaramente cosa stava facendo e avesse il tempo di fermarlo se avesse voluto.

âStasera i demoni in cittÃ  sono stanchi...li senti?â Dean mantenne la voce calma e non si aspettÃ² una risposta. Le sue labbra si aprirono quando la voce malinconica di Kriss emanÃ² una flebile eco attraverso la stanza.

âLascia che vengano.â

Dean si tolse la giacca e la gettÃ² su una sedia accanto al muro. Poi seguÃ¬ la camicia...la sbottonÃ² e la fece scivolare giÃ¹ sul pavimento in un soffice ammasso di cotone. Si sbottonÃ² i pantaloni e aprÃ¬ lentamente la cerniera, quasi sorridendo quando il respiro di Kriss si fermÃ². Togliendosi le scarpe e i calzini, Dean fece cadere i jeans a terra e li scostÃ².

Muovendosi verso il letto, Dean si tenne per un attimo ad uno dei pali del baldacchino per guardare Kriss, prima di scivolare accanto a lui. Rotolando Kriss su un fianco, Dean si rannicchiÃ² dietro di lui e lo avvicinÃ², cedendo alla gelosia che covava nel proprio cuore.

Sapeva che la tristezza di Kriss era provocata dal suo amore per Tabatha...aveva avuto una premonizione dellâimminente pericolo la notte in cui Tabatha e Kriss si erano incontrati. Ecco perchÃ© aveva attaccato Tabatha nel parcheggio del Silk Stalkings. Voleva metterla in guardia ma Kriss lo aveva fermato, usando il proprio corpo come scudo...usando lâossessione di Dean contro di lui.

Kriss rotolÃ² sulla schiena e girÃ² la testa per guardare Dean. Si guardarono a vicenda per quella che sembrÃ² essere unâeternitÃ , dopodichÃ© Dean accorciÃ² rapidamente la distanza tra loro e strofinÃ² sensualmente le labbra su quelle di Kriss.

Quando Kriss inspirÃ² profondamente, Dean ne approfittÃ² e approfondÃ¬ il bacio...rendendolo piÃ¹ passionale. Era stanco di dormire accanto a Kriss ogni notte e vederlo piangere per una ragazza che non avrebbe mai potuto avere. Se avesse potuto, avrebbe assorbito il dolore di Kriss e lo avrebbe sostituito con lâamore impetuoso dei caduti.

Kriss sentÃ¬ il fuoco iniziare a scorrergli nelle vene, ma il suo senso di colpa gli fece girare il viso, interrompendo il bacio. Si strinse nellâabbraccio di Dean, avvolgendo le braccia intorno a lui prima di intrecciare le gambe con le sue.

Dean guardÃ² in silenzio i capelli di Kriss e sospirÃ² mentalmente. Il fatto che Kriss lo stringesse cosÃ¬ forte era lâunica cosa a calmarlo. SentÃ¬ la tristezza allentarsi un poâ prima di ricomparire. Aveva giÃ  deciso di liberare Kriss allâalba ma, davanti al suo rifiuto, gli occhi di Dean brillarono e i legacci svanirono.

Dopo un istante Kriss si voltÃ² e strinse i polsi di Dean, sbattendoli giÃ¹ sul materasso e tenendoli fermi.

Dean fissava con calma i suoi turbati occhi argentati, chiedendosi cosâavrebbe fatto Kriss adesso che era libero di tornare da Tabatha. Quando Kriss rimase semplicemente fermo lÃ¬, Dean alzÃ² la testa dal materasso strofinando lentamente le labbra sulla clavicola di Kriss fino alla curva del suo collo. Fu ricompensato dal brusco sibilo di Kriss e dal suo rilascio.

Alcune ore dopo giacevano intrecciati quando arrivÃ² lâalba. Dean sapeva, proprio come Kriss, che sarebbe stato qui quando Kriss si sarebbe svegliato la mattina...sarebbe sempre stato qui.

*****

Kane camminava per le strade della cittÃ  cercando di cancellare dalla mente tutto quello che era accaduto nelle ultime settimane. Aveva anche sentito accenni della sua vecchia personalitÃ  affiorare in superficie diverse volte...soprattutto quando era vicino a Michael. Doveva ammettere che voleva bene a quel ragazzo.

Il freno saldo che aveva mantenuto negli ultimi dieci anni sulle proprie emozioni stava cedendo e gli mancava giÃ  la sicurezza che le mura immaginarie gli avevano dato. Era convinto che un costoso psichiatra da quattro soldi avrebbe detto che era una cosa positiva, ma era certo che avrebbe potuto anche cambiare idea a tempo di record.

Usava lâintorpidimento che aveva portato con sÃ© fuori dalla tomba come uno scudo...lo rendeva per metÃ  morto e le persone intorno a lui erano piÃ¹ al sicuro. Per come stavano le cose, ci voleva ogni briciolo di controllo che aveva per tenere dentro di sÃ© i propri sentimenti per Tabatha e proteggerla da Misery allo stesso tempo.

Aveva ancora i brividi al pensiero che Michael avesse capito che era stata Tabatha a liberarlo dalla tomba. Se avesse pensato in maniera lucida, avrebbe trovato un modo per tenere Scrappy lontano da Tabatha per un poâ mentre cercava di capire come dirglielo...se mai glielo avesse detto.

Secondo lui, alcuni segreti dovevano rimanere tali. La veritÃ  era che non aveva mai pensato di dirlo a Tabatha.

Kane ringhiÃ² infastidito quando i suoi pensieri furono interrotti. Sentiva occhi demoniaci su di sÃ© mentre camminava...osservavano ogni sua mossa. Si chiese se fossero stati mandati da Misery. Non riusciva a sentirla tra loro, il che aveva molto senso. PerchÃ© mai la cagna lo avrebbe seguito, quando poteva farlo fare ai suoi servitori al posto suo? La cittÃ  brulicava di suoi servitori...entitÃ  oscure che lui aveva contribuito a creare.

AccelerÃ² il passo finchÃ© i fari delle auto in avvicinamento si allontanavano improvvisamente dietro di lui. Il bagliore rosso dei loro fanali posteriori illuminÃ² la strada per alcuni secondi prima di svanire. Non era mai stato cosÃ¬ veloce ma, con lâumore che aveva ultimamente, aveva ignorato lâaccrescimento del proprio potere.

Al momento, tutto quello che voleva era stare da solo nella propria campana di vetro, invece di stare accanto a Michael e a chiunque fosse vicino al suo migliore amico / fratello. Non era cosÃ¬ sicuro di riuscire ad indossare la sua maschera da âAdesso sto beneâ...non stasera. Il suo vero io era vicino alla superficie ed era qualcosa che Michael non doveva vedere.

Infilando le mani in tasca, Kane proseguÃ¬ nel tentativo di ignorare i bastardi spioni che lo seguivano. Adesso aveva raggiunto unâarea piÃ¹ rispettabile della cittÃ  e si diresse verso la zona in cui câerano un gran numero di locali. Aveva bisogno di un buon drink e magari di fare un poâ a pugni, anche se ciÃ² significava che doveva iniziare lui per primo. I club gli avrebbero fornito il liquido inebriante, e sarebbe stato abbastanza facile trovare un nido di vampiri per lâaltro desiderio.

Svoltando un angolo verso una strada trafficata, Kane sentÃ¬ un profumo dolce nel vento e si fermÃ², concentrandosi di nuovo sui luoghi e i rumori della cittÃ . La sentiva molto vicina e si guardÃ² intorno cercando di determinare la sua posizione. InalÃ² profondamente, desiderandone ancora, poi si chiese se fosse un masochista per torturarsi cosÃ¬.

Sapeva che doveva stare lontano da lei, visto che sembrava essere una calamita per i demoni, ma lâaltro lato di sÃ© concluse allâistante che la sua anima gemella era in grado di trovare i guai da sola. Se lei era abbastanza folle da andare in giro in una zona piena di demoni, allora forse lui doveva ricordarle che era davvero una cattiva idea.

Il suo sguardo acuto si posÃ² su un club chiamato âSilk Stalkingsâ e si accigliÃ² sapendo che era qui che il caduto, Kriss, lavorava come ballerino. Era una scelta di carriera interessante per un caduto, ma Kane non poteva giudicarlo. Sospirando con rassegnazione, attraversÃ² la strada ed entrÃ² nel club per riportare Tabatha a casa, prima che si cacciasse in altri guai.



Capitolo 2



Tabatha varcÃ² lâingresso del Silk Stalkings e si guardÃ² intorno. Era andata lÃ¬ per cercare Kriss...e pregÃ² di trovarlo. Era sparito da qualche giorno senza neanche chiamare...e aveva iniziato ad evitarla giÃ  da prima. Le mancava ed iniziava a preoccuparsi. Quando in passato spariva per un poâ almeno telefonava per farle sapere che andava tutto bene.

Il solo vederlo di sfuggita avrebbe scacciato il suo timore che Misery lo avesse divorato o rinchiuso in una grotta da qualche parte.

Sedendosi ad uno dei tavolini alti, continuava a guardare il palco sperando che Kriss uscisse e facesse il suo numero. Quasi unâora dopo si rese conto dellâorario e capÃ¬ che Kriss avrebbe dovuto essere giÃ  sul palco a quellâora. Uno dei camerieri le si avvicinÃ² e lei lo toccÃ² sul braccio per avere la sua attenzione.

âHa bisogno di qualcosa, signorina?â le chiese.

Tabatha sorrise. âSpero che tu possa aiutarmi. Sto cercando Kriss Reed. Puoi dirmi quandâÃ¨ il suo turno?â

Il cameriere sospirÃ² e scosse la testa âLei Ã¨ la sesta donna a chiedere di lui, questa settimana. Purtroppo se nâÃ¨ andato da un poâ di tempo, da allora nessuno lo ha visto.â

Tabatha si sentÃ¬ come se avesse ricevuto uno schiaffo. Una sensazione di affogamento le esplose nello stomaco e lei abbassÃ² la testa per nascondere le lacrime che iniziarono a salire...aveva perso il suo migliore amico.

âSta bene?â chiese gentilmente il cameriere.

Tabatha lo guardÃ² e sorrise, asciugando le lacrime che minacciavano di rovinare il mascara. âSÃ¬, sto bene. Puoi portarmi un Malibu con ananas?â

Il cameriere le lanciÃ² unâocchiata interrogativa prima di sospirare e tornare al bar. Riconobbe Tabatha come una delle amiche strette di Kriss e immaginÃ² che lui avesse lasciato la cittÃ  senza dirglielo. Era un peccato...sembrava simpatica, e Kriss lâaveva ovviamente ferita.

Tabatha tirÃ² fuori la cipria dalla borsetta ed esaminÃ² il suo trucco. Se nâera andato senza nemmeno salutare...quando erano andati in Florida con Devon ed Envy aveva promesso che non lâavrebbe mai lasciata. Si erano anche avvicinati dopo il rapimento...e molto.

âEcco a lei.â annunciÃ² il cameriere e mise il drink davanti a lei.

Tabatha abbassÃ² la cipria e gli sorrise. âVai e segnalo sul conto...ho intenzione di stare qui per un poâ.â

Il cameriere annuÃ¬ ed iniziÃ² a girare intorno ai suoi tavoli per assicurarsi che tutto filasse liscio, guardandola di tanto in tanto per assicurarsi che la sua nuova cliente non si ubriacasse.

Tabatha tracannÃ² rapidamente il drink e posÃ² il bicchiere sul tavolino. PerchÃ© era preoccupata? Kriss era un caduto...aveva cose migliori da fare che incasinarsi con gli umani...soprattutto con gli umani che erano suoi amici. Dio, odiava essere imbronciata e arrabbiata allo stesso tempo...turbava le persone.

Le fu portato un altro drink e bevve rapidamente anche quello. Dopo sei drink era cotta. Guardando verso il palco, si imbronciÃ² vedendo un ragazzo uscire con indosso solo un paio di ali e un tanga argentati. Si chiese dove fosse il piagnone Guru ubriaco quando ne aveva bisogno e strinse gli occhi, odiando il ballerino che inconsapevolmente si faceva beffe di lei.

âUn altro, prima di andarmene?â chiese al cameriere che le girava intorno da quando si era seduta.

Il cameriere sorrise e scosse la testa. âPenso che lei abbia bevuto abbastanza. Vuole che le chiami un taxi?â

âNo.â rispose Tabatha, e si alzÃ² afferrando la borsa. âVoglio che tu dica a Kriss che se ricorda chi sono i suoi amici, allora faccia una telefonata.â

Naturalmente non voleva, ma al momento era molto arrabbiata con Kriss...la feriva che lui non desse abbastanza importanza alla loro amicizia per dirle almeno che se ne andava...o che era stato rapito. Aprendo la borsa, prese il portafogli e fece per pagare il conto, ma il cameriere scosse la testa.

âIl conto Ã¨ stato giÃ  pagato.â disse lui. âAdesso vada a casa e dorma...sono certo che la chiamerÃ  presto.â

Tabatha pescÃ² le chiavi dellâauto nella borsetta e le fece cadere a terra. âCavolo!â mormorÃ², volendo andarsene prima di fare qualcosa di stupido, come piangere in pubblico.

Si chinÃ² per raccoglierle ma unâaltra mano le prese e le raccolse. Tabatha seguÃ¬ la mano lungo un braccio e poi una spalla. Rimase stupita quando il suo sguardo si posÃ² sul bel viso di Kane.

âAndiamo, tesoro.â disse lui, osservando il modo in cui le luci le brillavano negli occhi azzurri. Stava per piangere. A quanto pare lui non era lâunico di cattivo umore, stasera. âAndiamo a casa.â

Il labbro inferiore di Tabatha si contorse mentre lo guardava e gli afferrÃ² il braccio, sentendo allâistante la sua forza. Il suo principale stalker lâaveva trovata e per una volta...gliene era grata.

Kane fece un cenno al cameriere dietro Tabatha e la portÃ² fuori dal club. RinghiÃ² dentro di sÃ©, sapendo perchÃ© lei aveva scelto questo club. Voleva trovare il bastardo caduto che si nascondeva.

Kriss non si preoccupava del proprio cattivo comportamento verso Tabatha, o si riteneva suo potenziale nemico, invece che suo migliore amico? Kane avvolse un braccio attorno alle spalle di Tabatha e le afferrÃ² saldamente lâaltro braccio quando lei quasi inciampÃ² sui tacchi alti.

âLo hai visto?â chiese Tabatha guardando Kane.

Kane scosse la testa tristemente âNo.â EvitÃ² di dirle che, lâultima che aveva visto Dean, aveva sentito lâodore di Kriss su di lui...il caduto stava bene.

âSe nâÃ¨ andato.â Tabatha si asciugÃ² la lacrima che finalmente riuscÃ¬ a scendere. âE se poi Misery lo divora?â

Kane cercÃ² di non ridere alla sua domanda ubriaca ma sincera. âPer Misery il sapore dei caduti Ã¨ disgustoso.â lui citÃ² le parole di Misery.

âAllora perchÃ© non mi ha salutata?â Tabatha abbassÃ² lo sguardo mentre camminavano.

Kane non rispose mentre la faceva salire sulla sua auto e si sedette al posto di guida. Immagini di sÃ© che strappava quelle ali morbide e setose dalla schiena di Kriss gli balenarono nella mente, ma Kane le scacciÃ². La vendetta poteva aspettare...adesso doveva portare il suo angelo a casa sano e salvo, prima che la porta girevole della sua personalitÃ  si aprisse sul lato oscuro.

Tabatha rimase in silenzio durante il tragitto, con i led azzurri nellâauto che proiettavano un bagliore tenue, come se la sfidassero a guardare lâuomo che guidava. Non era mai stata una che rifiutava una sfida e, anche se riusciva a gestire lâalcol meglio di una persona normale...i drink la aiutavano a reprimere una sana paura.

GirÃ² lentamente la testa e guardÃ² coraggiosamente Kane. âPerchÃ© Misery ha detto che io ti appartengo?â

La testa di Kane si girÃ² rapidamente per fissarla con uno sguardo duro. Lei non avrebbe dovuto ricordare quello che era successo quella notte...le aveva cancellato i ricordi. Come diavolo faceva a ricordare qualcosa che doveva aver dimenticato? Vedendo le luci delle auto illuminarle il viso, lui guardÃ² di nuovo la strada e sterzÃ² appena in tempo per evitare di colpire unâauto in arrivo.

La mano di lei si posÃ² dâistinto sulla maniglia dello sportello quando vide la sua reazione a quella domanda, ma si calmÃ². Non era abbastanza ubriaca da saltare da unâauto in movimento.  Il brivido di paura che strisciava lungo la sua schiena servÃ¬ solo a spingere il suo livello di coraggio oltre la stupiditÃ .

âScegli una corsia.â sorrise Tabatha, poi sbattÃ© le palpebre con la voglia di prendersi a schiaffi. âMerda.â pensÃ² tra sÃ©. âBel modo di fare, stupida...far incazzare il tipo con i denti aguzzi.â

âTi ricordi di quella notte?â le chiese Kane prima di fermarsi.

âE allora?â disse lei e scrollÃ² mentalmente le spalle. âSÃ¬, mi ricordo. Beh...una buona parte, almeno. Forse non sei cosÃ¬ bravo come pensi a lanciare incantesimi alle persone.â

âMagari la prossima volta non sarÃ² cosÃ¬ gentile.â la ammonÃ¬ Kane e la vide tremare per le sue parole oscure.

Tabatha restrinse lo sguardo per la sua espressione impassibile. Come osava sfidarla?

âBeh, prima che provi a cancellarmi di nuovo la memoria, che ne dici di rispondermi?â chiese lei e incrociÃ² le braccia sul petto, sapendo che stava scaricando su Kane la rabbia per lâabbandono di Kriss...dâaltra parte, forse Kane se lo meritava. Per quanto ne sapeva, magari aveva divorato lui Kriss.

âO mi dici che cosa intendeva, o giuro che mi appenderÃ² al collo un enorme e succoso cuore di mucca per attirare Misery, cosÃ¬ lo chiederÃ² a lei.â

Lei sussultÃ² e si aggrappÃ² subito al cruscotto quando Kane sterzÃ² bruscamente, fermando di colpo lâauto al lato della carreggiata, sul marciapiede. InchiodÃ² scivolando sul terrapieno polveroso, facendo fare allâauto un giro di centottanta gradi prima che si fermasse.

Kane si era avvicinato a lei prima che lâauto si fermasse. Tabatha non potÃ© fare a meno di guardare il suo viso e ammirare le sue mascelle, lâametista dei suoi occhi. AbbassÃ² lo sguardo sulle sue labbra perfette e si chiese se fossero fredde come il ghiaccio o calde come il fuoco.

Kane era piÃ¹ che arrabbiato e voleva strozzarla per aver anche solo pensato una cosa simile. Mordendosi la lingua, aspettÃ² di sentire il rapido flusso di sangue prima di catturare le labbra di Tabatha in un bacio feroce. In circostanze normali avrebbe dato qualsiasi cosa per avere lâoccasione di farlo...ma dâaltra parte, lei doveva essere sobria perchÃ© valesse. Lâunica ragione per cui adesso la stava baciando con tale impeto era cancellare dalla sua mente i pericolosi piani dettati dallâalcol.

Calde, le sue labbra erano calde, e quel piacevole calore vorticÃ² in lei fino al nucleo tra le sue gambe. Improvvisamente Tabatha sentÃ¬ di nuovo la paura che era svanita solo un attimo prima. La pervase con ondate impetuose e lei sentÃ¬ le dita dei piedi contrarsi nello stesso istante in cui il panico la prese allo stomaco. La sua mente cedette alla paura e lei iniziÃ² a spingersi via da lui piÃ¹ forte che poteva. Purtroppo aveva lo stesso effetto di una formica che prova a sollevare una casa.

Kane sentÃ¬ le mani di lei spingere contro il proprio petto ma, se questo sarebbe stato il loro ultimo bacio, allora voleva assaporarlo ancora per un attimo. RespirÃ² lâalito caldo di lei mentre rendeva il bacio piÃ¹ dolce solo per intensificarlo di nuovo.

Tabatha fu assalita dal sapore dolce e pungente del sangue di Kane e il travolgente desiderio di avvinghiarsi a lui annullÃ² ogni paura esistente. Quel desiderio si intensificÃ² quando la mano di lui la prese per un fianco e la sollevÃ² dal sedile, premendola a sÃ© tanto quanto consentiva lo spazio limitato del veicolo. Le cosce di lei si infiammarono e, prima che potesse trattenersi, una delle sue mani salÃ¬ lungo il petto di lui per avvolgersi intorno al suo collo, dove strinse con forza i suoi capelli bianchi come la neve.

Kane rabbrividÃ¬ quando sentÃ¬ le unghie di lei affondare nella propria pelle sensibile, facendogli flettere i fianchi e ringhiare nel petto. La voleva...Dio, la voleva cosÃ¬ tanto. UdÃ¬ il clacson di unâauto e Kane ricordÃ² allâistante dove si trovavano. Ci volle piÃ¹ forza di quanto pensasse per lasciarla andare e sprofondÃ² letteralmente nel sedile del conducente.

âGiÃ  sobria?â le chiese. I muscoli della sua mascella si contrassero e le sue nocche divennero bianche nel punto in cui stringeva il volante mentre tratteneva la sua fame.

Tabatha si portÃ² una mano alla bocca ripensando a quella strana domanda. Dopo un paio di secondi annuÃ¬ accigliata. âSÃ¬, ma cosa sei, un caffÃ¨ vivente?â

âCosa sei tu?â la derise Kane. âUna pazza sanguinosa, ecco cosa sei...che parla di cuori di mucca e di demoni.â

Gli occhi di Tabatha si spalancarono quando un fulmine catturÃ² la sua attenzione quando illuminÃ² la strada. Si leccÃ² il labbro inferiore assaporandolo ancora, poi si guardÃ² per assicurarsi che le cosce non fossero davvero in fiamme. Ci fu un altro fulmine e lei si sporse in avanti, guardando il cielo in cerca di nubi di tempesta. Non vedendone, guardÃ² di nuovo Kane e si rese conto che era lui a provocare la tempesta.

âVacci piano. Mi sbagliavo...tu non sei un caffÃ¨ vivente, sei una tempesta vivente.â gli disse, e si raddrizzÃ² sul sedile. Non lâaveva notato prima ma, quando Kane si era chinato su di lei, il suo vestito era salito su, mostrando quasi il pizzo delle mutandine.

Kane si strofinÃ² la tempia con le dita e chiuse gli occhi...dovette farlo. âCâÃ¨ solo una cosa che devi fare...stare lontana da Misery.â

âÃ cosÃ¬ che mi hai guarita nellâufficio di Warren?â sussurrÃ² Tabatha, sapendo in qualche modo che il suo sangue aveva appena cancellato ogni singola goccia di alcol che lei aveva assunto. Le mancava giÃ  la disinibizione ma non gli avrebbe dato del guastafeste, visto il suo umore. PerÃ² doveva ammettere che se lui non avesse interrotto il bacio avrebbero finito per fare altro.

Dire che lui fosse instabile sarebbe stato un eufemismo, se il modo in cui stringeva il volante voleva dire qualcosa. Dopo quello che lei stava per fare...forse erano instabili entrambi.

Quando lui non rispose ma guardÃ² dritto e scrollÃ² le spalle, Tabatha sentÃ¬ di nuovo la rabbia. âBene, portarmi a casa...o meglio ancora, scendi e vaâ al diavolo. Adesso posso guidare da sola.â

Tabatha fu spinta di nuovo contro lo schienale quando Kane inserÃ¬ la marcia e avviÃ² il motore, rimbalzando giÃ¹ dal marciapiede e reimmettendosi nel traffico...quel poco che câera a quellâora della notte.

âForse dovresti andare a cercare in quale nido si trova Kriss e unirti a lui, visto che ad entrambi ovviamente piace avere dei segreti con me!â disse lei sarcastica.

âNessuno ti ha mai detto che non Ã¨ una buona idea inimicarsi un vampiro?â le chiese Kane con voce apparentemente tranquilla, evitando di guardarla.

âSono ancora viva.â sottolineÃ² Tabatha.

âPer ora.â Kane mentiva, ma si sentÃ¬ soddisfatto quando il resto del viaggio proseguÃ¬ in un silenzio teso.

Tabatha se ne stava sul sedile del passeggero con le braccia incrociate sul petto. Si rifiutava con forza di pensare a quel bacio e non avrebbe affatto pensato a quanto lui fosse sembrato sexy, chino su di lei...era arrabbiata e non solo.

Appena entrÃ² nel suo vialetto Kane sospirÃ², passandosi una mano tra i capelli quando lei scese dallâauto e scappÃ² via come se fosse stata morsa. TrovÃ² la cosa piuttosto ironica, considerato che lâaveva giÃ  morsa in precedenza. Scendendo dallâauto, la seguÃ¬ in silenzio sapendo che era la cosa sbagliata da fare.

Tabatha sbattÃ© la portiera dellâauto dietro di sÃ© e si precipitÃ² verso la porta dâingresso del suo appartamento. Non appena chiuse la porta dietro di sÃ©, si voltÃ² e in pochi secondi bloccÃ² tutte e quattro le serrature, poi accese la luce in soggiorno.

âPer ora un corno!â GuardÃ² la porta sentendosi finalmente al sicuro...finchÃ© non si voltÃ². Tabatha gridÃ² quando vide Kane seduto sul divano come se fosse a casa sua, e gli lanciÃ² la borsetta.

âTu non sei stato invitato!â sbottÃ² lei, poi aspettÃ² di vedere se sarebbe svanito. In realtÃ  era una cosa positiva che lui non lo fece, perchÃ© lei sarebbe stata ferita dalla risata isterica che ne sarebbe seguita.

âDannazione, perchÃ© sei ancora qui?â gli chiese e gli lanciÃ² le scarpe, soddisfatta quando lui dovette spostare una gamba per schivarne una.

Con suo stupore, Kane se ne stava seduto lÃ¬ a fissarla con unâirritante espressione che sembrava un misto tra divertimento e rabbia. Lui brillÃ² e scomparve per un secondo, poi lei sentÃ¬ il rumore di qualcosa che colpiva la porta da ogni lato. Tabatha non riusciva a muoversi perchÃ© lui la teneva ferma contro la porta dietro di lei. UdÃ¬ un tuono e sentÃ¬ la propria paura aumentare a quel rumore.

Kane si chinÃ² un poâ in avanti fin quando la propria guancia non toccÃ² quasi la sua e inalÃ² il suo odore misto di rabbia e paura. Era come un afrodisiaco e servÃ¬ a ricordargli perchÃ© non aveva posseduto la sua anima gemella appena lâaveva trovata. Al contrario, lui lottava contro la voglia di possederla lÃ¬ contro la porta...rapido e impetuoso.

Gli dei potevano averli uniti, ma avevano sbagliato il loro abbinamento. Per il bene di Tabatha...dovevano essersi sbagliati. Quando lui si scostÃ² abbastanza per vedere il suo viso, fu soddisfatto nel vedere che la sua rabbia e la sua paura erano ancora lÃ¬.

Tabatha sentiva la sua frangetta muoversi ad ogni respiro che lui faceva mentre la guardava con quegli occhi infiammati. Rimase affascinata guardando le sue pupille ametista dilatarsi e poi sentÃ¬ la delusione vibrare dentro di sÃ©...lei non voleva dimenticare.

âPrima di farmi abracadabra...dimmi qualcosa di vero.â sussurrÃ² lei. âUna veritÃ  sincera.â

âUna veritÃ , tesoro?â Kane posÃ² lo sguardo sulle sue labbra e abbassÃ² la testa fin quando le proprie labbra non sfiorarono le sue...non con un bacio ma con qualcosa di molto piÃ¹ intimo. âSono piÃ¹ pericoloso per te di quanto possa esserlo qualsiasi altro demone.â

A letto, Tabatha sbattÃ© le palpebre per la luce del sole che ora filtrava dalla finestra e si mise a sedere. TirÃ² su le ginocchia e vi avvolse le braccia intorno, guardando la luce del giorno che quasi sembrava prenderla in giro. Ringhiando tra sÃ©, sbuffÃ² soffiando via la frangetta dagli occhi.

âPericoloso un corno.â brontolÃ². âCosÃ¬ pericoloso che mi ha messa a letto prima di andarsene.â

*****

Zachary stava guardando la mappa sul muro con la testa piegata. Avevano segnato ogni evento strano avvenuto negli ultimi mesi, cercando di capire se formassero uno schema. Avevano iniziato con poche puntine ma, quando erano state trovate altre prove, le puntine avevano iniziato a formare uno schema.

Angelica prese un pennarello nero e disegnÃ² un cerchio attorno alla zona malfamata e allâarea circostante. âMisery agisce in questa zona.â dichiarÃ². âGli altri eventi segnati sembrano essere opera di altri demoni che hanno preso coraggio e sono usciti dalla tana.â

âE quello che Ã¨ successo al Love Bites?â chiese Trevor. âNon era conforme al suo modus operandi.â

âPotremmo dover ampliare il raggio a breve.â disse Chad. âE il corpo che abbiamo trovato oggi?â

Tutti tremarono ricordando la scena. Avevano ricevuto una chiamata dalla polizia riguardo il corpo di un giovane che secondo loro dovevano vedere. Lâuomo aveva ventâanni e indossava i resti di una maglietta con il nome dellâuniversitÃ  locale.

Quando erano arrivati, la polizia aveva perlustrato lâintera area e circa cento metri tutto intorno. A Chad era sembrato strano ed era andato a parlare con un paio di suoi compagni, al ritorno il suo colorito era notevolmente pallido.

âChe succede?â gli chiese Zachary.

âHanno detto che dobbiamo vedere di persona...Ã¨ brutto come quello che hai descritto tu sullâautobus lâaltro giorno.â

Mentre i quattro si avvicinavano, Trevor dovette respirare con la bocca per evitare che il tanfo lo facesse vomitare. La cosa peggiore era che poteva sentire lâodore acre ed era altrettanto cattivo. Zach gli diede una mascherina chirurgica estraendola dalla tasca della giacca...ne teneva sempre alcune a portata di mano per situazioni del genere. Quando videro il corpo, persino Zachary dovette voltarsi e fare dei respiri profondi.

Il corpo era stato letteralmente sventrato e tutto quello che era al suo interno adesso era fuori. La cosa peggiore era che tutti avevano notato che era stato divorato, poichÃ© mancavano interi pezzi. Lunghi segni di artigli ricoprivano quel poâ di carne rimasta e le ossa erano in vista, alcune delle quali rotte e sporgenti.

Le cavitÃ  oculari furono la parte piÃ¹ brutta quando essi alzarono lo sguardo...gli occhi erano stati cavati. Parte del cuoio capelluto era stato strappato e il cranio era coperto di materia cerebrale che fuoriusciva ancora dal buco lentamente. La bocca era aperta e la lingua anchâessa divorata.

Erano stati asportati grandi pezzi di carne da tutto il corpo e lo stomaco era sventrato. Angelica voltÃ² le spalle alla scena e si coprÃ¬ la bocca con una mano per evitare la nausea...non servÃ¬ a molto.

âPovero disgraziato.â sussurrÃ² Zachary e si inginocchiÃ² accanto al ragazzo. Questâultima settimana era stata piena di attivitÃ  demoniache e la situazione non sembrava migliorare. âQual Ã¨ la versione ufficiale?â

âLa polizia dice che Ã¨ stato un attacco animale.â rispose Chad.

Angelica scosse la testa âNon Ã¨ stato un animale.â stridette lei, e si diresse verso la macchina. âÃ stata la tomba.â

Zachary si destÃ² dai ricordi e guardÃ² Angelica, distogliendo lo sguardo dalla mappa. âCosa intendevi quando hai detto che era stata âla tombaâ?â

Angelica aggrottÃ² la fronte. âÃ tutto quello che sono riuscita a sentire dal corpo. Le ferite erano quasi troppo vecchie giÃ  solo per percepire quello. Non so come altro descriverlo se non dicendo che Ã¨ stata âla tombaâ ad ucciderlo.â

Zachary si allontanÃ² dalla mappa e andÃ² al suo portatile poggiato sul tavolino. Collegandosi con il PIT, inviÃ² un messaggio a Storm riportandogli gli ultimi eventi...la sua risposta fu immediata.

âSembra che Storm stia per sguinzagliare i pezzi grossi del PIT.â Zachary informÃ² gli altri e si interruppe prima di guardare i suoi compagni di squadra. âHa portato dentro il leggendario Ren...Ã¨ giÃ  qui.â

Trevor tremÃ² visibilmente sentendo quel nome. Ren era sempre stato il fantasma del gruppo... ...piÃ¹ una leggenda che una persona reale, visto che Storm era lâunico ad averlo incontrato. Una volta aveva chiesto a Storm chi fosse il membro piÃ¹ potente del PIT e lui non aveva esitato a rispondere. Ma se Storm stava inviando il suo vice, allora significava che stava inviando un esercito insieme a lui.

Zachary e Trevor sapevano entrambi cosa significasse...la guerra era alle porte.



Capitolo 3



Durante la sua adolescenza, Ren aveva lâabitudine di accedere alla banca dati del Paranormal Investigation Team per poter seguire gli eventi in corso. Era anche abbastanza intelligente da distruggere il computer che aveva usato in modo da non essere rintracciato. Era elettrizzante sfidare i firewall installati su una divisione del governo che presumibilmente non esisteva.

La squadra di investigazioni sul paranormale, altrimenti conosciuta come PIT, sapeva che Ren seguiva i loro casi e si appropriava delle loro informazioni crittografate, ma finora non lo avevano mai preso e non avevano mai trovato un firewall abbastanza forte da escluderlo dal loro sistema privato. Non solo rubava i loro dati, ma Ren lasciava anche dati dietro le sue indagini paranormali.

Dopo diversi anni, il capo del PIT aveva iniziato a lasciare messaggi a Ren dietro i firewall piÃ¹ potenti e piÃ¹ crittografati che Ren avesse mai visto. Fu dietro quei firewall che Ren aderÃ¬ in segreto allâelusivo gruppo del PIT, ma solo alle proprie condizioni...cioÃ¨ lavorare da solo.

Chiunque fosse dietro quel firewall non solo sapeva il suo nome, ma anche altre cose su di lui che nessuno sapeva...come il fatto che non era del tutto umano. Fu solo dopo che lui catturÃ² un demone di livello sette, che aveva originato un culto cannibale in Congo, e dopo che ci furono diversi feriti gravi, che lâuomo a capo del PIT lo aveva incontrato.

Ren era nel bel mezzo di una lotta con il demone e quasi sullâorlo della sconfitta quando una mano gli afferrÃ² la spalla...dopodichÃ© si ritrovÃ² su una piccola isola privata in mezzo allâoceano. Ren si girÃ² per guardare lâuomo che si nascondeva dietro i firewall crittografati...Storm.

Scosse la testa ricordando quei momenti. Storm sembrava il cantante di un gruppo rock degli anni â80, anzichÃ© la mente dietro il gruppo di persone piÃ¹ segreto al mondo.

Storm sorrise e tolse la mano che gli teneva ancora sulla spalla. âVuoi ritirarti dal PIT con la scorciatoia piÃ¹ scomoda? PerchÃ© non resti per un poâ? Mi dispiacerebbe perdere il mio migliore amico prima ancora di avere la possibilitÃ  di diventarlo.â

âCosa?â Ren sussultÃ², portandosi una mano nel punto in cui il demone aveva tentato di strappargli il cuore.

âMi dispiace.â Storm sospirÃ² e allungÃ² di nuovo una mano. Improvvisamente si trovarono nella struttura per metÃ  sotterranea e per metÃ  subacquea che era nascosta sotto lâisola. âNon câÃ¨ nessuno con poteri di guarigione, ma posso sempre portarti da qualcuno che ce lâha, se vuoi.â

âNo.â annuÃ¬ Ren. âSe mi dai ago e filo, penso di poter risolvere da qualche parte in pochi minuti.â Si appoggiÃ² ad un mobile cercando di restare fuori dalla portata di Storm. âE se mi tocchi di nuovo non avrai piÃ¹ la mano.â

Storm rise e aprÃ¬ uno degli armadietti superiori, poi fece un cenno con la mano verso tutte le forniture mediche. Il suo sorriso scomparve quando Ren si sbottonÃ² la camicia e Storm vide le profonde ferite che il demone gli aveva procurato. Ancora pochi secondi e Ren sarebbe morto.

âSecondo me, visto che hai un debole per i demoni, potresti imparare un poâ su di loro prima di sfidarne un altro in una lotta.â Storm distolse lo sguardo dai segni di artigli, sapeva giÃ  come sarebbero state le cicatrici. Conosceva Ren da molto tempo...quellâamicizia non era ancora nata.

Ren si avvicinÃ² allâarmadietto aperto e afferrÃ² quello che sembrava un kit di sutura sterilizzato, poi si spostÃ² verso lo specchio sulla parete. âSe incontri un demone, li hai incontrati tutti...no?â Non poteva trattenere il sarcasmo nella propria voce mentre cercava di bloccare mentalmente il dolore... ...non funzionÃ².

âSbagliato.â lo corresse Storm. âTu sai solo quello che io ho fatto caricare nel database.â Storm si sedette sul lettino medico al centro della stanza.

Ren guardÃ² lâuomo dietro di lui attraverso lo specchio. Le cose nascoste in quel database erano sufficienti a gettare nello scompiglio il mondo intero...giÃ  avere il database era di per sÃ© un pericolo. Era difficile credere che ci fosse dellâaltro...ma dâaltra parte, sapeva alcune cose che non erano nemmeno nel database.

âTi ascolto.â E lo ascoltÃ²...per settimane.

Storm faceva bene a tenere fuori dagli archivi le informazioni che condivise con lui, per le stesse ragioni per cui il Vaticano tiene la propria roba in archivi segreti. Se alcune di queste informazioni fossero arrivate alla gente normale, sarebbe stata la fine del mondo che conosciamo.

Ren sapeva senza dubbio che lâuomo continuava a nascondere informazioni, perchÃ© qualunque dio gli avesse dato il potere di saltare nel tempo e nello spazio aveva anche reso pericoloso per lui raccontare a qualcuno cose oltre il presente. Avrebbe potuto essere il miglior insegnante di storia del mondo...ma se Storm provava a parlare del futuro con qualcuno, poteva rompere il collegamento spazio-temporale...e quel collegamento era Storm in persona.

Aveva anche ragione riguardo la loro amicizia. Erano stati amici dal primo giorno, e questo la diceva lunga, perchÃ© nessuno dei due era il tipo che si fidava di qualcuno. La veritÃ  era che...erano entrambi molto simili sotto parecchi aspetti.

La piccola isola di Storm era in qualche luogo nel passato ma Storm lâaveva dotata di tutti i comfort di una dimora moderna e di una base futuristica. Un lato dellâedificio faceva sentire Ren come in un enorme acquario, mentre lâaltro lato era stato costruito nella robusta roccia che circondava lâisola. Lâaspetto migliore era la totale solitudine. Era lâunico posto in cui Ren potesse andare senza stare a contatto con qualcosa di paranormale, eccetto il potere di Storm. Allâinizio aveva pensato che Storm avesse una ventina dâanni ma, trascorsi dieci anni da quando lo aveva conosciuto, non era invecchiato di un solo giorno, quindi si chiese da quanto tempo vivesse Storm. Lâinvecchiamento di Ren stesso era rallentato, poichÃ© passava molto tempo a contatto con Storm e il suo potere.

Ren sussultÃ² quando una voce lo destÃ² dalle sue riflessioni.

âHo appena fatto di te lâorgoglioso proprietario di una delle case piÃ¹ antiche di L.A.â annunciÃ² Storm quando apparve alla fine del lungo molo che si estendeva dalla sua isola. Sorrise vedendo Ren quasi morto di paura.

âDannazione, vuoi farti sentire quando spunti dal nulla in quel modo?â Ren si voltÃ² e si appoggiÃ² alla ringhiera, vedendo lo sguardo compiaciuto sul volto di Storm.

âAspettavi qualcun altro?â Storm rise.

Ren gli lanciÃ² unâocchiataccia, visto che nessun altro aveva mai messo piede sulla sua isola. âOk, sentiamo. PerchÃ© mi hai comprato una vecchia baracca? Non Ã¨ neanche il mio compleanno.â

Senza preavviso Storm si alzÃ², afferrÃ² la spalla di Ren e lâoceano si allontanÃ², lasciandoli in piedi nellâerba e mostrando ciÃ² che poteva passare come una moderna casa gotica in pietra scura. Sentendo lâinfrangersi delle onde, Ren guardÃ² verso destra, vedendo lâoceano. Girandosi, si accigliÃ² vedendo il vialetto che continuava fin dove lâocchio poteva vedere, e sulla sinistra non câera altro che una fitta macchia di alberi.

âNon male per una vecchia baracca.â Storm fece un cenno verso la casa. âCinquanta acri di fronte allâoceano e completamente rimodernata. Ã difficile credere che fosse un piccolo castello.â

âNon Ã¨ cosÃ¬ difficile.â Ren girÃ² la testa e fissÃ² Storm âQual Ã¨ la fregatura?â

âL.A. ha bisogno di te.â Storm scrollÃ² le spalle e si incamminÃ². âNon lo senti?â

Ren non rispose mentre seguiva Storm. La veritÃ  era che il suo istinto di aracnide gli diceva di fuggire di corsa. Los Angeles...finora suonava piÃ¹ come una vacanza forzata.

Una volta dentro, si trovÃ² in un enorme spazio circolare con una scala a chiocciola aperta che conduceva al piano superiore, il quale si divideva in due ali separate. Storm si diresse verso le grandi porte sulla destra, Ren sospirÃ² e lo seguÃ¬.

âQuesto Ã¨ piÃ¹ nel mio stile.â mormorÃ² Ren vedendo i sistemi di sorveglianza sulle pareti e una scrivania di vetro con un computer.

âHo pensato che questo potesse piacerti.â Storm si appoggiÃ² sul divano che si mosse da solo verso una parte vuota dellâenorme stanza. Vide Ren scivolare dietro la scrivania ed iniziare ad armeggiare con i comandi. âNessuno puÃ² rintracciarti qui, tranne tu stesso forse...e per fortuna non conta.â

Storm vide gli occhi di Ren illuminarsi mentre alzava i palmi a pochi centimetri dalla tastiera. Era un potere strano da possedere e non conosceva nessun altro che lo avesse, ma era cosÃ¬ che Ren era riuscito ad eludere i firewall del PIT, che erano cento anni piÃ¹ avanti di quelli che il governo aveva giÃ . Lui stava letteralmente risucchiando tutte le informazioni da quel computer e per quanto ne sapeva gli stava insegnando un paio di cose.

Era divertente perchÃ© Ren non sembrava il classico nerd informatico...il suo aspetto era quasi spaventoso. Aveva visto donne quasi inciampare quando lo guardavano.

I suoi capelli erano lunghi poco oltre le spalle, neri come la notte con riflessi blu quando il sole li colpiva nel modo giusto. Ma anche senza il sole, non passavano inosservate le strie argentate che facevano sembrare Ren un ragazzino ribelle piÃ¹ di lui. Se si aggiungevano lâorecchino pendente a croce e il fatto che vestisse sempre di nero, si otteneva una combinazione straordinaria. Per dare piÃ¹ effetto, le iridi di Ren erano come di argento lucido con riflessi blu e un cerchio nero intorno. Teneva sempre con sÃ© gli occhiali da sole a causa di quella stranezza.

Quello che piÃ¹ lo esaltava di Ren era che i computer riuscivano a renderlo felice quanto il potere. Ren era un succubo sotto tutti gli aspetti. Se era vicino ad un computer, si alimentava della sua potenza quasi come un download...ma la sua identitÃ  di succubo gli permetteva anche di prendere il potere di chiunque e usarlo per sÃ©.

Ad esempio...se era vicino ad un mutante, era in grado anche lui di trasformarsi. Se era vicino ad un demone, allora aveva tutto il potere di quel particolare demone, ma il lato negativo era che sembrava di usare uno specchio. Non poteva privare il demone dei suoi poteri. Entrambe le parti avrebbero avuto lo stesso potere, quindi non sempre la situazione era vantaggiosa...soprattutto quando lâavversario aveva il potere da piÃ¹ tempo e sapeva usarlo meglio.

Lâunico modo in cui Ren poteva sfruttare la cosa era che, se aveva a che fare con piÃ¹ poteri paranormali, allora bisognava stare attenti perchÃ© poteva usarli tutti a suo vantaggio.

Un altro punto negativo era che Ren non si trovava bene in squadra quindi rifiutava un partner, il che era un vero peccato. Storm avrebbe potuto affiancargli persone potenti e lui avrebbe potuto emulare chiunque di loro. Anche ora, se Ren voleva teletrasportarsi al centro del mondo e cinquantâanni indietro nel passato, poteva farlo. Per fortuna non era interessato a questo genere di cose. Storm vide la luce negli occhi di Ren spegnersi quando si destÃ² dal mondo del cyberspazio.

Ren sbattÃ© le palpebre e allontanÃ² le mani dalla tastiera per appoggiarsi alla sedia girevole. âNessuno sa che sono qui?â

âSolo Zachary.â ammise Storm, sapendo che stavano per litigare a riguardo. âZachary dovrÃ  tenere dâocchio la maggior parte di quelli che sono giÃ  qui.â

âPerchÃ© non mi piace come suona la cosa?â Ren strinse gli occhi ma ebbe la sensazione che fosse una battaglia persa. âCome mi spieghi la villa e lâorganizzazione? Vuoi corrompermi?â

Storm alzÃ² un sopracciglio. âÃ un poâ difficile corrompere qualcuno che Ã¨ capace di andare ad un bancomat e âconvincerloâ a dargli i soldi.â

âStai evitando la domanda.â sottolineÃ² Ren.

âHo lasciato che ti nascondessi alle squadre investigative per tutto questo tempo e, diamine... mi sono addirittura unito a te nella tua solitudine piÃ¹ volte di quanto avrei dovuto.â Storm alzÃ² una mano quando Ren fece per ribattere. âHai sempre detto di dovermi un favore...adesso te lo sto chiedendo.â

âE favore sia.â La voce di Ren aveva perso acutezza per il suo onore. Storm aveva ragione...gli doveva la vita e lui non lo avrebbe chiamato per qualcosa di stupido.

Storm iniziÃ² a camminare avanti e indietro accanto alla scrivania. âLâunica vera risposta che posso darti al momento Ã¨ che sei qui per aiutarmi a combattere. ChiederÃ² molti favori stavolta. PorterÃ² in cittÃ  la migliore squadra del PIT e tu sei promosso a mio vice.â

âChe fortuna.â Entrambi ignorarono che queste parole fossero state pronunciate senza alcuna emozione.

âZachary sarÃ  responsabile se accade qualcosa.â Storm fece unâimportante considerazione. âE prima o poi dovrete scambiarvi informazioni, voi due...soprattutto se io non sono reperibile.â

âBeh, questo non mi suona bene.â Ren si accigliÃ², chiedendosi silenziosamente perchÃ© Storm non avesse ancora le risposte alle sue stesse domande. Per qualcuno capace di viaggiare nel futuro era strano non sapere chi avrebbe vinto una guerra.

âNon sarÃ² in giro per un poâ poichÃ© dovrÃ² rintracciare buona parte delle squadre. Anche se lavorano in coppia hanno la cattiva abitudine di scomparire dal radar e seguire casi per conto loro quando li trovano.â Si passÃ² le mani tra i capelli. âSarÃ  difficile rintracciarli persino per me.â

âE quando li scaricherai qui io dovrÃ² fargli da babysitter?â gli chiese Ren, desiderando un chiarimento.

âNo.â Storm scosse la testa e sorrise a quel pensiero. âNon sono bambini. Il loro compito Ã¨ uguale al tuo...proteggere la cittÃ . Comunicare tra voi sta a te. Ma con il tuo potere, puoi creare una griglia della cittÃ  per mostrare loro quali sono tutte le zone calde. Questa Ã¨ solo la base, per ora. Tu e Zachary sarete gli unici a potermi contattare quando non ci sono.â

âSul serio?â Ren scuoteva la sedia avanti e indietro, incuriosito da tutto quel mistero. âPensavo di essere io lâasociale tra me e te.â dichiarÃ² Ren. âHai intenzione di scomparire?â Doveva essere uno scherzo...ma, quando notÃ² lâespressione di Storm, smise di dondolarsi sulla sedia.

Storm si strofinÃ² la nuca, dovendo stare molto attento alle proprie parole. âSono un viaggiatore nel tempo in questa dimensione, ma se in unâarea le pareti dimensionali sono assottigliate o rotte... ...allora il mio potere viene rifiutato.â Per dirla con un eufemismo.

Capire Storm era diventata una scienza per lui e Ren capÃ¬ improvvisamente la ragione per cui Storm non sapeva chi avrebbe vinto la battaglia. âFin qui ti seguo.â gli disse.

Storm si avvicinÃ² alla grande finestra che si affacciava sullâoceano e picchiettÃ² sul vetro. âQuesto vetro Ã¨ piÃ¹ che antiproiettile.â SospirÃ² mentre si girava e vi si appoggiÃ². âMa non protegge dal male.â Fece un cenno con la testa verso il divano da cui si era appena alzato e sussurrÃ² parole dimenticate dalla storia.

Ren gridÃ² quando il soffitto e il pavimento si illuminarono con un ampio cerchio che circondÃ² buona parte del lato destro della stanza, con il divano al centro. Poteva anche vedere le pareti luminose della barriera, che collegavano il cerchio sul soffitto al cerchio sul pavimento.

âChe cosâÃ¨?â CercÃ² di trattenere lo stupore dalla propria voce ma fallÃ¬ miseramente.

âIn termini tecnici...Ã¨ una trappola per demoni.â rispose Storm, gongolando del fatto di aver ufficialmente stupito Ren, cosa molto difficile da fare. âVaâ avanti...cammina attraverso la barriera. Non ti farÃ  del male.â

Ren allungÃ² una mano ma si fermÃ² prima di toccare. âDevo aspettarmi un ospite demoniaco?â

Storm inclinÃ² la testa. âLascia che ti ricordi una cosa. Se un figlio di caduti ti si avvicina, allora sarai tu a diventare...il demone.â AbbassÃ² la voce facendola suonare terrificante mentre diceva âil demone.â Lui e Ren non erano dâaccordo a riguardo. Ren aveva ancora pregiudizi su tutto quello che non capiva.

Ren fece un passo indietro da ciÃ² in cui Storm gli diceva di entrare. Ci mise alcuni secondi per pensare ad una buona risposta. âAlmeno sarÃ² io quello che sa dovâÃ¨ la chiave della gabbia. La domanda Ã¨...come faccio ad intrappolarli, metto esche per demoni sul divano?â

Storm sorrise e spinse Ren nel cerchio.

Ren girÃ² su se stesso e fece per tornare verso Storm, ma si imbattÃ© in quello che gli sembrava ghiaccio. Indietreggiando, poggiÃ² i palmi su di esso e rimase stupito nel vedere le pareti della barriera incresparsi dove lui lâaveva toccata, come se la superficie fosse fatta di acqua.

Colpendola di nuovo ringhiÃ² verso Storm âIo non sono un demone!â

Storm alzÃ² un sopracciglio âBene, sono contento di avere questa nel nostro sistema.â

Ren colpÃ¬ il muro di...qualsiasi cosa fosse fatto.

âRilassati, ho modificato lâincantesimo per intrappolare tutto quello che non Ã¨ umano e siccome tu sei un succubo e io sono a portata di mano...â sorrise di nuovo, sapendo che questa era una lezione che Ren doveva imparare. âA meno che tu non voglia darmi del demone?â

âHo capito. Spingo la cosa nel cerchio e non devo entrare nella trappola. Ora fammi uscire.â

Storm pronunciÃ² lâincantesimo quasi allo stesso modo di prima, cambiando solo poche sillabe.

Ren imparava alla svelta e aveva giÃ  memorizzato i due incantesimi prima di tornare a rifugiarsi dietro la scrivania. PiombÃ² il silenzio prima che Storm sentisse svanire lâumorismo del momento precedente e riprendesse a parlare.

âQuesto castello si trovava in Scozia. Lâho portato qui mattone dopo mattone e lâho ricostruito durante la âcorsa alla terraâ ma le migliorie sono piÃ¹ recenti. Ci sono trappole per demoni in quasi tutte le stanze e tu sei lâunico che puÃ² farle innescare.â

âÃ davvero bello.â annuÃ¬ Ren, chiedendosi dove volesse arrivare Storm. A volte le sue storie erano piÃ¹ lunghe di quelle di un vecchio che ripercorre i suoi ricordi senza tempo. Gli era permesso parlare del passato quanto voleva, mentre era pericoloso dire qualsiasi cosa sul futuro.

Una volta aveva chiesto a Storm perchÃ© non trascorresse il suo tempo nel passato a correggere tutti gli errori dellâumanitÃ , ad esempio facendo fuori Hitler. Fu allora che lui gli aveva detto che i propri poteri avevano dei limiti...sembrava che cercare di cambiare la storia dellâumanitÃ  fosse uno di quelli.

âQuesto castello era un regalo di nozze per un mio caro amico.â Storm guardÃ² fuori dalla finestra con la vista della terra che toccava lâoceano...era davvero mozzafiato. Lui deglutÃ¬, mettendo da parte il tormentoso ricordo per ora.

Guardando di nuovo Ren, Storm capÃ¬ che per una volta qualcuno oltre a lui aveva bisogno di un indizio di ciÃ² che stava per accadere. PoichÃ© il suo potere ricorreva a fastidiose regole che gli impedivano di vedere le cose piÃ¹ importanti e di alterare le questioni di cuore, avrebbe dovuto trovare una buona ragione per cui Ren desiderasse restare.

Riusciva giÃ  a sentire il dolore nella propria mente a causa delle regole che stava per infrangere, ma lo ignorÃ².

âQuesto posto non resterÃ  qui per molto se non riesco a cambiare il futuro.â La sua voce assorbÃ¬ la rabbia che lui stava provando mentre combatteva il dolore. âPrima di decidere di portarti qui, sono stato nel futuro diverse volte...solo ad un paio dâanni da adesso. Ogni volta il risultato era diverso e ciÃ² Ã¨ dovuto ad uno spostamento dimensionale...o a molti spostamenti, proprio qui a L.A.â

Storm si asciugÃ² il sangue che iniziava a colargli dagli occhi e dal naso. âLâultima volta che ho cercato di venire qui...una parte del castello era crollata e le pareti rimaste in piedi erano ricoperte di sangue secco.â

âBasta.â Ren lo guardÃ², non gli piaceva il modo in cui il volto di Storm era sbiancato quando era iniziato il sanguinamento. Storm aveva sempre scherzato sul non poter dire a nessuno il loro futuro...dirlo lo avrebbe ucciso, ma Ren non trovÃ² divertente constatare che quella era la veritÃ . âHo afferrato il concetto, il resto lo scoprirÃ² da solo.â

Storm barcollÃ² fino alla sedia tenendosi la testa. âSto cercando di pareggiare le probabilitÃ  portando a L.A. piÃ¹ aiuti possibili.â

Ren si alzÃ² e si avvicinÃ² alla scrivania afferrando la spalla di Storm, e in un attimo tornarono sullâisola. âSe provi di nuovo a parlarmi del futuro ti prendo a calci nel culo.â

Quando Storm fu abbastanza stabile da capire dove si trovasse, Ren era sparito. Sentendo la lancinante emicrania che probabilmente sarebbe durata per giorni, sorrise, sapendo che ne era valsa la pena. Ren era in posizione e, adesso che Angelica era in cittÃ , lei doveva richiamare un altro potere nascosto in grado di ribaltare completamente la situazione a loro favore...avevano bisogno degli dei al loro fianco.

*****

Ren aveva trascorso lâultima settimana a creare una mappa della cittÃ  percorrendo tutte le strade. Grazie al download dei file del PIT sapeva dovâerano alcuni non umani, ma mentre camminava o guidava la sua moto, aveva sentito pervaso da un potere che non apparteneva agli esseri in quella lista.

Accese lâenorme schermo che ricopriva una parete dello studio, poggiandovi la mappa e sedendosi sulla poltrona dietro la scrivania. Per chiunque altro, la mappa avrebbe potuto somigliare ad una decorazione natalizia, poichÃ© era piena di puntine luminose di diversi colori.

Erano i colori che adesso stava studiando. Poteva vedere esattamente dove si trovavano i mutanti...era stato anche al Moon Dance e al Night Light. Lâangolo delle sue labbra si contorse al ricordo. Aveva commesso lâerrore di ordinare lâHeat ed era andato tutto bene finchÃ© non aveva deciso di tornare a casa. Nel momento in cui si trovava a metÃ  strada, si ritrovÃ² lontano dai mutanti e completamente ubriaco.

Il territorio dei mutanti era evidenziato per lo piÃ¹ da luci verdi con un paio di puntine rosse e blu...quella blu era la squadra del PIT stazionata in quella zona e tutto quello che accadeva lÃ¬ era di loro competenza...lo stesso valeva per il branco di lupi.

Per quanto lo riguardava, Michael, Damon e Kane erano cani sciolti, facendo guadagnare loro il colore giallo, mentre la loro progenie senzâanima che si muoveva furtivamente tra le ombre della cittÃ  era di color rosso sangue. Almeno quel branco di codardi erano abbastanza gentili da dormire tutti insieme durante il giorno e tendevano a restare uniti di notte, il che rendeva piÃ¹ facile delineare il loro territorio.

Ora, per i caduti la storia era diversa. Allâinizio era stato difficile individuarli, ma ultimamente erano cosÃ¬ instabili che aveva rinunciato, anche se capiva quando erano vicini...poteva sentirli. RipensÃ² alla lezione di storia che aveva sentito da Storm.

La versione breve era che i caduti avevano quasi distrutto il loro mondo attraversando la nostra dimensione e rapendo alcune donne perchÃ© le trovavano belle. Rapirle era stato solo il primo errore. Una volta tornati dallâaltra parte del tunnel spazio-temporale, essi si erano accoppiati a turno con le donne rapite.

Il problema era che...i bambini nati da tali unioni non erano come loro si aspettavano e nascendo provocavano la morte delle donne umane.

Solo una piccola percentuale dei bambini era nata con il sangue dei caduti e solo uno su cento era femmina. Gli altri venivano additati come âdemoniâ...ibridi senza sangue. La maggior parte degli ibridi erano quelli che gli umani chiamavano âmostriâ. Quando quei mostri si ribellarono ai loro creatori, i caduti iniziarono a ripulire il loro mondo da tutti gli ibridi...che fossero mostri o no.

Una volta terminato il genocidio, essi scoprirono che nel loro mondo câerano ormai dozzine di maschi per ogni singola femmina. CosÃ¬ gli idioti ripercorsero il tunnel, questa volta lasciando le loro creature nella nostra dimensione mentre si accoppiavano con quante piÃ¹ donne potevano...il piÃ¹ in fretta possibile.

Quando i bambini nascevano e le madri morivano, i caduti prendevano tutti quelli nati con sangue puro e li riportavano nel loro mondo, abbandonando qui gli ibridi. Non avendo bisogno dei figli maschi che erano nati, li prendevano e li addestravano a combattere contro i loro fratelli mezzosangue.

Prima che quei ragazzi raggiungessero la pubertÃ , i sovrani caduti li inviarono qui e chiusero il tunnel tra le due dimensioni...abbandonando qui tutti i bambini tranne le femmine, per le quali avevano sacrificato cosÃ¬ tante vite.

La storia non finisce qui. Quei giovani guerrieri erano stati addestrati a fare la stessa cosa che avevano fatto i loro padri...creare fratture nella dimensione...e non solo in quella che portava al loro mondo dâorigine. Quella nuova era solo ad un soffio da noi. Si puÃ² supporre che da qui derivi la teoria dellâInferno. Era cosÃ¬ vicina che gli umani con sensi acuiti potevano sentirla e a volte vederla.

Mentre i guerrieri cercavano gli ibridi, scoprirono che molti dei loro rivali erano altrettanto potenti come i caduti purosangue. Ci fu spargimento di sangue su entrambi i fronti ed Ã¨ stato anche documentato che alcuni caduti furono trascinati nellâaltra dimensione insieme agli ibridi.

I sovrani assassini che avevano mandato qui i loro figli sapevano che era una condanna a morte. Essi contavano sul fatto che i loro discendenti si ammazzassero a vicenda e sistemassero il disordine che loro stessi avevano lasciato dietro di sÃ©.

Soltanto pochi di quei ragazzi vagavano ancora sulla terra e la maggior parte di essi era piÃ¹ giovane del primo gruppo, essendo arrivati dopo la fine della guerra e dopo la fuga degli ibridi sopravvissuti. Secondo Ren, era a quel punto che le cose si misero male. Non tutti gli ibridi erano ciÃ² che si potrebbe definire âdemoniâ...e, se non rintracciati, potevano fondersi con gli esseri umani e gli animali...generando altri ibridi per oltre un millennio.

Il grande segreto che Storm proteggeva era che la maggior parte delle creature paranormali, mutanti e mannari, o degli esseri umani con una minima abilitÃ  paranormale fossero con molta probabilitÃ  i discendenti di qualcuno di questi ibridi...ciÃ² comprendeva anche i poteri di succubo che Ren usava per rintracciarli e che usava contro di loro. Pensare di essere parzialmente un ibrido faceva sentire Ren ancora a disagio.

In sua difesa, era abbastanza sicuro che i demoni che aveva ucciso in passato non erano di entitÃ  salvifica...o comunque era autodifesa perchÃ© avevano cercato di ucciderlo.

A peggiorare le cose câera che Storm gli aveva svelato che alcuni ibridi originali non fossero malvagi, anche se emanavano la stessa aura di un demone di alto livello. E se questo non era abbastanza, allora bastava aggiungere il fatto che un vampiro non fosse affatto un ibrido...ma una cosa completamente diversa che aveva invaso la terra.

Ren si strofinÃ² la tempia sinistra, fissando ancora la mappa. Tutta lâarea tracciata, in cui aveva sentito una spinta di energia, era buia e, considerando che Misery non rimaneva mai nello stesso posto...era la maggior parte della cittÃ . Ma tenendo conto che lei aveva un debole per i vampiri senzâanima, poteva solo permetterle di rivendicare le aree vicine al nido di vampiri.

CiÃ² lasciava un sacco di poteri fuori dallâelenco e tra di essi si nascondeva il motivo della sanguinosa profezia di Storm. A proposito di Storm, non lo aveva visto da quando aveva detto di tornare sullâisola e finora non si era fatto vivo nessuno che dichiarasse di essere un membro del PIT.

Ren sorrise, sapendo esattamente come ottenere lâattenzione di Storm. Era entrato cosÃ¬ in sintonia con il sistema informatico high-tech che non doveva fare altro che trovarsi nella stessa stanza con esso. Vide lo schermo del computer illuminarsi quando si collegÃ² al sistema principale del PIT, poi caricÃ² la mappa dietro i firewall che solo lui e Storm potevano eludere.

Di solito ci volevano solo pochi minuti prima che Storm rispondesse o comparisse, perciÃ² quando i minuti trascorsero senza una risposta, Ren si preoccupÃ². Poi lo schermo si illuminÃ².

Storm apparve sullo schermo in modo che Ren potesse vederlo e si scostÃ² dal naso un fazzoletto macchiato di sangue, prima di appoggiarsi alla sedia e sorridere a Ren attraverso la webcam.

Ren aggrottÃ² la fronte e vide che Storm era nella casa sullâisola. âMi sorprende che tu non sia venuto di persona...ma a quanto pare hai infranto di nuovo le regole.â lo rimproverÃ² Ren con un sopracciglio alzato.

âIl flusso temporale nella tua zona mi impedisce di venire e mi provoca un tremendo mal di testa.â spiegÃ² Storm, tenendo in mano il panno insanguinato.

âE allora smettila di provarci.â Ren gli lanciÃ² unâocchiataccia.

Storm annuÃ¬. âDovremo rimanere in contatto in questo modo finchÃ© le cose non si calmeranno. Le squadre del PIT sono in arrivo ed Ã¨ ora che tu inizi ad imparare a lavorare con loro, per il bene di tutti. Dal momento che hai una memoria fotografica e hai letto i loro file, sono certo che sai su di loro piÃ¹ di quanto sappiano loro stessi.â

âQuindi alla fine mi getti in mezzo ad un mucchio di persone con dei poteri? Ti sembra una cosa intelligente da fare? Cosa succede se non riesco a controllarmi?â chiese Ren, non entusiasta allâidea di lavorare con qualcun altro oltre a Storm.

Storm sorrise e scrollÃ² le spalle. âLa pratica rende perfetti, Ren, e tu stai per seguire un corso intensivo di interazione umana. Zachary e Angelica stanno venendo da te, cosÃ¬ potranno accedere alla banca dati e a tutte le attrezzature che ho installato nel castello. Inoltre gestiranno la maggior parte delle squadre del PIT in arrivo. Quanto a te, il tuo compito Ã¨ cercare di scoprire cosa diavolo Ã¨ che sta provocando il flusso temporale e mi impedisce di venire lÃ¬.â

Si fermÃ² per un attimo prima di avvicinarsi allo schermo. âRispondi alla porta.â

Il collegamento video si interruppe bruscamente, lasciando Ren a fissarlo con le sopracciglia alzate. Un forte colpo alla porta lo fece guardare in quella direzione, e poi di nuovo verso lo schermo vuoto.

âOdio quando fa cosÃ¬.â brontolÃ² Ren, e si alzÃ² dalla poltrona afferrando gli occhiali da sole per nascondere i propri occhi.

Oltrepassando le doppie porte che davano nel foyer, Ren andÃ² alla porta e guardÃ² i suoi ospiti... ...che stavano per diventare suoi coinquilini.

Zachary sorrise quando vide il giovane allâingresso. âÃ un piacere incontrare finalmente il vero âasso nella manicaâ di cui Storm parla da quando lo conosco.â

Ren serrÃ² le mascelle ma afferrÃ² la mano protesa di Zachary e annuÃ¬ verso Angelica prima di farsi da parte per farli entrare. Conosceva tutti sullâelenco del PIT e sapeva quali poteri avevano. Aveva memorizzato i profili di tutti i membri del PIT non molto tempo dopo che Storm lo aveva arruolato.

Storm aveva aggiunto delle note nella versione riservata dei profili e Ren aveva scaricato mentalmente anche quelle. Storm aveva ragione...probabilmente sapeva su di loro piÃ¹ di quanto loro stessi sapessero.

Zachary era un poâ ribelle, Storm lo aveva descritto come una doppia personalitÃ ...un attimo Zachary scherzava e quello dopo era letale come un cobra infuriato. Aveva visto i notiziari riguardo lâincendio che un poâ di tempo fa era scoppiato in casa di un boss mafioso e dietro lâintera faccenda si nascondeva il nome del PIT, piÃ¹ precisamente di Zachary. La mattina successiva Zachary aveva depositato il rapporto nel sistema del PIT, confermando i sospetti di Ren.

Il potere di Angelica era un poâ piÃ¹ complesso, essendo in grado di uccidere i demoni con la magia che possedeva dalla nascita. Una volta Storm lâaveva definita âla chiaveâ ma non aveva mai detto cosa diavolo dovesse aprire.

Il suo fascicolo era piÃ¹ grande di tutti gli altri...era come se Storm documentasse ogni suo movimento sin dalla nascita. Ren non riusciva a capire il perchÃ©...e in quel momento non se ne preoccupÃ². Senza dire una parola, chiuse la porta e si diresse verso la stanza che fungeva da ufficio. In qualche modo sapeva che lo avrebbero seguito.

âAllora...â disse Zachary dopo meno di un minuto di silenzio imbarazzante â...vivi da solo?â

âNo.â rispose Ren. âHo dei nuovi coinquilini.â

Angelica sorrise per lâespressione perplessa che apparve sul volto di Zachary. âPenso che stia cercando di rompere il ghiaccio.â

âSe la cava male.â disse Ren, sentendosi giÃ  soffocare.

âLo so.â Angelica si addolcÃ¬, sapeva riconoscere un tipo solitario quando ne incontrava uno.

Zachary lanciÃ² unâocchiataccia ad Angelica. âEhi, tu dovresti stare dalla mia parte.â

âPerchÃ©?â Angelica rise. âChe tu ci creda o no, alcuni di noi possono stare per giorni senza aprire bocca. Con te...sono fortunata se trascorro due secondi senza sentirti dire qualcosa.â

âIo so stare zitto!â esclamÃ² Zachary. âGuarda!â

Poi Zachary scivolÃ² sul divano e incrociÃ² le braccia al petto con le labbra serrate. Angelica roteÃ² gli occhi, prima di alzarsi per dare unâocchiata piÃ¹ da vicino al sistema informatico che Storm aveva predisposto.

Ren la guardava attentamente, pronto a rispondere a tutte le domande che lei avrebbe potuto fargli e poi guardÃ² Zachary. Per qualche ragione lâaltro ragazzo trovava molto interessanti i bottoni della sua camicia. Ren contÃ² mentalmente fino a cinque prima dellâinevitabile esplosione.

âBAH!â gridÃ² Zachary. âNon ce la faccio.â

Ren rise, facendo girare Angelica e Zachary con sorpresa. Non durÃ² a lungo e Ren si passÃ² una mano tra i capelli prima di guardare gli altri. âAndate ad esplorare il castello, ci sono un sacco di camere da letto.â disse, dopo che tutte le tracce di umorismo svanirono dal suo volto.

Angelica annuÃ¬ âVado a prendere la mia valigia.â

Una volta uscita, Ren guardÃ² Zachary e si trovÃ² faccia a faccia con lâaltro lato della personalitÃ  del piromane. âSono curioso...tu che poteri hai?â

âI tuoi.â disse Ren âE quelli di Angelica...e di chiunque altro sia a portata di mano della mia personalitÃ  di succubo.â

Zachary girÃ² il palmo e lo aprÃ¬, visibilmente soddisfatto che i propri poteri fossero ancora lÃ¬.

âNon ho detto di averti privato del tuo potere.â Ren scrollÃ² le spalle, rifiutandosi di ricorrere a banali trucchi per dimostrare quello che stava dicendo. IncrociÃ² lo sguardo di Zach e vide lâuomo disturbato dietro la maschera. âStando vicino a me, mi stai dando il tuo stesso potere.â disse lui per chiarire.

âMi occuperÃ² di Angelica mentre siamo qui.â annunciÃ² Zach di punto in bianco.

âIo non sono una babysitter, potrai occuparti di tutti quelli che arrivano.â lo corresse Ren. âNon Ã¨ compito mio.â

Zach annuÃ¬ come se avesse appena vinto una guerra strategica. âSo che Storm sta riunendo un esercito.â

Ren annuÃ¬ âGiÃ .â

âNe avrÃ  bisogno.â Zach si strofinÃ² le mani sulle gambe e si alzÃ². âChi altro ha chiamato?â

âQuasi tutti, per quanto ne so.â rispose Ren. âMa ce ne sono alcuni che non Ã¨ riuscito ancora a rintracciare.â

âPosso fare qualcosa?â gli chiese Zach.

Ren fece un cenno verso il computer. âTrova quelli che Storm non riesce a trovare. Ha fatto un elenco di tutti quelli che mancano ancora allâappello.â

Zach sorrise e si avvicinÃ² al computer. âVediamo chi ha perso per strada lâonnipotente.â

Ren lo guardava, completamente affascinato da questo totale cambio di atteggiamento. Non sapeva quale lato preferiva...ma sapeva di quale si fidava di piÃ¹.



Capitolo 4



Angelica era distesa sul letto con un paio di cuscini appoggiati alla testata dietro di sÃ©, cercando di sfuggire al sonno...il suo nuovo passatempo preferito. Appena ritornata con la sua valigia, capÃ¬ che Zachary aveva cambiato personalitÃ  con Ren mentre lâaltro uomo era seduto sul divano a fissarlo. Zachary le aveva detto di trovarsi una stanza e dormire, cosÃ¬ lei aveva finto di farlo. Aveva camminato per un poâ lungo i corridoi prima di scegliere una porta a caso e aprirla. Dopo aver visto lâinterno, sorrise e mise la valigia sul letto. La stanza era decorata nei toni del viola, accentuati da oro e tenui tonalitÃ  di lavanda.

Il letto a baldacchino, probabilmente imperial size, era enorme, con cuscini e coperte dorati e viola. Le lenzuola e le federe erano color lavanda e lei quasi ridacchiÃ² per le piccole nappe dorate ai loro angoli.

Sul lato opposto della stanza câera un grande armadio. Mentre lo apriva si aspettava quasi che fosse pieno di abiti da ballo in vecchio stile. Per sua delusione era vuoto. Sulla parete di fronte al letto câera unâantica toeletta con un grande specchio.

Accanto al letto câera una scrivania con penne e fogli, insieme ad una nota in cui câera scritto che la porta dati per il suo portatile era lÃ¬ sotto. Angelica quasi rise nel leggerla e si chinÃ² per dare unâocchiata. Abbastanza sicura, vide il punto di accesso, prese subito il suo portatile e lo collegÃ².

Dalla sua pigra posizione sul letto aveva una vista perfetta della luce della luna che splendeva sullâoceano, attraverso i vetri del balcone. Sorrise perchÃ© quello sÃ¬ che era un balcone.

Buona parte delle persone che la conoscevano avrebbe pensato che non le piacevano cose cosÃ¬ da femminuccia...ma tutte le bambine fantasticano di essere una principessa in un castello e lei non era diversa. Lei fingeva anche di essere Cenerentola o la Bella Addormentata, aspettando che il suo principe venisse a prenderla.

Peccato che non credesse piÃ¹ alla storia del cavaliere con lâarmatura scintillante che venisse a salvarla dai grandi demoni cattivi che circondavano il castello.

Con un sospiro, Angelica guardÃ² di nuovo il suo disegno e tracciÃ² altre linee prima di posare la matita sul comodino accanto a lei. Poggiando lâalbum sulle gambe, alzÃ² la mano e scrutÃ² il palmo dovâera impresso il simbolo. Non era una bruciatura nÃ© un tatuaggio...era lÃ¬ e basta.

Riprendendo lâalbum, guardÃ² il ritratto di Syn che aveva fatto e aggiunse il simbolo nellâangolo in basso a destra della pagina. SbattÃ© le palpebre quando lâimmagine iniziÃ² a sfocarsi e abbassÃ² di nuovo lâalbum, chiudendo gli occhi per un attimo solo per impedire che le bruciassero.

Syn apparve accanto al letto di Angelica non appena lei si addormentÃ². Si era fatto strada silenziosamente nella cittÃ  e nel castello, indagando la mente di tutti quelli con cui lei aveva avuto a che fare. Doveva acquisire dettagli sulla sua vita in modo da sapere esattamente con cosa avesse a che fare. Finora, le informazioni piÃ¹ interessanti le aveva ottenute dalla mente di Zachary.

Lâuomo biondo era tagliente come una frusta ma nascondeva quel particolare sotto molti strati. Aveva anche un potere tutto suo, proprio come un ibrido. Zachary le era stato assegnato come suo protettore e prendeva sul serio il proprio compito. Syn sapeva che Zachary avrebbe dovuto superare rapidamente la sua cotta per Angelica...lei non era fatta per gli ibridi.

Zachary aveva letto il suo dossier che conservato dal PIT a partire dalla nascita fino ad ora. I dettagli erano molto accurati e, sfruttando le informazioni nella mente di Zachary, Syn concluse che câerano diverse persone del suo passato, della sua infanzia per essere piÃ¹ precisi, che presto sarebbero andate incontro ad un destino molto spiacevole.

Syn promise silenziosamente che le avrebbe cancellate dalla faccia della Terra senza che lei lo sapesse. Lei non avrebbe mai piÃ¹ conosciuto il dolore del rifiuto e di qualsiasi tipo di violenze.

Syn aveva visto negli occhi di Zachary i ricordi di Angelica che combatteva i mostri di questo mondo e capÃ¬ che era pura fortuna che fosse ancora viva. Era sicuro che lei ne fosse consapevole, anche se con la sua interessante visione di questo mondo non lâavrebbe mai ammesso. I suoi occhi si posarono sulle labbra di lei, sapendo la vera ragione per cui era venuto da lei stanotte.

Chinandosi su di lei, Syn mise delicatamente le mani sul cuscino ai lati della sua testa e lasciÃ² che le proprie labbra tentatrici vagassero sulle sue. Quando lei inalÃ² profondamente nel sonno, le labbra di lui si aprirono e soffiÃ² dolcemente. Lui vide i fili argentati del potere fluire dalle proprie labbra verso le sue. Era la sua promessa...il dono di un dio del sole nel dare il respiro vitale alla propria anima gemella, per la sua protezione. Dâora in poi, qualsiasi ferita ricevuta sarebbe guarita altrettanto rapidamente di come lâaveva subita...e lei non sarebbe mai invecchiata.

Lui si alzÃ² in piedi e la guardÃ² con occhi teneri. I capelli castano scuro di lei ricaddero dai cuscini, brillando alla fioca luce della stanza. Il ricco broccato dei cuscini gli ricordÃ² comâera lei lâultima volta che lâaveva vista dormire nel loro letto, nel loro mondo.

Il palmo della mano destra di lei era rivolto verso lâalto, mostrando il segno che lui vi aveva impresso. Esso aveva giÃ  iniziato a fare il proprio dovere, risvegliando in lei i poteri e, ben presto, anche il suo desiderio per lui.

Lui provÃ² di nuovo a scrutare la sua mente, ma la sua capacitÃ  di bloccarlo era forte in questa vita cosÃ¬ come lo era stata in passato. Fu pervaso dalla gelosia sapendo che Zachary poteva leggere la sua mente e lui no. Ci pensÃ², ma concluse che la cosa aveva a che fare con la fiducia. Lei si fidava di Zachary abbastanza da abbassare la guardia...e lui aveva intenzione di ottenere quella stessa fiducia.

Se lei gli aveva insegnato qualcosa era lâavere una mostruosa dose di pazienza, e lui si rese conto di star iniziando a perderla. Al momento le sue barriere mentali erano alte, ma lui non vedeva lâora di superarle e convincerla a farlo entrare di nuovo. Adesso che lei era protetta dal suo potere, lui avrebbe avuto tutto il tempo di cui aveva bisogno.

Syn si sedette sul bordo del letto e prese lâalbum per vedere a cosa stava lavorando lei. Una calma intensa lo pervase quando vide unâimmagine molto somigliante a se stesso...lei lo stava giÃ  cercando senza neanche saperlo.

Angelica sentÃ¬ un movimento accanto a sÃ© ed aprÃ¬ gli occhi, pensando che fosse Zachary. Solo lui avrebbe avuto il coraggio di entrare nella sua camera mentre dormiva.

Fu stupita di vedere lâuomo dai capelli scuri che aveva appena disegnato, seduto sul bordo del suo letto, con in mano il disegno a cui stava lavorando. Angelica agÃ¬ dâistinto, si sporse verso di lui con il palmo aperto, per esorcizzarlo come avrebbe fatto con qualsiasi demone.

âCiao, mogliettina.â Syn la afferrÃ² per il polso senza distogliere lo sguardo dal disegno e finÃ¬ di studiarlo, prima di alzare lo sguardo ametista verso di lei.

Angelica portÃ² un gomito in posizione, tendendo il braccio. AlzÃ² un sopracciglio, decidendo di ignorare la parola âmogliettinaâ...i demoni erano deliranti.

Improvvisamente Syn la tirÃ² a sÃ© fin quando non furono a pochi centimetri, vicini ma senza toccarsi. Senza mai abbassare lo sguardo, lui si portÃ² il palmo di lei alla bocca e baciÃ² il simbolo improvvisamente illuminato.

Angelica smise di respirare per qualche secondo...si sentiva come se lui lâavesse eccitata con un solo gesto cosÃ¬ semplice e seducente.

âSei un demone davvero stupido.â disse lei, cercando di scacciare la sensazione delle sue labbra sul proprio palmo.

âIo non sono un demone.â la informÃ² Syn. âE la tua magia non funzionerÃ  mai su di me.â Le lasciÃ² il polso quando il braccio di lei si rilassÃ² nella sua presa.

Angelica ritrasse lentamente la mano. âSolo perchÃ© lo dici, non vuol dire che sia vero.â Strinse la mano intorno al polso cercando di spazzare via la sensazione della sua carne calda che la toccava. âChi sei?â

âPuoi chiamarmi Syn.â

Angelica sentÃ¬ brividi freddi pervaderla a quel nome. Pensava giÃ  a diversi motivi per cui quel nome gli si addiceva. âDâaccordo Syn, perchÃ© sei qui?â

âQui nei tuoi sogni...o qui nel tuo letto?â le chiese Syn con lâaccenno di un sorriso che sfiorava le sue labbra perfette.

Cavolo, aveva ragione. Era assolutamente peccaminoso. Ricordando che gli altri sogni erano stati tutti incubi, Angelica si guardÃ² lentamente intorno nella stanza e poi guardÃ² di nuovo lui. âNon sto sognando...ho sentito che mi toccavi...io...ho sentito le tue labbra toccare la mia mano.â

âSolo perchÃ© stai sognando, non vuol dire che sia vero.â Syn ripetÃ© con fascino la sua precedente affermazione.

Lo sguardo di Angelica si strinse quando lui strappÃ² il disegno che lei aveva appena fatto sul suo album. Lui lo arrotolÃ² con cautela invece di piegarlo, e poi lo ripose in una tasca profonda nella fodera interna del suo soprabito. Lei non poteva fare a meno di guardare le sue mani mentre si muovevano. Sembravano cosÃ¬ lisce e intatte...proprio come i libri di storia descrivevano quelli di stirpe reale. Alla fine, lei lo guardÃ² di nuovo e si accigliÃ² quando vide lâaccenno di un sorriso.

âPerchÃ© sei qui, sul serio?â gli chiese.

âPer tenere lontani gli incubi mentre dormi.â rispose Syn, e si appoggiÃ² al montante dietro di sÃ©. âRiposa Angelica, stanotte nessun incubo o demone disturberÃ  il tuo sonno.â

Angelica scattÃ² dal letto con il sole che filtrava dal balcone...era mattina. Guardando ai piedi del letto, si sporse in avanti e toccÃ² il punto in cui era seduto Syn. Non câera traccia che fosse stato lÃ¬ e Angelica fece un respiro profondo. Era solo un sogno, dopotutto.

Portando le gambe giÃ¹ dal letto, si alzÃ² e sentÃ¬ qualcosa cadere sul pavimento. Prese il suo album da disegno e fece per chiuderlo ma si fermÃ² quando ricordÃ² il sogno.

Aprendolo di nuovo, scorse le pagine e si fermÃ² quando vide che il disegno che aveva fatto la notte scorsa era scomparso. Al suo posto câera un bel disegno a matita di lei addormentata in questo letto. Era stato fatto con altrettanti dettagli come aveva fatto lei con lui. Nellâimmagine, la propria mano era rilassata vicino al viso e lei notÃ² il simbolo disegnato. Proprio sotto il disegno câera la parola âSynâ scritta con unâelegante calligrafia.

*****

Tabatha parcheggiÃ² la sua auto nel parcheggio VIP del Moon Dance e scese. Aggiustandosi il vestito corto, mise le chiavi nella borsetta e si avviÃ² verso lâingresso. Era stanca di nascondersi in quellâappartamento solitario nellâattesa di vedere se Kriss sarebbe mai tornato a casa. Lâeccitazione della folla la fece sentire giÃ  un poâ meglio.

Nick sorrise vedendola arrivare e sganciÃ² il cordone per farla passare davanti a tutti gli altri che erano in attesa di entrare. Non lo fece perchÃ© era la migliore amica della compagna di suo fratello, lo fece perchÃ© senza Tabatha...non avrebbero fatto in tempo a trovare e a salvare Micah. Lui posÃ² lo sguardo sulla sua spalla scoperta. Lâultima volta che lâaveva vista...quella spalla aveva una ferita abbastanza brutta, ma adesso non câera neanche un segno. Sembrava che ci fosse una specie di fata della guarigione in cittÃ , perchÃ© era accaduta la stessa cosa alle ferite di Micah.

âCome sta andando la serata?â le chiese con curiositÃ  quando vide una traccia di tristezza nei suoi occhi.

Tabatha gli rivolse un lieve sorriso. âTutto bene.â

âNon ti hanno detto che sembri un bel bocconcino?â le chiese con un lampo negli occhi. Era il modo piÃ¹ rapido per tirare su di morale una ragazza...lui doveva saperlo, era circondato da ragazze tutte le sere.

Tabatha scosse la testa sorridendo. âSei incorreggibile.â

âEsatto.â concordÃ² Nick. âQuindi significa che verrai a casa con me stasera?â

âNeanche per sogno!â ribattÃ© Tabatha con un sorriso, poi aggiunse âE poi, tu abiti al di piano sopra della discoteca, sarebbe troppo facile.â

Nick si posÃ² una mano sul cuore e fece finta di darsi due pugni. âTabby, dolcezza...mi ferisci. Le mie intenzioni erano del tutto innocenti.â

âCome no.â Tabatha rise, poi gli fece lâocchiolino. âMa potrei chiederti di ballare, dopo.â

Nick le si avvicinÃ² mentre le teneva aperta la porta. âE io potrei accettare.â

Tabatha entrÃ² e fece un respiro profondo, amava lâatmosfera familiare. Erano passati un paio di giorni dal suo incontro con Kane e non aveva ancora notizie di Kriss. La sua preoccupazione era svanita, sostituita da una leggera depressione che solo Kriss avrebbe potuto guarire.

Il ritmo della musica vibrava attraverso il suo corpo e lei si avvicinÃ² alla ringhiera per guardare la pista da ballo. Era tardi, quasi mezzanotte, e il club era in piena attivitÃ . I corpi si strusciavano al ritmo della musica techno che pompava dalle casse e lâarea bar era quasi piena. Tabatha si guardÃ² intorno cercando di decidere cosa fare prima. Era stanca di stare da sola e aveva capito che questo era esattamente quello di cui aveva bisogno per uscire dalla sua malinconica paura.

Dirigendosi verso il bar, Tabatha sbattÃ© la borsetta sul bancone. âCosa deve fare una signora per avere un drink, qui?â chiese.

âMordermi!â esclamÃ² Envy e le porse un drink. âÃ tutto, madame?â

âNo.â disse Tabby. âHo ancora bisogno di morderti.â

âStia attenta.â disse Envy. âAnche io mordo.â

Tabatha prese il drink e ne bevve metÃ  in un sorso, ricordando i drink che aveva bevuto al Silk Stalkings poche sere prima e il modo in cui Kane lâaveva baciata, rendendola sobria. Quello che piÃ¹ la irritava era che ogni volta che ci pensava, sentiva una calda e dolorosa sensazione verso il basso ventre e le cosce. SussultÃ² ancora una volta quando la sentÃ¬.

Envy notÃ² il comportamento di Tabatha e capÃ¬ che qualcosa non andava. Si conoscevano da troppo tempo per non notarlo. IniziÃ² a prepararle un altro drink quando la vide poggiare il bicchiere vuoto.

Quando servÃ¬ a Tabatha il secondo drink, notÃ² che lei non se ne accorse e che, invece, guardava distrattamente tutti gli altri che si divertivano.

Kat stava lavorando a poca distanza dalla postazione di Envy e guardÃ² Tabatha con la coda dellâocchio. CapÃ¬ che era tesa e si chiese cosa fosse successo negli ultimi giorni. Prendendo una bottiglia di Heat, attirÃ² lâattenzione di Envy e le mostrÃ² la bottiglia prima di fare cenno con la testa verso Tabatha.

Envy guardÃ² la sua amica prima di fare a Kat un cenno di approvazione. Kat preparÃ² un drink e aggiunse una piccola dose del potente liquore prima di darlo a Envy.

âGrazie.â disse Envy e porse il bicchiere a Tabatha. âTieni, Tabby, offre la casa.â

Tabatha guardÃ² il drink e sorrise. âGrazie!â

âAllora...â iniziÃ² Envy, appoggiandosi al bancone â...perchÃ© sei giÃ¹ di corda?â

âNiente di importante, credo.â rispose Tabatha.

âSÃ¬, certo.â esclamÃ² Kat avvicinandosi. âSe la tua faccia fosse piÃ¹ lunga, il tuo mento sarebbe ancora a casa a guardare la tv.â

âSono solo furiosa con Kriss.â disse Tabatha dopo qualche secondo. Se non riusciva a parlare con la sua migliore amica allora poteva anche andare a casa e rimanerci. âNon Ã¨ mai stato via cosÃ¬ tanto senza chiamarmi o farmi sapere qualcosa. Ha lasciato il suo lavoro al Silk Stalkings pochi giorni fa e nessuno lo ha visto da allora.â Non confessÃ² di sentirsi come se fosse stata mollata...il petto continuava a farle male da giorni.

Kat prese un tovagliolino da dietro il bancone e lo porse a Tabatha quando le lacrime iniziarono a scenderle. Se non lo avesse saputo, avrebbe giurato che quella fosse la reazione di unâinnamorata quando il proprio cuore viene infranto. Envy le aveva detto che Kriss era gay, ma Kat si chiese se tra Kriss e Tabatha fosse successo qualcosa di cui Envy non era a conoscenza.

âPerchÃ© Ã¨ andato via senza salutare?â chiese piano Tabatha, tamponandosi le lacrime sulle guance. Ricorse alla rabbia per smettere di piangere...odiava piangere. âPensavo di meritare almeno questo.â

Envy serrÃ² le labbra...Kriss non avrebbe mai fatto una cosa simile senza un buon motivo. Cavolo, era sicura che lui la amasse, ma lui amava anche Dean. Le sue mani si strinsero sul bancone quando si rese conto del perchÃ© Kriss era lontano...Dean.

âSono sicura che tornerÃ .â disse Kat. âSei una buona amica e meriti di sapere la veritÃ .â GuardÃ² Envy. âGiusto?â

âAssolutamente sÃ¬.â rispose Envy, affondando la propria rabbia nello stomaco. âSai cosa dovremmo fare? Trovare il Signor Tuttopiume, infilarlo in un nido di formiche dopo averlo ricoperto di miele e lasciarlo lÃ¬. CosÃ¬ impara a telefonare, la prossima volta.â

Tabatha alzÃ² le sopracciglia verso la ragazza dai capelli rossi. âAffare fatto.â

âOh, oh.â disse Kat eccitata. âMeglio ancora, lo spiumiamo e lo leghiamo come un tacchino per il Ringraziamento, poi lo lasciamo al bar per motociclisti dallâaltro lato della cittÃ . Alcuni di loro sono davvero spaventosi.â

Envy scosse la testa âNo, gli piacerebbe troppo.â

âTrovato!â esclamÃ² Kat vedendo il labbro di Tabatha iniziare a contorcersi per la loro scenetta. âLo mettiamo k.o., lo teniamo prigioniero nella camera da letto di Tabatha e lo nutriamo solo di pane e acqua finchÃ© non si arrende e accetta di essere schiavo del sesso di Tabatha per lâeternitÃ .â




Конец ознакомительного фрагмента.


Текст предоставлен ООО «ЛитРес».

Прочитайте эту книгу целиком, купив полную легальную версию (https://www.litres.ru/amy-blankenship/legami-di-sangue/) на ЛитРес.

Безопасно оплатить книгу можно банковской картой Visa, MasterCard, Maestro, со счета мобильного телефона, с платежного терминала, в салоне МТС или Связной, через PayPal, WebMoney, Яндекс.Деньги, QIWI Кошелек, бонусными картами или другим удобным Вам способом.


