Calore
Amy Blankenship


Legami Di Sangue #4
Damon si era unito ai suoi fratelli per un motivo... la ragazza che gli interessava e che lo credeva morto viveva lì e sotto la protezione dei vampiri. Quando finiscono per salvare la vita di Alicia, più volte di quanto lui riuscisse a ricordare, Damon decide che qualcuno doveva tenerla sotto controllo, prima che la piccola gatta finalmente trovasse un modo per sfuggirgli, facendosi uccidere. La gelosia diventa un gioco pericoloso quando lei va in calore ed inizia ad attrarre più di semplici mostri.

Alicia Wilder è stanca di essere protetta dal mondo dai suoi fratelli iperprotettivi. Cercando di dimostrare di poter gestire la guerra tra vampiri, finisce per essere maltrattata, morsa, baciata, picchiata, e, cosa ancora più incredibile, vivere con tre vampiri molto sexy, uno dei quali aveva iniziato per primo la guerra tra vampiri. Quando capisce di essere in calore, Alicia realizza che la sua rete protettiva potrebbe essere la sua rovina.

Damon si era unito ai suoi fratelli per un motivo... la ragazza che gli interessava e che lo credeva morto viveva lì e sotto la protezione dei vampiri. Quando finiscono per salvare la vita di Alicia, più volte di quanto lui riuscisse a ricordare, Damon decide che qualcuno doveva tenerla sotto controllo, prima che la piccola gatta finalmente trovasse un modo per sfuggirgli, facendosi uccidere. La gelosia diventa un gioco pericoloso quando lei va in calore ed inizia ad attrarre più di semplici mostri.







Calore

Serie âLegami di Sangueâ - Volume 4

Author: Amy Blankenship & RK Melton

Translated by Ilaria Fortuna



Copyright Â© 2012 Amy Blankenship

English Edition Published by Amy Blankenship

Italian Edition Published by TEKTIME

All rights reserved.



Capitolo 1



Micah era a letto, avvolto in cosÃ¬ tante bende da iniziare a somigliare ad una mummia. Non poteva fare a meno di sorridere dolcemente, mentre la signora Tully gli si avvicinava come una mamma chioccia e scuoteva la testa ogni tanto. Lui non si lamentÃ² neanche per il dolore lancinante che lei gli aveva inflitto al braccio. Poteva vedere se stesso nello specchio sul comÃ² di fronte e fece per alzare un sopracciglio, ma decise di lasciar perdere quando sentÃ¬ dolore.

Gli avevano giÃ  assicurato che Anthony era morto, ma non poteva fare a meno di augurarsi che il lupo alfa fosse ancora vivo, per poter torturare il bastardo nello stesso modo in cui era stato torturato lui. Da quello che gli avevano detto, gli era sembrata una morte rapida. Lui non lâavrebbe resa rapida.

âPenso che voi mutanti finirete per farmi morire.â esclamÃ² piano la signora Tully. I mutanti... â¦sia giaguari che puma, avevano un posto speciale nel suo cuore. Lei aveva fatto nascere ognuno di loro ed era stata vicina alle loro madri. âBasta guardare come sei ridotto.â

Micah fece una smorfia verso il soffitto sentendo le vertigini quando il ventilatore a pale continuava a girare. âNon Ã© colpa mia se mi hanno rapito e torturato.â

La signora Tully lo toccÃ² dolcemente sulla fronte con la punta delle dita. âMi permetto di dissentire, giovane Skywalker. Se quello che ho sentito Ã¨ vero, ti sei messo contro quellâorrido lupo mannaro e per questo ti ha rapito.â

âQuindi stai dicendo che Ã¨ colpa mia?â chiese Micah, ignorando i sorrisi delle altre persone nella stanza.

âNon interrompere gli anziani.â ribattÃ© la signora Tully con uno sguardo severo. âNon ho finito. Come stavo dicendo...ti sei messo contro quel cane bastardo e devo dire che andava fatto giÃ  da tempo.â

Micah guardÃ² apertamente Quinn con un sorriso da âte lâavevo dettoâ. Non era pronto a perdonare suo fratello. Aveva avvertito Quinn riguardo Anthony e gli era stato detto di smetterla. Sperava che il fratello maggiore fosse felice perchÃ© adesso non poteva tenergli testa.

âAdesso basta!â ringhiÃ² la signora Tully e lo schiaffeggiÃ² in testa.

A quellâazione, la sua persistente emicrania iniziÃ² a martellare e lui strinse forte gli occhi. âEhi, lÃ¬ mi fa male.â si lamentÃ² Micah.

âE starai peggio se continui con questa rivalitÃ  tra fratelli.â rispose a tono la signora Tully e lanciÃ² lo stesso sguardo di avvertimento a Quinn. âDevo chiamare mia nipote e farle sapere dove sono. Quella povera cara sarÃ  preoccupata se non rispondo al telefono di casa.â

La signora Tully non aspettÃ² che qualcuno le mostrasse dovâera il telefono. Non era la prima volta che andava alla residenza dei Wilder. Quasi si fermÃ² quando vide Michael tranquillamente seduto su una sedia, nellâangolo buio della stanza. Non era bello vedere lâaffascinante vampiro cosÃ¬ oscuro e cupo. Quando la porta si chiuse dietro di lei, tutti gli occhi si rivolsero verso Micah.

âÃ bello vederti finalmente a casa.â disse Steven con un leggero sorriso, cercando di nascondere la propria preoccupazione. Anche se Micah era a casa, qualcosa gli diceva che non era fuori pericolo. Micah era pallido e i suoi occhi erano un poâ troppo brillanti per i suoi gusti.

Micah ricambiÃ² il sorriso ma stava iniziando ad avere sonno. âÃ bello essere fuori da quellâinferno.â

âSei stato molto imprudente, stavolta.â dichiarÃ² Quinn dalla sua posizione vicino alla finestra ed incrociÃ² le braccia sul petto. âSaresti potuto morire in quel seminterrato, se non avessimo visto il messaggio che hai mandato ad Alicia.â

Micah si guardÃ² intorno nella stanza cercando sua sorella e si accigliÃ². âA proposito di Alicia, dovâÃ¨? Pensavo che sarebbe venuta.â

âResterÃ  a casa di unâamica finchÃ© tutto questo non sarÃ  finito.â rispose Kat. GuardÃ² Quinn, chiedendosi quanto tempo avrebbe aspettato prima di chiamare sua sorella e dirle di tornare a casa.

âPerchÃ© non Ã¨ tornata con noi da casa di Anthony?â chiese Micah. âEro sicuro che...â guardÃ² di nuovo Quinn, incolpandolo dellâassenza di Alicia perchÃ© semplicemente non la voleva lÃ¬.

Nick scosse la testa ma dentro di sÃ© era impaurito. CercÃ² di non guardare Michael, sapendo che il vampiro aveva cancellato la memoria di tutti, tranne lui e Micah. âAmico, devi aver preso troppe botte in testa...Alicia non era da Anthony.â

âInvece sÃ¬.â insistette Micah. âLâho vista con i miei occhi.â GuardÃ² Nick, ma lâuomo scrollÃ² le spalle e scosse la testa.

GuardÃ² tutti uno alla volta e capÃ¬ che nessuno di loro avrebbe confermato che Alicia era in quellâedificio. La ricordava nel seminterrato...gli teneva la mano. Stava piangendo e questo lo aveva divorato finchÃ© non la vide di nuovo e si assicurÃ² che stesse bene. Non sapeva cosa fosse peggio...se vederla piangere o essere quasi ucciso. Si guardÃ² intorno ancora una volta, prendendo atto che lâuomo che era con Alicia era assente anche lui.

Ansimando, affondÃ² nei cuscini e pianificÃ² in silenzio di scoprire con quale amico fosse Alicia. Lâavrebbe trovata e le avrebbe chiesto la veritÃ .

âDevi avere le allucinazioni.â disse Jewel dolcemente.

Micah guardÃ² la bella bionda e aggrottÃ² la fronte. âE tu chi sei?â

âQuesta Ã¨ Jewel Scott Wilder.â disse Steven e le avvolse un braccio attorno alle spalle. La signora Tully si era giÃ  occupata delle sue ferite e gli aveva fasciato lâaltro braccio. âÃ la mia compagna.â

âLa Jewel Scott di Anthony?â Adesso Micah era ancora piÃ¹ confuso.

âSolo nella mente malata di Anthony.â rispose Steven, ma non potÃ© fare a meno di stringere Jewel un poâ piÃ¹ forte.

Micah sbattÃ© le palpebre e guardÃ² Quinn per avere conferma, quando vide Kat rannicchiata a suo fratello. Con un sospiro, si chiese quanti farmaci gli avesse effettivamente dato la signora Tully, dato che o stava impazzendo lui o stavano impazzendo gli altri. GuardÃ² lâunica altra persona nella stanza che era certo avesse buon senso, Warren.

âHo viaggiato nel tempo o qualcosa del genere? Voglio dire, quando me ne sono andato... Steven era ancora single e Quinn aveva una romantica inclinazione come Dean.â

Warren sorrise. âSono successe un poâ di cose da quando te ne sei andato.â

âOk, ho fatto la mia telefonata.â annunciÃ² la signora Tully mentre tornava nella stanza. In realtÃ  non aveva chiamato sua nipote. Lo aveva detto solo per lasciarli un poâ da soli con Micah, prima di allontanarli. âAdesso...tutti fuori, lasciate che questo piccolo gattino dorma un poâ.â

Micah ringhiÃ² allâanziana donna. âNon sono un gattino.â

âCaro, la mia gatta piÃ¹ giovane potrebbe batterti in una lotta per come sei conciato adesso, e lei Ã¨ una fifona, ha paura della sua stessa ombra.â lo informÃ² la signora Tully. Mentre parlava, prese un ago dalla strana scatola che aveva portato con sÃ©.

âNon credo di aver bisogno di altri farmaci.â sospirÃ² Micah. Aveva molte cose da fare. Il solo fatto di non aver ancora visto Alicia gli faceva piÃ¹ male delle ossa rotte.

âEd ecco perchÃ© non sei tu il medico.â La signora Tully era contenta che lui avesse ancora quello strano senso dellâumorismo...una volta iniziato a guarire, ne avrebbe avuto bisogno.

Micah ringhiÃ² piano quando lâago affondÃ² nel suo braccio e dovette distogliere lo sguardo. Odiava prendere ordini da chiunque e quello di cui aveva bisogno era rintracciare sua sorella. Tutti uscirono dalla stanza quando lei estrasse la siringa vuota dal braccio.

La signora Tully li guardÃ² e poi si voltÃ² verso Micah, che era giÃ  addormentato. La famiglia era felice che lui fosse a casa, ma la veritÃ  era che...lei era preoccupata per il puma. Le sue ferite erano cosÃ¬ gravi da essere sorpresa che fosse ancora vivo.

Entrambe le sue ginocchia erano state lacerate dai proiettili, le costole rotte erano state colpite di continuo per un certo periodo di tempo. Sembrava anche che la schiena fosse stata colpita da una specie di frusta. Era disidratato, malnutrito, e aveva unâinfezione diffusa nel sangue. Gli avrebbe dato della penicillina se fosse stato umano, ma purtroppo... gli antibiotici umani non avevano alcun effetto sulle creature paranormali.

Anche se i mutanti guarivano molto velocemente...ciÃ² non significava che non potessero subire danni permanenti...o ferite mortali. Sarebbe stato fortunato se fosse sopravvissuto allâinfezione.

Con la coda dellâocchio guardÃ² Michael, che non se nâera andato ed era rimasto seduto sulla sua sedia. La signora Tully decise di lasciarlo in pace. Aveva molta stima di Michael e se lui voleva restare non lo avrebbe cacciato. Era uno dei tanti che andava spesso da lei, ma piÃ¹ per farle curare le ferite degli altri che le proprie.

Con un sospiro, la signora Tully sistemÃ² i suoi strumenti e si alzÃ². Con un lieve cenno verso Michael, lasciÃ² silenziosamente la stanza.

Michael sapeva che era ora di andarsene...stava solo aspettando che la propria rabbia svanisse. Alicia era una peste, ma Damon non avrebbe mai dovuto portarla in mezzo ad una sparatoria simile. Poteva ancora vedere lo sguardo possessivo sul volto di Damon quando le aveva avvolto le braccia intorno, e si chiese se la storia stesse per ripetersi.

Il suo sguardo tornÃ² verso ciÃ² che rimaneva di Micah e lâimmagine di Alicia che piangeva mentre teneva la mano a suo fratello tornÃ² a tormentarlo. Unâaltra immagine balenÃ² nella sua mente...lâimmagine di Dean che afferrava la sua mano e la posava su Kane per non farlo morire. Grazie a lui e a Dean...le ferite di Kane erano guarite proprio davanti a loro.

Michael non ci aveva mai pensato, ma aveva visto Syn fare cose del genere in passato. Un episodio in particolare era impresso nella mente di Michael...era stato cosÃ¬ tanto tempo fa, ma non lo aveva dimenticato.

Fu durante una delle loro tante escursioni itineranti, in cui incontrarono una bambina ferita. Sorrise dolcemente ricordando le reazioni di Damon e Kane alla bambina. Aveva una gamba rotta e diversi lividi che erano in fase di guarigione.

La bambina insisteva nel dire di essere caduta da sola, ma i ragazzi sapevano che non câera niente nella radura che avrebbe potuto causarle quelle ferite. Quando Damon si inginocchiÃ² davanti alla bambina e cominciÃ² a costringerla a dire la veritÃ , Syn lo aveva allontanato dicendo âTu non farai questo ad un innocente.â

Si erano offerti di riportarla a casa, ma percepirono immediatamente lâodore della paura che cresceva nella bambina. Ma non era la paura per loro, era la paura di andare a casa che faceva battere il cuore della bambina. Anche se la bambina non aveva detto niente, Michael capÃ¬ che i suoi genitori erano i responsabili di tutte quelle ferite...non solo della gamba rotta.

Syn non disse nulla alla bambina e le asciugÃ² le lacrime. Invece, le chiese dei suoi fratelli e lei rispose che non ne aveva. IniziÃ² a parlare di sua nonna che viveva in montagna ed i suoi occhi brillavano dâamore per lei.

Mentre parlava, Syn aveva messo la mano sulla gamba ferita della bambina. Quando lei finÃ¬ la sua storia, non solo la gamba era guarita, ma tutti i lividi erano scomparsi. Fu allora che Syn aveva davvero sconvolto Michael. Mentre Kane prendeva la bimba in braccio e cominciÃ² a giocare con lei, Syn si avvicinÃ² a lui e Damon.

Guardando Damon disse âNon dovrai mai alterare la mente di un bambino...tranne stavolta. Non ha bisogno di ricordare le percosse, ma ricorderÃ  la morte dei suoi genitori.â I suoi occhi divennero cosÃ¬ freddi quando aggiunse âIn un incendio.â Con ciÃ², Syn si voltÃ² e camminÃ² lungo il sentiero che ovviamente portava a casa della bambina.

Kane non nascose di voler tenere la bimba con sÃ© e allevarla come sua...aveva sempre avuto un debole per i bambini. Tutti avevano un debole, ma Kane di piÃ¹. Avrebbe comprato un intero negozio di giocattoli se facevano i capricci... e capitava...qualche volta. Tuttavia, Syn aveva insistito nel fare la cosa giusta e portÃ² la bambina dalla sua amata nonna.

Quando il sole sorse il mattino successivo, nel villaggio si diffuse subito la voce di una casa bruciata al suolo. Furono trovati i resti di un uomo e una donna ma il figlio, una bambina, non câera.

I quattro uomini avevano lasciato rapidamente il villaggio a cavallo, dirigendosi verso quelle che ora sono conosciute come le Alpi Svizzere. Dopo aver consegnato la bimba alla sua famiglia, Syn aveva dato alla nonna una lettera e un sacchetto di monete dâoro mentre scambiava qualche parola con lei. Lâanziana donna sorrise e abbracciÃ² Syn prima di prendere la nipote in braccio.

Sebbene Syn non avesse mai detto nulla, sapevano che era lui il responsabile della morte dei genitori della bimba. Ancora oggi Michael tremava quando ci pensava troppo. Lâetica di Syn si rifiutava di lasciare che un bambino subisse un tale supplizio e, se avesse potuto fare qualcosa a riguardo...lo avrebbe fatto. A Syn non interessava chi fossero i genitori o cosa rappresentassero. Lui riteneva che i genitori violenti non meritassero niente di meno di ciÃ² che farebbero ai propri figli.

Quando Michael aveva chiesto a Syn riguardo la guarigione della bambina, Syn gli aveva rivolto un sorriso paziente.

âIl potere risiede nella tua anima immortale. Rispetto allâimmortalitÃ ...tu sei ancora un bambino, quindi buona parte del tuo potere Ã¨ ancora dormiente. Con il passare del tempo, quel potere crescerÃ . Riguardo a quale potere avere...solo la tua anima puÃ² sceglierlo. Se la guarigione Ã¨ il potere che la tua anima invoca, allora tutto quello che devi fare Ã¨ desiderarlo fortemente.â

Guardando di nuovo verso il puma ferito, capÃ¬. Vedere Alicia piangere in quel modo era una motivazione piÃ¹ che sufficiente per desiderarlo fortemente. Michael si alzÃ² lentamente e si avvicinÃ² a Micah. Mentre avanzava, poteva percepire lâinfezione che iniziava ad impossessarsi del corpo del puma. Se fosse successo qualcosa al puma, sapeva che Alicia avrebbe pianto e lui non voleva che accadesse.

Michael posÃ² la mano sul petto di Micah e ricordÃ² le sensazioni che aveva provato quando lui e Dean avevano toccato Kane. Concentrandosi sul proprio bisogno di vedere Alicia sorridere, sentÃ¬ quel bisogno scorrere da sÃ© verso colui che sapeva che poteva renderla felice. Micah cominciÃ² a brillare e Michael aspettÃ² per vedere se fosse in grado di vedere lâanima di Micah come aveva fatto con Kane. Dopo un attimo, si rese conto che era stato il potere di Dean a farlo, non il suo.

Se qualcuno fosse stato nella stanza con lui, avrebbe notato le differenze. Gli occhi di Michael avevano iniziato a brillare di un ametista scuro e la sua anima divenne lentamente visibile, sovrapposta alla sua forma fisica.

Michael poteva sentire una parte di sÃ© nel corpo del puma...che scorreva nel suo sangue. SospirÃ² di sollievo quando lâodore dellâinfezione svanÃ¬ lentamente dalla stanza. Non poteva vedere sotto le bende per esserne sicuro, ma vide i lividi e le ferite sul volto di Micah guarire e poi scomparire completamente.

Ritraendo la mano, Michael barcollÃ² allâindietro. Portandosi una mano agli occhi per alleviare la vertigini, fu sorpreso nel sentire delle lacrime sulle ciglia e sulla guancia. Si fermÃ² per un momento, ricordando di aver pianto anche quando Dean aveva afferrato la sua mano e lâaveva posata sul corpo moribondo di Kane.

Era questo che intendeva Syn per desiderare fortemente? Il suo cuore e la sua mente dovevano essere esattamente nello stesso posto perchÃ© ciÃ² potesse accadere?

Michael si guardÃ² le mani e sospirÃ². Quanto desiderava che Syn fosse lÃ¬ per rispondere alle sue nuove domande. Adesso Syn era sveglio ma, per quanto ricordava, lui non restava mai nello stesso posto...si muoveva sempre. Una volta aveva chiesto a Syn cosa stesse cercando, ma Syn gli sorrise con uno sguardo lontano negli occhi e rispose âAlcuni segreti sono destinati a rimanere tali.â

Forse lo avrebbe scoperto abbastanza presto...per ora sarebbe andato a casa a riposarsi. Guarire il puma lo aveva provato e aveva bisogno di riposare e riprendere le forze. Guardando Micah, Michael decise che doveva fare ancora una cosa per coprire le proprie tracce e riunire i fratelli.

Mettendo una mano sulla guancia di Micah, sussurrÃ² il suo nome, costringendo il puma a svegliarsi per ascoltare le sue parole. Quando le palpebre di Micah sbatterono, Michael gli disse che avrebbe tenuto Alicia nascosta finchÃ© lui non sarebbe stato in grado di andare da lei.



*****



Trevor fermÃ² lâauto davanti al Moon Dance prima di entrare nel parcheggio. Vedere Envy ferita gli aveva tolto dieci anni di vita...o almeno cosÃ¬ si sentiva. Vederla ferita in quel modo gli aveva solo confermato di aver fatto bene a nasconderle la veritÃ  sul mondo paranormale e sul suo coinvolgimento per cosÃ¬ tanto tempo. Mantenendo i suoi segreti, lâaveva tenuta lontana dal pericolo.

âCasa dolce casa.â mormorÃ² senza guardarli. Scendendo dallâauto, Trevor girÃ² intorno per aprire lo sportello ad Envy ma Devon lo precedette.

Devon lanciÃ² a Trevor unâocchiata perfida mentre lâaltro uomo li seguiva, ma non disse nulla. Devon odiava essere debitore a Trevor per aver salvato Envy...ma odiava ancora di piÃ¹ che fosse proprio Trevor quella persona.

âNon câÃ¨ bisogno che vieni con noi.â disse Envy, cercando di allentare la tensione tra i due. Sorrise lievemente a Trevor e gli fece un cenno per fargli capire di non essere cattiva, ma che aveva davvero apprezzato il suo aiuto.

Gli occhi di Trevor si intenerirono quando incrociÃ² quelli di Envy. âMi sentirei meglio se sapessi che si prenderanno cura di te.â

Envy tremÃ² dentro di sÃ©...era una cosa del tutto sbagliata da dire.

âStai dicendo che non sono in grado di occuparmi di Envy?â chiese Devon, fermandosi quando raggiunsero le scale che portavano agli alloggi.

âNon esplicitamente.â disse Trevor mentre seguiva Envy su per le scale.

Gli occhi di Devon si spalancarono, corse dietro Trevor e lo spinse bruscamente contro il muro. âAllora spiegamelo, Orsetto del Cuore.â

Trevor strinse le spalle contro il muro âSicuro, Thundercat...Sei uno stronzo!â

âVaâ allâinferno!â ringhiÃ² Devon ad alta voce.

âMi sembra di vedere i cartoni animati del sabato mattina.â mormorÃ² Envy e si strofinÃ² la fronte. âChe ne dite di smettere di schizzare testosterone ovunque e comportarvi bene per una volta? Ho un gran mal di testa, il braccio mi fa un male cane, e lâultima cosa che mi serve Ã¨ vedervi combattere per chi Ã¨ il migliore.â GuardÃ² Trevor. âO la smetti o vai a casa, e non mi interessa quale delle due scegli.â

Devon sorrise finchÃ© Envy non guardÃ² anche lui. âE tu... Ho il diritto di rinnegarti, gattino bello. Continua cosÃ¬ e finirai per ululare nel vicolo.â

Tabatha era in attesa di sentire qualcosa quando sentÃ¬ Devon mandare Trevor allâinferno. AprÃ¬ la porta appena in tempo per vedere Envy rimproverare entrambi e non potÃ© fare a meno di ridere. Almeno adesso non era piÃ¹ sola.

âI ragazzi fanno ancora i cattivi?â chiese Tabatha.

âNon ne hai idea.â brontolÃ² Envy mentre entrava nellâufficio di Warren con Trevor e Devon in silenzio dietro di lei.

Envy si tolse la giacca dalle spalle e gli occhi di Tabatha si spalancarono per la benda intrisa di sangue intorno al braccio di Envy. Ebbe un flashback di lei ed Envy ostaggio di Raven e della sua banda di sanguisughe, ma respinse con forza lâimmagine nel cassetto della sua mente.

âUno di voi vuole prendere il kit di pronto soccorso?â chiese Tabatha guardando Envy, per assicurarsi che la sua spalla fosse lâunica parte ferita.

âVado io.â rispose Devon, e andÃ² nel bagno di Warren.

âCosâÃ¨ successo?â chiese Tabatha mentre scioglieva la benda e vide dove la pallottola aveva colpito il braccio della sua amica.

âMi hanno sparato, ringhiato contro, quasi graffiata e coinvolta in unâesplosione.â disse Envy con un sorriso, che perÃ² scomparve quando vide lo sguardo sul viso della sua amica. âSto bene, davvero.â aggiunse rapidamente.

Ignorando Envy, Tabatha si limitÃ² a fissare Devon quando tornÃ² nella stanza. âDove diavolo eri quando Envy Ã¨ stata ferita?â Non potÃ© farne a meno. âLei Ã¨ la mia migliore amica e dovresti prenderti cura di lei!â

Trevor sorrise tra sÃ©, felice che qualcuno, oltre a lui, desse finalmente a Devon una piÃ¹ che meritata sgridata.

âA lottare per le nostre vite.â disse Devon in sua difesa. âNon ho potuto raggiungerla, ma Winnie the Pooh qui lâha portata in salvo.â

âSÃ¬, dopo che Hello Kitty ha lasciato che si allontanasse da lui.â concluse Trevor, cercando di non ridere al pensiero che Devon credeva ancora che fosse un orso mannaro...Se solo Devon sapesse la veritÃ  su ciÃ² che era realmente. La voglia di ridere svanÃ¬ quando il suo sguardo tornÃ² su Envy. Se Devon avesse saputo la veritÃ , allora lo avrebbe saputo anche Envy ed era stanco di farsi sorprendere a mentire.

Tabatha ed Envy si scambiarono uno sguardo rassegnato ed Envy mimÃ² la parola âaiutoâ sapendo che Tabby avrebbe capito.

âEhi Trevor, puoi darmi uno strappo a casa?â chiese Tabatha, cercando di allontanare Trevor dalla stanza prima che Devon gli staccasse la testa...o che Envy desse i numeri con entrambi.

Trevor sospirÃ² ed infilÃ² le mani in tasca. âCerto, scendo e metto in moto lâauto.â

Dopo che Trevor se ne andÃ², Envy diede a Tabby uno sguardo di sollievo. âGrazie!â

Tabatha sorrise. âNon ringraziarmi perchÃ© adesso mi dovete un favore.â

âTi darÃ² tutto quello che ho!â esclamÃ² Devon con un sorriso.

âCompresa Envy?â chiese Tabatha, con gli occhi scintillanti.

âNeanche per sogno.â rispose Devon, facendole lâocchiolino.

Tabatha si finse delusa. âBeh, questo toglie tutto il divertimento.â

Envy ridacchiÃ² quando Tabatha uscÃ¬ impettita dalla stanza, fingendo di sbattere la porta nel mentre.



Capitolo 2



âMettimi giÃ¹, succhiasangue impazzito!â gridÃ² Alicia, graffiando la schiena di Damon dalla spalla su cui lui lâaveva issata. Nel momento in cui si era resa conto che non erano diretti al Night Light voleva che lui si fermasse...ovviamente volere ed ottenere erano due cose diverse. âVoglio andare da Micah!â

âMichael mi ha detto di riportarti qui e qui resterai.â ordinÃ² Damon, entrando con calma nella stanza di Alicia. La gettÃ² sul letto e sussultÃ² quando le sue unghie gli lasciarono lunghi segni sulla schiena. Ringhiando aggiunse âNon credo che il tuo ragazzo rimarrÃ  troppo deluso se arriverai con ritardo nel suo...letto.â

Alicia sbuffÃ² e cercÃ² di precipitarsi giÃ¹ dal letto, ma Damon la afferrÃ² immediatamente con le mani ben salde sulle spalle.

Damon guardÃ² verso di lei, cercando ancora una volta di lanciarle il suo incantesimo addomesticante. âDannazione, ti ho detto di fermarti!â

âNon sono un cane, io sono un gat...â La mente di Alicia si svuotÃ² per un attimo mentre lo fissava, guardando il modo in cui i suoi capelli pendevano lungo quel viso perfetto. SentÃ¬ qualcosa nella bocca dello stomaco risvegliarsi con desiderio. Abbassando lo sguardo sulle sue labbra, ricorse allâunica cosa a cui riuscÃ¬ a pensare per scacciare dalla mente il pensiero di baciarlo...lâaggressione.

âTu non sei il mio padrone!â Alicia lo colpÃ¬ al petto, ma se ne pentÃ¬ quando Damon chiuse gli occhi per il dolore e si chinÃ² verso di lei.

âTi hanno mai sculacciata per farti crescere?â ringhiÃ² Damon tutto sudato. Si rotolÃ² via da lei per sdraiarsi supino.

âTi piacerebbe.â Alicia aggrottÃ² la fronte, chiedendosi come fosse possibile che lâavesse appena portata dallâaltra parte della cittÃ  come un uomo di Neanderthal, e ora sembrava che stesse per svenire solo perchÃ© lei lo aveva colpito. âStai bene?â chiese lei con sospetto, non volendo sentirsi in colpa per la propria reazione.

Damon aprÃ¬ gli occhi solo per trovarsi faccia a faccia con un stupido orsacchiotto. I suoi occhi di ametista si limitarono a leggere il collare che esso indossava...câera scritto âMicahâ...

âSto alla grande...e tu?â le rispose mentre si metteva a sedere, chiedendosi perchÃ© finiva sempre per essere coinvolto con gli esseri umani...soprattutto le donne. Portano solo guai. Alzandosi, si diresse verso la porta sperando di non fare qualcosa di patetico, come svenire. âSe provi a lasciare questa casa prima che torni Michael ti farÃ² mangiare quellâorsacchiotto.â

Alicia guardÃ² la porta finchÃ© non se ne fu andato, poi alzÃ² un sopracciglio verso il suo innocente orsacchiotto âBeh, io so quello che ho fatto...ma tu che hai fatto per farlo incazzare?â

RoteÃ² gli occhi e si allungÃ² per accendere la lampada. Damon lâaveva gettata sul letto cosÃ¬ in fretta che non avevano nemmeno acceso la luce. Stava per prendere lâorsacchiotto ma si bloccÃ² quando qualcosa sul letto attirÃ² la sua attenzione. Proprio lÃ¬ dove Damon era steso câera una macchia rossa recente. AllungÃ² la mano e stava per toccarla quando si ritrasse.

Alzandosi dal letto, Alicia uscÃ¬ sul balcone e scivolÃ² verso lâaltra porta a vetri che conduceva in camera di Damon. Quello che vide le fece crollare il cuore sul pavimento.

Damon sbattÃ© la porta della camera da letto e si strappÃ² via la camicia nera, lanciandola nella stanza. CosÃ¬ facendo, alcuni proiettili rimasti allâinterno della camicia colpirono il pavimento e le pareti. Il suo corpo li stava costantemente spingendo fuori dalla sua carne nel tentativo di guarire. Lui fece un respiro profondo e guardÃ² le ferite sanguinanti con doloroso disgusto. Erano i proiettili ancora in espulsione ad impedire alle ferite di chiudersi.

Vedendo un proiettile fuori a metÃ  dal petto, lo estrasse completamente. Con lâaltra mano strinse il palo del letto cosÃ¬ forte che il legno cominciÃ² ad incrinarsi e rompersi. Se non fosse per il sangue del licantropo che aveva prosciugato prima, adesso sarebbe inginocchiato ad urlare come un dannato. A pensarci bene, probabilmente non sarebbe affatto uscito da quella villa.

Il sangue di un essere paranormale era piÃ¹ potente del sangue umano, ma era ovvio che, se voleva guarire piÃ¹ velocemente, allora doveva trovare altro sangue. Nessuno lâaveva mai accusato di essere paziente.

Con un grugnito, Damon lasciÃ² cadere sul pavimento il proiettile che aveva appena estratto e andÃ² allâarmadio per prendere unâaltra camicia. Tutto quello che trovÃ² furono alcuni pullover...ne prese uno nero dalla gruccia e lo indossÃ² prima di dirigersi verso il balcone.

Alicia teneva la mano sulla bocca per non piangere, vedendo le numerose ferite sul petto di Damon. Alcuni fori di proiettile erano ancora sanguinanti e alcuni stavano effettivamente spingendo i proiettili fuori dalla sua pelle. Non câera da stupirsi che si fosse contorto quando lei lâaveva colpito. SentÃ¬ un lampo di dolore afferrare il proprio petto. Come poteva essere stata cosÃ¬ crudele?

Fece per aprire la porta ma si fermÃ² quando Damon si voltÃ², afferrÃ² un maglione dallâarmadio e lo infilÃ². Voleva piangere davvero quando vide la sua schiena insanguinata, che era messa peggio del suo torace. Quante volte lei lo aveva colpito sulla schiena prima che entrassero nella sua stanza. Alicia sentÃ¬ le ginocchia indebolirsi a quel pensiero.

Quando lui si diresse verso il balcone, lei si spostÃ² rapidamente e si girÃ², appoggiandosi al muro di mattoni tra le due camere. Portandosi una mano sul proprio petto illeso, trattenne il fiato e sperÃ² che lui non uscisse e la sorprendesse a spiarlo.

Il panico cedette rapidamente il posto al dolore...poi alla rabbia e alla confusione. Damon le aveva mentito alla villa...tutto quel sangue era suo. PerchÃ© lo aveva fatto? PerchÃ© lâaveva protetta e non le aveva detto di essere ferito? Avrebbe potuto essere ucciso...e per cosa? Per salvarla?

Gli occhi di Alicia si spalancarono quando il balcone improvvisamente si aprÃ¬ e Damon saltÃ² sulla balaustra della terrazza guardando la strada sottostante. Era in equilibrio sulla solida ringhiera ma, prima che potesse saltare, sentÃ¬ la sua presenza dietro di sÃ©. Poteva sentire tutte quelle emozioni nella sua aura e sospirÃ²...era stanco e ferito e non aveva piÃ¹ voglia di lottare con lei stasera.

âMichael ha cancellato il loro ricordo di te lÃ¬ stasera. Se torni da Micah prima che ti chiamino...annullerai tutto quello che lui ha fatto per aiutarti. Se non vuoi restare per me...allora fallo per Michael, almeno.â Detto questo, Damon saltÃ² giÃ¹ dal balcone sullâerba.

Alicia sussultÃ² e corse alla ringhiera di pietra, guardando giÃ¹ mentre lui cadeva ciecamente. I suoi occhi si spalancarono e si aggrappÃ² alla pietra quando capÃ¬ che la cieca caduta di Damon non era cosÃ¬ cieca come pensava. Le sue braccia si allargarono e sembrÃ² che stesse attirando le ombre intorno a sÃ©, avvolgendole strette...poi svanÃ¬ prima di colpire il suolo.

Alicia lo cercÃ² nellâoscuritÃ , pronta a seguirlo quando lo avrebbe visto, ma non câera niente... â¦nemmeno il rumore dei passi. Si sentiva dispiaciuta per lui e per il dolore che lui stava sopportando per colpa sua.

Si avvolse le braccia intorno, sentendosi improvvisamente piÃ¹ sola di quanto si aspettasse e desiderÃ² disperatamente che lui non fosse andato via. Doveva dirgli che le dispiaceva...voleva dirgli grazie e in realtÃ  voleva colpirlo di nuovo per non averle detto che era ferito. Dove stava andando? Cosa facevano i vampiri quando erano feriti?

Lui voleva che restasse lÃ¬ e facesse quello che Michael aveva chiesto. Con un sospiro, decise di obbedire per una volta...ma non lo faceva per Michael.

Dando le spalle al balcone, Alicia tornÃ² nella sua stanza e si sedette sul letto. FissÃ² il telefono per qualche istante, chiedendosi cosa avrebbe dovuto se avesse squillato. Avrebbe dovuto rispondere? E se non fosse Michael? Cosa sarebbe successo se qualcuno come Warren o Quinn avesse chiamato Michael e avesse risposto lei al telefono?

Damon aveva ragione...doveva abbastanza ad entrambi da dover aspettare almeno la mattina, prima di prendere decisioni o fare qualcosa che non avrebbe dovuto. RicordÃ² il tono della voce di Michael quando aveva detto a Damon di portarla a casa. Nessuno la voleva lÃ¬ stanotte, tranne Damon forse...unâaltra cosa di cui avrebbe potuto ringraziarlo.

Desiderando che il tempo passasse piÃ¹ in fretta, si alzÃ² e indossÃ² una maglietta sottile. Tirando le coperte sul letto, si distese e cercÃ² di mettersi a dormire. Presto iniziÃ² a fare troppo caldo, anche se aveva lasciato il balcone aperto per far entrare la brezza fresca. Per quasi unâora si girÃ² e si rigirÃ², e alla fine alzÃ² una mano per asciugarsi il sudore sulla fronte.

La sua pelle era piÃ¹ calda di quanto avrebbe dovuto essere, cosÃ¬ allontanÃ² le coperte nel tentativo di raffreddarsi. Frustrata, sistemÃ² le coperte finchÃ© non furono come un lungo cuscino poi rotolÃ² su un fianco, abbracciandolo e poggiandoci una gamba sopra. IniziÃ² a muoversi contro la coperta, gradendo quella sensazione tra le cosce e le strinse ancora piÃ¹ forte.

Gli occhi di Alicia si spalancarono quando improvvisamente riconobbe i sintomi di quello che le stava accadendo. Aveva letto a riguardo e lo aveva visto con una delle sue compagne di scuola.

âNo...â sussurrÃ², sentendo la paura assalirla a quel pensiero. âTi prego, faâ che io non sia in calore.â



*****



Damon attraversava la cittÃ  tra le ombre, dirigendosi verso i quartieri piÃ¹ malfamati in cerca di qualcosa o qualcuno da uccidere. CercÃ² di allontanare Alicia dalla sua mente, ma sembrava che piÃ¹ tempo passava accanto a lei, piÃ¹ profondamente lei si infiltrava sotto la sua pelle. La cosa piÃ¹ strana era che...a lui questo piaceva.

Aveva basato la propria vita sul non preoccuparsi di niente...e di nessuno. Era anche orgoglioso di averla usata come regola per prendere quello che voleva. Lui voleva lei e lei doveva smetterla di tentare il diavolo. Quando era saltato dal balcone, pregÃ² che lei fosse abbastanza intelligente da non seguirlo. Fortunatamente, la ragazza aveva un poâ di auto-conservazione.

Finalmente lui raggiunse il suo obiettivo: una zona degradata di Los Angeles. Damon rimase sul ciglio buio del marciapiede, sorridendo quando le auto della polizia passavano e tutti sparivano. Non appena i poliziotti furono lontani, la feccia sarebbe uscita dal nascondiglio e si sarebbe rimessa allâopera come al solito.

Damon sogghignÃ² verso due donne poco vestite e continuÃ² a camminare mentre loro cercavano di attirarlo con i loro corpi. Forse qualche settimana prima avrebbe potuto prendere la cosa in considerazione, ma adesso...non voleva avere niente a che fare con lâaltro sesso. Il pensiero di prosciugare una di loro gli diede un poâ il voltastomaco.

Girando un angolo, Damon notÃ² due teppisti piÃ¹ avanti ed entrambi lo guardavano mentre si avvicinava. Adesso era questo di cui aveva piÃ¹ voglia.

âCome va?â chiese uno con voce profonda. InfilÃ² le mani nelle tasche della giacca, in attesa di vendergli un poâ di roba. Quando vide lo sguardo nei suoi occhi selvaggi lasciÃ² perdere, pensando che questo ragazzo avesse giÃ  preso la sua roba altrove.

Damon non rispose e continuÃ² a camminare. Sapeva cosa stava per accadere e aspettava con ansia. Questi due ragazzi erano probabilmente i re di questa strada, con muscoli possenti e scuri occhi inespressivi. Poteva sentire lâodore di sangue vecchio sui loro vestiti e vide le nocche rovinate, proprie dei bulli. SÃ¬, probabilmente si consideravano delle leggende.

âEhi.â gridÃ² il secondo âIl mio amico ti ha fatto una domanda.â

âE il mio silenzio avrebbe dovuto fargli capire che non ero dellâumore adatto.â lo avvertÃ¬ Damon, poi girÃ² la testa per guardarli. Fece un sorriso malvagio, con le zanne che brillarono alla luce soffusa del lampione, quando essi videro le iridi rosse nei suoi occhi. âTuttavia, una cena con entrambi mi sta bene.â

Damon si mosse rapidamente, afferrando il primo e prosciugandolo in meno di un minuto. IniziÃ² a sudare per il dolore quando altri proiettili iniziarono ad uscire piÃ¹ velocemente e caddero a terra con udibili tintinnii metallici. Inclinando la testa, rise senza fiato prima di lasciar cadere lâuomo morto.

Lâeco del secondo uomo che scappava attirÃ² la sua attenzione e Damon corse dietro di lui, avvolgendosi di nuovo nelle tenebre per nascondersi nellâinseguimento. Il dolore e lâadrenalina mantenevano i propri livelli.

Raggiunse il robusto delinquente e lo seguÃ¬ per qualche istante, godendo dellâodore della paura. Quando lâuomo iniziÃ² a rallentare Damon ridacchiÃ² nellâoscuritÃ , portando lâuomo a correre di nuovo. SÃ¬, era questo quello di cui aveva bisogno...liberare il mondo da un paio di delinquenti mentre si nutriva del sangue necessario per guarire.

Iniziando ad annoiarsi dellâinseguimento, Damon raggiunse lâuomo e lo scagliÃ² in un vicolo. CâÃ¨ da dire che la lotta dellâumano fu valorosa, ma in confronto alla forza superiore di Damon...il risultato fu inevitabile.

Alla fine, la lotta dellâuomo cessÃ² e Damon lo lasciÃ² cadere sul cemento. Durante la lotta, piccoli pacchetti di polvere bianca erano caduti dalle tasche dellâuomo insieme ad una mazzetta di soldi abbastanza spessa e ad una pistola. Damon si inginocchiÃ² accanto al cadavere e, usando un angolo della camicia, si ripulÃ¬ il viso da qualsiasi prova, prima di prendere i soldi e infilarseli nella tasca posteriore, poi si allontanÃ².

Raggiungendo lâingresso del vicolo, Damon infilÃ² le mani in tasca ed iniziÃ² a camminare lungo il marciapiede come se non gli importasse di nulla. Ora che il suo bisogno di uccidere e di nutrirsi era stato parzialmente soddisfatto, poteva scegliere la sua prossima vittima con un gusto piÃ¹ piacevole.

Misery aveva osservato lâintera scena tra il vampiro e i due esseri umani che lui aveva scelto come vittime. Voleva avvicinarsi a lui ma era troppo debole per farlo. Invece, si soddisfÃ² alimentandosi con la paura dei due umani mentre il vampiro li prosciugava. La loro morte era stata deliziosa.

Lâincontro con Kane quella sera lâaveva costretta ad usare a tutto il potere che aveva accumulato da quando era fuggita dalla grotta. Quando aveva combinato il proprio potere con il sangue di Kane, aveva usato quasi tutto quello che aveva. Creare crepe nelle pareti dimensionali di questo mondo era un processo noioso e ci sarebbe voluto molto piÃ¹ potere di quello che aveva al momento. Poteva sentire il male in questa zona e sapeva di aver risvegliato alcuni dei demoni piÃ¹ deboli che dormivano qui.

Doveva essere piÃ¹ forte per assottigliare le pareti a sufficienza affinchÃ© i demoni dallâaltra parte se ne accorgessero e ne approfittassero. Se i demoni erano abbastanza potenti...avrebbero completato la crepa dallâaltro lato e si sarebbero uniti a lei in questo mondo.

Mentre la sua dimostrazione non era sufficiente per fare ciÃ² che voleva, il male in questa cittÃ  stava prolificando e non ci sarebbe voluto molto per riportare il proprio potere al livello necessario. Una volta raggiunto quel livello...avrebbe cercato di rompere nuovamente le pareti di questa dimensione. Lâaura di questo vampiro non era gustosa come quella di Kane, ma la somiglianza e il potenziale del rito del sangue câerano sicuramente.

Questo vampiro...anche se aveva mostrato un lato sadico che piaceva a Misery...il suo potere era completamente diverso da quello di Kane. Lei sapeva giÃ  come sfruttare il vero potere di Kane, ma piÃ¹ guardava lâanima di questo, piÃ¹ vedeva la pericolosa veritÃ . Il potere che questo possedeva poteva essere rilasciato solo proteggendo qualcosa che ama. Era un potere inutile poichÃ© la creatura reprimeva tale emozione.

Dopo aver studiato il vampiro per qualche istante, Misery decise che era meglio se egli rimanesse senza amore, perchÃ© semmai avesse sfruttato tale emozione...il suo potere sarebbe stato illimitato.

Damon sentiva odore di vampiri senzâanima svolazzare intorno a lui e nei vicoli bui. Per un attimo pensÃ² di liberare la cittÃ  da alcuni di loro, ma decise che aveva giÃ  fatto la sua buona azione quel giorno. Se volevano nutrirsi della gentaglia di questâarea, allora chi era lui per fermarli? Non che lui non avesse fatto la stessa cosa. Mentre continuava a camminare, altri proiettili caddero dalla camicia e colpirono il terreno, tintinnando sul marciapiede come ricordi dimenticati.

I peli sulla nuca di Damon si rizzarono e lui smise di camminare, girando la testa da un lato allâaltro...si sentiva osservato. Alla fine, girando la testa indietro, i suoi occhi si restrinsero quando vide una sagoma informe, in agguato sul tetto dellâedificio accanto.

Tornando indietro nelle ombre, Damon avvolse lâoscuritÃ  attorno a sÃ©, odiando che in questa cittÃ  non ci fosse privacy con tutti quei dannati esseri paranormali in giro. Prima di venire qui, non era mai stato a contatto con mutanti nÃ© caduti. Nel suo paese, i mutanti erano stati scacciati nellâantichitÃ  ed erano abbastanza intelligenti da non tornare. Non si era mai reso conto di quanto patriottico fosse mentre ripuliva una terra.

Non era mai stato un viaggiatore del mondo come Kane e Michael...non quando si divertiva cosÃ¬ tanto lÃ¬ dovâera. Ma non era un mutante quello sul tetto...era un caduto, e non era uno degli uomini che aveva visto in chiesa. Questo doveva essere quello fuggito.



*****



Zachary fece un sospiro di sollievo quando lâultimo giornalista finalmente si annoiÃ² e lasciÃ² la sua, tra virgolette, scena del crimine. RiportÃ² la propria attenzione sui vigili del fuoco coperti di fuliggine e fece una smorfia apatica. Poverini, non avevano avuto la possibilitÃ  di domare quellâincendio, anche se sembravano grati che non fosse divampato oltre i confini della tenuta di Anthony Valachi. Zachary sorrise quando vide quello per cui stava aspettando.

Aveva creato un incendio cosÃ¬ potente che sapeva che non ci avrebbe messo molto a bruciare tutto quello che câera. Lo aveva fatto per due motivi. Uno era per pietÃ  degli umani che sacrificavano la propria vita quotidianamente giocando con il fuoco, e lâaltro era per distruggere ogni prova che gli umani non dovevano trovare...incluso corpi per lâautopsia o ossa da esaminare.

âSembra che si stia spegnendo.â disse Chad avvicinandosi a Zachary. âMi sorprende che Trevor non sia qui.â

âOh, câera.â Zachary sorrise. âLâultima volta che lâho visto stava trascinando tua sorella fuori di qui, cosÃ¬ io ho potuto accendere il fuoco.â

âCosa?â urlÃ² Chad, poi si avvicinÃ² in modo che nessuno potesse sentirlo. âSono qui da una dannata ora e solo adesso mi stai accennando che mia sorella Ã¨ stata quasi uccisa stasera?â

âIl proiettile lâha solo sfiorata.â Zachary amava prendersi gioco del nuovo arrivato. Si sentÃ¬ un poâ in colpa quando Chad sbiancÃ² in viso. âRilassati, sta bene.â

âSei un coglione.â gli disse Chad senza rimorso.

âMi Ã¨ stato detto di peggio.â Zachary scrollÃ² le spalle. âMa per adesso puoi chiamarmi âcapoâ. Ho velocizzato la tua pratica quindi Ã¨ fatta. Non lavori piÃ¹ per il dipartimento di polizia. Loro lavorano per te e tu lavori per la CIA, per quanto gli riguarda. E questo rientra sotto la giurisdizione della CIA, poichÃ© si tratta di un caso di mafia.â

âQuindi cosa dovrei fare adesso?â chiese Chad, sentendosi un poâ perso e pensando segretamente a come picchiare il giaguaro per aver messo di nuovo in pericolo sua sorella.

âGoditi la promozione perchÃ© ti lascio gestire questo per stanotte.â Zachary gli diede una pacca sulla spalla, prima di aprire la portiera dellâauto e scivolare dentro. ContÃ² fino a tre prima che Chad bussasse al finestrino. Abbassandolo, inarcÃ² un sopracciglio.

âChe cosa gli dico?â Chad chiese Chad.

âQui sta il colpo di genio. Non puoi fornire informazioni in questo momento.â Zachary rise e rialzÃ² il finestrino, poi rise di nuovo quando Chad diede un calcio al suo pneumatico mentre lui sgommava.

Il suo sorriso svanÃ¬ quando fu solo con i propri pensieri. Sapeva che buona parte del branco di lupi era innocua e che era solo agli ordini dellâalfa, ma il resto potrebbe volersi vendicare per la morte di Anthony Valachi. Alcuni avrebbero additato i soccorritori di Micah, altri avrebbero accusato Steven e la fidanzata infedele. In entrambi i casi, ciÃ² avrebbe messo il Night Light sulla lista nera di ciÃ² che rimaneva della mafia in cittÃ .

Estraendo il suo cellulare, Zachary fece una chiamata al membro del PIT che era sotto copertura nella sezione piÃ¹ pericolosa del branco di lupi. Se stavano preparando quello che pensava, allora sarebbe stato saggio continuare e mandare un paio di minacce di morte al Night Light, solo per mantenere i puma in guardia, o ancora meglio...fargli chiudere il club per un poâ.



*****



Angelica guardÃ² fuori dalla finestra verso la cittÃ  sottostante, pensando allâincubo che lâaveva svegliata. Vedere tutte le luci e la vita della cittÃ , anche nel bel mezzo della notte, le ridiede sicurezza ed era difficile distogliere lo sguardo.

Non aveva mai avuto un incubo prima dâora...non aveva mai fatto un solo sogno ed era questo che la turbava di piÃ¹. StrofinÃ² le dita sul marchio sul suo palmo, incolpandolo dellâincubo. Era cosÃ¬ persa nei pensieri morbosi che quando la porta dietro di lei sbattÃ©, le venne quasi un colpo.

Zachary aveva aperto la porta in silenzio, nel caso in cui Angelica stesse ancora dormendo. Quando la vide lÃ¬ assorta, non potÃ© resistere alla tentazione e sbattÃ© la porta. La sua reazione fu addirittura migliore di quanto lui avesse sperato.

âSe io fossi un demone, ti avrei morso.â la derise lui, poi abbassÃ² lo sguardo sul pugnale che lei teneva cosÃ¬ stretto da avere le nocche bianche. âO forse no.â si corresse lui accigliato. âCosâha smosso la tua gabbia?â

âIncubi.â disse Angelica sinceramente mentre allentava la presa. Nessuna bugia a riguardo... â¦non con lui comunque. Lei inspirÃ² profondamente cercando di allentare la tensione delle sue spalle, poi storse il naso âPuzzi di toast bruciato.â

âMi vuoi lavare la schiena?â Zachary fece un cenno con le sopracciglia mentre si dirigeva verso il bagno.

Angelica lanciÃ² unâaltra occhiata fuori dalla finestra prima di allontanarsi. Sentendo lâacqua della doccia si sedette sul divano, prese il taccuino accanto al portatile e cominciÃ² a disegnare lâuomo che aveva visto nella grotta. Visto che lui lâaveva marchiata, allora lâincubo doveva essere opera sua. IniziÃ² dai suoi occhi e ammorbidÃ¬ i tratti della matita mentre il volto prendeva forma sulla carta.

Zachary uscÃ¬ dal bagno tamponandosi i capelli con lâasciugamani. Andando dietro Angelica, guardÃ² il ritratto dellâuomo con cui lâaveva vista nella grotta. Vide la delicatezza con cui disegnava i lunghi capelli neri dellâuomo...come se il vento stesse ancora soffiando. Per essere un demone, era sicuro che sembrasse un diavolo affascinante agli occhi di lei.

âAdesso hai un odore migliore.â commentÃ² Angelica mentre lo guardava. Tamburellando sul disegno, gli chiese âPossiamo metterci in contatto con Dean in modo da potergli mostrare questa immagine?â

âStasera lâho intravisto alla villa del lupo alfa. Ma sembra che vada e venga cosÃ¬ in fretta che sarebbe piÃ¹ facile mostrarlo a Kane.â suggerÃ¬ Zachary, girandosi sullo schienale del divano, e si sedette accanto a lei, prendendo in mano lâimmagine per esaminarla. âKane ha detto che Misery Ã¨ una donna.â

âÃ quello che temevo.â sospirÃ² Angelica. âSe non Ã¨ lo stesso demone che hanno liberato dalla grotta...allora temo che Misery non sia lâunico demone in cittÃ .â

âCosa te lo fa pensare?â le chiese Zachary.

Invece di rispondergli, Angelica fece lâunica cosa che non avrebbe mai pensato di fare. Girandosi sul cuscino, si protese verso Zachary e si sporse verso di lui. Quando Zachary provÃ² subito a baciarla, lei inclinÃ² la testa e lui finÃ¬ per baciarle la fronte. Poi lasciÃ² che il sogno si svelasse attraverso i suoi ricordi.

Zachary trasalÃ¬ mentre il paesaggio cambiava e fu circondato dallâincubo di Angelica. Quando le immagini tremolanti alla fine sbiadirono e Angelica si scostÃ² lentamente da lui, Zachary aprÃ¬ gli occhi e sussurrÃ² âWow...era un sogno spaventoso.â

Angelica annuÃ¬ âSÃ¬, soprattutto per chi non ha mai fatto un sogno, non una sola volta in tutta la sua vita.â



*****



Kriss aveva cercato nei luoghi in cui pensava si sarebbe potuto nascondere un caduto spaventato, rimasto imprigionato a lungo. In realtÃ  non stava cercando il caduto...ma Dean. Dopo aver finito con tutte le chiese e le piccole aree della cittÃ  che il male evitava, gli venne in mente che forse stava cercando nei luoghi sbagliati. Non che conoscesse la sua preda intimamente.

Andando da un estremo allâaltro, Kriss si diresse verso il cuore della cittÃ . Dopo poche ore fu ricompensato quando intravide la creatura che correva sui tetti e saltava da un edificio allâaltro.

Seguendolo a distanza, Kriss notÃ² il colore chiaro del caduto insieme ad ali bianche come la neve, nascoste alla vista umana ma non alla sua. InclinÃ² la testa quando il caduto guardÃ² dietro di sÃ©, come se percepisse di essere seguito.

Quando il caduto rivolse la sua attenzione alle strade sottostanti, Kriss ebbe la sensazione di non essere lâunico a caccia, stasera.

âChi stai cercando?â sussurrÃ² Kriss sottovoce, seguendolo per diversi isolati. Seguendolo dietro un angolo, Kriss si fermÃ² di colpo quando lâaltro uomo fu improvvisamente in piedi sul cornicione dellâedificio...di fronte a lui. Furono lâatteggiamento aggressivo e lo sguardo feroce nei suoi occhi argentati a frenare Kriss.

Per un momento, nessuno dei due si mosse. Kriss usÃ² quel tempo per concentrare i propri poteri e scrutare lâanima dellâuomo. Quando lâimmagine della sua anima si delineÃ², Kriss si aspettÃ² di vedere lâargento scintillante di unâanima pura, ma con sua grande sorpresa lâanima di questo caduto era contaminata. I suoi occhi si spalancarono realizzando che questâuomo era un ibrido.

Quindi questo era ciÃ² che aveva percepito quando la creatura era esplosa via dalla chiesa. Kriss cercÃ² di stabilire se questo ibrido fosse cattivo quanto il demone effettivo con cui era stato imprigionato. SentÃ¬ un colpo mentre la sua visione fu respinta e Kriss sbattÃ© le palpebre. Lâunica persona che avesse mai incontrato, in grado di impedirgli di vedere la propria anima, era Dean.

Inalando profondamente e poi espirando lentamente, Kriss decise che câera solo un modo per scoprirlo. Proprio quando si mosse, il caduto gli rivolse un sorriso tuttâaltro che amichevole e fece un passo indietro, scomparendo mentre saltava dal bordo del tetto e fuori dalla vista.

Riconoscendo un invito quando ne riceveva uno, Kriss annuÃ¬ e, con un salto in corsa, fece una capriola giÃ¹ dal cornicione dellâedificio. Prima di atterrare al suolo quattro piani piÃ¹ sotto, qualcosa lo colpÃ¬ al fianco e sentÃ¬ delle braccia stringersi intorno a sÃ©.

âNo.â disse Dean, placcando Kriss a mezzâaria.

âPensavo che volessi trovarlo e catturarlo.â urlÃ² Kriss, improvvisamente furioso. Cercava Dean da giorni e lo faceva incazzare che Dean fosse ovviamente abbastanza vicino da sapere che era lÃ¬, ma che non sarebbe uscito allo scoperto.

âNon Ã¨ un coniglio.â disse Dean mentre cambiavano direzione e salivano sul tetto dellâedificio. âE poi, lo osservo da un poâ, non vuoi sapere cosa sta facendo?â

âCosa?â Kriss si accigliÃ².

Dean si allontanÃ² immediatamente per mettere distanza tra loro. âSta seguendo Misery, il demone che lo teneva intrappolato nella grotta.â

In quel momento, le nuvole sottili sopra di loro si dissiparono, permettendo alla luce della luna di proiettarsi su di loro, e creare ombre sul tetto che rivelarono la loro vera identitÃ . Dean dovette distogliere lo sguardo dalla perfezione di Kriss...doveva sempre distogliere lo sguardo.

âBeh, forse ci permetterÃ  di aiutarlo ad ottenere una piccola vendetta.â suggerÃ¬ Kriss. âÃ passato un poâ di tempo, ma insieme potremmo probabilmente sconfiggerla.â

âNe dubito.â Dean guardÃ² nella direzione in cui era andato il caduto. âOgni volta che mi avvicino a lui, sento la sua rabbia e la sua paura.â

Kriss fissÃ² nella stessa direzione comprendendo la veritÃ . âForse ha un buon motivo per avere paura di noi.â IniziÃ² a dirgli che era un ibrido...non un caduto a tutti gli effetti, ma Dean lo interruppe.

âNon importa, perchÃ© non si fida di noi.â Dean si avvicinÃ² al cornicione e guardÃ² la cittÃ .

Sapeva che Kriss pensava di aver capito tutto. Quindi questo caduto non era un purosangue... â¦era abbastanza vicino ed era quello che contava. Negli ultimi giorni Dean aveva guardato diverse volte nella sua anima e non aveva visto il male che etichettava la maggior parte degli ibridi come demoni. Agli occhi di Dean, questo lo rendeva uno di loro. A pensarci bene...forse era ora di far notare a Kriss quel piccolo particolare.

âÃ piÃ¹ puro di quanto pensi, non un ibrido. La sua anima Ã¨ diversa dalla nostra, ma non câÃ¨ il male in essa...adesso Ã¨ piena di paura, sfiducia e desiderio. Spero che tu non sia cambiato cosÃ¬ tanto da non riuscire a vedere il bene in lui.â

Sapeva che Kriss non aveva mai dato la caccia agli ibridi distruggendoli senza una buona ragione. Kriss era uno degli ultimi caduti ad essere mandato qui, molto tempo dopo che le guerre demoniache erano finite...banditi in questo mondo solo per sbarazzarsi di una parte della popolazione maschile. Kriss non lo sapeva, ma Dean era molto piÃ¹ vecchio.

Dean era stato uno dei capi della ribellione che pose fine alla guerra tra demoni...sebbene inviando alcuni purosangue sottoterra per aver massacrato senza motivo ibridi che non erano demoniaci. Alcune cose erano peccaminose...non importa cosa si pensa.

Kriss ebbe un flashback di quando voleva uccidere Kane e poi aveva trovato unâanima lacera, ma stranamente pura, che lo fissava. Non aveva mai visto una tale stranezza. Se Kane era umano o demone con unâanima cosÃ¬ danneggiata...lui sarebbe stato male puro. Lui sarebbe stato male puro. Si chiese se Dean avesse ragione...se forse aveva perso la propria capacitÃ  di giudizio.

Vivere tra gli umani da cosÃ¬ tanto tempo gli aveva insegnato che anche le migliori intenzioni hanno sempre un lato oscuro. Aveva deciso molto tempo fa che avrebbe serbato la morte solo per la forma piÃ¹ concreta del male, il resto lo avrebbe lasciato risolversi da sÃ©.

âPer quanto tempo intendi seguirlo?â chiese Kriss con curiositÃ .

âFinchÃ© non capisce che non sono una minaccia.â rispose Dean misteriosamente.

Kriss inclinÃ² la testa e guardÃ² Dean, notando diversi fori di proiettile sui suoi vestiti. âChe diavolo hai combinato? Puzzi di fumo e quelli sui tuoi vestiti non sono buchi di tarme.â

âLascia che ti chieda una cosa.â Dean non guardÃ² Kriss. âSei davvero qui per me? O hai solo bisogno di una distrazione perchÃ© stai evitando i tuoi sentimenti per Tabatha?â

Kriss si allungÃ², strattonando il braccio di Dean e girandolo, per guardarlo in faccia. âPerchÃ© Ã¨ sempre guerra con te?â gli chiese.

Dean scosse il braccio dalla presa di Kriss âForse perchÃ© posso vedere nella tua anima quello che tu non vedi.â

Kriss distolse lo sguardo e quando si girÃ² Dean se nâera andato.



*****



Kane aprÃ¬ silenziosamente la finestra della camera da letto di Tabatha e sgattaiolÃ² dentro. La stava osservando attraverso le finestre ma sentire la sua agitazione non gli piaceva, e il fatto che non riuscisse a leggere i suoi pensieri lo stava facendo impazzire. Tutto quello che poteva sentire erano sussurri quasi silenziosi provenienti dalla sua mente.

GuardÃ² il soffitto, chiedendosi di chi fosse stata la brillante idea di fare di lei lâunica persona che lui non poteva ascoltare, quando poi era lâunica che volesse davvero sentire. Kane mantenne lâoscuritÃ  attorno a sÃ© mentre si appoggiava alla porta aperta e la vide alzarsi dal divano nel salotto.

Tabatha spense la radio. Aveva pensato che la musica di sottofondo avrebbe reso lâappartamento meno vuoto, invece le dava solo fastidio. Le mancava il suo coinquilino.

Kriss era sparito da settimane e sapeva che era in grado di badare a se stesso, ma questo non le impediva mai di preoccuparsi. Quel demone, la sua pelle rabbrividÃ¬ al ricordo, era stato capace di intrappolare Dean, anche se solo per un paio dâore. Era difficile accettare che lÃ  fuori ci fossero cose che potrebbero fare del male a Kriss.

Si passÃ² le dita sulla spalla e sul petto dove era stata ferita, non sentendo altro che la pelle morbida intatta. Pensava di essere stata un genio, facendo credere a Kane di essere sotto il suo incantesimo...lo scherzo le si era ritorto contro. Inoltre, lui le aveva detto di non ricordare di aver visto Misery...ma lei la ricordava ancora. Alzando lentamente le dita si toccÃ² le labbra, desiderando ricordare esattamente quello che Kane le aveva fatto.

Forse era stata sotto il suo incantesimo per tutto il tempo e per qualche motivo ne ricordava solo una parte. Le aveva detto che avrebbe vegliato su di lei...lâavrebbe seguita. Tabatha sentÃ¬ i peli sulla nuca drizzarsi e la stanza sembrÃ² rimpicciolirsi.

Allontanando le dita dalle labbra sussurrÃ² âKane, sei qui?â

Kane afferrÃ² il telaio della porta per non andare verso di lei, ma nessun potere sulla terra potÃ© impedirgli di rispondere âSÃ¬.â

La sua voce era spettrale, portando Tabatha a girarsi intorno alla ricerca di lui. Fu presa dalla delusione e dalla paura quando non lo vide in piedi dietro di lei. âSono cosÃ¬ cattiva che devi nasconderti da me?â Il suo respiro stava divenendo un poâ piÃ¹ veloce e si chiese in silenzio se stessa giocando con il fuoco.

Kane lasciÃ² che lâoscuritÃ  intorno a sÃ© si diradasse e la guardÃ² mentre gli occhi di lei si posarono su di lui. âForse sono io quello cattivo.â

Tabatha deglutÃ¬. Lui sembrava quasi malvagio, stagliato sulla porta della sua camera da letto...lei doveva ammetterlo. âForse non sembreresti cosÃ¬ malvagio se avessi bussato alla porta dâingresso.â disse lei, chiedendosi da quanto tempo fosse nel suo appartamento. Sentendo una leggera debolezza nelle ginocchia si voltÃ², si sforzÃ² di camminare tranquillamente verso il divano e si sedette.

âMi avresti fatto entrare?â chiese Kane curioso, mentre entrava nella stanza. NotÃ² il modo in cui lei si voltÃ² e sollevÃ² i piedi sul divano, stringendoli a sÃ© mentre si appoggiava al bracciolo imbottito.

âNon ne sono sicura.â rispose Tabatha. âÃ la prima volta che vieni qui?â

âNo.â Kane non si preoccupÃ² di mentirle. PerchÃ© mentire quando poteva farle dimenticare di essere stato qui?

âAllora ti invito ad entrare. Siediti.â indicÃ² il divano. Se fosse qui per farmi del male, allora lo avrebbe giÃ  fatto...no? Lei osservÃ² il modo in cui lui si muoveva lentamente, mentre faceva come gli aveva chiesto. Era una farsa...aveva visto la velocitÃ  con cui lui si muoveva quando voleva. Stava attento a non spaventarla e questo la rendeva ancora piÃ¹ nervosa.

Kane alzÃ² un sopracciglio âÃ cosÃ¬ che tratti i tuoi stalker?â chiese lui in tutta serietÃ . âInvitandoli per tÃ¨ e pasticcini?â

Tabatha scosse la testa âIo non bevo tÃ¨ e odio i pasticcini. Una tazza di caffÃ¨ e un bagel andranno bene.â

Kane le sorrise debolmente. âCome fai a sapere che non ti farÃ² del male?â

âSe avessi voluto farmi del male, lo avresti giÃ  fatto.â rispose Tabatha, dando voce al pensiero che aveva avuto solo poco prima. Pensandoci meglio, aggiunse rapidamente âAnche se tendo ad essere ferita quando tu sei nei paraggi.â

Kane trasalÃ¬ dentro di sÃ© e alla fine si sedette allâaltra estremitÃ  del divano che lei aveva indicato, voltandosi verso di lei e appoggiandosi al bracciolo opposto. AlzÃ² la gamba destra, piegandola sul ginocchio, e si sedette in uno stile mezzo indiano con un braccio piegato sullo stomaco.

âAllora dimmi, cara, perchÃ© mi hai invitato?â le chiese Kane.

âTu perchÃ© sei qui?â Tabatha evitÃ² la domanda.

Kane sorrise. âSai che Ã¨ da maleducati rispondere ad una domanda con una domanda.â

Per un attimo Tabatha fu sorpresa dal modo in cui il sorriso cambiÃ² leggermente i contorni del suo volto, facendolo apparire altrettanto pericoloso e seducente come lei riteneva che fosse.

âPuÃ² darsi.â disse Tabatha pensierosa. âMa sono io quella che stai seguendo e voglio sapere perchÃ©.â

Kane strinse le spalle âPerchÃ© voglio farlo.â

Tabatha lo fissÃ² âE perchÃ© vuoi farlo?â

Kane inclinÃ² la testa. âPerchÃ© un vampiro fa qualcosa?â

Tabatha aprÃ¬ la bocca, la chiuse e poi la riaprÃ¬, incapace di formulare una risposta.

âPerchÃ© vuole farlo.â rispose Kane al posto suo.

Tabatha sospirÃ² âAscolta, se non vuoi dirmi la veritÃ , non posso costringerti. Ma se saremo amici, dobbiamo pur dirci qualcosa di vero.â

Le sopracciglia di Kane si inarcarono e lui sorrise âAh, allora stiamo giocando a âobbligo o veritÃ â, adesso?â

Tabatha arrossÃ¬ ricordando le poche volte in cui aveva giocato a quel gioco mentre era al liceo...a proposito di situazioni imbarazzanti. âSenza obbligo e tu risponderai per primo.â sussurrÃ² lei.

Kane annuÃ¬ âDâaccordo. Dato che sono io lo stalker, giocheremo secondo le tue regole.â

Tabatha sentÃ¬ un brivido alla sua facile ammissione che la stava stalkerando. âPerchÃ© non ti piace Kriss? Lui non me lo dirÃ .â

âPerchÃ© tu non gli appartieni.â rispose Kane un poâ troppo in fretta.

âChe risposta Ã¨?â chiese Tabatha.

âTocca a me.â sottolineÃ² Kane.

Tabatha brontolÃ² âBene.â poi si tese, non sapendo cosa aspettarsi.

âTi piacciono i cani?â

Tabatha sbattÃ© le palpebre. Quella domanda riguardava lâultima cosa che si sarebbe aspettata. Si rilassÃ², poi sorrise con piacere âLi amo. Quando ero piccola avevamo un piccolo cucciolo di Yorkshire, ma scappÃ² via. Non mi sono mai veramente ripresa... A volte mi manca ancora.â

Kane ricambiÃ² con un sorriso lento, mentre i loro occhi si incrociavano. âDovresti incontrare il mio Yorkshire qualche volta...si chiama Scrappy.â

Tabatha sentÃ¬ brividi gelidi attraversarla e saltÃ² letteralmente dal divano quando il telefono squillÃ². Alzandosi, si precipitÃ² a rispondere, sperando che fosse una telefonata di Kriss. Afferrandolo, si voltÃ² per guardare Kane, ma lui se nâera andato senza lasciare traccia che fosse mai stato lÃ¬.

ScrutÃ² rapidamente la sua camera da letto, ma non trovÃ² nulla. Con un sospiro, Tabatha premette il telefono allâorecchio. âPronto?â fece una smorfia quando udÃ¬ la voce di Jason.

âChe ti Ã¨ successo? Sparisci e non chiami per dirmi il perchÃ©?â Jason camminava avanti e indietro. âDannazione Tabby, mi hai fatto preoccupare.â

Tabatha sorrise nel ricevitore. In qualche modo essere sgridata da Jason la fece sentire un poâ piÃ¹ normale. Fece rapidamente i conti nella sua testa mentre iniziava a spiegargli cosa era successo, senza dargli alcun dettaglio di qualcosa che avesse a che fare con il paranormale.

Kane spostÃ² un poâ i rami del cespuglio mentre vedeva Tabatha rilassarsi per la prima volta da quando Trevor lâaveva portata a casa. Le sue labbra accennarono ad un sorriso, sentendola dire la veritÃ  a chiunque fosse al telefono e mentire spudoratamente allo stesso tempo. Il suo sorriso svanÃ¬ e la sua espressione si trasformÃ² in desiderio. Cosa avrebbe dato per ricevere il suo sorriso con tanta facilitÃ . Allontanandosi dalla finestra, sapeva che era giunto il momento di andare...sentiva Kriss avvicinarsi.

âAspetta un attimo, Jason.â Tabatha aggrottÃ² la fronte, avendo la strana sensazione di essere osservata. Girando la testa verso la finestra, si bloccÃ² vedendo Kriss lÃ¬ a guardarla. âJason, ti chiamo domani, okay?â Si voltÃ² e riagganciÃ², ma quando guardÃ² di nuovo Kriss era sparito.



Capitolo 3



La signora Tully scosse la testa mentre usciva dalla stanza di Micah e chiuse la porta dietro di sÃ©, prima di rivolgersi verso la folla riunita nel corridoio. âSta bene...dorme ancora, ma sta bene.â

âAllora si riprenderÃ  completamente?â chiese Quinn scettico.

La signora Tully si mise tra loro e la porta. âVoglio dire, sembra che si sia giÃ  ripreso. Non ha neanche un graffio.â Lei fece un passo avanti e allargÃ² le braccia come una barriera quando alcuni di loro cercarono di superarla per andare a vedere di persona.

âNo.â disse lei con fermezza. âPer ora non voglio che venga disturbato. Ã in un sonno profondo e questo puÃ² essere parte di ciÃ² che sta accelerando la sua guarigione. Se lo svegliate prima che lo faccia da solo, potreste interrompere qualsiasi incantesimo che sia stato usato su di lui.â

âIncantesimo?â chiese Jewel confusa. Stava iniziando a capire cosa significasse âImparare qualcosa di nuovo ogni giornoâ.

âIncantesimo o miracolo...sono la stessa cosa, per quanto mi riguarda.â La signora Tully sorrise alla nuova arrivata nella famiglia dei puma.

âGiÃ  guarito?â disse Steven con incredulitÃ , poi alzÃ² di un paio di centimetri il braccio che era ancora fasciato e lo indicÃ² âQuesto mi fa male come lâinferno e non accenna ancora a guarire.â

âNon Ã¨ il momento di essere invidioso della buona sorte di tuo fratello.â La signora Tully indicÃ² la stanza di Steven. âForse se avessi ascoltato il tuo medico e fossi rimasto a letto, guarirebbe piÃ¹ velocemente.â

Steven si voltÃ² e guardÃ² Jewel. âLetto...suona bene.â

Gli occhi di Jewel si spalancarono e arrossÃ¬ in tutte le sfumature di rosso, facendo sorridere Steven.

La signora Tully scosse la testa verso i piccioncini, sapendo che lâamore era una delle migliori cure miracolose a disposizione. Sarebbe stato bene entro un paio di giorni...esausto ma in buone condizioni.

âFarÃ² in modo che non venga disturbato.â aggiunse Quinn mentre guardava con ardore verso la sua camera da letto, dove aveva lasciato Kat a dormire.

âVale anche per te.â la signora Tully lo spinse via.

Per fortuna sarebbero passate diverse ore prima che uno dei fratelli si facesse di nuovo vivo. Lei si chiese in silenzio chi fosse lâangelo custode di Micah e dove potrebbe trovarne uno. Quando il corridoio fu vuoto, diede ancora unâocchiata alla porta di Micah prima di uscire dal club.



*****



Alicia sentÃ¬ la mano di lui sulla sua spalla, accarezzando la sua pelle nuda, e si girÃ² verso di lui vedendo lo sguardo riscaldato negli occhi ametista di Damon mentre la toccava. Era completamente vestito...tutto di nero. I suoi capelli erano spettinati e non erano mai sembrati cosÃ¬ sexy. Lei allungÃ² la mano e passÃ² le dita tra le ciocche scure. Le labbra di lui seguirono lâazione, baciando la zona vulnerabile del suo polso e sorridendo in modo diabolico, lasciandole intravedere le proprie zanne.

Lei inspirÃ² profondamente e si allontanÃ² da lui...solo per essere catturata nellâabbraccio di Michael. Mentre le sue labbra si aprirono con sorpresa, Michael si chinÃ² per un bacio passionale, rubandole quel poâ di respiro che le restava. Le mani di lui erano bloccate con le sue, mentre lui la spingeva sul materasso morbido e si muoveva su di lei, facendo lâamore con lei in un bacio profondo.

Lei sentÃ¬ una mano calda sulla coscia...che scivolava lentamente sotto la maglietta lunga. Sapeva che non era Michael perchÃ© le loro mani erano intrecciate. Quando Michael la liberÃ² dal bacio e tracciÃ² un sentiero fino al collo, lei girÃ² il viso per trovare Damon ancora lÃ¬...a guardarli con quegli occhi inquietanti, toccandola cosÃ¬ intimamente come se Michael non fosse un problema.

Mentre le dita di Damon si avvicinavano al suo nucleo pulsante, anche la passione di Michael aumentÃ², facendo sussultare Alicia sotto di lui nello stesso momento in cui si contorceva verso Damon...desiderando che lui raggiungesse il suo obiettivo. Proprio mentre le dita di Damon sfioravano la sua intimitÃ  con il loro tocco delicato, Michael le alitÃ² il proprio respiro caldo nellâorecchio e Alicia sentÃ¬ la rapida spirale di spasmi formicolanti nelle parti basse mentre veniva.

Sedendosi di scatto sul letto, sbattÃ© le palpebre vedendo la sagoma di qualcuno che guardava dalla porta a vetri del balcone. Quando la sua vista si schiarÃ¬, lâimmagine scomparve. Rimase lÃ¬ seduta per un attimo, cercando di riprendere il fiato dopo il sogno, mentre fissava il sole che ora era piuttosto alto nel cielo.

Avvolgendo le braccia intorno a sÃ©, Alicia notÃ² quanto fosse calda la sua pelle, e il modo in cui sentiva la coperta mentre scorreva con i suoi movimenti. Sembrava una carezza sulla sua pelle eccessivamente sensibile e lei ebbe un improvviso flashback del sogno, scivolando rapidamente fuori dalla coperte e stando in piedi accanto al letto.

GuardÃ² la coperta innocente come se essa fosse posseduta, e poi provÃ² a ragionare. Magari si sbagliava sullâessere in calore e aveva solo un poâ di febbre per le ferite che aveva subito lâaltra notte dietro al Moon Dance, causandole cosÃ¬ il sogno erotico. Si soffiÃ² la frangetta dagli occhi desiderando che fosse piÃ¹ facile mentire a se stessa. Ad ogni modo, in questo momento non importava perchÃ© non aveva tempo per affrontare la cosa.

GuardÃ² di nuovo verso il balcone, chiedendosi come avesse fatto a dormire fino a tardi quando non aveva ancora visto Micah. Afferrando alcuni vestiti dalla valigia sgattaiolÃ² fuori dalla sua stanza, pregando di non incontrare nessuno mentre attraversava il corridoio verso lâenorme bagno che aveva trovato la scorsa notte.



*****



Micah aprÃ¬ gli occhi come se avesse dormito per anni. Il suo primo istinto fu quello di non muoversi, sapendo che avrebbe provato dolore se lo avesse fatto, ma il ricordo della sera prima gli diede una scossa e, prima che potesse fermarsi, era seduto. Guardandosi intorno nella stanza, lo sguardo si fermÃ² sulla propria immagine riflessa allo specchio. Le bende erano sparite...e anche il dolore.

Scivolando giÃ¹ dal letto, Micah camminÃ² verso lo specchio scrutando i propri occhi e si chiese se avesse le allucinazioni. Mentre abbassava la mano sul comÃ² toccÃ² una cornice, che dondolÃ² e cadde. Con riflessi rapidi, la prese prima che potesse colpire il pavimento e se la portÃ² agli occhi.

GuardÃ² la ragazza dagli occhi azzurri. Non sorrideva, ma ciÃ² non contaminava la sua bellezza. I suoi lunghi capelli biondi scendevano in onde astratte attorno alla sua espressione malinconica.

Poteva sentire gli altri nelle stanze vicine, ma câera solo una persona che desiderava vedere... Alicia. E lei era da Michael. Non capiva come facesse a saperlo, ma lo sapeva. Michael era il motivo per cui nessuno ricordava che lei era alla villa la scorsa notte.

Rimettendo la foto sul mobile, Micah si vestÃ¬ in silenzio e aprÃ¬ la finestra. Atterrando sul terreno duro, sentÃ¬ i propri muscoli assorbire lâimpatto con facilitÃ  e si fermÃ², chiedendosi come fosse possibile che ora si sentisse meglio di quanto si fosse sentito prima di essere gettato nella piccola camera di tortura di Anthony. Sapendo che presto lo avrebbe scoperto, si diresse verso casa di Michael per assicurarsi che Alicia stesse bene.



*****



Michael aprÃ¬ gli occhi, non vedendo nientâaltro che il cielo azzurro e sbattÃ© le palpebre. Si era addormentato di nuovo sul tetto della chiesa. Mettendosi a sedere, guardÃ² la strada appena in tempo per vedere Micah avvicinarsi alla porta dâingresso. Michael si bloccÃ². Il puma stava camminando con la grazia furtiva che la maggior parte dei mutanti poteva solo desiderare di possedere. Chiuse gli occhi e ringraziÃ² qualunque dio lo ascoltasse, poi si accigliÃ² quando udÃ¬ una voce proprio dietro di sÃ©.

âLo spettacolo Ã¨ lÃ¬...perchÃ© noi siamo qui?â chiese Kane con un sorriso.



*****



Damon sâinfilÃ² una camicia nera senza preoccuparsi di abbottonarla. Passandosi le dita tra i capelli, aprÃ¬ la porta della sua camera da letto e si appoggiÃ² al telaio per guardare il corridoio. Poteva sentire ogni rumore che lei stava facendo sotto gli spruzzi dâacqua, ma ciÃ² non lo intrigava quanto i suoni che aveva emesso nel sonno poco prima. Si domandÃ² se lei sapesse che i letti erano separati solo da un sottile strato di cemento.

RinghiÃ² per lâinterruzione dei propri pensieri quando sentÃ¬ bussare allâingresso. Spingendosi via dalla porta, decise di sbarazzarsi dellâospite indesiderato il piÃ¹ velocemente possibile. Non sarebbe stata la prima volta che avrebbe spaventato qualcuno che non voleva tra i piedi.

Aprendo la porta, Damon alzÃ² un sopracciglio verso lo sconosciuto. âSÃ¬?â

âTu non sei Michael.â Micah si accigliÃ² riconoscendo lâuomo che era con sua sorella la scorsa notte. Pensava che Michael vivesse da solo. Vedendo lâuomo lÃ¬, vestito a metÃ  e con la porta aperta appena, Micah volle assicurarsi che il tizio non aveva appena lasciato lo stesso letto in cui dormiva sua sorella.

âOk, neanche tu.â disse Damon con una voce impassibile.

Micah sentÃ¬ la bestia dentro di sÃ© che cercava di alzare la testa. âDovâÃ¨ Alicia?â

Il modo in cui lâuomo pronunciÃ² il nome di Alicia fece capire a Damon chi avesse sulla porta di casa. La notte scorsa il volto del puma era gonfio, escoriato ed insanguinato...niente di simile al rivale a cui stava per sbattere la porta in faccia.

Damon guardÃ² Micah da capo a piedi con uno sguardo critico, concludendo che non aveva bisogno di questo mal di testa. âÃ indisposta. Ripassa domani.â CercÃ² di chiudere la porta, ma lâuomo piÃ¹ grande fu piÃ¹ veloce di quanto si aspettasse ed entrÃ² nel momento in cui la porta si chiuse.

âSento il suo odore.â Micah grugnÃ¬, iniziando ad essere seccato. âAlicia!â gridÃ², questâuomo gli piaceva sempre di meno. Sapeva che aveva preso parte al salvataggio la scorsa notte, ma non sarebbe andato molto lontano se non gli avesse detto dovâera Alicia.

Micah si avviÃ² per le scale, ma improvvisamente Damon fu in piedi su uno dei gradini piÃ¹ in alto, a fissarlo. I loro occhi si incrociarono e Micah provÃ² un momento di paura sgradita...fin quando la ragazza avvolta in un asciugamano non scese di corsa giÃ¹ per le scale verso di lui.

Alicia aveva sentito Micah gridare il suo nome ed essendo cosÃ¬ eccitata non perse tempo a vestirsi, ma afferrÃ² solo lâasciugamani piÃ¹ vicino e volÃ² seguendo la sua voce. Appena girÃ² lâangolo, i suoi occhi si illuminarono quando lo vide lÃ¬ in piedi, sembrando comâera sempre... â¦perfetto.

âMicah.â sussurrÃ² lei, sul punto di piangere. Allâinizio i suoi passi furono lenti, ma piÃ¹ si avvicinava, piÃ¹ rapidamente correva, fin quando non si lanciÃ² impavida su di lui, facendo quasi cadere entrambi allâindietro sui gradini.

Damon si girÃ² nel momento in cui vide gli occhi di Micah spalancarsi verso qualcosa dietro di lui. Era senza parole, nel vederla in piedi lÃ¬ con lâasciugamani avvolto intornoâ¦i suoi capelli bagnati con scintille di acqua che gocciolavano sul pavimento di legno. IncrociÃ² le braccia sul petto e si appoggiÃ² al muro mentre con lo sguardo seguÃ¬ lei, che lo superÃ² per correre dallâuomo che amava.

Damon abbassÃ² la testa, facendo cadere la frangia per nascondere gli occhi. Il suo sguardo si trasformÃ² in un bagliore quando lei avvolse le braccia attorno a Micah, dando un nuovo significato allâespressione âsaltare addosso a un ragazzoâ. Gli dei dovevano aver avuto pietÃ  di lui quando lei non avvolse le gambe intorno alla vita dellâuomo...anche se lâimmagine di quellâasciugamani che si sollevava sarebbe stata impagabile.

Micah avvolse le braccia intorno ad Alicia e la sollevÃ² per un abbraccio da orso. Chiuse gli occhi e la tenne cosÃ¬ per un attimo. La prima cosa che notÃ² era che la sua pelle era piÃ¹ calda della propria. Premette il viso contro il suo collo, chiedendosi perchÃ© la sua temperatura fosse cosÃ¬ alta.

Era solo unâaltra cosa da rimproverare a Quinn. Era stato via solo due settimane e lâavevano fatta ammalare. Micah si accigliÃ², non ricordando che Alicia si fosse mai ammalata.

âHai la febbre?â le chiese mentre la rimetteva in piedi. Lui sorrise, vedendo che era ancora piÃ¹ bassa di lui anche se era in piedi su un gradino piÃ¹ alto, ma poi gli occhi furono attirati dal marchio ancora in via di guarigione sul collo. Le scostÃ² i capelli di lato per vedere meglio ma, prima di poter dire qualcosa, lei lo bloccÃ².

âTu sei pazzo.â Alicia si asciugÃ² le lacrime che annebbiavano la sua vista. âIeri sera pensavo che stessi per morire...e adesso?â Si portÃ² una mano sulla guancia con la mano, desiderando tanto dargli un bacio. âComâÃ¨ possibile che tu stia cosÃ¬ bene?â

La porta dâingresso si aprÃ¬ e Micah guardÃ² dietro di sÃ©, vedendo Michael e un uomo dai capelli biondi che li fissavano.

Alicia si chiese se gli dei si stessero prendendo gioco di lei quando si ricordÃ² proprio allora di essere piÃ¹ nuda che altro. I mutanti di solito non si preoccupavano di cose del genere come gli umani, ma poteva ancora sentire lâeffetto persistente del sogno che aveva fatto solo pochi minuti primi.

Incrociando gli occhi di Michael vide il calore istantaneo nel suo sguardo, poi trattenne il fiato quando i suoi occhi si abbassarono sul suo seno.

Micah spostÃ² sua sorella piÃ¹ in linea con il proprio corpo cosÃ¬ da nasconderla a quegli uomini. In quel momento guardÃ² su per le scale verso Damon. La sua visuale adesso era migliore. Con sua sorpresa, Damon non stava fissando Alicia. Invece, il suo sguardo arrabbiato era rivolto direttamente alle mani di Micah, che ancora la teneva.

Sentendo la minaccia silenziosa, lâoro brillÃ² nelle pupille di Micah mentre si dilatavano. Aveva la sensazione di star osservando il responsabile del marchio di Alicia.

Kane notÃ² che Michael era immobile e Damon stava per commettere un omicidio. PensÃ² rapidamente ad un modo per rompere il ghiaccio. âAlicia, tesoro...credo che tu abbia dimenticato qualcosa di importante al piano di sopra.â Le fece un sorrisetto.

âIo non vado da nessuna parte.â disse Micah tenendo gli occhi su Damon âVai a vestirti, mentre io parlo con Michael.â

Alicia lo baciÃ² rapidamente sulla guancia poi si voltÃ² per correre su per le scale. Quasi saltÃ² un gradino quando vide Damon a soli pochi centimetri da lei. La sua camicia era aperta e i pantaloni erano chiusi con la zip ma non abbottonati, scendendo pericolosamente sui fianchi. SentÃ¬ le guance infiammarsi ancora di piÃ¹ quando il sogno tornÃ² come un pensiero osceno in una mente spensierata.

Lo sguardo di lui quando i loro occhi si incontrarono era oscuro e pericoloso...imbevuto di tensione sessuale. Sperava che fosse la propria immaginazione mentre sentiva quello sguardo seguirla fino al piano di sopra.

Micah non fu lâunico a vedere lo scambio di sguardi tra Alicia e Damon. Kane dovette dare a Michael una gomitata nella schiena prima che lui rivolgesse finalmente la propria attenzione allâuomo che scendeva dalle scale. Stringendo le mani al puma fece cenno verso il soggiorno âSono sicuro che avrai delle domande.â

âSe non lo fa lui, lo faccio io.â annunciÃ² Kane per peggiorare le cose. Prima si lamentava del sentire i pensieri di altre persone, ma erano momenti come questo a farne valere la pena.

La parte piÃ¹ divertente era che Damon non aveva idea che Micah e Alicia fossero fratelli... â¦anche se avrebbe dato credito a Damon per aver scoperto che lei aveva una cotta non proprio âda sorellaâ per il suo ignaro fratello. Ma se il sogno che lei aveva avuto poco prima voleva dire qualcosa...non sarebbe stato difficile per Michael o Damon farle cambiare idea.

Michael sbattÃ© le palpebre cercando di scacciare dalla propria mente lâimmagine di Alicia in quellâasciugamani, in modo da potersi concentrare. Voleva dire le cose ovvie, prima di tutto. âNon mi aspettavo di vederti cosÃ¬ presto giÃ¹ dal letto.â

Kane sentÃ¬ il battito accelerato di Michael e si meravigliÃ². Cercando di ascoltare i suoi pensieri, fu deluso nel trovare il silenzio assoluto. Wow, il suo piccolo Michael aveva dei segreti.

âNeanchâio.â Micah rispose onestamente, poi cambiÃ² argomento âPensavo che vivessi da solo.â

Kane roteÃ² gli occhi quando sentÃ¬ Michael sospirare di sollievo.

Al piano di sopra, Alicia corse nel bagno dove aveva lasciato i suoi vestiti. AggrottÃ² le sopracciglia per ciÃ² che aveva scelto di indossare senza pensarci, decise che non andava abbastanza bene. Micah aveva detto che non sarebbe andato da nessuna parte e si fidava di lui, quindi tornÃ² nella sua stanza per trovare qualcosa di piÃ¹ bello. Si affrettÃ² ad asciugarsi i capelli e anche ad aggiungere un filo di trucco prima che fosse soddisfatta.

Si guardÃ² nello specchio vedendo che le guance erano ancora rosse e gli occhi erano eccessivamente brillanti. Agitando la mano come per cancellare i fatti, si convinse che era solo perchÃ© era felice che suo fratello fosse tornato e fosse in qualche modo illeso.

âSarÃ  meglio che sia cosÃ¬.â borbottÃ² Alicia tra sÃ©, cercando di ritrattare la sua prima diagnosi. Lâultima cosa di cui aveva bisogno adesso era trovarsi in una casa piena di uomini attraenti ed essere in calore. Non accadeva spesso, ma se una femmina mutante andava in calore senza un compagno, allora la donna aveva due scelte...isolarsi e soffrire per tutta la durata, o avere rapporti sessuali finchÃ© non fosse passato. O almeno era quello che le ragazze in collegio le avevano detto.

âIn entrambi i casi...â Alicia alzÃ² un sopracciglio verso il proprio riflesso. ââ¦lasciare questa casa sarÃ  un bene per tutti.â

Sistemando di nuovo tutte le sue cose in valigia, Alicia pensÃ² che avrebbe potuto portarla al piano di sotto quando se ne sarebbe andata con suo fratello. Le sarebbe mancata la libertÃ , ma sorrise dolcemente sapendo che sarebbe stata di nuovo con Micah. Ancora persa nei propri pensieri, lasciÃ² la camera da letto e girÃ² lâangolo per andare al piano di sotto, solo per imbattersi in quello che sembrava un muro di mattoni.

Damon allungÃ² un braccio e lo avvolse intorno alla vita di Alicia, tirandola a sÃ© per impedirle di cadere dalle scale. Essendo di cattivo umore, aveva pianificato questo piccolo incontro solo per dimostrare una cosa...che lui non era lâunico a provare questa attrazione. Voleva farglielo notare prima che Micah la portasse lontano da lui.

Nel momento in cui la toccÃ², sentÃ¬ il battito di lei accelerare. Sentendosi giÃ  giustificato, fece scivolare la propria mano sotto lâorlo della sua maglietta corta e sulla sua pelle morbida mentre la raddrizzava. Doveva ammettere che Micah aveva ragione riguardo la febbre.

Le labbra di Alicia si aprirono mentre lei inspirÃ² profondamente e fissÃ² Damon, sentendo ogni suo centimetro premuto contro di sÃ©, e le piaceva. Era arrabbiato con lei...poteva vedere la rabbia nei suoi occhi. E perchÃ© non dovrebbe esserlo? Aveva tentato di ucciderlo...e in cambio lui le aveva salvato la vita. Doveva a Damon piÃ¹ di un favore e non era giusto andare via con Micah senza dirgli quanto fosse davvero grata.

Se ne sarebbe andata tra pochi minuti e ciÃ² le diede il coraggio di cui aveva bisogno. Alzandosi in punta di piedi, Alicia pose un bacio lento e delicato sulle labbra di Damon, chiedendosi se lui si sentisse come si sentiva lei. Lui aveva un odore meraviglioso e la sua pelle era liscia e fresca sotto le proprie labbra calde.

âGrazie.â sussurrÃ² lei allontanandosi.

âPer cosa?â chiese Damon, con la sensazione che lei gli avesse appena fatto perdere lâequilibrio.

âPer avermi salvata di nuovo.â Lei sorrise.

Per un attimo, Damon sentÃ¬ il peso che affliggeva il proprio petto alleggerirsi...finchÃ© lei non se ne andÃ², rovinando tutto.

âE per aver aiutato a riportare Micah da me.â Alicia prese la valigia e fece per superarlo, ma con sua grande sorpresa Damon la afferrÃ² per le braccia e la bloccÃ² contro il muro, tenendola ferma lÃ¬. Si chinÃ² ad un centimetro da lei e lei vide le sue ciglia scure abbassarsi mentre guardava le sue labbra.

âSe stai distribuendo ricompense, allora alziamo la posta in gioco.â Damon sferzÃ² le sue labbra con le proprie, mostrandole la differenza tra il bacio che gli aveva dato e quello che lui desiderava. Si assicurÃ² che lei lo ricordasse nelle notti a venire.

Damon era preparato a sentirsi spingere via o a sentirla lottare per liberarsi dalla sua presa. Quando lei non fece nulla, intensificÃ² il bacio sentendo la propria testa in confusione. Con suo stupore, lei improvvisamente ricambiÃ² il suo bacio e con altrettanta passione.

Sentendosi come se lei gli avesse ritorto contro la sua stessa punizione, concluse il bacio altrettanto rapidamente come lo aveva iniziato e si allontanÃ² da lei...questa volta afferrando lui stesso quella dannata valigia. Voltandosi, iniziÃ² a scendere i gradini due alla volta, lasciandola lÃ¬ confusa.

Alicia si prese un momento per respirare di nuovo. Non era riuscita a fermarsi quando lâaveva baciata con tale passione...avrebbe voluto di piÃ¹. E voleva ancora di piÃ¹. Dannazione. Che cosa gli dava il diritto di eccitarla in quel modo, per poi lasciarla cosÃ¬? Strofinandosi le tempie, gli diede il beneficio del dubbio. Se lei era in calore...un vampiro se ne sarebbe accorto?

âNo.â rispose alla sua stessa domanda. Era roba da mutanti. Ne era sicura.

Damon era giÃ  nel salone, rilassato sul divano accanto a Michael, quando Alicia ebbe il coraggio di scendere al piano di sotto. O almeno lui cercava di sembrare rilassato...non che lei lo stesse fissando. Lei distolse lo sguardo quando lui le fece un maledetto sorriso, e rivolse la propria attenzione a Micah che era seduto sul grande divano imbottito. Era proteso in avanti, perso in una conversazione con Michael.

Micah alzÃ² lo sguardo quando Alicia si avvicinÃ². âHo sentito che hai intrapreso missioni suicide per hobby. Sai, sono stato via solo un paio di settimane.â Diede un colpetto sul cuscino accanto a sÃ© e avvolse un braccio attorno alle spalle di Alicia quando lei si sedette. Dopo quello che Michael gli aveva appena detto, si chiese chi fosse stato piÃ¹ in pericolo...se stesso o Alicia.

Alicia annuÃ¬ cercando di tenere il suo sguardo lontano da Damon. GuardÃ² Michael e sentÃ¬ le farfalle prendere il volo nel suo stomaco. Alla fine decise: di tutti i vampiri, Kane era il piÃ¹ affidabile...anche se dubitava che chiunque sarebbe stato dâaccordo con lei.

âDevo dire a tutti e tre un enorme grazie.â Lei non si mosse quando percepÃ¬ lo sguardo di Damon su di sÃ©. Sentendosi un poâ vendicativa, gli fece un lento sorriso facendogli credere che lo avrebbe fatto. ScoprÃ¬ subito chi avrebbe vinto quella gara di sguardi e rivolse la propria attenzione a ciÃ² che Michael stava dicendo a suo fratello.

âLa cittÃ  Ã¨ pericolosa in questo momento.â sottolineÃ² Damon. Lâaveva salvata tre volte, anche se lei era al corrente solo di due. Aggiungete i salvataggi di Michael e Kane a quella lista, il che erano cinque decessi evitati nelle ultime due settimane. Improvvisamente non pensÃ² che era molto sicuro per lei allontanarsi da loro.

âSono dâaccordo.â Micah scrollÃ² le spalle sentendo la protettivitÃ  di Damon. Michael lo aveva informato che Damon era suo fratello e che era venuto per dare una mano. Quando gli aveva chiesto del marchio sul collo di Alicia, Michael aveva confermato che lei lo aveva ricevuto in un attacco dietro al Moon Dance. CiÃ² non voleva ancora dire che si fidasse di Damon. Qualcosa dentro di sÃ© gli diceva che il vampiro era una minaccia.

Stringendo il braccio intorno ad Alicia e augurandosi di aver preso la decisione giusta, Micah riportÃ² la propria attenzione verso il padrone di casa. âEcco perchÃ© spero che Alicia possa restare con voi ancora per un poâ. Adesso questo Ã¨ il posto piÃ¹ sicuro per lei.â

Era incredibile come una semplice richiesta potesse cambiare lâatmosfera in unâintera stanza.

âCosa?â Alicia si staccÃ² da lui. Come poteva dire a suo fratello che al momento questa casa era probabilmente il luogo piÃ¹ pericoloso al mondo per lei...e tanto meno questa cittÃ ?

Damon alzÃ² un sopracciglio sperando di assistere ad un orribile rottura tra fidanzati. Lui era un idiota, comunque. Quale uomo sano di mente avrebbe lasciato la propria fidanzata in una casa piena di ragazzi? SÃ¬, sarebbe stato felice di buttare lâidiota fuori dalla porta dâingresso...o dalla finestra. Qualunque fosse la piÃ¹ comoda...o la piÃ¹ vicina.

Sentendola allontanarsi, Micah allungÃ² la mano e la prese per le spalle, facendola girare verso di lui âAlicia, sai che ti voglio bene con tutto il cuore, ma pensaci per un momento.â Lui ignorÃ² il ringhio che provenne dal divano. âAbbiamo appena attaccato i lupi mannari e ucciso il loro alfa. Chiunque abbastanza stupido da cercare vendetta verrÃ  a cercare la nostra famiglia. E poi Michael dice che se i giÃ  stata morsa dai mostri.â

Alicia lanciÃ² a Michael un rapido sguardo da âgrazie tanteâ, poi lo lanciÃ² a Kane quando lui aprÃ¬ la sua grande bocca.

âSembri essere una calamita per i senzâanima.â aggiunse Kane, cercando di non ridere a crepapelle per il fatto che Damon stava contando i modi in cui poteva uccidere Micah senza che nessuno lo sapesse. Il povero puma non sapeva in quanti guai si era cacciato. Sapendo che Damon lo avrebbe fatto, Kane decise di sganciare la bomba. âDovresti ascoltare tuo fratello stavolta.â

Alicia ringhiÃ² a Kane, poi si prese il tempo di lanciare a Damon uno sguardo minaccioso, sfidandolo a dire qualcosa. Quando Damon le rivolse un sorriso lento, quasi malvagio, capÃ¬ che lui avrebbe potuto farla esplodere. Si voltÃ² rapidamente di nuovo verso Micah, senza dare a Damon abbastanza tempo per parlare. âSe siamo cosÃ¬ in pericolo, allora forse dovremmo fuggire insieme senza dire a nessuno dove andiamo.â

Micah si accigliÃ² verso Alicia, stringendo la propria presa sulle sue braccia per un istante, sapendo che gli sfuggiva qualcosa. ScrutÃ² il suo viso e ancora una volta notÃ² i suoi occhi eccessivamente brillanti. Lasciandole le braccia, premette il dorso della propria mano sulla fronte di lei, restringendo gli occhi.

Alicia allontanÃ² la sua mano sentendosi sconfitta e in un mare di guai. Lâultima cosa che avrebbe voluto fare era insinuare che sarebbe scappata lontano da tutto ciÃ². Era una cosa che Micah non avrebbe mai fatto e lo sapevano entrambi. Lui capÃ¬ perchÃ© lei fosse...surriscaldata, quindi sarebbe stata fortunata nel vedere la luce del giorno per i prossimi mesi.

âResterÃ² ad una condizione.â ammise lei.

âE sarebbe?â Micah alzÃ² un sopracciglio.

âAl Night Light Quinn mi aveva appioppato delle guardie, al punto che dovevo travestirmi per lasciare il club senza essere seguita. Se resto qui, allora entro ed esco quando voglio...niente babysitter.â Lei mantenne una voce ferma. âNon sono una bambina.â

âNo, non lo sei.â Micah le sorrise e poi si voltÃ² a guardare a Michael per conferma.

âDâaccordo.â Michael annuÃ¬. âSe Ã¨ la libertÃ  che vuole, allora la avrÃ  finchÃ© vivrÃ  qui.â

Damon tenne la bocca chiusa perchÃ© non era dâaccordo su quella dose di libertÃ , ma nessuno doveva sapere quel particolare. InalÃ² lentamente, lasciando che buona parte della tensione svanisse, adesso che lei rimaneva e che lâomicidio non era piÃ¹ necessario. Fratello...Micah era il suo fottuto fratello.

Il cellulare di Michael vibrÃ² quando arrivÃ² un messaggio. Leggendolo guardÃ² Micah. âSembra che tua sorella non sia lâunico genio della fuga.â



Capitolo 4



Il vicolo divenne un poâ piÃ¹ buio rispetto al resto della cittÃ  mentre Misery scendeva su di esso per controllare la crepa nella parete dimensionale creata con il sangue di Kane. Le piaceva il fatto che gli esseri umani non potessero vederla, anche se era certa che alcuni con un sesto senso piÃ¹ forte avrebbero evitato il vicolo.

Lasciando che lâoscuritÃ  implodesse, si avvicinÃ² scegliendo la forma di bambina mentre si inginocchiava accanto allâapertura. Non osava toccare per paura che la trascinasse attraverso la barriera, ma ora poteva sentire i demoni radunarsi dallâaltro lato. Questi demoni potevano vedere la crepa ed era questo lo scopo dellâaverla creata. Misery lasciÃ² scivolare un poâ della sua malvagitÃ  fuori dal suo corpo in fumanti spire nere e ridacchiava mentre esse penetravano nella crepa.

Dopo pochi istanti, accadde la stessa cosa ma questa volta al contrario. La schiena di Misery siinarcÃ² e gli occhi divennero rosso sangue mentre la serpeggiante oscuritÃ  levitava verso il suo corpo e poi affondÃ² nella sua aura. Lâaltro lato avrebbe aspettato che Misery desse il segnale...poi avrebbero compiuto il loro attacco piÃ¹ potente dallâaltro lato.

Lâespressione di Misery divenne maliziosa. Aveva prestato attenzione fino ad ora...sentendo il caduto purosangue seguire i suoi movimenti. Adesso non era il momento di abbassare la guardia, ma aveva bisogno del potere necessario per attraversare il portale. Lâespressione di Misery si trasformÃ² lentamente in rabbia quando sentÃ¬ una presenza dietro di sÃ©.

Esplodendo in una nube di oscuritÃ , lei si trasformÃ² in cadavere attaccandosi al demone che la stava spiando. âMisery ti darÃ  unâocchiata piÃ¹ da vicino.â

Zeb non si mosse mentre il braccio putrido si stringeva attorno al proprio collo e improvvisamente vide la crepa. âVuoi bandire Zeb per aver offerto il suo aiuto?â Le labbra sporgenti di lui si contorsero conscherno âQuanto desiderio che sento in te. Di cosa ha fame Misery?â

âPosso ottenere quello che mi serve dagli umani...perchÃ© avrei bisogno del tuo aiuto per questo?â Misery fece scorrere una mano sulla testa calva dellâuomo basso e grasso, e poi lo liberÃ² solo per circondare il corpo rigonfio.

âPerchÃ© non lo scopri?â Zeb aveva appena concluso lâinvito quando le dita ossute di Misery scavarono la propria strada nella carne in cui lui era solito nascondersi.

La miseria poteva sentire il demone allâinterno e sorrise sadicamente mentre leggeva la sua anima. Questo demone era in cittÃ  da molto tempo ed era stato abbastanza saggio da mantenere un profilo basso. Poteva sentire la sua paura verso i caduti che vivevano qui, insieme alla paura di altre creature di cui lei non sapeva nulla.

Zeb era un demone debole e inutile in una guerra. Sarebbe stato facile ucciderlo, ma Misery sentÃ¬ i suoi altri poteri...poteri che avrebbe potuto sfruttare per raggiungere i propri scopi.

Questo demone poteva individuare il desiderio in un essere umano e aumentarlo di proporzioni deliziosamente malvagie. Vide alcune cose che Zeb aveva fatto di recente mentre lei entrava nei suoi ricordi. Come il marito geloso che ha perso il controllo e ha ucciso sua moglie... un impiegato arrabbiato che ha preso una pistola per compiere vendetta...lâuomo disperato che ha rapinato una banca e si ucciso mentre usciva dalla porta.

Zeb poteva dare da mangiare ad un umano affamato fin quando il suo intestino non sarebbe scoppiato, o trasformare un depresso in un suicida. Poteva persino far morire di overdose un drogato o un alcolista con il loro veleno preferito...tutti spinti oltre il proprio controllo. Zeb rendeva le persone affamate di ciÃ² che desideravano, i loro segreti piÃ¹ oscuri, e Misery poteva alimentarsi del male che essi generavano.

âMisery ti userÃ .â sibilÃ² lei mentre ritraeva la mano dalla carne di lui.

âLo so.â Zeb sorrise, mentre il sangue che si stava spargendo su di sÃ© rientrÃ² nel suo corpo con una cascata inversa...chiudendo la ferita.

Se fosse stato umano, sarebbe stato etichettato come un uomo dâaffari mediocre. Fare affari con altri demoni era la ragione per cui era sopravvissuto cosÃ¬ a lungo. Se si unisse a Misery e le fornisse il potere che lei desiderava per portare piÃ¹ demoni in cittÃ , allora lui non sarebbe stato cosÃ¬ evidente per i caduti.



*****



Chad fissava con orrore la scena del crimine, mentre teneva la pistola puntata sullâuomo giÃ  ammanettato che veniva portato fuori dalla sala operatoria. Il dipartimento di polizia lo aveva chiamato perchÃ© quel giorno era la terza volta che trovavano qualcosa di inquietante. Cosa mai al mondo poteva spingere un uomo ad agire cosÃ¬? Era un dottore, per lâamor del cielo...doveva salvare vite, non toglierle.

âVolevo solo vedere come sarebbe stato.â gridÃ² il dottore mentre cercava di dare unâaltra occhiata prima di essere portato via. âAdesso Ã¨ perfetta.â

Chad sentÃ¬ salire la nausea e dovette distogliere lo sguardo. Proprio lÃ¬ sul tavolo operatorio giaceva il capolavoro dellâuomo. Aveva preso unâanziana donna allettata, il cui corpo la stava abbandonando, e aveva sostituito i suoi organi interni, compreso il cervello, con quelli di una giovane donna che solo due ore prima era arrivata al pronto soccorso per un mal dâorecchi.

Sentendo una donna dietro di sÃ© Chad girÃ² la testa, vedendo Angelica, Zachary e Trevor entrare nella stanza e aggrottare la fronte. âStavo per chiamarvi.â

Trevor scosse la testa. âAngelica ha seguito il nostro demone tutto il giorno e siamo giÃ  stati sulle altre scene del crimine.â

Angelica guardÃ² la giovane donna che era stata gettata sul pavimento come una bambola di pezza svuotata. Erano un passo dietro a Misery e lei poteva sentire il potere del demone crescere, ma ciÃ² che piÃ¹ la turbava era che, anche se Misery poteva trarne nutrimento...non poteva farlo accadere.

âÃ difficile credere che un demone possa provocare tutto questo caos.â Trevor dava le spalle alla carneficina. Non era uno da infastidire sui casi di demoni e si augurÃ² che ora non fosse diverso. Si sentiva quasi male per la perdita di un bravo medico che, probabilmente, si trovava solo nel posto sbagliato al momento sbagliato.

âNon si tratta di un solo demone.â Angelica cercÃ² di ignorare i brividi di freddo che le strisciavano lunga la spina dorsale. âE temo che questo sia solo lâinizio.â

Zachary tirÃ² fuori il suo cellulare e uscÃ¬ dalla stanza. Componendo il numero di Storm, aspettÃ² che la chiamata fosse indirizzata alla segreteria del PIT. Non era la prima volta che lasciava un messaggio a Storm, oggi. Quello che lo preoccupava di piÃ¹ era che il loro impavido capo di solito sapeva cosa doveva dirgli prima ancora che lo chiamasse, e spesso si presentava prima che lui finisse anche solo di comporre il numero.



*****



Micah aveva trascorso le ultime due ore nellâufficio di Warren, per essere aggiornato su tutto quello che si era perso. Erano molte cose da assorbire, ma il fatto che le loro famiglie fossero di nuovo unite era qualcosa di cui essere grato. Il suo sguardo si posÃ² su Quinn e Kat, sapendo che erano loro il collante.

âÃ bello essere di nuovo tutti insieme.â disse Quinn durante il silenzio di Micah.

Micah si strofinÃ² la tempia, chiedendosi se tutti avessero completamente dimenticato che Alicia esistesse. Con sua grande sorpresa, fu il membro piÃ¹ recente della famiglia a menzionarla.

âDovâÃ¨ Alicia?â chiese Jewel a Steven, domandandosi il perchÃ© lei non fosse qui.

âTrascorrerÃ  un paio di giorni da una compagna di scuola.â rispose Quinn, poi aggiunse âSarebbe meglio se trovassimo un college in cui mandarla per un poâ.â

Michael notÃ² che le nocche di Micah divennero bianche mentre stringeva il bracciolo della sedia su cui era seduto. Onestamente, condivideva la rabbia di Micah. Se non avessero passato tutto questo tempo a tenere Alicia lontana, forse lei non sarebbe finita in cosÃ¬ tanti guai nel tentativo di sbrigarsela da sola.

âHo giÃ  parlato con Alicia.â Micah fissÃ² suo fratello. âHa passato anni in attesa di tornare a casa e lâultima cosa che vuole Ã¨ sentirsi dire che non Ã¨ la benvenuta qui. Ha sopportato abbastanza quando Nathaniel era vivo.â

âNon Ã¨ quello che intendevo e lo sai.â Quinn ringhiÃ² in difesa personale. âHa solo diciotto anni. Davvero pensi che il Night Light sia il posto piÃ¹ sicuro per lei adesso, sapendo il casino in cui siamo?â

âNo, ecco perchÃ© lâho giÃ  mandata a vivere da Michael.â Micah sorrise, sapendo che nessuno avrebbe confutato il suo ragionamento. âIn questo modo sarÃ  ancora tra noi e farÃ  parte della famiglia, ma speriamo di uscire presto dalla linea di fuoco.â

Il cellulare di Envy scelse quel momento per suonare, con grande sollievo per la maggior parte delle persone nella stanza affollata. Lo prese rapidamente, cercando di silenziare la suoneria che aveva scelto per riconoscere le chiamate di Chad. Diede una gomitata nelle costole a Devon quando lui iniziÃ² a cantare âI fought the law and the law wonâ.

âChad.â Lei sorrise. âTempismo perfetto come al solito.â

âPotresti non pensarla cosÃ¬ quando ti dirÃ² perchÃ© ho chiamato.â Chad si passÃ² le dita tra i capelli. âÃ stata una giornata dâinferno.â

Envy allungÃ² una mano per zittire lâorribile karaoke di Devon. âChe succede?â

âSento Devon in sottofondo. Metti in vivavoce.â Chad sospirÃ².

Envy cliccÃ² sul simbolo dellâaltoparlante. âOkay, ma non câÃ¨ solo Devon Sono tutti qui.â

âBene.â disse Chad, poi continuÃ² dicendo loro degli eventi di oggi. Quando finÃ¬ aggiunse âTrevor ha portato unâesperta di demoni e lei vuole parlare con Dean riguardo il demone, se potete riferirgli il messaggio. Ho pensato anche che forse potreste trovare Kriss e vedere quello che riuscite a scoprire.â

âMe ne occupo io.â annuÃ¬ Envy. âE Chadâ¦staâ attento.â

Il tono della voce di Chad cambiÃ² quando si ricordÃ² qualcosa. âEhi Devon.â

âChe câÃ¨?â Devon aggrottÃ² la fronte.

âSe lascerai che sparino di nuovo a mia sorella, ti giuro che...â Gli occhi di Envy si spalancarono e lei riagganciÃ², interrompendo suo fratello.

âOo..kay.â Devon fece un sorriso poco convinto sentendo qualche risatina del gruppo.

âNon per evitare lâargomento di Devon che verrÃ  preso a calci in culo ma...â Warren scosse la testa âAssumerÃ² altri mutanti qui al Moon Dance e Quinn ha accettato di fare lo stesso al Night Light. Ora che abbiamo tagliato la testa al lupo alfa...e alla mafia...â

âDobbiamo essere preparati a vedere altri prendere il suo posto.â concluse Nick al posto suo.

Il cellulare di Quinn suonÃ² e lui sorrise a Devon. âBeh, almeno tutti i parenti di Kat sono nei paraggi.â Guardando lâID del chiamante, notÃ² che era il puma che aveva lasciato a gestire il locale. Harley non sapeva occuparsi di niente in sua assenza quindi sapeva che era importante.

Alzando la mano per far tacere la folla, rispose. âEhi Harley, che succede?â

âQuinn, a meno che tu non abbia ordinato un puma morto invece delle normali bevande che serviamo, allora abbiamo un problema.â



*****



Boris aveva passato la mattinata con lâavvocato di Anthony per chiudere la pratica che lo nominava nuovo dirigente di uno dei piÃ¹ grandi bar della cittÃ ...il Love Bites. Per quanto riguarda il nuovo proprietario...entrambi avevano deciso che il parente piÃ¹ prossimo di Anthony fosse la scelta piÃ¹ intelligente, legalmente e logicamente. Titus Valachi era uno dei lupi piÃ¹ forti e piÃ¹ giusti che Boris avesse mai incontrato. Odiava suo zio e si rifiutava di avere a che fare con questioni mafiose.

Boris sorrise sapendo di aver appena aiutato lâavvocato ad intestare oltre la metÃ  delle aziende dei lupi a Titus senza che Titus lo sapesse. Ora tutto quello che dovevano fare era convincere Titus a diventare il nuovo alfa prima che Lucca cogliesse lâoccasione di farlo al posto suo.

Per quanto riguarda il Love Bites, il precedente proprietario aveva ceduto il club ad Anthony solo un paio di settimane prima, e dal momento che lâavvocato di Anthony era un membro del branco, si occupava delle pratiche piÃ¹ in fretta che poteva, nel caso in cui i federali congelassero tutti i beni di Anthony.

Buona parte del clan lavorava per Anthony in un modo o nellâaltro ma, poichÃ© lâalfa non câera piÃ¹, molti lupi erano senza lavoro. I lupi con troppo tempo libero non erano mai un bene e Boris stava giÃ  sentendo parlare di ritorsioni contro i puma per la morte di Anthony.

La maggior parte di quei lupi frequentava Lucca Romano, che era il protetto di Anthony sotto molti aspetti. Quelli erano i lupi che lui non voleva intorno.

Lucca era forte. Anthony lo sapeva e aveva usato Lucca per buona parte dei suoi affari mafiosi. Inoltre Anthony non si fidava completamente di Lucca, cosÃ¬ pensÃ² di tenerlo vicino, a capo di una sezione di legami mafiosi che avrebbe dovuto tenerlo abbastanza occupato da non tentare di tradirlo. Il problema era che...se Titus non si fosse fatto subito avanti, lo avrebbe fatto Lucca.

Con questo pensiero, Boris era stato oculato nellâassunzione di membri del branco che lo aiutassero a gestire il Love Bites. Aveva fatto progressi dal trascorrere la maggior parte del proprio tempo a punire chi faceva incazzare Anthony durante il giorno. Ma questo era ciÃ² che lui era...il castigatore. E bisogna essere il braccio destro dellâalfa per fare il castigatore, quindi la maggior parte dei lupi gli avrebbe obbedito senza troppe storie. Adesso era il braccio destro di Titus e voleva rimanere tale.

Guardandosi intorno nel bar, sentÃ¬ alcuni lupi che ridevano delle decorazioni gotiche, ma Boris fece notare loro che la massa di dark in cittÃ  pullulava di ricchi studenti universitari dallo stile vampiresco e pieni di soldi. Questo sembrÃ² attirare la loro attenzione. SÃ¬, era sempre la solita storia con i lupi...la morale della favola erano i soldi.

Sentendo il potere di un vero alfa entrare nel bar, Boris guardÃ² verso lâingresso attraverso la finestra del suo ufficio. Sorrise vedendo Titus fermarsi sulla soglia per guardarsi intorno. Doveva ammettere che questo posto era un poâ strano per chiunque non ci fosse mai stato. Era sorpreso che Titus fosse arrivato cosÃ¬ in fretta. Era ancora a Malta quando lâaveva chiamato allâalba.

Allungando una mano, Boris premette il pulsante dellâinterfono. âTitus, câÃ¨ una rampa di scale alla tua sinistra. Vieni in ufficio.â Chiuse gli occhi, sapendo di avere lâequivalente di due minuti per decidere come dire a Titus che aveva appena ereditato la maggior parte dei beni di Anthony.



*****



Alicia era stanca di tenere il broncio. Se doveva rimanere qui, allora forse poteva trarne vantaggio. Inoltre aveva fame e tutti erano spariti. La casa era cosÃ¬ enorme che impiegÃ² qualche minuto per trovare la cucina...e la porta era chiusa. Molte persone non avevano una porta in cucina, ma comunque...non erano persone che vivevano in questa casa.

I mutanti non mangiano quanto gli umani perchÃ© non crescono allo stesso modo. Potrebbero passare addirittura mesi senza avere fame, anche se alla maggior parte dei mutanti piace il cibo abbastanza da mangiare ogni giorno. Vivere tra gli esseri umani era un modo per sfuggire dal paranormale. Câerano, perÃ², due cose che rendevano affamato un mutante...un infortunio, un combattimento, e il sesso...o il desiderio di fare sesso...cioÃ¨ il calore. E al momento lei era affamata.

Aprendo il frigorifero si accigliÃ²...un sacco di bevande ma niente cibo. Controllare gli armadietti fu altrettanto deprimente. Tutti vuoti, senza contare le ragnatele negli angoli e cinque confezioni di caffÃ¨. Ora capiva perchÃ© la porta era chiusa.




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