Storey
Keith Dixon






STOREY



KEITH DIXON










Semiologic Ltd



Traduzione: I Edizione Tektime


Copyright Keith Dixon 2017



Ai sensi del Copyright, Designs and Patents Act 1988, Keith Dixon detiene il diritto di essere identificato come lâAutore di questa opera.

Tutti i diritti sono riservati.

Nessuna parte del libro puÃ² essere riprodotta da mimeografo, fotocopie, o nessun altro mezzo, elettronico o fisico, senza il permesso dellâautore.

Qualunque analogia con persone esistenti o esistite Ã¨ puramente casuale.



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Foto di copertina Â© David Holt sotto Licenza Creative Commons

Progetto grafico: Keith Dixon



Traduzione dallâinglese di Andrea Piancastelli

Titolo originale: Storey

I Edizione originale: Semiologic Ltd



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i primi due libri della serie Le Indagini di Sam Dyke!




CAPITOLO UNO


LA TERZA VOLTA che Paul Storey la vide fu quello che avrebbe ricordato in seguito, quando tutto andÃ² storto.

Non lo guardÃ² nÃ© disse nulla, almeno non inizialmente. Ma lui sapeva che lo avrebbe notato entrando. Anche in una stanza piena di gente câera qualcosa nel modo in cui lei lo ignorava â una consapevolezza programmata.

Si domandÃ² se fosse il caso di raggiungerla, una presentazione casuale, sedersi di fronte a lei ad uno dei tavoli neri e squadrati e attaccare discorso. Vieni qui ogni giorno, vero?

â¦ No, troppo ovvio. Non era lâeffetto che stava cercando. Forse non avrebbe dovuto dire niente, solo estrarre una sedia, aprire un giornale, farle un cenno col capo, fare le parole crociate.

Allora poteva pensare che la stava pedinando. Cosa non vera. Era una donna attraente e lui lâaveva solo notata â¦

Entrava da Starbucks alla stessa ora tutte le mattine, appena prima di pranzo. Abiti diversi ogni giorno ma di classe, bel taglio, gonna giusto sotto al ginocchio, camicetta aderente sul petto. Come una donna che lavora in affari ma cerca comunque un tocco di sensualitÃ . Portava una piccola ventiquattrore marrone con fibbie dorate. Tacchi un po' alti ma non provocanti. Capelli biondi pettinati con cura, lisci, appuntati dietro alle orecchie â¦ no, un orecchio: lâorecchio che usava quando era al telefono.

Trovava sempre un tavolo vicino alla vetrina che dava su Broadgate, dopo la statua di Lady Godiva e verso Wagamama e il bar accanto. Aveva un piccolo computer che apriva e a cui dava unâocchiata, poi si fermava e osservava fuori dalla vetrina. Si mordeva il labbro inferiore. Dava un sorso al vino bianco e fermo di Starbucks. Aveva un bel corpo, fronte alta e sopracciglia arcuate che sembravano disegnate con una matita, un tocco di colore sulle palpebre. Un naso corto e dritto, ma labbra che potevano essere state lievemente aumentate. La sua pelle era perfetta.

Questa volta era stata a sedere solo per cinque minuti e giÃ  si stava rialzando, organizzando le sue cose nella borsa â chiavi, portafoglio, pacchetto di Kleenex, il resto in monete del conto pagato al barista. Stava rimettendo il computer nella ventiquattrore. Sembrava irritata, nervosa, ora ferma in piedi a fissare fuori dalla vetrina le persone di passaggio.

Poi si girÃ² guardandolo in modo diretto.

Ora stava camminando nella sua direzione e lui non poteva muoversi. Era in trappola, a sedere su uno degli sgabelli dellâaltra vetrina, vicino allâamplificatore che emetteva Dylan.

Disse, âSe hai intenzione di fissarmi ogni giorno potresti almeno presentarti.â

âAspettavo il momento giusto. Questo non lo era.â

âChe cosa vuoi?â

âVivere un giorno alla volta senza complicazioni. Grazie dellâinteressamento.â

âDa me. Che cosa vuoi da me?â

Si stava buttando a capofitto. A lui piaceva questo. Era lâunica cosa che aveva ammirato delle donne di Londra â andavano di fretta. Significava che poteva andare alla loro velocitÃ  o rallentare. Non era sempre lui a regolare i tempi, cercando di capire a che velocitÃ  viaggiare. Bello trovare qualcuno cosÃ¬ nella vecchia cittÃ  natale.

âMi domandavo perchÃ© sei venuta quiâ, disse.

âPerchÃ© non dovrei?â

âSei vestita da ufficio. Ti sei inventata tutto. Hai un piccolo computer anonimo e uno smartphone e ti siedi in un angolo e giochi alla donna dâaffari. Dove credono che sei, le persone, quando parli con loro al telefono? Qual Ã¨ lâindirizzo dellâufficio sul tuo biglietto da visita? Non posso farne a meno â mi chiedo queste cose.â

âSei uno sbirro?â

âTi sembro uno sbirro?â

Lo osservÃ² dallâalto in basso come se non avesse mai pensato di guardarlo prima.

âPotresti esserlo. CosÃ¬ a prima vista.â Disse.

âAssicurazioni.â

âNelle vendite?â

âPerito. La tua casa Ã¨ ridotta in cenere o si allaga, io ti dico quanto dovrebbe essere il risarcimento.â

âMa sei da Starbucks ogni giorno. Osservando donne strane e spaventandole a morte.â

âTu non sei spaventata.â

âNon lo sono? Come lo sai? Come fai a sapere comâÃ¨ andare in un luogo pubblico e trovare qualcuno a fissarti ogni giorno?â

Paul alzÃ² le spalle. âNon pensavo che fosse cosÃ¬ ovvio. Cercavo di nasconderlo.â

âVoglio solo venire qui e prendere il mio caffÃ¨ e non essere osservata. Per te va bene?â

Stava esaurendo le sue riserve, il senso di minaccia stava lasciando i suoi occhi. Lui cercÃ² di stabilire il suo accento â una vaga cadenza scozzese, piÃ¹ della costa orientale che occidentale. Era cosÃ¬ accennata che si chiese se lâaveva persa vivendo al sud. Era affascinante, ti faceva venire voglia di sentirla parlare, solo per seguire le sue tonalitÃ .

Ora strinse la presa sulla valigetta e spostÃ² il suo peso da un piede allâaltro. Indossava la sua solita camicetta bianca sotto alla giacca nera e a lui sembrÃ² di intravedere un reggiseno nero. Non cosÃ¬ professionale, dunque.

âCome ti chiami?â, disse lei.

âPaul Storey.â

âCon o senza e?â

âCon. Poche persone lo chiedono. Hai intenzione di fare ricerche su di me su Google?â

âDovrei?â

âNon lo farei. Come ti chiami?â

âNon esiste. Pensavi che fissandomi a sufficienza ti avrei chiesto di uscire?â

âMi Ã¨ passato per la mente.â

âNon accadrÃ .â

âMessaggio ricevuto.â AbbassÃ² la voce. âCosa succede? Cosa ti spaventa?â

âLa vitaâ, disse. âLâuniverso e tutto il resto. Piuttosto comprensibile. E per rispondere alla tua prima domanda, vengo a lavorare qui perchÃ© il rumore mi aiuta a concentrarmi. Ã troppo silenzioso in ufficio.â

âChe lavoro fai?â

âLa giornalista, giornale locale. Non che questi siano affari tuoi. Soddisfatto?â

âCerto. PerchÃ© dovrebbero esserlo?â

Lei sembrÃ² sul punto di aggiungere qualcosa ma invece si girÃ² e si allontanÃ². Lui osservÃ² il suo profilo mentre sospingeva la porta, dirigendosi a sinistra verso Primark. Si sentÃ¬ compiaciuto e roteÃ² la sedia verso la parete per prendere il suo caffÃ¨.

Stava pensando che non era una giornalista. Era troppo ben vestita e piÃ¹ nervosa di qualsiasi giornalista mai conosciuta.

Ma stava anche pensando che non gli importava. Dopo tutto, nemmeno lui lavorava nel campo delle assicurazioni.






CAPITOLO DUE


âMR STOREY, SE vuole la mia opinione professionale, il prezzo che ha stabilito Ã¨ veramente troppo alto per la casa di suo padre. Le abitazioni nella sua bella area di Coventry hanno subito duri colpi nellâultimo paio di anni. Lei sta cercando novellini in cerca di un punto di appoggio e il prezzo che chiede li disincentiverÃ  persino dal dare unâocchiata allâinterno.â

âDisincentiverÃ ? Cavoli.â Disse, âNon Ã¨ un mio problema, no? Ã il suo lavoro vendere.â

âCertamente ââ

âLe dico una cosa â scenderÃ² del cinque per cento se sono interessati a una compravendita.â

âI compratori sono molto piÃ¹ scaltri oggigiorno. Ã probabile che offrano il quindici-venti per cento in meno del prezzo richiesto, specialmente nella sua area. La scuola locale non ha una grande reputazione e come lei sa, Ã¨ stato denunciato un certo numero di reati nellâultimo anno. Stupidaggini, cose insignificanti, ma hanno lasciato un segno, diciamo cosÃ¬.â

âSo cosa vuole dire, ma non mi interessa. Devo vendere.â

Lâagente immobiliare si chiamava Jeremy Frost e a Paul non piaceva. Câerano troppe falsitÃ  nel suo comportamento. Fingeva di essere realistico mentre si atteggiava da amico. Forse quello era il modo in cui lavoravano al giorno dâoggi.

Ora Frost stava appoggiato allo schienale della sua sedia di pelle lucente, descrivendo i loro piani: mettere le foto online cosÃ¬ sarebbero state distribuite tramite i loro vari partenariati nazionali, inserire i video sui loro tabelloni elettronici rotanti esposti in vetrina, e pagando un po' di piÃ¹ potevano dargli uno spazio pubblicitario premium sul sito, che si traduceva in unâimmagine piÃ¹ grande e un incremento del trenta per cento di visualizzazioni garantito â¦

Lâoccuparsi della vendita della casa di suo padre aveva tirato fuori il peggio di lui. Era la casa dove era cresciuto e ora doveva venderla. Era come se gli fosse stato chiesto di togliersi un braccio e metterlo allâasta su eBay.

Frost disse, âHa in mente una data di scadenza entro cui vendere? Prima del ritorno a Londra?â

âNon ho intenzione di tornarci.â

âOh, ma pensavo ââ

âDovrÃ  sopportarmi.â SogghignÃ². âIl suo cliente preferito.â

Frost ricambiÃ² il sarcasmo. âTutti i nostri clienti sono i nostri preferiti.â

âCerto che lo siamo. Ma alcuni sono piÃ¹ preferiti di altri, eh? Alcuni sono favoriti dalle vostre mani magiche e vendono velocemente, mentre altri sono lasciati a deperire. Non diventerÃ² uno di quelli, vero, Jeremy?â

Lâespressione dellâagente sembrÃ² congelarsi e iniziÃ² a parlare della soddisfazione del cliente e di questionari e di quanti clienti restassero con loro attraverso svariate vendite â¦

Paul si estraniÃ², pensando, E che mi dice di lui? Che cosa ha venduto a se stesso? Sapeva che la situazione lo stava divorando â di ritorno ogni sera in una casa vuota che odorava ancora del deodorante per ambienti che usava suo padre. Aveva deciso di vendere e poi trovare qualcosâaltro â¦ un bellâappartamento vicino al centro della cittÃ  magari, o qualcosa nella periferia piÃ¹ chic, Styvechale o Cheylesmore. Nel frattempo trascorreva meno tempo possibile in quella casa. Faceva colazione, poi usciva per tutto il giorno, rientrava la sera e cucinava qualcosa per cena con pentole e padelle che suo padre aveva usato per trentâanni. Quindi andava a coricarsi nella stessa stanza in cui aveva dormito finchÃ© non aveva lasciato casa per andare allâuniversitÃ . I ricordi â¦ la serenitÃ  â¦ questi erano parte dei discorsi che si era fatto a se stesso: era un luogo temporaneo per riorganizzarsi. Dopo tutto il delirio giÃ¹ al sud.

Frost disse, âCome le sembra?â

Paul non aveva sentito quasi nulla ma non gli importava. I dettagli non erano importanti per lui quanto lo fossero per Frost. O ai compratori piaceva la casa e il prezzo, oppure niente. Sarebbe stato lÃ¬ finchÃ© doveva. Di sicuro non sarebbe tornato a Londra, e senzâaltro non a lavoro. Una volta che lasci la polizia i contatti sono bruciati. Volti le spalle al fuoco e cerchi nellâombra qualcosâaltro per occupare il tempo.

Disse âFaccia quello che deve fare. La venda ma non la svenda.â

âNon lo farei.â

âSo che non lo farebbe, Jeremy. Conto su di lei per vendere la casa, ma non dovrei dal punto di vista economico. Capisce? Quindi desidero lâaccordo migliore che puÃ² ottenere senza intimorire le persone. Se non ricevo nessuna offerta nelle prossime tre settimane, riconsidererÃ² chi mi fa da agente. Non ne ho voglia perchÃ© sarebbe una seccatura e non voglio affrontare nuovamente queste conversazioni strane. Venda la casa a un buon prezzo, prenda la sua parte. Ã piuttosto semplice. PerciÃ² non stia lÃ  a sedere con la bocca aperta a inghiottire mosche. LascerÃ² la casa libera quando vuole venire a mostrarla in giro, e non interferirÃ². Ma dovrÃ  dare il meglio di sÃ©, lo sappiamo entrambi.â NotÃ² che Frost era sbiancato, la sua spavalderia svanÃ¬. Paul disse, âNon si preoccupi, non sono una cattiva persona. Sono solo un po' impaziente di tanto in tanto. PerciÃ² mi dia una mano e tutto andrÃ  bene. Dâaccordo?â

Era in piedi ora, guardava la faccia sconvolta di Frost. PensÃ² che la confusione e la paura che vi leggeva probabilmente rispecchiava la sua, sebbene non lo avrebbe mai ammesso, a se stesso nÃ© a nessun altro.

Disse, âHa i miei numeri di telefono. Non abbia paura di usarli.â



GUIDÃ VERSO CASA attraverso strade che trovÃ² piÃ¹ affollate di quel che ricordasse e parcheggiÃ² fuori dalla casa di suo padre. Câera un garage sul retro ma era di difficile accesso e inoltre era pieno di roba che suo padre non aveva mai spostato per buttarla via â una vecchia lavatrice Hotpoint, un tavolo con una gamba rotta, una poltrona. Aveva detto a suo padre di liberarsi di tutto quel disordine, ma a quanto pare non trovÃ² mai il tempo. Troppo occupato al pub o nel suo terreno. A coltivare roba che non aveva mai mangiato.

Stava scaldando un pasto al microonde quando squillÃ² il telefono.

âMilly.â

âStorey. Non chiami, non scrivi â¦â

âQuando tuo padre muore ci sono cose da fare. Socializzare non Ã¨ una di quelle.â

âNon provare a farmi sentire in colpa. Lâultima volta che mi sono sentita davvero in colpa Ã¨ stato nel duemilaquattro, quando mi sono scontrata con un anziano con il deambulatore.â

âStavi guidando?â

âCamminando troppo veloce, senza guardare dove stavo andando. Non Ã¨ per questo che ti ho chiamato.â

âPerchÃ© mi hai chiamato?â

Lei emise un sospiro profondo e Paul la vedeva appoggiarsi allo schienale del divano nellâappartamento che aveva in affitto di fianco al suo a Battersea. Avrebbe indossato un body nero e sudato per gli esercizi di danza di fronte alla televisione, i suoi trofei scintillanti accumulati sullo scaffale sopra. Praticava balli da sala nei fine settimana con un tizio di Fulham, ripassava i movimenti da sola come meglio poteva.

Storey era un progetto per lei. Câera stato un momento in cui ci sarebbe potuto essere qualcosa tra loro, ma lui sbagliÃ² la tempistica e smisero di parlarsi per tre mesi. Poi ripresero, ma in modo diverso. Apprezzava il fatto che lei avesse ancora voglia di parlargli nonostante fosse partito con due soli giorni di preavviso e lasciando a lei il compito di vendere i mobili prima che il padrone di casa li desse via. Era piena di risorse â avrebbe gestito la cosa.

Lei disse, âUn tipo Ã¨ passato di qui per parlare con te ieri sera. Lâho sentito bussare alla tua porta ripetutamente, sono uscita. Ha detto che lavorava con te, voleva parlare.â

âChe aspetto aveva?â

âPoco piÃ¹ alto di te, capelli chiari rasati, grandi labbra, molto rosse, come se portasse il rossetto o qualcosa del genere.â

âRick. Immaginavo sarebbe venuto.â

âGrazie per avermi avvertito.â

âCosa gli hai detto?â

âOra guarda, qui viene il bello, sai? Sono quasi sempre stata una ragazza piuttosto tranquilla, ma cosÃ¬ mi fai perdere la pazienza, Storey. Non ho bisogno di tutta la tua storia passata a riversarsi allâentrata di casa mia. Ho la mia vita, sai? Capisco se devi occuparti dellâorganizzazione del funerale e tutto, ma non dovevi mollare tutto di colpo. Non mi interessa il tuo stress, non mi interessa del tuo lavoro. Non mi interessa delle tue librerie. Non hai il diritto di buttarmi tutto addosso e andartene nel Midlands.â

âDâaccordo. Mi sono comportato male. Quindi, cosâhai detto a Rick?â

Ora la poteva vedere a fissare il soffitto, cercando di ricordare cosa le aveva detto il consulente riguardo al controllo della rabbia. Stava contando fino a dieci. O immaginando gli angeli. Lui non aveva idea di cosa fece per calmarsi.

Disse, âGli ho detto che te ne eri andato. Non ho detto dove o perchÃ©. Ho fatto finta di non sapere. Non Ã¨ quello che volevi?â

âNon hai menzionato mio padre? O Coventry?â

âHo seguito le tue istruzioni.â Sembrava roba forte ora, era un po' arrabbiata, un tono che riconosceva bene. âCosa vorrebbe questo Rick, in ogni caso? Pensavo avessi dato le dimissioni.â

âLâho fatto. Probabilmente pensa che puÃ² farmi cambiare idea. Si Ã¨ sempre creduto un po' uno strizzacervelli. Pensava di conoscermi meglio di quanto mi conoscessi io.â

âDai, Storey, tu non ti conosci affatto. Brancoli nel buio.â

âMi inchino al tuo sapere superiore.â

âGuarda la tua storia recente. Ti dirÃ  tutto quello che devi sapere.â

âDevo andare. Il microonde ha appena suonato.â

âSÃ¬, giusto, non lasciare raffreddare il tuo hamburger.â

âEâ un polpettone.â

âCosÃ¬ ti sei giÃ  integrato. Mi fai paura, davvero.â

âTi chiamo quando mi sono sistemato meglio.â

âPare che andrÃ  cosÃ¬,â disse, attaccando il telefono.






CAPITOLO TRE


JANICE LO VIDE attraverso la vetrina prima di entrare. La faccia tosta â sedersi nel suo posto preferito, rilassarsi su quella sedia nonostante appartenesse a lui. Lo vedeva di bellâaspetto del tipo carnagione scura, come Pierce Brosnan se avesse avuto genitori greci, quel tipo di mento scuro irsuto e la nera peluria spessa. Gli abiti sembravano cadergli bene addosso, mostrando il suo petto robusto e i suoi fianchi stretti, quelli di un uomo che si manteneva in forma, non un ragazzo senza struttura. Non aveva nessun angolo morbido, era definito e spigoloso e i suoi occhi sembravano guardarti dentro.

Poteva essere interessante. Bello conoscere un uomo che potrebbe prendere il comando, per una volta. Vide questo in lui, quella brama di dominare, di fare andare le cose a modo suo. Le sarebbe potuta piacere la sfida, se non avesse avuto altri piani.

CosÃ¬ eccolo lÃ¬, ad alzare gli occhi dal suo libro ora, vedendola e sorridendole allo stesso tempo, sapendo che avrebbe varcato la soglia, e aspettando solo che lei arrivasse. Il sorriso non ha toccato il suo sguardo, pensÃ² lei, era qualcosa che aveva fatto con la bocca, un dovere sociale, prendendo atto che il gioco stava per iniziare.

Disse, âPensavo non saresti mai tornata, visto che sono stato cosÃ¬ sgarbato e tutto il resto. Pensavo di avere rotto la magia.â

Lei guardÃ² la sua camicia scollata, a mostrare un po' di peluria riccia affiorare, la giacca blu navy che indossava sopra che probabilmente era di Next e proveniente da un negozio di beneficenza, il libro ora a faccia in giÃ¹ sul tavolo â Furore â e pensÃ² a quello che faceva per vivere: perito assicurativo. Non se lâera bevuta. Lui si comportava come se avesse una missione, qualcosa che avrebbe fatto nella vita, un qualche posto dove sarebbe stato. Non era uno scribacchino o qualcuno che osservava cifre e faceva calcoli. Câera troppa vitalitÃ  nei suoi occhi. Qualcosa di sinistro ma intrigante.

Disse, âOffrimi un caffÃ¨.â

Lui la fissÃ² per un momento ma poi sospirÃ² e si alzÃ² e andÃ² al bancone facendole un cenno disinvolto mentre si metteva in fila. Non le aveva nemmeno chiesto cosa volesse. Probabilmente giÃ  lo sapeva dopo tutto il tempo passato a guardarla.

Non stare al suo gioco, diceva lei a se stessa. Non farti ammaliare.

Si sedette e prese fuori il suo Microsoft Surface Pro 3 portatile, aprÃ¬ la tastiera flessibile e toccÃ² lo schermo per evidenziare il file aperto. AppoggiÃ² il suo smartphone Moto G sul tavolo accanto ad esso. Le piacevano i suoi congegni e conosceva i nomi e le caratteristiche di ciascuno di essi. E per qualche ragione voleva convincere questo Storey che era sincera, che era una giornalista per davvero, che il suo lavoro era in qualche modo importante. Di solito quando entrava da Starbucks scriveva il giornale, o talvolta lavorava a una delle sue didascalie. Le spie le chiamavano cosÃ¬ â false identitÃ  create per salvarsi la pelle. Lei ne aveva circa dieci al momento e ogni giorno provava ad aggiungere un altro particolare, unâaltra caratteristica o eventi di vita, almeno a due delle identitÃ . Inventandosi man mano.

Dandole qualcosa da fare mentre aspettava che David fosse cotto al punto giusto.

Storey tornÃ² con il caffÃ¨ per lei e un altro per sÃ©.

Lei disse, âNon sei venuto per due giorni.â

âTi sono mancato?â

âNon mi puÃ² mancare qualcuno che non conosco.â

âDevo scusarmi con te.â

Lei stava mettendo dello zucchero nel suo caffÃ¨ e si fermÃ².

Disse, âNon ti stavo pedinando. Non voglio che lo pensi. Mi Ã¨ capitato solamente di essere qui quando sei entrata. Ho pensato che sembravi interessante. Sai cosa voglio dire, vedi qualcuno e pensi che ti piacerebbe conoscerlo, vedere come parla e cosâha da dire.â

Si appoggiÃ² indietro e la guardÃ², come se pensasse di stare a farle un regalo.

Janice si trattenne un attimo, poi disse, âTi dispiace se mi metto a lavorare? Anche se mi piacerebbe stare qui a chiacchierare.â

Le piacque il modo in cui lui sorrise e poi scosse la testa con approvazione, come se la gara in cui si stavano misurando fosse avanzata di livello e lui sapesse che avrebbe dovuto alzare la posta in gioco. Ma non stare al suo gioco, non farti ammaliare.

Nellâaprire il portatile lo girÃ² in modo che lui non potesse vedere lo schermo. Non câera scritto nulla sul documento a parte un titolo â Fasi successive â osservÃ² la pagina vuota per un po', poi battÃ© qualche tasto, mettendo per iscritto il suo nome attuale e il ruolo, tanto per fare qualcosa. Araminta Smith, giornalista. Si era imbattuta in questo nome in una recita che avevano fatto a scuola e le era sempre piaciuto. Sembrava di classe, la parte di Araminta.

Storey ignorÃ² il suo distanziarsi, sollevÃ² il suo libro e continuÃ² a leggere.

Irritata nonostante dipendesse da lei, disse, âÃ bravo, Steinbeck?â

Lui abbassÃ² il libro.

âHa vinto il premio Nobel per il suo peggiore romanzo. Immagina quanto Ã¨ bravo. Hai visto Furore, il film?â

âPuÃ² essere.â

âDuro come una roccia per essere un film hollywoodiano, ma addolcito rispetto al libro.â

Lei annuÃ¬ e abbassÃ² lo sguardo verso il suo schermo di nuovo. Non sapeva nulla di letteratura e iniziava ad allarmarsi quando le persone parlavano di libri, come se potessero porle una domanda a cui non sapeva rispondere. Non riusciva mai a leggere piÃ¹ di un articolo di giornale prima di addormentarsi. Un giorno avrebbe iniziato a concentrarsi su quella carenza e a correggerla. Un corso breve online probabilmente sarebbe bastato.

Lui colse lâoccasione della sua apertura. âCosÃ¬ stai lavorando a un articolo, giusto? O Ã¨ piÃ¹ banale â compleanni, morti, matrimoni?â

Lei disse, âNon capiresti.â

â¦ poi si chiese perchÃ© lo avesse detto. La sua stessa contraddittorietÃ  la sorprendeva a volte. Lui sembrava piuttosto perspicace, dunque perchÃ© cercava di indisporlo?

PiegÃ² lo schermo verso di sÃ©. âNon posso dirti molto perchÃ© Ã¨ ancora in fase di sviluppo. Sto facendo ricerca, parlando con le persone.â

âDammi un indizio, cosÃ¬ non mi offendo.â

Lei esitÃ², poi disse, âSi tratta di corruzione nellâamministrazione locale. Non posso dire di piÃ¹.â

âCe nâÃ¨ molta a Coventry?â

âNon lo so ancora. Per questo sto facendo ricerca.â

âConosci persone con cui poter parlare, persone con cui spettegolare? Ã quello che fai?â

Lei pensÃ² che la sua curiositÃ  era reale, ma non avrebbe ottenuto nulla di buono a lasciargli superare il limite. Ancora non sapeva niente di lui o di cosa volesse. Era bello che lui trovasse interessante parlare con lei, ma aveva troppo da fare e troppa carne al fuoco.

Disse, âCome dicevo, non posso parlarne. E non te lo direi nemmeno se potessi. Non ho idea di chi tu sia.â Fece una pausa, poi disse, âCosa intendevi quando mi hai detto che volevi vivere un giorno alla volta?â

Lui alzÃ² le spalle. âNon prenderla seriamente. Sono un commediante. Dico un sacco di cose senza senso.â

âNon ti credo. Penso che tu sia molto serio.â Ora si stava infuriando, perchÃ© lui non stava prendendo lei sul serio, disse, âOk, questo mi ha fatto arrabbiare. Allora puoi lasciarmi da sola?â

âEro qui prima di te.â Non si arrese.

âHo bisogno del tavolo per lavorare. E poi, hai quasi finito il tuo caffÃ¨.â

Il suo volto si spense, spinse la sedia indietro e si alzÃ². Alla fine aveva vinto lei.

Disse, âResterÃ² nei paraggi.â

âNon temporeggiare per meâ.

âTemporeggiare?â

âAspetta un attimo. Resta. Rimani dove non sei desiderato.â

âOh, sÃ¬, sei una scrittrice. Capisco.â

Raccolse la sua tazza di caffÃ¨, diede unâocchiata in giro nella stanza affollata e camminÃ² fino a una sedia libera nellâangolo in fondo, vicino ai bagni. Lei notÃ² di nuovo le larghe spalle e i fianchi stretti, una bella sagoma. Magari lo avrebbe intrattenuto unâaltra volta, quando sarebbe stata meno occupata.

O forse no.



PAUL SI CHIESE cosa stesse facendo con questa donna. Lei gli aveva fatto una semplice domanda qualche giorno prima e lui si era lasciato sfuggire cosa pensava: come poteva andare oltre, cancellare tutto? Non era nello stato mentale adatto per uscire con qualcuno ancora, ma lei aveva giÃ  creato una curiositÃ  che non riusciva a togliersi. Seduta lÃ , ticchettando alla tastiera, guardando fuori dalla vetrina, rifiutandosi di dare unâocchiata nella sua direzione, le sue gambe sotto al tavolo incrociate alle caviglie.



NotÃ² che anche altri ragazzi la guardavano â per lo piÃ¹ studenti che avevano colonizzato il luogo, seduti avvolti nei loro montgomery, fissando il telefonino o parlando con altri vestiti esattamente come loro a parte le sciarpe di diverso colore che indossavano. Lei era una cosa a parte. Creava una sorta di aura intorno a sÃ©, unâautosufficienza che parte di lui voleva scalfire.

Era interessante â¦ ed era falsa.

Non riusciva a spiegare come lo sapesse, ma capiva che lei stava fingendo di essere qualcosa che non era. Ti guardava di traverso, come se non potesse rischiare uno sguardo diretto, come se potesse rivelare troppo. Quando parlava, ti attaccava, tenendoti a distanza, tagliando ogni possibilitÃ  di amicizia.

Ma poi lui lâaveva guardata. Forse era sinceramente spaventata da lui, di cosa avrebbe potuto fare.

Da non credere, pensÃ². Cosa avrÃ² mai fatto per spaventare la gente, a parte fargli saltare le cervella?



ORA UN UOMO camminÃ² verso di lei. Aveva attraversato la porta di vetro e lâaveva vista subito. Non un omone, ma si atteggiava come se sapesse il fatto suo. Aveva una barba folta per lo piÃ¹ rossa, sebbene i suoi capelli fossero neri e lasciati crescere in giÃ¹ a coprire la sommitÃ  delle orecchie. Indossava una giacca di pelle nera e jeans sdruciti. Aveva un corpo robusto sotto la giacca, e una certa andatura, che fece pensare a Paul che fosse uno allenato. Non appena giunse al tavolo della donna si guardÃ² intorno, incrociÃ² lo sguardo di Paul per un momento, poi avanzÃ². A Paul sembrÃ² che avesse quella tensione scattosa di chi ha il sospetto di essere attaccato, magari di sorpresa, qualcuno preoccupato del suo stato.

Gli piaceva pensare di avere un talento nellâanalizzare le persone e il loro comportamento. Ma alla fine, pensÃ², chi non ce lâha?

Quando lâuomo arrivÃ² di fronte a lei, lei smise di scrivere al computer e guardÃ² in su, appoggiandosi allo schienale, con lâaria disinvolta, anche se non sorrise. Era qualcuno che conosceva ma che non voleva vedere.

Lei disse qualcosa e Giacca di Pelle si sporse in avanti sul tavolo, appoggiando le nocche ai due lati del suo computer. Lei stese un braccio e chiuse il computer. Lui disse qualcosa in risposta e Paul notÃ² che le parole la colpirono â si aggiustÃ² sulla sedia e le sue caviglie sotto al tavolo si scavallarono.

Ora lâuomo stava puntando un dito contro di lei, sventolandolo, e il borbottio basso della sua voce â che Paul aveva sentito ma non riusciva a distinguere â si fece piÃ¹ calmo. La donna distolse lo sguardo e Giacca di Pelle allungÃ² la mano e toccÃ² la punta del suo naso col dito, premendolo. Lei indietreggiÃ² e disse qualcosa di sgarbato.

Paul si mosse dalla sua sedia e andÃ² verso di loro, avvicinandosi allâuomo di lato. SentÃ¬ lâodore della pelle della sua giacca e quello fastidioso di un forte deodorante. La donna lo guardÃ² e corrugÃ² la fronte, ovvero un segnale per Giacca di Pelle di guardarlo.

âCosâhai da guardare?â

âSono piÃ¹ grosso di te. Non provocare discussioni.â

Allora lâuomo si girÃ², piegando il suo corpo in modo da trovarsi faccia a faccia con lui. Paul vide che i suoi occhi erano fieri e scuri, spenti nel profondo. Probabilmente aveva la stessa etÃ  di Paul, ma le rughe sul suo volto lo facevano sembrare piÃ¹ vecchio di dieci anni.

Giacca di Pelle disse, âVai a sederti in un angolo e faremo finta di non averti mai visto.â

âStai mettendo la ragazza a disagio e voglio che tu te ne vada.â

âQual Ã¨ il tuo nome?â

âPaul Storey. Il tuo?â

âEâ Levati-Di-Torno.â

âI tuoi genitori ti hanno regalato unâinfanzia felice, non Ã¨ vero?â

âEâ un tuo amico, Minty?â Si era girato a guardare la donna, ancora seduta, con le ciglia aggrottate in un modo che Paul stava cominciando a riconoscere.

Lei disse, âLascialo fuori, Cliff. Ci sentiamo piÃ¹ tardi.â

Cliff. Quello era un nome che non si sentiva spesso oggigiorno, pensÃ² Paul, un nome degli anni Sessanta, ma era felice di avere un nome di riferimento.

Cliff disse, âTu non mi dici cosa devo fare â nessuno di voi. Se voglio entrare qui e parlare con te, lo faccio.â

âVai a casa, ti chiamerÃ².â

Cliff si girÃ² per guardare Storey, date le sue dimensioni, in tutta la sua presenza. Paul non pensÃ² che Cliff fosse intimorito, solo prudente. Probabilmente girava sempre con una banda, gente che lo avrebbe supportato o fatto quello che diceva. Gli aveva dato una tale confidenza che andava in giro come unâarma carica. Paul lo aveva giÃ  riscontrato in passato e non gli piaceva. Le persone che controllavano le altre in quel modo spesso avevano problemi a mantenere lâautocontrollo.

Cliff si mosse di nuovo e andÃ² dallâaltra parte del tavolo, in piedi accanto alla donna, ridando unâocchiata a Paul. Disse, âNon mi piaci. Ma hai dello stomaco. Ci siamo conosciuti da qualche parte?â

âNe dubito.â

âSÃ¬, anchâio. Ma câÃ¨ qualcosa in te che riconosco. Mi verrÃ  in mente.â

âNon ci perdere il sonno.â

âOh, non lo farÃ².â Si girÃ² e uscÃ¬ dal bar come aveva detto, senza voltarsi indietro, sempre sicuro di sÃ©.

La donna disse a Paul, âNon sederti, non avevo bisogno di un salvatore.â

âLo so.â

âAllora perchÃ© ti sei intromesso?â

âFa parte della mia natura.â

Lei lo osservÃ² con il primo segno di curiositÃ  che lui avesse visto da parte sua, come se avesse finalmente catturato la sua attenzione.

Lui disse, âSembrava che non volessi parlare con lui.â

âLo avevo turbato.â

âQualcosa che hai scritto?â

âNon esattamente. Puoi andare ora, per favore?â

Fece cenno di sÃ¬ col capo ed era sul punto di andarsene quando gli venne in mente qualcosa. Disse, ââMinty?ââ

Lei guardÃ² in su. âAraminta. Non ti preoccupare â non avrai mai lâoccasione di usarlo.â

âNome insolito per una scozzese.â

âNon per questa.â

âSei sempre cosÃ¬ aggressiva?â

âSei sempre cosÃ¬ stupido?â

Lui non disse nulla, la osservÃ² mentre lei lo guardava, il suo sguardo sicuro, sapendo che stava cercando di manipolarlo. La stessa cosa che stava facendo lui con lei. Non era sicuro che fosse divertente, ma stava tenendo la sua mente occupata dalle altre cose. Come cosa avrebbe fatto della sua vita.

Senza cambiare la sua espressione, lei disse, âVediamoci piÃ¹ tardi. Per un drink.â

âVa bene. Dove?â

Lei gli disse il nome di un pub e gli diede lâindirizzo â non conosceva il posto ma conosceva la zona da quando era un bambino.

Lui disse, âTi lascio il mio numero,â e iniziÃ² a pronunciarlo, poi si fermÃ² per lasciarla prendere il telefono e segnarlo.

Lei lo fissÃ² di nuovo, poi infine prese il suo telefono e annotÃ² il numero. Una volta finito, disse, âNon Ã¨ un appuntamento amoroso. Non ti vestire bene. Non so nemmeno perchÃ© lo sto facendo.â

âNon ci pensare troppo â rovinerebbe un bel momento.â

âSarÃ² lÃ  dalle otto.â

âCome ti riconoscerÃ²?â

âSarÃ² quella che si fa gli affari suoi. Te lâho detto, non ti entusiasmare.â




CAPITOLO QUATTRO


IL PUB SI trovava a Ball Hill, a dieci minuti di cammino dal vecchio campo da calcio di Highfield Road. Se la ricordava come una vivace area commerciale con banche e un ufficio postale e negozi di ogni genere. Una biblioteca. Ora metÃ  delle attivitÃ  erano serrate e la maggioranza dei negozi che erano ancora aperti erano outlet di beneficenza. Lâarea era ridotta male, piÃ¹ o meno come il resto della cittÃ  che aveva visto fino ad allora.

Quando entrÃ² vide subito Cliff, seduto a un tavolo rotondo con altri tre uomini, Araminta piÃ¹ lontana, a scrivere su di un largo telefono nero.

Cliff invece lo salutÃ² con la mano, un gran sorriso sul suo volto.

âMinty ha detto che stavi arrivando. Ha detto che pensavi fosse un appuntamento romantico. Bene eccoci qui.â

Paul disse âNiente lingua la prima sera.â

Cliff non ci fece caso, disse, âSiediti. Mettiti a tuo agio,â accennando agli altri al tavolo. âQuesti sono Dutch, Gary e Tarzan. Lascio a te immaginare chi sia chi.â

âNon câÃ¨ problema, non resto.â

âDai, non fare cosÃ¬. Voglio conoscerti. Mi hai preso di sorpresa prima, ma ripensandoci mi Ã¨ piaciuto quello che hai fatto. Difendere la signorina.â

Araminta sollevÃ² lo sguardo. âEhi.â

Cliff le diede unâocchiata, scrollando le spalle.

âNon le piace questo. Non le piace essere considerata come una donnetta. Non posso biasimarla. Te la immagini a lavare i piatti, in piedi davanti a un lavandino con il grembiule da cucina?â GhignÃ² come se si aspettasse la risposta di Paul, una piccola danza nei suoi occhi, divertendosi a destabilizzare Storey.

Paul diede unâocchiata agli altri uomini. Uno era alto, seppure a sedere, con un viso asciutto e cupo e larghe orecchie. Probabilmente Tarzan, giudicando dalla forza che Paul poteva notare dal suo fisico. Indossava una maglietta sporca sotto a una giacca marrone di velluto che lo faceva sembrare un roadie di una band anni Settanta. Lâuomo nel mezzo era biondo e con la carnagione molto pallida, il volto squadrato e le labbra rosa e piene. Aveva il torace robusto, non alto quanto Tarzan, ma nemmeno basso, la capigliatura bionda e la pelle chiara suggerivano che poteva essere Dutch, olandese sia di nome che di nascita.

Il terzo uomo sarebbe Gary, dunque. Il piÃ¹ piccolo di loro e con una luce nervosa negli occhi, come se non avesse ancora visto nulla che gli piacesse. Teneva in mano un sottobicchiere da birra e lo sgualciva e lo piegava fino a strappare lentamente delle strisce sottili, automaticamente, senza guardare, lâabitudine di una vita. La sua maglia verde a collo alto era cosparsa di vernice bianca.

Nessuno di loro aveva piÃ¹ di trentâanni e tutti avevano lâaspetto pallido di uomini che raramente uscivano o camminavano piÃ¹ di mezzo miglio alla settimana.

Paul sospirÃ². Il tipo di criminali da quattro soldi da cui avrebbe sperato di stare lontano. Come aveva fatto a finire a quel punto di nuovo, a fissare occhi spenti, i cui proprietari conoscevano poco, pensavano meno e non avevano alcun controllo degli impulsi?

E che accidenti ci faceva Araminta con loro?

Cliff lo aveva visto mentre passava il suo sguardo sugli uomini. Ora sollevÃ² il mento, catturando lâattenzione di Paul.

âLi hai inquadrati?â chiese. âOra forza, prendi una sedia e chiacchieriamo. Ho idea che tu abbia molto da raccontare a persone come noi. Minty mi dice che lavori nel campo assicurativo. Mi piace. Tutti hanno bisogno di un lavoro. Io ho bisogno di un lavoro. Questi tre geni hanno bisogno di lavoro. Sei lâunico qui che ne abbia uno, quindi puoi raccontaci comâÃ¨.â

Paul prese una sedia da un altro tavolo e si sedette, mantenendo la dovuta distanza dagli altri, non volendo far parte della loro cosca.

Disse a Cliff, âOra mi ricordo di te, il nome. Cliff Elliot. Mi ha ingannato la barba. Andavamo nella stessa scuola âCaludon Castle. Eri un paio dâanni piÃ¹ piccolo, ma ti feci una reputazione piuttosto in fretta. Ti vidi ad affrontare qualcuno nel cortile una volta. Lâunica volta che vidi qualcuno tirare un pugno vero in una rissa scolastica invece che nel wrestling.â

Cliff si allungÃ² sulla sedia, sorridendo, dando uno sguardo ai suoi compari come per dire, Ve lo avevo detto che ero uno tosto. 

âStorey. SÃ¬, lo avevo detto che ti conoscevo, no? Eri nella squadra di rugby, winger o qualcosa del genere, sempre a metterti alla prova. Non che abbiamo mai vinto nulla. Che topaia che era. Hanno chiuso dieci anni fa, lo sapevi? Ne hanno costruita una nuova, una di quelle Accademie.â

âCosÃ¬ comâÃ¨ stata la vita dopo?â

âDai, non ti interesso io. Stai solo cercando di scoprire cosa sta succedendo qui.â

âÃ sempre bello ritrovare vecchi amici.â

Cliff sorrise e guardÃ² i suoi uomini, facendo un cenno veloce in direzione di Paul.

âVedete? Ã questo che intendo. Forte, no? Avevo ragione, no?â

Paul disse, âRagione riguardo a cosa?â

Cliff si sporse in avanti sul tavolo. âAvevo detto a questi falliti che eri qualcuno di cui potevo fidarmi. Lo avevo capito al bar, prima. Non ti eri tirato indietro. Avresti cercato di cacciarmi via se non me ne fossi andato. Non sei un assicuratore piÃ¹ di quanto lo sia io â e io non sono un assicuratore.â

âDavvero?â

Cliff non lo ascoltÃ². âChe cosa hai fatto quando hai lasciato la scuola? Non ti ho visto in giro nel quartiere, cosâhai combinato?â

Paul esitÃ², diventando consapevole dello spazio intorno a sÃ©, gli altri bevitori, la musica che arrivava dagli altoparlanti in unâaltra stanza. Si accorse che stava parlando a voce alta per essere sentito. Si chiese di nuovo cosa ci facesse lÃ¬ â aveva cosÃ¬ pochi contatti con la gente da avere bisogno di parlare con Cliff e i suoi perdigiorno di seconda mano?

NotÃ² che Araminta aveva finito di usare il telefono e lo stava guardando da dietro un bicchiere di vino rosso. Qual era il suo ruolo in tutto questo? Quando prima gli aveva chiesto di raggiungerla per una bevuta aveva pianificato di invitare anche Cliff? O era una coincidenza che si trovasse lÃ¬?

Improvvisamente si sentÃ¬ stanco e sciocco, e non nelle condizioni da avere a che fare con Cliff e il suo giochetto. Forse era meglio essere sinceri e scoprire le carte.

Ripensandoci, meglio di no.

Disse, âSono stato allâestero, ho girovagato un poâ. Ho visto il mondo. Sono tornato a Londra in cerca di un lavoro. E sono entrato nelle assicurazioni.â

âDunque perchÃ© sei tornato qui?â

âMotivi personali.â

Cliff sogghignÃ². âLa moglie ti ha cacciato?â

âNon sono sposato.â

âQuindi â¦ cose di famiglia. Mamma o papÃ  hanno tirato le cuoia.â

Paul non disse nulla.

Cliff disse, âCi ho preso al volo, vero? Sei tornato per sotterrare qualcuno.â

Paul si schiarÃ¬ la voce.

âVisto che stiamo parlando dei vecchi tempi, non hai risposto alla mia domanda. ComâÃ¨ andata la tua carriera sfavillante?â

Cliff allargÃ² le braccia e alzÃ² le spalle. âHo avuto un poâ di problemi con lâautoritÃ , io. Non riesco a tenermi un lavoro. CosÃ¬ mi occupo un poâ di questo e un po' di quello. Io e questi giovanotti qua. Mi piace chiamarli gli scienziati.â

Gary disse, âFottiti, Cliff.â

Paul si rese conto che erano le prime parole che qualcuno avesse pronunciato.

Cliff continuÃ², âE nel caso te lo stessi chiedendo, non sono un candido agnellino. Ti ho sconvolto? No, sono stato mantenuto a piacimento da Sua MaestÃ  per un poâ. Lo dico in tutta onestÃ . Non vorrei che pensassi che parlo sotto falsi pretesti di qualsiasi genere.â

âMa la tua esperienza non ti ha portato sulla retta via.â

Cliff sogghignÃ² di nuovo.

âNon imparerei la retta via neanche se mi rompessi il naso inciampandoci.â

âTutti noi facciamo del nostro meglio per arrivare alla fine del mese.â

âEsatto, proprio questo intendo,â disse Cliff. ScrutÃ² nuovamente Paul. âCosÃ¬ sei tornato qui per un funerale. Immagino che entrambi i genitori siano andati, perchÃ© se era solo uno saresti stato a casa a prestare una spalla allâaltro. Non in giro con gente come noi. Quindi probabilmente vorrai sistemare e vendere la casa e liberarti di tutta quella robaccia â¦ Ci sono passato anni fa. I miei sono finiti presto in una bara a causa del fumo. Hanno anche fatto di tutto per finirci. Cinquanta al giorno, entrambi. Praticamente gli diedi una pala e gli dissi di iniziare a scavare.â

Paul si appoggiÃ² allo schienale della sedia e sbirciÃ² Araminta. Stava ancora messaggiando.

Disse, âTutto questo Ã¨ interessante, ma non so cosa ci faccio qui.â

Cliff minimizzÃ². âLo so, pensavi di venire per un drink amoroso con Minty e invece trovi quattro farabutti. Ã come quel programma tv, comâera?â â cercÃ² aiuto dai suoi uomini trovando sguardi assenti â âDragons Den. Tu devi vendere qualcosa e noi non vogliamo comprare.â

âNon sto vendendo niente.â

âOh, penso di sÃ¬. Vedi, sono incuriosito da te per lâincoerenza tra quello che dici di essere e come ti comporti. Hai detto a Minty che lavori nel campo assicurativo. Ma sei venuto da me come un poliziotto. Sicuro di te. Gonfiando i muscoli. Mi ha fatto pensare â che piani hai per questa povera ragazza? A che gioco stai giocando, eh? Qual Ã¨ il tuo gioco?â

Araminta si alzÃ², mise via il suo telefonino, allisciandosi il davanti del suo vestito. Paul notÃ² nuovamente i suoi fianchi sottili e come questo le facesse la pancia molto piatta.

Cliff la guardÃ², dicendo, âDavid tutto bene?â

Lei raccolse una borsa color crema dal suo posto, appesa sul retro della sedia, dicendo, âAbbastanza arrabbiato con me. Non lo vedo da un po'.â

âFatti desiderare ancora, cara. Gli uomini sono tutti uguali,â rivolgendosi a Paul, âno? Ci dai un poâ e vogliamo di piÃ¹. Stiamo parlando del ragazzo di Minty, in caso te lo stessi chiedendo. Vedi, non sei lâunico pesce nellâoceano.â

Paul si alzÃ² spingendo indietro la sua sedia, dicendo ad Araminta, âHo bisogno di andare in bagno. Accompagnami alla porta.â

âBel modo per rimorchiare, ma non ce nâÃ¨ bisogno, ci vediamo in giro.â

Gli passÃ² davanti senza guardare e lui percepÃ¬ di sfuggita il suo profumo. Si girÃ² e la seguÃ¬ urtando i tavolini a cui sedevano uomini con le loro mogli e ragazze, che si fermarono a guardare lei, poi lui.

Le prese il braccio, e disse, âMinty.â

Lei si girÃ², unâombra nei suoi occhi. âNon toccarmi.â

Lui lasciÃ² la presa. âChe succede? PerchÃ© ti trovi allo stesso posto di quel branco di sfigati?â

âNon sono affari tuoi.â AddolcÃ¬ leggermente lo sguardo. âMi dispiace che fossero qui quando sei arrivato.â

âChe cosa vuole? PerchÃ© ti gira intorno?â

Lei lo freddÃ². âProbabilmente per la stessa ragione per cui lo stai facendo tu.â

Poi si girÃ² e se ne andÃ². Paul la guardÃ² spingersi fuori nellâaria fredda, poi scosse la testa e si diresse verso il bagno. PensÃ² che era appena finito in un film di cui non capiva la trama e dove i personaggi non avevano senso.

PiÃ¹ tardi capÃ¬ che questo era il momento in cui avrebbe dovuto allontanarsi dal pub in macchina il piÃ¹ velocemente possibile.



STAVA CHIUDENDOSI LA cerniera quando Tarzan e Gary entrarono â lâuomo alto, piÃ¹ alto di quello che Paul avesse pensato, abbassandosi sotto alla cornice della porta prima di poggiarvisi di schiena, Gary gettando uno sguardo sullo spazio piastrellato intorno a sÃ©, fischiettando, controllando il bagno.

Paul fece scorrere dellâacqua tra le mani e prese un fazzoletto di carta, chiedendosi cosa avrebbero fatto. Niente di serio, non in un pub affollato, probabilmente solo una conversazione per tastare il terreno. Lo aveva fatto anche lui quandâera piÃ¹ giovane, di imparare i trucchi del mestiere sotto supervisione.

Disse a Gary, âLui Tarzan, tu Jane?â

Gary si voltÃ² a guardare Tarzan â vedi, che ti avevo detto? Poi puntÃ² il dito contro Paul.

âLa tua bocca ti mette nei guai, non Ã¨ vero? Non riesce a trattenersi. Stavamo dicendo, io e Tarzan, dicevamo che la tua boccaccia sarÃ  la tua morte, un giorno. Dico bene, Tarz?â

Tarzan annuÃ¬, incrociando le braccia per enfasi, con unâenergia lenta, quasi letargica. Paul immaginÃ² che avesse forza, ma nessuno stile. Sarebbe stato facile da neutralizzare mantenendosi lontano dalla sua portata.

Gary era piÃ¹ basso di Paul, un uomo asciutto con la pelle grigia e unâagitazione costante in fondo agli occhi. Uno non si fiderebbe di lui per coprirsi le spalle e probabilmente lo vorrebbe sempre davanti a sÃ©.

Paul disse, âQuesto posto puzza. Possiamo continuare la conversazione fuori di qui?â

âQuesta non Ã¨ una conversazione,â disse Gary. âÃ una â¦ come si dice, una dimostrazione.â

âDi cosa?â

âDi come stanno le cose. Tra noi e te. Se hai intenzione di intrattenerti con Minty, ci sono delle regole.â

Tarzan disse, âE regolamenti.â

âMi stai dicendo che ho bisogno del tuo permesso per parlare con qualcuno? Pensi che succederÃ ? Neanche mi piace tanto. Non mi piacciono le bionde.â

Gary rise e si voltÃ² indietro di nuovo verso Tarzan.

âNon ti preoccupare, non Ã¨ bionda naturale, non Ã¨ vero?â

Tarzan disse, âNon proprio. Non fino in fondo.â facendo ridere di nuovo Gary, entrambi condividendo una specie di scherzo per iniziati.

Paul disse, âAbbiamo finito qui?â

âNo,â disse Gary, ânon abbiamo finito. Per chi lavori?â

âChe vuoi dire?â

âLavori nelle assicurazioni. Per chi lavori?â

Paul incontrÃ² gli occhi di Gary e li fissÃ². âNon sono affari tuoi.â

âSÃ¬, immaginavo che lo avresti detto. Fatto Ã¨ che Cliff vuole sapere se sei chi dici di essere.â

âSe no?â

âNon so, non mi ha detto niente.â

âChe differenza gli fa? La societÃ  per cui lavoro Ã¨ a Londra.â

âQuindi niente di male se ce lo dici, no?â Si girÃ² di lato e guardÃ² Paul con sguardo congetturale. âIl fatto Ã¨ che credo che abbia qualcosa in serbo per te.â

âLa risposta Ã¨ no.â

âSÃ¬, immaginavamo che avresti detto anche questo. Ã per questo che abbiamo una specie di incoraggiamento per te.â



QUANDO LO PORTARONO di nuovo fuori nel bar Cliff era al telefono e li fermÃ² con una mano alzata prima che si sedessero. Gary prese il braccio di Paul e lo strattonÃ² liberamente, ma lui rimase in piedi finchÃ© Cliff non ebbe finito, cercando e poi premendo il pulsante di fine chiamata con il dito indice.

Ora Paul stava ascoltando mentre Gary diceva a Cliff cosâera successo nel bagno, che Paul non avrebbe detto per chi lavorava e non era interessato a quello che Cliff aveva in serbo per lui. Cliff annuiva ascoltando, storcendo la bocca, prendendola come se lo tenesse seriamente in considerazione. Poi indicÃ² la sedia su cui Paul era seduto prima e Tarzan lo prese per le spalle e ce lo spinse sopra.

Paul si domandÃ² cosa pensarono di questo comportamento le altre persone nel bar â forse non lo notarono, o erano abituati a Cliff e i suoi uomini e non ci fecero caso. Forse era il tipo di pub in cui era consuetudine, dove venivano rotte bottiglie e le intimidazioni avvenivano ogni giorno.

A Paul stava bene. Aveva trascorso un poâ di tempo a sud del fiume a Londra e aveva incontrato gente con cui non attraverseresti la strada per sputarci sopra. Una volta finÃ¬ per trovarsi in una rissa nonostante indossasse la sua uniforme e fosse in servizio con due uomini della centrale: lâuomo che stavano cercando, Terry âPit Bullâ James, sapeva che sarebbe finito dentro, ma voleva lo stesso fare abbassare la cresta a qualche poliziotto. CosÃ¬ Paul aveva imparato a preparare i pugni velocemente e duramente, a non aspettare di vedere dove portava la conversazione e se il delinquente si sarebbe calmato. Se aspettavi, eri giÃ  colpito. PerchÃ©, non lo sapeva allora, avrebbe passato tre settimane a risposo dal lavoro con un timpano danneggiato che non era ancora guarito.

Cliff diceva, âNon sei uno da assicurazioni, questo lo so, ma non so chi sei. Guardati, seduto lÃ , a fissarmi, chiedendoti cosa significa tutto questo.â

âSo di cosa si tratta.â

âLo sai? Allora dimmi. Ti darÃ² un voto da uno a dieci.â

âTu e questa banda siete annoiati. Non state guadagnando denaro â o a malapena â e pensate di avere trovato qualcuno da prendere di mira, qualcuno che vi intrattiene. Pensate che stia cercando di infilarmi nelle mutande di Araminta, per questo credete di avere una sorta di presa su di me. Del tipo che se faccio quello che volete, solo cosÃ¬ potrÃ² starle intorno come i Funboy Three.â

âFatto interessante: mio padre conosceva il padre di Terry Hall negli anni Sessanta, lo sapevi? Non lâho mai conosciuto di persona. Ad ogni modo, ti do otto su dieci, non male per un principiante.â

âHo dimenticato le orge da ubriachi e i tentativi di suicidio?â

âBuffo che tu lo dica. Sono quasi morto una volta. Incidente dâauto. Un idiota oltrepassÃ² la linea bianca e si schiantÃ² dritto su di me, sulla Sewell Highway, appena passato il pub Devon, lo conosci? Mi ruppe un bel poâ di ossa e mi danneggiÃ² il fegato, ma a parte questo niente di troppo grave. Occasionalmente soffro di mal di testa. Comunque, quando ero steso tutto rattrappito nella macchina pensai di morire. Mi chiesi se lâambulanza sarebbe arrivata lÃ  in tempo o se avrei semplicemente esalato lâultimo respiro. Non avevo male o roba cosÃ¬, probabilmente ero in stato di shock. Ma la morte mi interessa da allora, cosa si prova quando te ne vai veramente. Ã doloroso, ti tieni stretto con entrambe le mani, o Ã¨ semplicemente come andare a dormire e non sentire piÃ¹ niente? Il risultato finale Ã¨ che non mi spaventa piÃ¹. Non voglio morire, ma sono pronto a correre rischi. Avevo lâabitudine di chiacchierare con alcuni dei detenuti quando ero dentro, tanto per giocarci, vedere fin dove potevo spingermi prima che si rivoltassero. Non lâhanno mai fatto. Devono avere visto che non mi facevano paura, cosÃ¬ mi lasciarono in pace.â

âSei un oratore interessante.â

âHo i miei momenti, no? Comunque, la mia domanda per te, amico mio, Ã¨ se sei interessato a guadagnare un po' di contanti. Un po' di quattrini extra.â

Ora ci stiamo arrivando, pensÃ² Paul. Tutta la storia verteva su Cliff che se la rigirava in modo da potere testare il terreno prima di uscire allo scoperto.

Cliff disse, âNon dici nulla. Non sento suoni uscire dalla tua bocca. E non sono telepatico. Quindi che ne dici?â

âCosa vuoi che ti dica?â La fece breve, lasciando fare a Cliff.

âNon devi fare niente. Esprimere un tuo giudizio professionale. Dare unâocchiata a qualcosa e dare un parere. Un parere da assicuratore.â

âSe sono un assicuratore.â

âEcco. Si tratterebbe di una specie di test, no?â

âVerrei pagato?â

âLâho detto, no? La cifra Ã¨ da stabilire.â

Paul diede unâocchiata a Tarzan e a Gary, che ora lo fissavano con il loro sguardo vuoto. Si accorse che Dutch era assente da quando lui era uscito dal bagnoânon ne aveva sentito la mancanza.

Cliff prese il telefono.

âDovrÃ² dedurre che il tuo silenzio Ã¨ un sÃ¬. Quindi ora puoi anche levarti di torno. Ho diverse cose da fare.â

Lâattenzione nella stanza improvvisamente si spostÃ², come se Paul non fosse piÃ¹ lÃ¬. Tarzan e Gary iniziarono a parlare tra loro e Cliff a scorrere i messaggi sul suo cellulare, i suoi occhi vigili su di essi con la velocitÃ  di un allibratore a calcolare le probabilitÃ .

Paul si alzÃ² e uscÃ¬, chiedendosi se nemmeno si sarebbero accorti che, come Dutch, anche lui se ne era andato.






CAPITOLO CINQUE


AVEVA MANGIATO UNA banana per pranzo e stava per addentare un kiwi quando Cliff telefonÃ², sembrando irritato come sempre, la sua voce che diventava energica e severa nel chiederle quanto tempo ancora avrebbe protratto la cosa con David prima che iniziasse a fruttare.

Quando Janice era piÃ¹ giovane era solita lasciare il posto di lavoro se qualcuno alzava la voce con lei â era qualcosa che non sopportava, avendone a sufficienza a casa con suo padre. Era un bullo con la gente del posto a Dalkeith, lavorava nei cantieri con in mano una pala dal manico corto, la portava a casa da sua madre con le tre figlie, le minacciava alzando la pala al primo segno di disaccordo.

Una mattina, unâesuberante diciassettenne non piÃ¹ disposta a subire si alzÃ² presto, chiamÃ² un taxi, poi portÃ² la pala nel cortile sul retro e ci fece un bel falÃ². Prima che suo padre scendesse le scale urlando in maglietta e pantaloncini, lei aveva giÃ  sbattuto la porta dâingresso e detto allâautista di portarla alla stazione Waverley di Edimburgo, dove comprÃ² un biglietto di sola andata per Londra, domandandosi cosa avrebbe fatto con settecento sterline che aveva messo da parte lavorando da Greggs due giorni a settimana, piÃ¹ i duecento che aveva rubato dal barattolo per il tÃ¨ in cui suo padre teneva i soldi per bere.

Stette da sua zia Glinnie per due settimane finchÃ© non trovÃ² un lavoro in un ufficio legale a Twickenham, poi prese un appartamento in affitto sopra ad una compagnia assicurativa mentre lavorava al suo progetto. Lâavvocato stava salendo la china e voleva qualcuno perspicace che lavorasse alla reception. Come chiunque altro lei sapeva scrivere al computer perchÃ© lo usava dai tempi della scuola, e ci mise poco a convincere quellâuomo di una certa etÃ .

Ormai sapeva di essere scaltra e non si faceva problemi a mentire alle persone, cosÃ¬ mentre accoglieva clienti e dattiloscriveva testamenti durante il giorno, di notte iniziÃ² a lavorare online, a quel tempo truffe in internet tanto per cominciare, usando nomi e foto false su siti di incontri, sostenendo di essersi innamorata di una serie di tizi di mezza etÃ  via email e mettendosi dâaccordo per incontrarli â¦ a condizione che mandassero i soldi per il viaggio, prima.

PiÃ¹ tardi comprÃ² una lista di email su CD da un lettone in un locale, e spedÃ¬ migliaia di email offrendo pagamenti alle persone che volevano lavorare da casa nei crediti assicurativi. Tutto ciÃ² che dovevano fare era mandare un assegno per coprire il costo del congegno laser che avrebbe verificato il numero di richiesta cliente, e sarebbero stati pagati ad ogni cento esaminati. Gli assegni finivano in una casella postale da cui lei prelevava due volte a settimana e depositava in un conto sotto falso nome.

Ormai aveva imparato da autodidatta come creare siti web rudimentali con Dreamweaver, impostare Naturograin.com, usare immagini di integratori di vitamine che trovava online per offrire un eccezionale prodotto per la prevenzione del cancro a un prezzo stracciato se acquistavi entro lâora successiva. Il denaro iniziÃ² a entrare da tutto il mondo e cambiÃ² il suo monolocale per qualcosa di piÃ¹ spazioso, nel contempo rimodernando il suo guardaroba e comprandosi la sua prima macchina, un maggiolino giallo.

Dopo qualche anno si era lasciata lâavvocato alle spalle e gestiva una mezza dozzina di siti web vendendo prodotti falsi, e chiedendosi cosa fare dopo.

E dopo fu il momento in cui qualcuno le disse che gli sbirri stavano iniziando ad interessarsi a lei.

Era sempre stata fortunata e una sera incontrÃ² Robbie, un uomo intrigante che era un poliziotto ma anche un appassionato di tecnologia, impiegato in un nuovo distretto istituito per indagare esattamente il tipo di truffe che lei portava avanti. Inizialmente lui non sapeva come lei si guadagnasse da vivere, ma dopo essersi frequentati per tre mesi lei se ne fregÃ² e glielo disse â a quel tempo era troppo preso per rinunciare a vederla. Un mese piÃ¹ tardi le accennÃ² che i nomi dei suoi siti web erano comparsi in un rapporto e stava per essere tenuta âsotto osservazioneâ.

Quella notte preparÃ² i suoi tre computer portatili e un paio di valige di vestiti e prese un taxi per la stazione di Euston, dove salÃ¬ sul primo treno verso nord. Coventry era la prima fermata e il bigliettaio lâaiutÃ² a scaricare le sue cose sul binario, e lei ricominciÃ², questa volta come Araminta Smith, giornalista.

Lâunica cosa che le dispiacque fu abbandonare il suo maggiolino giallo.



ORA CLIFF SI stava agitando per un progetto a lungo termine a cui lei stava lavorando da mesi, accusandola di avere dei ripensamenti, di non voler prendere una decisione. Con il telefono vicino allâorecchio, riusciva a immaginare la fronte corrugata di lui stringersi serrata, le sue labbra assottigliarsi, i suoi occhi freddi con le rughe di contorno sempre piÃ¹ scure, mentre le diceva di darsi una mossa e fare funzionare le cose.

Lei disse, âNon Ã¨ ancora il momento giusto, Ã¨ sotto pressione a lavoro, ci sono ispettori in ufficio â guarda, perchÃ© non lasci questa parte a me mentre tu te ne vai a ciondolare in giro con i tre moschettieri? Se ho bisogno di consigli ti chiederÃ².â

âNon ho dimenticato quello che mi hai detto la prima volta, quanto pensavi che fossi speciale, che grande team saremmo stati. Tutto quello che dovevo fare era aiutare a sistemarti, darti delle credenziali cosÃ¬ questo consigliere comunale avrebbe acquistato allâingrosso. Ti sei dimenticata tutto ora? I piccoli favori?â

âVa bene, hai fatto la tua parte, lasciami fare la mia. Ha abboccato. Non lo sa, ma lâamo Ã¨ giÃ  nella sua bocca.â

âDunque te ne sei andata e torni con questo armadio dâuomo, Storey, che storia Ã¨ questa?

âHa del potenziale, non trovi? Non te ne sei accorto?â

âÃ furbo, non Ã¨ sincero. Crede di prenderci in giro ma ho in serbo qualcosa per lui.â

âEcco,â disse lei. âNon mi sbagliavo. Semplicemente tienilo dâocchio.â

âOh, lo osservo eccome. Lo terrÃ² dâocchio davvero da vicino. Quindi quandâÃ¨ che David avrÃ  il suo primo assaggio?â

âPresto, un paio di giorni. Sto ancora preparando il terreno. Continua a non fidarsi di me. Ci vediamo presto.â

âNon chiudermi il telefono in faccia. Non ho finito.â

âÃ un tuo problema, Cliff, tu non hai mai finito. Parli fino a sfinirmi â parli con tutti fino allo sfinimento. Vorrei avere avuto un centesimo per ogni parola che Ã¨ uscita dalla tua bocca.â

âUn giorno ti pentirai di non avermi dato piÃ¹ attenzione. Sei troppo impulsiva, non rifletti mai sulle cose. Ti metti in dei casini da cui non riesci a uscire.â

âÃ vita vera, Cliff,â sentendo la sua rabbia salire, ânon uno spettacolo televisivo.â

âChe diavolo vuol dire? Dai i numeri?â

âSignifica che non me ne andrÃ² a sedere in giro aspettando che le buone opportunitÃ  mi vengano incontro. Mio padre era un rompipalle, ma almeno ci provava, sapeva quello che voleva. Non se ne stava seduto a guardare le altre persone prendersi quello che lui non poteva avere. Lo faceva per se stesso. Era troppo stupido per farlo bene, ma almeno ci provava.â

âPensi troppo a te stessa, ragazza. Sei una truffatrice in cerca di un affare, tutto qui. Non ti montare troppo la testa.â

âSe non lo faccio io, chi altro lo fa?â

ButtÃ² giÃ¹ il telefono prima che lui avesse il tempo di obiettare. E non voleva lâopinione negativa di Cliff su di lei a girarle in testa proprio ora.

Il problema era che Cliff lâaveva portata a ripensare a Paul Storey.

E se da un lato non fu contraria a ciÃ² inizialmente, ancora non era sicura se lui rappresentasse un po' di divertimento o un segno. E questo le dava fastidio.






CAPITOLO SEI


IL SUO INCONTRO con Frost aveva fruttato qualcosa â ci sarebbe stata una visita la settimana successiva, e la prospettiva di unâaltra se fosse riuscito a persuaderli che lâarea era decente. A Paul si stringeva lo stomaco al solo pensiero di avere estranei in giro per la casa, ma sapeva che doveva lasciar correre. Non aveva nemmeno vissuto in quel posto per quasi ventâanni, di cosa si preoccupava?

InviÃ² un messaggio di risposta a Frost, dicendo che poteva farsi trovare a casa se voleva. O si sarebbe tolto di mezzo. Non voleva incontrare i possibili interessati se lui riusciva a fare da solo â che Frost si guadagni il suo stipendio.

Si appoggiÃ² allo schienale della sedia e chiuse il suo portatile. Era fortunato che ci fosse ancora il segnale WiFi; siccome suo padre era uno che comprava sempre nuovi congegni, volle subito internet, come un bambino in un negozio di giocattoli. Paul aveva trovato una macchina fotografica digitale nuova, una chiavetta per il videoregistratore, un paio di binocoli digitali, e molte altre piccole apparecchiature elettriche a cui poteva trovare un utilizzo. Il servizio internet era pagato fino alla fine del mese, in seguito avrebbe trovato qualche altro posto dove connettersi.

Aveva messo il suo portatile su un tavolo di fronte alla finestra a golfo, dove poteva guardare dritto fino alla macchia di verde al di lÃ  del giardino, un pezzetto di prato che era stato tagliato dal comune e serviva da area di gioco per i bambini del quartiere, e luogo in cui defecare per cani randagi. Per raggiungere la strada e la macchina, si usciva dalla porta principale, scendendo per un breve percorso e poi attraversando questo prato di erbacce. Ora due adolescenti stavano calciandosi ripetutamente una palla, insultandosi e facendo finta di essere giocatori in una partita che avevano visto in TV.

Paul si ricordÃ² di quando lo faceva anche lui â cavolo, quasi trentâanni fa ormai, il suo compagno di gioco Johnny Hall che abitava in fondo alla strada, sebbene lui preferisse trafficare con le bici, sporcarsi le mani dâolio stringendo una catena o cambiando una ruota. Paul aveva una buona coordinazione giÃ  allora e creÃ² la squadra di rugby della scuola; prendeva un autobus per raggiungere la scuola nei freddi sabati mattina, salendo in un furgone bianco malridotto per essere portato nelle scuole dei ricchi â King Henry VIII, Bablake, certe volte anche piÃ¹ lontano, fuori cittÃ . Poi, a diciassette-diciotto anni, dopo la partita, ed essere stati scaricati di nuovo a scuola, un gruppo di loro avrebbe camminato fino al pub piÃ¹ vicino, e lui si sarebbe seduto in silenzio con la schiena al muro, mentre i chiacchieroni si raccontavano bugie sul sesso e le varie teorie cospiratorie sugli alieni a cui credevano.

Si chiese come lo avrebbero visto adesso, di ritorno dalla Vecchia Londra con la coda tra le gambe, disoccupato, la reputazione andata, nessun amico in cittÃ  se non questa banda di falliti che gli era capitata. In qualche modo era contento che suo padre fosse morto prima di avere a che fare con lui. Il problema a Londra era esploso mentre lui era in ospedale e Paul era riuscito a tenerlo lontano dalle notizie. I pochi estratti che furono mostrati non lo citavano come agente in questione e non voleva rendere gli ultimi giorni di suo padre ancora piÃ¹ sofferenti di quanto non lo fossero giÃ .

Era un suo problema e doveva inghiottire e andare avanti, non farne un dramma.

SollevÃ² il telefono e cercÃ² il numero di Millie, voleva chiamarla ma non lo fece, era passato troppo poco tempo dallâultima conversazione. Non voleva che pensasse che dipendeva da lei o non sapeva gestirsi senza qualche tipo di approvazione da parte sua. Doveva chiamare Rick, tuttavia si trattenne e si convinse di smettere di disturbare i suoi amici bussando alla loro porta.

Stava fissando lo schermo quando il telefono squillÃ² con il suo curioso trillo elettronico.

E câera la fantastica voce scozzese di Araminta a palargli come se lo avesse conosciuto da sempre, si ricordava la fatica che aveva fatto a lasciarle il suo numero chiedendosi se lo avrebbe mai usato.

Ora disse, âVolevo sapere come stavi e chiederti un favore.â

Cercava di portarlo dalla sua parte, pensÃ²: non aveva mai mostrato interesse per lui prima dâora, quindi perchÃ© proprio ora?â Era come se fosse automatico per lei â mostrati interessata a qualcuno cosÃ¬ hai il permesso di chiedere un favore.

Disse, âSiete molto esigenti voialtri, continuate a volermi far fare cose per voi. Cosa sono, il nuovo garzone tra gli schiavi?

âOk, va bene, eri lâunico in giro e ho pensato che ti potesse piacere la proposta. Ci si vede in giro.â

âChe cosâÃ¨ che vuoi?â disse. Forzandosi di rendere la sua voce annoiata sebbene fosse veramente incuriosito e volesse vederla di nuovo.

âNon essere cosÃ¬ sulla difensiva. Hai la macchina, vero?â

âPerchÃ©?â

âVoglio che mi porti da qualche parte stasera.â

âHai intenzione di intervistare qualcuno su tutta questa corruzione?â

âPuoi farlo o no? Risposta semplice, sÃ¬ o no.â

Non poteva dire se lei si stesse infastidendo o no â quel tono sembrava essere la sua impostazione predefinita â cosÃ¬ non reagÃ¬.

Prendendo altro tempo disse, âNon ti puÃ² portare Cliff o uno della sua squadra?â

âSe avessi voluto che uno di loro mi portasse glielo avrei chiesto, giusto?â

âDifficile da dire. Sei cosÃ¬ diplomatica.â

Prima che lei ribattesse lui le chiese dove sarebbero andati e lei disse che era fuori a Coundon, alla fine di Holyhead Road. Paul era stato da suo cugino Derekâs Christening da quelle parti da ragazzo, ma non conosceva la zona. Sapeva che câera un centro commerciale in cui si trovava il vecchio stabilimento Alvis, perchÃ© suo padre gli aveva detto che lÃ  aveva comprato un frigorifero alla Comet, prima che fallisse. Aveva un vago ricordo del fatto che Alvis avesse costruito carri armati per lâesercito prima di essere venduto.

Lei disse, âVienimi a prendere dove ci siamo incontrati lâaltra sera. Alle sette.â

âDevo portare nulla?â

âNo.â

âQuindi cosa stiamo andando a fare?â

Lei disse, âHo pensato che ti piacerebbe conoscere il mio ragazzo.â






CAPITOLO SETTE


LUI LA VIDE in piedi sul ciglio della strada prima di arrivare e avvicinarsi, notando che indossava ancora un abbigliamento diverso â i leggings a fantasia appariscente che aveva visto indossare a molte donne, una grande pashmina color crema che scendeva diagonalmente dal collo come un poncho, coprendole una spalla insieme a una borsa bianca a tinta unita.

Salita nel sedile accanto a lui sembrava piÃ¹ giovane, piÃ¹ dolce, come se stesse andando a un primo appuntamento e non sapesse cosa aspettarsi. Paul si sentÃ¬ salire lâagitazione e si disse di darsi una calmata.

Non appena si scostÃ² dal marciapiedi lei diede unâocchiata in giro in macchina, una Volvo 60 turbo diesel di dieci anni, e gli sembrÃ² che stesse giudicando questo e i suoi gusti. Lui colse una traccia del suo profumo, sempre lo stesso. Era fruttato, ma câera anche qualcosa di legnoso, piÃ¹ fastidioso.

Ora guardava nel cruscotto, spostando i suoi pacchetti di gomme da masticare e una mini torcia e alcuni pezzi di plastica che si erano staccati dal porta GPS.

Lui disse, âStai cercando qualcosa in particolare?â

âPensavo di scoprire qualcosa di te. Passaporto, patente o qualcosa cosÃ¬.â

âNon câÃ¨ niente da sapere.â

âLâuomo del mistero, non Ã¨ vero?â Lo disse con un tono scozzese, la sua cadenza veniva fuori sempre di piÃ¹, piÃ¹ la conosceva. âAppari un giorno da Starbucks e un attimo dopo sappiamo che conosci tutti i nostri torbidi segreti mentre non sappiamo un bel niente di te.â

âCosâÃ¨ Cliff per te?â

âNon quello che vorrebbe essere.â

âE sarebbe?â

Gli lanciÃ² uno sguardo buffo. âUsa la tua immaginazione.â

âCosÃ¬ tu sei una giornalista alla moda e lui cosâÃ¨ â¦ lo sfigato del villaggio? Cosa ci stai a fare?â

âReputazione da duro. Biglietti per concerti. Droghe toste. Un sacco di roba losca.â Prendendolo in giro, lo sapeva, e nemmeno gentilmente: non le importava proprio cosa lui pensasse.

Lui disse, âQuando ero a scuola lui era quello da cui stare lontani. Ce nâerano due â lui e un altro ragazzo, un po' piÃ¹ grande, Wigton. Sempre a fare a botte, quei due. Se ricordo bene, Cliff peggiorÃ² crescendo, Wigton mise la testa a posto, si rimboccÃ² le maniche.â

âCâÃ¨ una morale in questa storia?â

âPensavo solo che fosse una cosa curiosa, e mi ricordo che lo pensavo fin da piccolo. Si vedeva che direzione stavano prendendo giÃ  a cosa, tredici, quattordici anni?â

âCosâÃ¨ accaduto a Wigton?â

âFu investito per strada il giorno prima dellâultimo giorno di scuola. Giocava a calcio, correva dietro alla palla, una macchina sbucÃ² da dietro lâangolo e lo gettÃ² contro un lampione. Si fratturÃ² il cranio.â

âCosÃ¬ non sai che cosa gli sarebbe successo dopo, quindi. Sarebbe potuto tornare ad essere quello di prima.â

Paul alzÃ² le spalle. âPuÃ² darsi. Ma stava diventando unâaltra persona. E quindi non penso.â

Lei gli diede indicazioni e guidÃ² oltre Gosford Green, dove giocava a tennis da ragazzo, sebbene i campi fossero scomparsi da tempo, un parco giochi per bambini ora, poi svoltarono a destra intorno alla tangenziale, infine girando per Holyhead Road.

Gli disse di girare a sinistra al parcheggio di Texaco e le case apparvero improvvisamente piÃ¹ imponenti, lontane dalla strada, posto auto davanti e archi di pietra alle porte dâingresso.

âQuella,â disse, indicando, e lui rallentÃ² fino a fermarsi. Lei aprÃ¬ la portiera e si voltÃ² a guardarlo. âVieni?â

âCosa dovrei dirgli? Chi sono, lo chauffeur?â

âNon preoccuparti, non Ã¨ un tipo geloso. Penso che ti piacerÃ .â



QUANDO DAVID APRÃ la porta e fece un passo indietro per farli passare, Paul lo guardÃ² bene. Era circa della stessa altezza di Paul, pallido, col torace incavo e barba e capelli ispidi color paglia sporca. Paul immaginÃ² che lavorasse al chiuso, magari un giornalista come Araminta dichiarava di essere.

Lei fece una breve presentazione, agitando una mano verso Paul, come se David avesse potuto non vederlo entrare.

âNon fare caso a lui.â disse a David, âÃ¨ solo uno che conosco, mi ha portato qui.â

David incrociÃ² lo sguardo di Paul ma non câera nulla in questo, o forse appena una vaga curiositÃ , Paul pensava che sicuramente fosse indisposto o arrabbiato a vedere la sua ragazza presentarsi con un altro uomo.

Paul vide che la casa era grande ma non sembrava vissuta â intravide attraverso una porta aperta una stanza senza tappeto con carta da parati a tinta unita e nientâaltro, nessun mobile o quadro alla parete. Câera odore di un qualche tipo di detergente al pino, come se David avesse pulito il parquet prima che loro arrivassero.

Ora David li condusse attraverso una stanza sul retro, Paul notÃ² larghe finestre panoramiche a mostrare un giardino piuttosto ampio, curato e con una rimessa in fondo, luci solari scintillanti nelle aiuole. Forse passava piÃ¹ tempo lÃ  fuori che in casa, pensÃ² Paul, potando rose o qualunque cosa si faccia con i giardini.

Araminta si era seduta su di un divano di pelle nera e Paul le sedeva di fronte, David chiese se volevano un caffÃ¨, un tÃ¨ o qualcosa di piÃ¹ forte, entrambi risposero di no.

Aveva pensato che David sembrasse un tipo remissivo, cosÃ¬ fu sorpreso quando disse ad Araminta, diretto, âCosa ci fa lui qui? Cosa sta succedendo? Hai detto che era importante.â

Lei incrociÃ² le mani sulle ginocchia, prendendo tempo, poi alzÃ² il volto e lo guardÃ². âPaul Ã¨ un collega, ok? Gli ho chiesto di portarmi qui. Ed Ã¨ vero, dovevo vederti questa sera.â Si girÃ² e guardÃ² Paul. âCi dai un minuto? Vai a ispezionare la cucina o qualcosa cosÃ¬.â

Senza dargli altra scelta a meno che non volesse iniziare una discussione inutile.

Li lasciÃ², chiudendosi la porta alle spalle, e fece un giro al pian terreno, provando un paio di altre porte prima di trovarne una che portava ad un ufficio â scaffali di libri, un tavolo con un portatile e una lampada da scrivania, poltroncina su ruote imbottita. Si sedette sulla sedia e guardÃ² fuori dalla finestra, che per qualche scherzo strutturale aveva la stessa visuale della facciata dâingresso della casa. Era buio fuori ora, e riusciva a vedere poco a parte le macchine che passavano occasionalmente sulla strada principale.

Gli venne unâidea e tornÃ² a guardare le foto sul muro. Foto di David da bambino, poi una con la famiglia â lui, una ragazzina che prese per sua sorella minore, e i genitori, e poi un cane nero, tutti quanti in piedi davanti a una casa coperta di edera con due colonne ai lati della porta dâingresso. Sembrava potesse trattarsi di Oxford o dei dintorni di Londra. Classe e denaro.

Poco piÃ¹ in lÃ , una coppia di certificati incorniciati, uno di livello 8 in pianoforte, un altro per avere vinto un rally in Africa; forse era piÃ¹ tosto di quanto sembrasse.

Dieci minuti dopo sentÃ¬ la porta del soggiorno riaprirsi e si recÃ² in corridoio, Araminta e David uscendo sembravano diversi, come se ci fosse stata una sorta di trasformazione durante la sua assenza. Araminta sorrideva, rilassata, il suo linguaggio corporeo aveva perso la solita tensione. Mentre David era pallido, le sue guance scavate, sembrava invecchiato di dieci anni.

Paul si disse che sarebbe dovuto stare piÃ¹ attento in futuro â questa donna poteva avere effetti sconvolgenti sulla salute.

Araminta si girÃ² verso di lui, dicendo, âPronto?â come se stessero andando a fare il giro della domenica pomeriggio, e si diresse verso la porta dâuscita. Paul vide lâespressione di David diventare ancora piÃ¹ avvilita mentre la seguiva con lo sguardo.

Lo guardÃ² quando David chiese, âAllora siamo ancora dâaccordo per domani sera? Le foto?â

Araminta lo evitÃ². âDovresti aspettarti di non vedermi per qualche giorno, ma questo non significa che tu debba dimenticarti cosa ho detto. Va bene?â

âImmagino di sÃ¬.â

âSu col morale. Non sarÃ  cosÃ¬ terribile.â

âTi penserÃ².â

Lei posÃ² gli occhi su Paul, che catturÃ² lâocchiata ma non sapeva cosa volesse dire. Disse a David, âNon pensare a me. Pensa a quello che ti ho detto.â

AprÃ¬ la porta e se ne andÃ² senza voltarsi indietro, allontanandosi dalla casa giÃ¹ per il vialetto del cancello principale. Paul fece un cenno di saluto a David e la seguÃ¬, chiudendosi dietro la porta. Non aveva dubbi che aveva appena assistito a qualcosa di premeditato ma non sapeva che cosa.

Ora Araminta era in piedi dallâaltra parte del cancello, giÃ  al telefono. Fu una chiamata breve e si voltÃ² verso di lui quando ebbe finito, dicendo, âNon mi devi portare a casa. Ho chiamato un taxi.â

âPer quale motivo?â

âNon iniziare a fare domande. Ho bisogno di stare da sola, va bene?â

Paul pensÃ² che magari non voleva che vedesse dove viveva.

Rimase con lei, sentiva la notte diventare fredda intorno a loro.

Disse, âNon devi dirmi cosa Ã¨ successo lÃ  dentro.â

âBene.â

âMa devo saperlo â Ã¨ veramente il tuo ragazzo? Il modo in cui lo tratti, come un bambino?â

âNon gli dÃ  fastidio quanto a te.â

âCome lo sai?â

âLo hai visto â sembra un po' imbranato, ma Ã¨ diretto. Se qualcosa lo infastidisse me lo farebbe sapere, o mi lascerebbe.â

âNon sembri molto preoccupata.â

âPerchÃ© dovrei esserlo? Ci sono tantissimi altri pesci nellâoceano.â Sembrava stufa e forse iniziava a essere irritata dalle sue domande.

Paul disse, âMi chiedo solo come si senta ora.â

âTu non ne sai nulla.â

Stava cercando di chiudere la conversazione, pensÃ² Paul, non le piaceva che le facesse domande sullâaltro ragazzo.

Si sentiva arrabbiato con lei ora, voleva scalfire la sua sicurezza di sÃ©, disse, âDunque perchÃ© hai voluto che venissi?â

âPensavo che avresti dovuto conoscerlo.â

âConvincermi che avevi un ragazzo cosÃ¬ non mi creavo aspettative.â

Si girÃ² verso di lui e per una volta i suoi occhi erano diretti, persino divertiti. âCi speri? Sei un ragazzo stupido.â

Lui non sapeva cosa rispondere e cosÃ¬ scosse la testa e mosse qualche passo come se stesse cercando il taxi, poi si girÃ² e la vide a controllare i messaggi sul cellulare. Non abbandonava mai la tecnologia. Si chiese se David li stesse guardando dalla finestra, e non appena lo pensÃ² seppe che era vero. Si costrinse a non controllare.

Disse, âCosa fa, David?â

Lei alzÃ² lo sguardo dal telefono. âMi chiedevo quando avresti fatto questa domanda. Sei ossessionato da che cosa fanno tutti, come si guadagnano da vivere. Non ti lasci mai andare, vero?â

Paul ci pensÃ² per un attimo e non poteva negarlo. Ma si disse che era perchÃ© lui era curioso delle persone per natura, non era ficcanaso. Disse, âPotresti avere ragione, ma non hai risposto alla domanda.â

Lei disse, âÃ un funzionario pubblico del quartiere che sto esaminando per corruzione. Unione Europea, ottenere finanziamenti per la cittÃ  da tutto quel bottino a Bruxelles. Ã una risposta sufficiente? Grazie a Dio, ecco il taxi. Mi sto congelando le tette qui.â



PAUL GUARDÃ IL taxi allontanarsi e quando ebbe girato lâangolo tornÃ² su per il sentiero e bussÃ² alla porta di David, chiedendosi cosa accidenti stesse facendo e se fossero affari suoi.

Quando David aprÃ¬ la porta Paul avanzÃ² di un passo, facendogli capire che voleva entrare, e lâaltro indietreggiÃ² leggermente. Paul entrÃ², senza sapere cosa avrebbe detto ma sicuro che qualcosa si sarebbe inventato.

David lo guardava, raddrizzando la schiena come per cercare di imporsi un po' sulla situazione, cercando di affermare se stesso.

Paul disse, âSai, volevo scusarmi per lei. Mi ha chiesto di accompagnarla stasera ma non sapevo per cosa.â

David stava guardando attraverso i vetri della porta principale, come se potesse vedere profilarsi lâombra di lei.

âDovâÃ¨ lei? Ã andata via?â

Paul notÃ² che indossava gli occhiali ora, che lo facevano sembrare un insegnante di geografia o un archivista. Non aveva piÃ¹ di trentâanni e Paul si chiese quando avesse trovato tempo per partecipare ai rally in Africa.

Disse a David che Araminta aveva preso un taxi, poi si diresse di nuovo verso il salotto, in cerca di qualsiasi indizio su cosa fosse successo dopo che gli era stato chiesto di lasciarli soli.

David disse, âScusami â cosâÃ¨ che volevi?â

âHo pensato che ti avesse trattato male. E quando voi due siete usciti e mi avete incontrato in corridoio sembrava che tu fossi stato investito da un camion. Non per essere troppo indelicato, ma ti ha scaricato?â

David lo guardÃ² male e si sedette su una poltrona a fantasia floreale, poi si sporse in avanti non appena Paul gli si sedette di fronte, credendo che fosse meglio che anche lui si mettesse a suo agio se avessero parlato di veritÃ  spiacevoli.

David disse, âNo, certo che non mi ha lasciato. Non che siano affari tuoi.â

âCapisco.â

âLavori con lei, giusto?â

âÃ un affare recente.â

âLo sai, quindi.â

âSai cosa?â

âÃ per questo che Ã¨ venuta qui a parlarmi. E suppongo che tu eri il supporto morale se ne avesse avuto bisogno.â

Paul non riusciva a capire quello che stava sentendo. Sapeva che qui stava il fulcro, il centro dellâimbroglio, ma ancora non capiva perchÃ© lo avesse portato con lei. Lui non poteva offrire supporto morale in nessun modo, visto che non era neanche sicuro che Araminta avesse una morale, tanto per cominciare.

Disse, âCosa ti ha raccontato?â

âLo sai, del tumore.â David colse lâespressione sul volto di Paul. âOh, forse non lo sapevi. Che stupido, ormai mi Ã¨ sfuggito.â

Paul pensÃ² fosse meglio non dire niente, cosÃ¬ guardÃ² lâaltro uomo con atteggiamento assente.

David continuÃ². âBeh, troppo tardi ormai. Ha una forma aggressiva di tumore al pancreas. Normalmente non avrebbe avuto molto tempo, ma Ã¨ stata iscritta a un programma sperimentale che costa una fortuna ed Ã¨ segretissimo.â

âCosa vuoi dire, segretissimo?â

David si inumidÃ¬ le labbra. âMi ha detto di non dirlo a nessuno ma immagino che con te ormai il gatto sia fuori dal sacco. Dice che Ã¨ stato elaborato dalla fusione tra una societÃ  privata e il Dipartimento della Difesa. Non chiedermi perchÃ©. Comunque, si tratta di tecnologia genetica e nessuno ne sa niente.â

Paul si rese conto che lo stava fissando ma non ne poteva fare a meno. Tanto per dire qualcosa, chiese, âDi che terapia si tratta?â

David scrollÃ² le spalle, evasivo, forse pensando che aveva parlato troppo. Ma aggiunse, âSo solo che Ã¨ praticamente un segreto militare e lei starÃ  via per sei mesi.â

âTi ha detto tutto questo stasera, nei dieci minuti in cui ero nella stanza accanto?â

âEra come se avesse avuto un copione, non mi avrebbe lasciato interrompere, lo ha passato in rassegna dallâinizio alla fine. Mi ha mostrato un paio di documenti, sembravano piuttosto ufficiali.â

âE le credi?â Cercando di mantenere un tono non cinico.

David trascurÃ² la domanda. Disse, âPeccato, davvero, perchÃ© lâavrei portata in visita da mia madre e mia sorella la settimana prossima. Sanno di lei, ma non si sono ancora incontrate. Avrei fatto loro una sorpresa.â

âDove vivono?â

âA Kenilworth, non lontano. Dovrei andare a trovarle piÃ¹ spesso, ma sono piuttosto felici per conto loro. Non mi piace intromettermi.â

âDovresti passare piÃ¹ tempo con i tuoi genitori. Fidati, lo so.â

âNon conosci mia mamma. Dopo che papÃ  Ã¨ morto si Ã¨ arresa. Non penso che le piacciano molto gli uomini. Non dopo quello che le ha fatto mio padre. Non mi far domande, perchÃ© non te ne parlerÃ².â

Paul stava pensando che non voleva saperlo, essere coinvolto nel passato di qualcun altro. Stava ancora affrontando il proprio. Si alzÃ², dicendo, âDevo andare.â

Quindi anche David si alzÃ², chiedendo, âCredi che se la caverÃ ?â

âDimmi â dicevi che la terapia costa una fortuna. Chi la pagherÃ ?â

âNon ne ha parlato.â

âNo?â

âNo, perÃ² non lavorerÃ  per un po'. Il documento prevede la copertura solo per un paio di mesi, giustamente. Poi sarÃ  al verde.â

Paul disse, âDa quanto la conosci?â

âSo dove vuoi andare a parare â sei un tipo sospettoso, non Ã¨ vero? Lo sei stato sin dallâinizio. Non sono nato ieri, sai. Pensi che solo perchÃ© mi ha chiesto di prestarle dei soldi sia una sorta di cacciatrice dâoro.â

âGiÃ  te ne ha chiesti?â

âSolo per aiutare a cavarsela, dopo che avrÃ  finito i suoi risparmi. Le ho offerto ospitalitÃ  qui, ma non ne vuole sapere. Penso che sia piuttosto timida, veramente, schiva. Non approfitterebbe di me. So che sembra dura, ma Ã¨ una ragazza dolce in fondo.â

Paul si fermÃ². Poi disse, âSe fossi in te la frequenterei per un po' prima di prestarle qualcosa. Vedi come va.â

âQualche migliaio di tanto in tanto non mi farÃ  andare in bancarotta. Guarda questo posto. Uno zio me lo ha lasciato in ereditÃ . Tutto pagato, e ne avanza una parte. Me lo posso permettere.â

âÃ questo che mi spaventa. Lascia che ti dia il mio numero.â






CAPITOLO OTTO


NONOSTANTE LA CASA fosse in buone condizioni, una delle camere da letto aveva bisogno di manutenzione. CosÃ¬ il giorno dopo Paul comprÃ² una vernice color magnolia e ricoprÃ¬ la carta da parati a fantasia che suo padre aveva messo quasi trentâanni prima.

Aveva passato un po' di tempo pensando a David e a quello che Araminta stesse facendo con lui. E si era anche chiesto dove si collocasse Cliff nella scena, se câentrava. PensÃ² a Cliff e i suoi tre scagnozzi, seduti in giro tra pub e bar, inventandosi stratagemmi per guadagnare soldi facili, vendendo merce rubata nei mercatini dellâusato o nei negozi di cambio, in cerca di dritte. Si domandÃ² quanto fossero pericolosi, se avesse dovuto dire qualcosa di loro a Rick, cercarli su un elenco di qualche genere, vedere se erano conosciuti dai poliziotti di Coventry. Da quel che aveva detto Cliff si stavano preparando per un colpo e Paul dubitava che quella particolare truffa coinvolgesse Araminta. Probabilmente era qualcosa di piÃ¹ diretto e con cui sporcarsi le mani.

Aveva visto Araminta occuparsi del suo proprio imbroglio, disporre David a consegnarle dei soldi per aiutarla mentre sarebbe stata apparentemente disoccupata. Ma si chiese se fosse tutto lÃ¬. Forse câera unâaltra parte. David era un po' serioso e magari non mondano, viveva da solo in una casa incompiuta lasciatagli da un parente. Forse era vittima di una donna attraente che lo teneva sulle spine, che non avrebbe stabilito una relazione seria ma avrebbe sempre mostrato una promessa di gratificazione per lui. Riusciva a vedere Araminta farlo, trascinandolo nello stesso modo con cui aveva trasportato lui inizialmente. Consapevole della sua influenza, senza ammorbidirsi, aspettandosi di essere obbedita. Aveva conosciuto donne del genere giÃ , e aveva rischiato di ricaderci con lei, prima che avesse notato il proprio comportamento â sorriso sterile, accettazione di offese occasionali â e fece sÃ¬ di allontanarsi.

O magari Cliff aveva combinato la storia tra lei e David e faceva tutto parte di un piano piÃ¹ grande, che coinvolgeva tutti loro. Forse si erano spinti fin lÃ¬ â truffare uno scapolo solitario per ottenere i suoi risparmi. Nel pub Cliff aveva chiesto come stava David, perciÃ² ovviamente lo conosceva, o per lo meno si sentiva a suo agio a chiederglielo. Paul riusciva a immaginare Cliff lavorarsi David nello stesso modo con cui aveva cercato di fare con lui: dicendo che conosceva qualcuno che gli sarebbe piaciuto, una ragazza attraente, una donna in carriera, qualcuno con cui avrai delle affinitÃ  â¦ Ma quello non poteva essere esatto, no, perchÃ© lei aveva detto che David lavorava per il consiglio comunale del quartiere, e lei scriveva qualcosa sul consiglio, sulla corruzione â sÃ¬, quello sarebbe stato il suo biglietto dâingresso: una chiamata al suo ufficio â si dice che sei una persona onesta, David, e posso fidarmi di te. Allora dimmi dei maneggi che accadono a porte chiuse nella sede del consiglio â¦

Stava ancora pensando ad Araminta quando il telefono squillÃ², e non fu sorpreso quando la sua voce percorse la linea.

âCosâhai detto a David ieri?â

âGran bel modo di iniziare una conversazione,â disse.

âNon scherzare con me, Paul. Cosa gli hai detto? Sei tornato indietro e hai parlato con lui, non Ã¨ vero?â Disse furiosa.

âNon ti puoi lamentare se ho voluto parlare con lui, il tuo modo frettoloso di portarmi via. Cosa sarei dovuto essere, un accompagnatore per farlo ingelosire? Posso capire perchÃ© mi hai scelto, ma non mi hai dato lâopportunitÃ  di brillare.â

âChe cazzo stai dicendo?â disse lei, spingendo con le parole, ansiosa di sfogarsi. âMi ha chiamato questa mattina, dicendo â¦ dicendo che non avrebbe fatto quello che gli avevo chiesto.â

âPrestarti denaro?â

âNon sono affarii tuoi. Lo hai turbato, non Ã¨ vero? Cosa gli hai detto?â

âNiente. Una specie di consiglio amichevole. Dopo che gli hai detto del tumore ho pensato che ne avesse bisogno.â

Ora lei rimase in silenzio e lui sapeva che si stava preparando, stava passando al setaccio le potenziali vie da percorrere, pensando a ciÃ² che sapeva di lui e cosa poteva funzionare.

Con la voce meno sicura di sÃ©, disse, âTi ho portato lÃ  perchÃ© pensavo che fossi un amico.â Ok, quindi questa Ã¨ la direzione, pensÃ². âSapevo che quello che dovevo dirgli gli avrebbe fatto molto male, potevo avere bisogno di un po' â¦ un po' di sostegno.â

âCapisco la tua posizione â¦ gli dirai qualcosa di talmente sconvolgente che potrebbe avere bisogno di qualcuno con cui confortarsi, cosÃ¬ porti un completo estraneo. Cosa potrÃ  mai andare storto?â

âNon lo conosci. Ha bisogno di supporto, qualcuno di cui fidarsi. Tu sei affidabile.â

âQuesta Ã¨ la cosa piÃ¹ carina che tu mi abbia mai detto.â

âAffanculo.â

âE la cosa del tumore Ã¨ vera?â

Silenziosa di nuovo, e Paul poteva vederla, il telefono sulla guancia mentre elaborava quello che avrebbe potuto dire.

Ma riuscÃ¬ ancora a sorprenderlo: âIncontriamoci questa sera. Il Litten Tree, in cima a Hertford Street, al Bull Yard. Ne parleremo dopo.â

âVedo se riesco. Ho una discreta mole di lavoro, qui.â

âVieni e basta. Alle otto.â






CAPITOLO NOVE


RICK OSSERVAVA KIRKLAND allineare una buca, solita routine, tenendo il putter come un pendolo, come se avesse fatto una differenza al suo colpo deplorevole. Guarda la posa accucciata e con le ginocchia flesse sulla palla, come Jack Nicklaus, ma ogni volta che porta indietro il putter per dare il colpo, si disallinea e salta la buca. Rick lo aveva visto accadere molto spesso, ma gli piaceva troppo vincere per dire a Kirkland quale fosse il suo problema.

Il venerdÃ¬ pomeriggio era il suo momento per il circolo di golf, per fare fruttare le sue milletrecento sterline di tessera a dosi settimanali. Câerano voluti tre anni per trovare gli sponsor, ma ora ce lâaveva fatta e cercava di approfittare dellâiscrizione ogni volta che poteva, senza lasciarsi crescere lâerba sotto i piedi. Il venerdÃ¬ era il giorno migliore ma cercava di giocare nei tornei del fine settimana se poteva, abbassando il suo handicap.

Il campo si chiamava Shooters Hill, a Greenwich, un paio di miglia da Canary Wharf, da non credere. Vedute sulle colline gentili del Kent a nord, raggianti come ora al sole delicato della sera. Visto il suo lavoro pensÃ² che era uno scherzo che fosse membro proprio di questo circolo, ma gli andava bene, e se poteva procurare un ingresso anche a Kirkland, tanto meglio.

Il tiro di Kirkland scivolÃ² oltre la buca. Ecco qui â non impara mai. Rick mentÃ¬ a denti stretti.

âCâeri quasi, amico, quasi. Buca difficile.â

Kirkland fece un putt visto che era nella linea di Rick, poi prese la sua palla dalla buca, piegando un ginocchio e puntando lâaltra sua gamba dietro per mantenersi in equilibrio, come una cicogna. Era nuovo nel distretto e Rick lo aveva preso sotto la sua ala, ma non aveva intenzione di viziarlo. Se eri nel distretto giÃ  avevi quello che ti serviva e sapevi come cavartela da solo.

La buca successiva era un breve circuito par tre, Rick a tirare per primo â¦ quando il suo telefono squillÃ².

Kirkland alzÃ² le mani, Non ci credo, Rick guardÃ² lo schermo e alzÃ² il dito indice: Devo proprio rispondere.

Disse al telefono, âOk, stronzo, perchÃ© non mi hai detto che te ne stavi andando? E dove diavolo sei, ad ogni modo?â

La voce di Storey pacata come sempre, quel modo che aveva di rimanere a distanza da te pur stando seduto nella sedia accanto. Sapeva rimanere distaccato. Questo lo rendeva bravo nel suo lavoro.

Quando ne aveva uno.

Storey disse, âNon volevo parlare, tu sai cosa avresti detto.â

âHai ragione, anche se dubito che avrei detto molto â piÃ¹ probabile che ti avrei picchiato fino a lasciarti senza sensi. Una cosa veloce, visto che non hai molto buon senso, per cominciare.â

âUna mia decisione, Rick. Non potevo rimanere e poi non potevo restare in cittÃ . Inoltre, mio padre Ã¨ morto. Avevo cose da fare.â

Questo sistemÃ² Rick ma non per molto. Capiva la famiglia, ma pensava che Storey poteva ormai averlo superato, avendo passato un po' di tempo fuori come gli suggerirono gli psichiatri, per poi rientrare, rimontare in sella, come dissero loro.

Disse, âStorey, sei uno stronzo. Quello che ti Ã¨ successo poteva succedere a chiunque. Stavi eseguendo degli ordini, e inoltre sei stato assolto.â

âNon sarei dovuto essere nella posizione di avere bisogno di assoluzione. Ã stata colpa mia.â

Rick era con lui quella notte e poteva ancora vedere il corpo a terra, gli altri colleghi in piedi tutti intorno a guardarlo, tutti loro pensando Poveraccio, Storey, saranno casini per questo. 

Non conta quanto ti eserciti, le cose possono sempre andare male.

Non importa. Pensava a quello che gli aveva detto Thomas, Riporta indietro Storey, abbiamo bisogno di lui, era uno dei migliori, sguardo fermo, buon respiro. Fare un salto al vecchio indirizzo di Storey non lo aveva condotto da nessuna parte se non a una ramanzina dalla sua vicina, quella ragazza sudaticcia che, pensava, sapeva piÃ¹ di quello che diceva. Probabilmente le piaceva Storey. Piaceva spesso alle donne.

Disse, âCapisco perchÃ© te ne sei andato, avevi bisogno di tempo, tutta quella storia. Ma ti stai lasciando troppo andare. Dovresti rimetterti in sesto e riportare il tuo culo quaggiÃ¹.â

âHo dato le dimissioni â dimentichi?â

âPuoi essere reintegrato.â

âThomas che dice? Simpatico come sempre? Posso immaginarmelo a chiederti di parlarmi per convincermi a tornare perchÃ© non sopporta di farlo lui.â

âChe importa, no? Non si tratta di lui.â

âLo so, stai pensando a me. Siete tutti cosÃ¬ calorosi e accoglienti laggiÃ¹. Andate a dormire abbracciando un orsacchiotto di peluche.â

Kirkland stava esercitando il suo swing, controllando la sua estensione, mantenendo la sua ultima posizione e ispezionando lâangolo del suo gomito come se appartenesse a qualcun altro. Rick si voltÃ² di schiena, dicendo a Storey, âQuindi se non hai intenzione di tornare e non mi dirai dove ti trovi, di che si tratta? Se non ti dispiace ho un giovane ragazzo qui che aspetta di essere battuto. E non mi va di ripetermi.â

âTu e il tuo dannato golf. Si dÃ  il caso che potresti essermi utile.â

Eccoci qua, pensÃ² Rick. Non ti mollano mai quando hanno bisogno. Non riesco a disattivare il dispositivo nelle loro menti â accedere a informazioni che non si possono ottenere altrove. Aveva visto molti uomini lasciare la polizia ed entrare nella sicurezza privata, poi fare una chiamata informale, tanto per sentirsi, e puoi trovare un indirizzo per me â¦ Di solito diceva, No, che diamine, non posso. Se volevi quel tipo di informazioni saresti dovuto restare in divisa.

Ma probabilmente era meglio tenere Storey dalla propria parte che farlo indispettire per ora. Se Thomas lo voleva indietro, allora avrebbe dovuto continuare a parlare con Storey finchÃ© qualcosa non si sarebbe spezzato e avrebbe fatto la sua mossa.

Disse, âVuoi usarmi e buttarmi come uno straccio sporco.â

âProprio cosÃ¬.â

CosÃ¬ Rick ascoltÃ² Storey raccontargli del gruppetto con cui era venuto a contatto, questa donna, Araminta, e un uomo di nome Cliff. In qualche modo era rimasto coinvolto con loro e ora stava al gioco per scoprire cosa stavano tramando. Non sapevano nulla di lui ma sembrava che apprezzassero i suoi modi.

Rick disse, âQuindi cosa vuoi? Arresti? Cauzioni?â

âNiente. Conosco Elliott perchÃ© lo conoscevo a scuola. Beh, lâho visto in giro. Questa donna, Araminta, penso che sia una totale imbrogliona. Sii buono se appare collegata a lui, anche se ne dubito.â

âDovresti passare il caso ai poliziotti locali. PerchÃ© diavolo ti immischi?â

âMi dÃ  qualcosa da fare. Inoltre, sono un paladino della giustizia, no? Nato per combattere il crimine.â

âSmamma. Ora vado a dare uno schiaffo alla quattordicesima buca, quindi levati di torno.â

âNon cadere e non farti male.â

Rick interruppe la connessione, si voltÃ² e vide Kirkland che lo guardava, sopracciglia alzate, come se si aspettasse di sapere di chi era la chiamata.

Dimenticalo. Non aveva bisogno di sapere niente. Se Rick avesse infranto la legge dando informazioni a Storey, meno persone lo sapevano meglio era.






CAPITOLO DIECI


LI VIDE ANCORA prima di raggiungere la porta dâingresso del pub â i tre uomini di Cliff stavano gironzolando fuori, due di loro fumavano, il terzo, quello che pensava presumibilmente olandese, con una pinta in mano. Diamine. Era la sua ombra? Non poteva fare niente senza che ci fosse Cliff?

Si diede unâocchiata intorno. Il Litten Tree era un gastropub in una zona trafficata vicino al centro della cittÃ , sulla strada che portava alla stazione dei treni e poi a Kenilworth. Poteva vedere il grande televisore a parete attraverso le doppie porte, doveva essere largo due metri se non di piÃ¹. Il locale sembrava piuttosto frequentato nonostante la strada fosse tranquilla.

Disse, âGran bella coincidenza rivedere ancora voi tre.â

Gary, quello basso con lo sguardo intenso, pestÃ² la sua sigaretta con il piede. âChiacchierone come sempre. Riesci mai a fermarti?â

âTirate fuori il meglio di me. Araminta Ã¨ in giro?â

Gary lanciÃ² unâocchiata a Tarzan. âChe dici, Tarz? Lâhai vista?â Gli piaceva usare il tizio alto come suo burattino, pensÃ² Paul, un modo per farsi bello. Prima che Tarzan potesse rispondere continuÃ², âSono sicuro di averla fiutata in giro. Una gonna in cerca di qualcuno che ci si intrufoli, come una cagna in calore. Eh, Tarz? Hai visto nessuno che corrisponda alla descrizione?â

Tarzan diede un tiro alla sua sigaretta, scuotendo il capo.

âNon di recente, no. Niente gonne dallâodore forte qui in giro.â

Paul disse, âAllora che succede? State aspettando qualcuno? Sapete, qualcuno molto tempo fa mi disse che se vedi tre uomini in piedi fuori da un pub, due di loro probabilmente sono gay, e lâaltro Ã¨ geloso. Quindi chi Ã¨ chi?â

Gary si strinse i pantaloni con la cintura, guardandosi intorno per vedere se qualcuno stesse guardando, e Paul si preparÃ² in caso arrivasse un pugno. Tarzan tirÃ² fuori la sua sigaretta, Paul pensava si stessero preparando, cercando il momento, quando Dutch cominciÃ² a ridere.

âMa dove diavolo volete andare,â disse. âLâesperto di swing vi ha fatto fessi.â

âTaci,â disse Gary, mentre Paul guardava la sua faccia arrossire. âDiversamente dal mio compare Tarzan qui, io sono sicuro della mia fottuta mascolinitÃ .â

âSÃ¬, ho visto,â disse Dutch. âSi vede su tutta la tua faccia.â

La porta del pub si aprÃ¬ e Cliff ora era lÃ , tozzo e muscoloso, consistente nel suo spazio, Paul iniziÃ² a notare meglio lâinfluenza che avrebbe potuto avere sulle persone. Cliff disse, âCosâÃ¨ questo, uno stupido istituto femminile?â

âStavamo giusto ââ

âSÃ¬, sÃ¬, vi avevo detto di dirmi quando lâidiota si sarebbe presentato.â

Paul disse, âTi riferisci a me?â

âTu che ne pensi? A buon intenditore â¦ Qui, scendiamo da questa parte,â prendendo il braccio di Paul e portandolo lontano dalla luce della porta principale, muovendosi con sicurezza lungo la recinzione del Bull Yard e verso il sottopassaggio che conduceva a un parcheggio multi-piano.

Paul, dimenando il braccio libero, cominciÃ² a chiedersi dove stessero andando. Era questo a cui voleva arrivare Cliff, era la sua mossa per il colpo che aveva in mente? O câera dellâaltro?

Si fermarono in mezzo al sottopassaggio, davanti a un muro piastrellato in bianco e nero. TirÃ², poi rilassÃ² i muscoli. TrovÃ² il suo centro. SintonizzÃ² il suo udito, ora ipersensibile al movimento dei loro passi sullâasfalto, cinque uomini si posizionano, la brezza leggera proveniente dal sottopassaggio, il puzzo a esalare da una mezza dozzina di contenitori di rifiuti industriali blu.

Cliff disse, âTi devo parlare di Minty, lo sai, no?â

âLei Ã¨ qui?â

âNon importa. Che intenzioni hai con quella ragazza? Stai cercando di portartela a letto? Una ragazza cosÃ¬ attraente? SarÃ  anche unâoca per la maggior parte del tempo, ma sa il fatto suo, te lo garantisco.â

Paul indietreggiÃ², ponendo una distanza tra lui e Cliff, dicendo con disinvoltura, âSono affari tuoi per caso? Ce lâha il ragazzo, no?â

âLo hai conosciuto ieri, non Ã¨ vero. Conosco tutta la storia. Ã parecchio arrabbiata che tu ci abbia parlato. Ã convinta che tu stia rovinando la sua vita sentimentale. Dovresti starci attento, amico, non metterti in mezzo tra una ragazza e un compagno affezionato, sai che intendo?â

Paul intuÃ¬ che si trovava improvvisamente circondato, intanto gli altri avevano cambiato la loro posizione.

Disse, âChe significa?â Poi pensÃ² di aggiungere, âMi stai minacciando?â

Cliff diede unâocchiata ai suoi uomini uno a uno prima di tornare da lui. âTi pare una minaccia? Semplicemente cinque individui a parlare in un tunnel schifoso. Potremmo stare a parlare di pesca, no, se conoscessi una sola cosa sulla pesca. Questa Ã¨ una cosa che non ho mai capito â perchÃ© lo chiamano âanglingâ? Cosa diavolo Ã¨ un angolo? CioÃ¨, cosa câentra.â

Paul disse, âCosa stai tramando con Araminta e David? Si tratta del tumore? Darle dei soldi mentre sarÃ  sottoposta alle cure â¦ Sono sorpreso che lui ci abbia creduto.â

âCosa, con la tua grande esperienza di psicologia umana come ispettore assicurativo, la vedi cosÃ¬?â

âTra le altre cose.â

Cliff annuÃ¬ nel buio, come se si aspettasse che Paul dicesse cosÃ¬, o qualcosa di simile. Disse, âEsatto, sapevo che non eri uno stupido impiegato. Sei troppo petulante. Cosâaltro abbiamo qui? Tipo nei tuoi trascorsi?â

Paul non disse nulla, lo guardÃ² soltanto, lasciando che il suo sguardo si fermasse su quello dellâaltro uomo come un grosso carico.

Cliff disse, âScommetto che eri nellâesercito. Tutte quelle idiozie dellâavere viaggiato â¦ Scommetto che hai fatto un periodo in Irlanda o Iraq o qualcosa cosÃ¬, vero?â

Paul continuÃ² a fissarlo in silenzio â¦ lascia che funzioni, non farti scappare nulla.

Allora Cliff sembrÃ² scocciato, disse, âFanculo â semplicemente non disturbare David. Ã un bravo ragazzo con un compito importante. Diversamente da te.â

âSe lo dici tu.â

âOh, ora parli, sÃ¬? Credevo che il fantasma dei parcheggi si fosse preso la tua lingua. Allora starai lontano da lui, lo farai?â

âLo prenderÃ² in considerazione ââ

In seguito si chiese se Cliff gli avesse lanciato un segnale che non vedeva o se fosse semplicemente un ordine â¦ ma un grosso colpo lo colse sulla nuca, facendolo barcollare, buttandolo a terra, probabilmente un pugno proveniente da una delle lunghe braccia di Tarzan, e poi Dutch era lÃ¬ sulla sua faccia, una strana espressione sul volto a sottolineare i suoi tratti, Paul rispose con un pugno che lo colpÃ¬ nello stomaco e gli tolse lâaria dai polmoni. Nella successiva frazione di secondo si aspettÃ² qualcosa da Gary, ma non arrivÃ² nulla.

Poi Cliff fu di fronte a lui e sentÃ¬ delle mani afferrargli le braccia e aiutarlo a ricomporsi, sentiva il proprio respiro affannato, la vista sfocata e un male alla testa che partiva dal retro del cranio. Pensava che sarebbe stato perquisito.

Si chinÃ² di nuovo e voleva sputare ma non lo fece. Ora Cliff lo stava lasciando in pace e gli dava dei colpetti sulla schiena, come se avesse passato un test. Paul si assicurÃ² di non dire nulla, di respirare profondamente invece. La sua vista stava cominciando a farsi piÃ¹ nitida, anche se gli veniva da vomitare.

Cliff si avvicinÃ² di nuovo e abbassÃ² la voce per parlargli allâorecchio. Disse con discrezione, âVieni dentro quando te la senti. Prenditi il tempo che ti serve. Nessuno verrÃ  ucciso.â

Poi Paul sentÃ¬ gli uomini allontanarsi, parlando tra di loro. Si fermÃ² con le mani sulle ginocchia e sentÃ¬ il sapore della bile in fondo alla gola.

Era contento che si fossero levati dai piedi.



NEL MOMENTO IN cui raggiunse la porta si sentiva meglio e si chiese perchÃ© stesse tornando dentro al pub. Voleva da bere ma non sapeva quanto ancora avrebbe potuto pensare a Cliff e alle abitudini della sua pseudo banda criminale. Ma sapeva anche che se mollava ora sarebbe apparso debole, e qualsiasi cosa stesse succedendo tra lui e Cliff, non poteva permetterselo.

Eccoli lÃ , seduti vicino alla vetrata principale, non un capello fuori posto, ben lisciati, tutti loro apparivano sobri tranne Gary, che voleva dimostrare che ora era in vantaggio rispetto a Paul.

Fece stridere la sedia a terra e si sedette di fronte a Cliff, fissandolo negli occhi, poi si girÃ² da Gary, che gli stava ancora mezzo sogghignando, il suo sguardo esaltato.

Con un movimento casuale Paul fece cadere a Gary la pinta di birra sulle gambe, e prima che Gary potesse spostarsi indietro e alzarsi, Paul gli afferrÃ² i capelli e gli premette la faccia verso la schiuma bagnata, trattenendolo lÃ¬ mentre tornÃ² a guardare Cliff, ignorando i tentativi di Gary di scostarsi. Tarzan e Dutch si erano agitati ma non fecero nulla.

Cliff non si era mosso. Disse, âGary non ti ha mai fatto niente.â

âVeramente? Allora dovrebbe pensare alla compagnia che tiene.â

âSi sta bagnando lÃ . PuzzerÃ  anche, dopo.â

âAveva bisogno di un cambio di vestiti in ogni caso. Mi stavo stufando della sua giacca.â

Paul spinse via la testa di Gary e quellâometto si alzÃ² in piedi, la birra che colava dalla sua faccia, e fece un passo avanti.

Cliff disse a bassa voce, âNon farlo. Non qui. Vai a pulirti la faccia. Ti insegno io a ridere delle disgrazie altrui.â

âÃ finitoâ, disse Gary, pulendosi il mento. âAspetta e vedrai. Quando meno se lo aspetta.â

Se ne andÃ², in direzione del bagno. Dutch andÃ² al bar e tornÃ² con dei fazzoletti e asciugÃ² il tavolo.




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