Sangue Saziato
Amy Blankenship








Table of Contents




Capitolo 1 (#ulink_fe98ecf5-c0a4-5226-84b5-40d472fc9a34)

Capitolo 2 (#ulink_b0372a76-358b-5afd-a3b0-a65c4973821a)

Capitolo 3 (#ulink_c3a398bd-499b-5b19-b2e4-def33b64034c)

Capitolo 4 (#ulink_2c3dde1b-0989-568c-a43e-c5146ee8bb5b)

Capitolo 5 (#litres_trial_promo)

Capitolo 6 (#litres_trial_promo)

Capitolo 7 (#litres_trial_promo)

Capitolo 8 (#litres_trial_promo)

Capitolo 9 (#litres_trial_promo)

Capitolo 11 (#litres_trial_promo)

Capitolo 12 (#litres_trial_promo)

Capitolo 13 (#litres_trial_promo)

Capitolo 14 (#litres_trial_promo)

Capitolo 15 (#litres_trial_promo)

Capitolo 16 (#litres_trial_promo)




âSangue Saziatoâ

Serie âLegami di Sangueâ - Volume 10



Author: Amy Blankenship & RK Melton

Translated by Ilaria Fortuna



Copyright Â© 2012 Amy Blankenship

Seconda Edizione Pubblicata da Amy Blankenship

Tutti i diritti riservati.




Capitolo 1


Undici anni prima... Los Angeles, Tempio Hogo.

Tasuki ascoltava il silenzio della casa... stava lentamente iniziando a farlo impazzire. Non riusciva a dormire. Alzandosi dal letto, accese la luce per guardare la foto che teneva attaccata sullo specchio. Era una foto di Kyoko, la sorella del suo migliore amico, che aveva preso di nascosto da casa sua.

Era stata scattata nel momento perfetto, catturando i suoi bellissimi occhi color smeraldo alla luce del sole. Quel giorno doveva essere stato ventoso perchÃ© sembrava che i capelli le svolazzassero attorno, incorniciando il suo bel viso.

Non aveva mai desiderato una fidanzatina prima dâora, ma la bambina della foto era tutto ciÃ² a cui riusciva a pensare. AllungÃ² una mano per prenderla ma si fermÃ² quando, riflesso nello specchio, vide qualcosa di bianco muoversi dietro di lui. Girandosi, andÃ² alla finestra per guardare la casa accanto.

Si accigliÃ² vedendo Kyoko sul balcone, con indosso una camicia da notte bianca. Cosa ci faceva lÃ¬ fuori, a quellâora della notte? Tasuki aprÃ¬ la finestra sperando che, alzandola, non facesse il solito rumore cigolante che svegliava suo padre. Gemette quando la finestra si bloccÃ² e lui dovette spingere piÃ¹ forte, finendo per alzarla con un sonoro tonfo.

Kyoko uscÃ¬ sul balconcino di legno della sua camera da letto, al secondo piano. Si stava bene allâaria fresca della notte, che frusciava intorno alla sua camicia e le scostava i lunghi capelli ramati dal viso. I suoi occhi color smeraldo fissavano le stelle e sulle labbra aveva un sorriso che solo una bambina felice potrebbe avere.

Era quasi mezzanotte e non riusciva a dormire. Era troppo emozionata. Il suo compleanno si avvicinava, avrebbe compiuto dieci anni. Tutti i suoi compagni di scuola sarebbero andati alla festa, insieme ad alcuni amici di suo fratello. Tama era piÃ¹ piccolo di un anno ed era giÃ  molto piÃ¹ alto di lei, ma Kyoko non era affatto invidiosa. Gli voleva un gran bene.

Lâaltro giorno lui lâaveva difesa mentre tornavano a casa da scuola. Alcuni ragazzi avevano iniziato a prenderla in giro, dicendo che era stata cresciuta da un vecchio pazzo che andava in giro a dire che i demoni esistevano davvero. Uno di loro aveva perfino detto di aver sentito qualcuno dire che, prima o poi, quelli del manicomio sarebbero venuti a prendere suo nonno con la camicia di forza.

Kyoko aveva gettato a terra lo zaino e lâaveva affrontato per le sue bugie. Che brutto ceffo, quel Yohji!

I bulli non avevano avuto scampo quando Tama e Tasuki erano comparsi allâimprovviso. Tasuki lâaveva tirata fuori dalla mischia, mettendosi davanti a lei, mentre Tama aveva preso un grosso ramo e lo teneva come se fosse una mazza da baseball.

Yohji si era limitato a ridere, sentendosi coraggioso davanti ai suoi amici, e aveva accusato suo fratello di essere strano quanto lei. Tama lo colpÃ¬ al braccio e Yohji cadde in ginocchio per il dolore.

Quando il fratello maggiore di Yohji fece per vendicarsi, Tasuki non esitÃ² e lo mise al tappeto facendolo sbattere addosso al fratello. Kyoko aveva pensato che la lotta fosse finita e si era sentita sollevata... ma Tama non era ancora soddisfatto.

Suo fratello si era girato verso Tasuki e aveva urlato âSono io il suo protettore! Io, non tu!â.

Kyoko ridacchiÃ² al ricordo dello sguardo furioso sul viso di Tasuki. Fu quello sguardo a spaventare sul serio i bulli. Lei era dovuta intervenire per interrompere lâazzuffata tra suo fratello e Tasuki. Erano migliori amici, per lâamor del cielo, vederli litigare in quel modo non era per niente bello.

Alla fine avevano accettato di essere entrambi suoi protettori, da quel momento in poi. Adesso si facevano chiamare i suoi âguardianiâ... avevano persino stretto un patto di sangue. O almeno cosÃ¬ le aveva detto Tama.

Il solo pensiero di essere circondata da guardiani la faceva sentire cosÃ¬ al sicuro da pensare che non le sarebbe successo mai niente. Tasuki viveva nella casa accanto alla loro, dunque potevano andare e tornare a piedi da scuola e i bulli lâavrebbero lasciata in pace.

Il suo sorriso divenne smagliante quando sentÃ¬ a malapena i dodici rintocchi del grande, vecchio orologio al piano di sotto. Era mezzanotte e ciÃ² significava che aveva ufficialmente dieci anni.

GuardÃ² verso la casa di Tasuki e sorrise quando lo vide in piedi davanti alla finestra della sua camera, a guardarla. Fece per salutarlo ma lo vide girarsi improvvisamente e la luce della camera si spense subito, dopo che lui scomparve dietro le tende.

Kyoko si morse il labbro inferiore, chiedendosi se suo padre non lo avesse sorpreso ancora sveglio. Non capiva perchÃ© Tasuki dovesse rispettare un orario per andare a dormire. Aveva dodici anni e, per come la vedeva lei, era grande ormai. Quando sarebbe cresciuta lui sarebbe diventato il suo fidanzato... glielo aveva detto proprio lui quello stesso giorno.

GuardÃ² lo stagno che si trovava accanto al tempietto e sospirÃ² quando vide il riflesso della luna sulla sua superficie piatta. PiegÃ² leggermente la testa quando qualcosa attirÃ² la sua attenzione e si chiese se suo nonno non fosse lÃ¬ dentro. Era sicura che stesse dormendo.

Osservando lâedificio, notÃ² un bagliore blu che proveniva dallâinterno. Si morse il labbro inferiore mentre si sporgeva dalla ringhiera, nel tentativo di vedere meglio. La luce che filtrava dalle fessure del legno era come una luce nera ma tendente al blu. Strinse lo sguardo quando le sembrÃ² di vedere unâombra muoversi attraverso la luce, e le venne voglia di scendere giÃ¹ per indagare.

Facendo una smorfia, Kyoko sbuffÃ² quando si ricordÃ² cosâera successo lâultima volta che aveva osato avvicinarsi a quel tempio sacro. Il nonno era entrato lasciando la porta socchiusa. Lei era andata a sbirciare e lui aveva aperto gli occhi di scatto.

âNon capisco qual Ã¨ il problema... Ã¨ solo la statua di una principessa.â Kyoko sussurrÃ² le stesse parole che gli aveva detto quel giorno.

Come risposta, suo nonno si era limitato a sbattere la porta e poi chiuderla a chiave. Sembrava cosÃ¬ spaventato quando si era voltato e le aveva detto di non entrare mai lÃ¬ dentro, per nessun motivo. Lei aveva annuito prontamente... se qualcosa spaventava suo nonno in quel modo, allora lei non voleva averci niente a che fare. Era successo un paio di mesi fa e la curiositÃ  stava iniziando a divorarla lentamente.

Con un sorriso malizioso, Kyoko guardÃ² verso la sua camera da letto per assicurarsi di avere via libera, prima di sedersi sulla ringhiera. Se qualcuno fosse stato sveglio e lâavrebbe vista, sarebbe finita in guai seri. Ma ne valeva la pena. Seduta in quel modo, lasciandosi tutto alle spalle, le sembrava di fluttuare nella notte mentre guardava lâacqua.

La sua attenzione tornÃ² al tempio quando la luce blu divenne improvvisamente piÃ¹ forte, come se fosse una stella. Con un lampo accecante, la luce esplose silenziosamente verso lâesterno. La porta del tempietto si staccÃ² dai cardini con un rumore sordo, seguito da uno âSplash!â.

âEra uno âsplashâ quello?!â pensÃ² Kyoko.

Volse lo sguardo verso lo stagno luccicante e notÃ² lâacqua increspata da cerchi concentrici nel punto in cui era caduto qualcosa. Senza pensare allâaltezza pericolosa, si girÃ² sulla ringhiera e scivolÃ² lungo uno dei pali metallici che sostenevano il balcone.

Non appena toccÃ² lâerba con i suoi piccoli piedi si mise a correre, temendo che suo nonno fosse caduto nel laghetto. Usando il ponticello, Kyoko si tuffÃ². Dirigendosi verso la parte piÃ¹ profonda dello stagno, non ebbe il tempo di pensare allâacqua gelida che la circondava.

Sapeva che era troppo buio per vedere qualcosa, ma aprÃ¬ comunque gli occhi sotto quellâacqua torbida. Suo nonno era lÃ¬ sotto da qualche parte e lei doveva aiutarlo. Rimase sorpresa quando vide qualcosa... un qualcosa di cosÃ¬ luminoso da essere quasi accecante. Proprio lÃ¬, in mezzo a tutta quella luce, câera un angelo che stava sprofondando lentamente verso il fondale.

Kyoko sentiva lâacqua gelida nei polmoni mentre cercava di afferrare quella mano luminosa. Lui era bello e sembrava che stesse dormendo. Ali... aveva delle ali dâargento. Afferrandogli la mano tirÃ² piÃ¹ forte che poteva, ma ciÃ² la fece sprofondare insieme a lui. CercÃ² di gridare per farlo svegliare ma ingurgitÃ² solo altra acqua. Non provava dolore, perÃ² sentiva freddo... e aveva tanto sonno.

Kyoko sentÃ¬ le dita di lui stringere le sue e lâultima cosa che pensÃ² fu che un angelo era venuto per portarla in paradiso, cosÃ¬ avrebbe rivisto la sua mamma e il suo papÃ .

Toya sussultÃ² quando riprese conoscenza e aprÃ¬ gli occhi. Acqua? PerchÃ© era in acqua? SentÃ¬ qualcuno toccargli la mano e girÃ² la testa, vedendo una ragazzina lÃ¬ sotto con lui. I suoi capelli galleggiavano e le incorniciavano quel viso dolcissimo, ma i suoi occhi erano chiusi e le sue labbra a forma di cuore erano aperte.

Rendendosi conto di cosa ciÃ² significasse, Toya la prese tra le braccia e la portÃ² fuori dallâacqua cosÃ¬ velocemente da lasciare un vortice dietro di sÃ©.

Guardando il piccolo tesoro tra le sue braccia, rimase senza fiato... era bellissima e sembrava cosÃ¬ fragile. Richiudendo le proprie ali, discese su un soffice manto di erba e ve la adagiÃ² delicatamente. Posandole una mano sul cuore, pregÃ² di sentirlo battere.

I suoi occhi dorati si spalancarono e il suo battito accelerÃ² quando sentÃ¬ il proprio potere di guardiano defluire verso la mano. Lacrime calde gli salirono agli occhi, sfocando lâimmagine di lei. I suoi occhi si spalancarono di nuovo quando sentÃ¬ il proprio potere defluire verso di lei.

âKyoko?â. Toya poteva sentire il proprio potere mescolarsi con il suo, tra il palmo della mano e il suo cuore, e capÃ¬ di avere ragione. Finalmente lâaveva ritrovata ma, in quel mondo, era solo una bambina. AlzÃ² gli occhi al cielo e implorÃ² âMi avete mandato qui per un motivo... vero? Vi prego, ditemi che non Ã¨ stato solo per farmela vedere morire di nuovo. Non posso... non voglio.â.

Non accadde nulla e Toya la prese tra le braccia; quando lei rimase inerte si udÃ¬ lâeco del suo pianto desolato. Le affondÃ² il viso contro il collo e se la strinse al petto, desiderando che il suo cuore sentisse il proprio battito.

âMaledizione, Kyoko, sono qui... mi senti?â. Col passare dei minuti, i nervi di Toya andarono in frantumi finchÃ©, esausto, urlÃ² âVi prego! Permettetemi di salvarla, stavolta!â.

Come per istinto, volse gli occhi pieni di lacrime verso la piccola struttura ad un paio di metri di distanza. LÃ¬ dentro, proprio dietro la porta, câera la Statua della Vergine. Vedendo lo sguardo ardente del Cuore del Tempo, Toya sentiva di star perdendo il favore degli dei mentre la sua rabbia cresceva.

âNon mâinteressa se i demoni stanno arrivando e tu avrai il tuo maledetto cristallo. Non mâimporta di niente oltre a lei! Io la amo. Ho sempre amato soltanto lei. Non oserai portarmela via di nuovo!â.

Gli occhi brillanti della statua sembrarono guardarlo per un attimo, poi emisero una silenziosa ondata di luce. Pur non sentendo alcuna voce, Toya capÃ¬ cosa voleva il Cuore del Tempo. SentÃ¬ un senso di calma scacciare via la sua rabbia e distolse lo sguardo dalla statua per guardare di nuovo la bambina inerte che teneva in braccio.

âSe questo Ã¨ ciÃ² che serve...â sussurrÃ² Toya, disposto a sacrificare qualsiasi cosa affinchÃ© lei vivesse. Il suo esile corpo iniziÃ² a brillare come lui, e la tenue luce blu li circondÃ². Abbassando le labbra sulle sue, Toya le diede il proprio respiro... segnando i loro destini mentre il suo cuore riprendeva a battere.

Lâacqua nei polmoni di Kyoko svanÃ¬ quando lei inalÃ² lâaria calda e si fece strada a fatica nellâoscuritÃ  in cui stava per affogare. Si sentiva circondata dal calore. Si sforzÃ² per aprire gli occhi, ricordando lâangelo che stava cercando di salvare.

Sbattendo le palpebre, aspettÃ² che lâaccecante luce blu svanisse. Quando ciÃ² accadde, si ritrovÃ² tra le braccia di quellâangelo e lui la stava guardando. Sentendo un formicolio sulle labbra, se le sfiorÃ² con le dita.

Toya non riusciva a staccarle gli occhi di dosso mentre apriva quegli occhi verde smeraldo che brillavano di appassionata curiositÃ  e intelligenza. SentÃ¬ il petto stringersi dolorosamente quando lei gli sorrise. Si sentiva come se avesse una ferita sanguinante mentre lei allungava innocentemente una mano e se la portÃ² alle labbra, come se avesse percepito il suo bacio.

âCosa puÃ² mai far piangere un angelo?â gli chiese Kyoko, vedendo le lacrime scendergli lungo le guance.

Toya si rese conto di star piangendo. âNon sto piangendo.â trattenne le lacrime e si asciugÃ² le guance con il braccio. Dovette asciugarsi di nuovo, incapace di trattenere altre lacrime. âMa promettimi che non ti tufferai di nuovo in acqua finchÃ© non avrai imparato a nuotare.â.

Sentiva di star giÃ  abbandonando quel mondo ma, adesso che lei era viva, non gli importava.

Kyoko si alzÃ² e guardÃ² il laghetto, poi si voltÃ² verso di lui. âAvevo dimenticato che non so nuotare.â sussurrÃ², chiedendosi come si potesse dimenticare una cosa del genere.

Toya vide il bagliore della statua dietro di sÃ© e capÃ¬ che il suo tempo lÃ¬ stava per scadere. Le mani della Vergine avevano iniziato a brillare piÃ¹ forte e, in lontananza, poteva sentire i mostri del suo mondo che cercavano di attraversare la crepa. La barriera tra i mondi era sempre piÃ¹ debole nel punto in cui si trovava Kyoko.

Allâimprovviso, lui allungÃ² le braccia e strinse forte Kyoko, sentendo giÃ  la sua mancanza. Strofinando la guancia sui suoi capelli ramati, sussurrÃ² con voce tremante âDevo tornare dallâaltra parte e impedire ai demoni di venire qui.â.

âSembri mio nonno... lui sa tutto sui demoni.â disse Kyoko, premendogli un orecchio sul petto per sentire il suo battito cardiaco. Fece scivolare un braccio intorno alla sua schiena e si chiese perchÃ© non sentisse le sue ali, sapeva che câerano.

Notando di nuovo la sua innocenza, Toya le prese il mento e guardÃ² in quegli splendidi occhi color smeraldo. âNon temere i demoni, Kyoko... tu hai il potere di scacciarli da questo mondo.â. Con quella confessione, Toya guardÃ² la statua della fanciulla. Poteva sentire i demoni attraversare il Cuore del Tempo ad un ritmo pericolosamente veloce.

Adagiando Kyoko sullâerba, si alzÃ² e si diresse verso la statua, estraendo i suoi pugnali gemelli nel mentre. âE io non sono un angelo... sono il tuo guardiano. Il mio nome Ã¨ Toya.â.

Ancora inginocchiata sullâerba, Kyoko si sporse in avanti per guardarlo mentre entrava nel tempio, che fu pervaso da una nebbia blu. Lei gridÃ² quando un paio di braccia emersero allâimprovviso dalla luce e afferrarono lâangelo, poi emersero anche diversi demoni. Mentre il suo grido e il ringhio dellâangelo echeggiavano nella notte, la luce della statua iniziÃ² ad implodere come se fosse risucchiata da un aspirapolvere

Kyoko sentÃ¬ la porta di casa sbattere ma non riuscÃ¬ a staccare gli occhi dallâangelo e dai demoni. Barcollando, si avviÃ² correndo verso la porta aperta del tempio. Sentiva suo nonno e suo fratello gridare il suo nome, mentre Tasuki le si stava avvicinando.

Mentre lei allungava la mano per afferrare quella dellâangelo, Tasuki la prese tra le braccia, trascinandola via un secondo troppo tardi. Quando lâindice di Kyoko sfiorÃ² a malapena le mani tese della statua, eruppero dei raggi di luce dal punto esatto in cui lâaveva toccata. A Tasuki sembrÃ² come se gli fosse appena esploso in faccia un barile di fuochi dâartificio del 4 Luglio.

Uno di quei raggi luminosi lo colpÃ¬ al fianco, facendolo sussultare. Invece di provare dolore per lâimpatto, provÃ² un senso di completezza... come se per tutta la vita gli fosse mancato qualcosa che adesso, finalmente, era tornato al proprio posto.

SpalancÃ² gli occhi quando vide un bellissimo raggio di luce blu fluorescente che univa le mani della statua alle dita di Kyoko, come se stesse cercando di tenerle insieme. Tasuki rimase sorpreso quando, per una frazione di secondo, vide un bellissimo cristallo volteggiare allâinterno del raggio luminoso. Volendo allontanare Kyoko, si lanciÃ² allâindietro tenendola ancora tra le braccia.

Il cristallo fluttuÃ² sempre piÃ¹ velocemente finchÃ© non esplose, emanando frammenti di luce in quella dimensione e in quella cittÃ ... sembrava unâesplosione di stelle in una notte buia.

Tasuki respirÃ² profondamente. Quando era tornato di soppiatto alla finestra della sua camera, aveva visto lo strano uomo che teneva Kyoko tra le braccia e, vedendola priva di sensi, era andato nel panico. Non era sicuro di cosa le avesse fatto quel tale ma si era sentito soddisfatto quando la luce lo aveva risucchiato, trascinando con sÃ© quei demoni dagli occhi rossi.

âLâangelo ha bisogno del nostro aiuto!â urlÃ² Kyoko, cercando di liberarsi da Tasuki, ma lui era troppo forte. Vedendo suo nonno mettersi tra lei e la statua, gridÃ² âCi sono dei demoni dentro quella statua, lo feriranno! Tu combatti i demoni, vai ad aiutarlo... ti prego!â.

Appoggiandosi a Tasuki, singhiozzÃ² quando vide di nuovo lâespressione spaventata sul volto di suo nonno, solo che, stavolta, lo era ancora di piÃ¹. âNon... non puoi aiutarlo?â.

Nonno Hogo si voltÃ² e si guardÃ² intorno. Le pergamene di protezione che aveva posizionato allâinterno della piccola struttura emanavano ancora fumo, erano ridotte quasi in cenere. Uscendo dal tempio, lanciÃ² unâocchiata al ragazzino che teneva la sua nipotina e sentÃ¬ i brividi strisciargli lungo la spina dorsale. Gli occhi di Tasuki erano sempre stati castano chiaro... adesso, invece, il ragazzino stava fissando la statua con occhi di un furioso color ametista.

Il sangue gli si era gelato piÃ¹ del ghiaccio quando aveva assistito alla creazione del legame tra Kyoko e la Statua della Vergine, e capÃ¬ che il loro tempo era scaduto. Lâapparizione del cristallo era giÃ  abbastanza grave, ma vederlo andare in frantumi lo terrorizzÃ². Aveva anche notato che un pezzo della gemma si era conficcato nel torace del giovane Tasuki.

âLe pergamene avevano ragione.â sussurrÃ² con voce roca, desiderando che, invece, fosse il contrario.

Poi alzÃ² gli occhi al cielo e inviÃ² una silenziosa preghiera a qualunque divinitÃ  lo stesse ascoltando, affinchÃ© lo guidasse. Doveva portare i bambini via da lÃ¬ e, cosa ancora piÃ¹ importante, doveva allontanare Kyoko da Tasuki. Anche senza volerlo, quel ragazzo avrebbe portato i demoni dritti da lei e presto i guardiani del cristallo li avrebbero seguiti.

Tasuki sussultÃ² quando Kyoko gli fu strappata dalle braccia. Rivolse il suo sguardo color ametista verso colui che glielâaveva portata via... il nonno. Non avrebbe dovuto afferrarla in quel modo.

âTasuki, non dovresti stare fuori dopo il tramonto. Se non vuoi che svegli tuo padre allora ti consiglio di tornare a casa. Subito.â ordinÃ² nonno Hogo con voce aspra. Mise Kyoko in braccio a Tama e si allontanÃ² con i due nipotini che gli erano stati affidati.

Tasuki guardÃ² Kyoko e la vide affondare il viso nel petto di Tama, continuava a piangere per lâangelo che secondo lei era stato ucciso dai demoni.

âKyoko, ci vediamo domani mattina per andare a scuola.â disse Tasuki, lanciando unâultima occhiata al tempietto prima di avviarsi verso casa.

Il nonno aspettÃ² che Tasuki si arrampicasse fino alla finestra della sua camera da letto. Poi fece un respiro profondo, sapendo che avrebbe assistito ad una scenata quando i suoi nipoti avrebbero capito cosa stavano per fare.

âPreparatevi, bambini... si parte tra unâora.â ordinÃ².

*****

Tornando al presente... il castello, quartier generale del PIT.

Storm era appoggiato allo schienale della poltrona e fissava il soffitto, perso nei suoi pensieri sui guardiani. La leggenda dei primi guardiani narrava di una strana e paradossale storia dâamore.

Dopo aver appreso di quella strana leggenda, si era incuriosito ed era riuscito a risalire ad un potente cristallo noto come il âCuore di Cristallo Protettoreâ. Non era stato facile, poichÃ© la leggenda doveva essere stata scritta su carta o scolpita in una pietra per poi svanire, senza lasciare alcuna prova della propria esistenza. Era un enigma persino per un viaggiatore nel tempo come lui.

La leggenda piÃ¹ antica che aveva trovato a proposito del cristallo dimensionale narrava la storia di una coppia di gemelli guardiani, due immortali che proteggevano tutti i mondi umani paralleli dalla collisione con il regno demoniaco. I due potenti uomini si erano innamorati di unâumana che, con lâaiuto di un cristallo creato da suo padre, aveva attraversato una crepa tra le dimensioni.

I due si erano battuti per lei, quasi distruggendo il sigillo che dovevano proteggere.

Uno di essi aveva cercato di porre fine a quel pericoloso conflitto prendendo il cristallo e fondendolo con lâanima della ragazza, per poi legare entrambi ad una statua da lui creata, che somigliava alla ragazza ed era fatta del materiale che separava tutte le dimensioni. Lui pensava che, unendo i tre elementi, lei sarebbe comparsa in ciascuno dei mondi paralleli che loro proteggevano.

La sua intenzione era confinare suo fratello gemello in uno dei mondi paralleli e isolarlo da quello demoniaco, cosÃ¬ avrebbero potuto averla entrambi. Ma le cose non erano andate come previsto. Quando la ragazza, la statua e il cristallo divennero una cosa sola, lei scomparve improvvisamente dal regno dei demoni e la crepa fu sigillata di nuovo.

Lâaltro scoprÃ¬ ciÃ² che il gemello aveva fatto e lo uccise in un impeto di gelosia, facendo frantumare le anime di entrambi. PoichÃ© erano immortali e non potevano morire per davvero, le loro anime rinacquero dando vita a cinque nuovi guardiani, che sentivano il richiamo della ragazza che viveva nei mondi paralleli.

Storm continuava a guardare il soffitto, sapeva che erano gli stessi guardiani che adesso si trovavano al terzo piano del castello.

La matassa era difficile da sbrogliare perchÃ© il cristallo non si muoveva soltanto nello spazio e nel tempo, ma anche attraverso le dimensioni. Aveva imparato tempo fa a restare fuori da cose che erano ben oltre le capacitÃ  manipolatorie di un viaggiatore nel tempo. Con i demoni che invadevano Los Angeles e i suoi poteri giÃ  in tilt, non era il momento migliore per sfidare la sorte, a meno che non volesse finire in un mondo parallelo senza possibilitÃ  di ritorno.

Neanche per sogno... i guardiani dovevano cavarsela da soli.




Capitolo 2


Lâumore di Tasuki non era migliorato molto da quando era tornato in centrale. Lungo il tragitto non aveva sentito altro che segnalazioni via radio di avvistamenti di demoni. Continuavano a ricordargli la prima volta che aveva visto un demone... la stessa notte in cui Kyoko era scomparsa.

Si toccÃ² il fianco nel punto in cui la luce lo aveva trafitto quella stessa notte, e si accigliÃ² ricordando la paura e la delusione quando il mattino seguente non aveva piÃ¹ trovato la famiglia Hogo. Era andato da Kyoko per accompagnarla a piedi a scuola come promesso, ma aveva trovato la casa deserta.

Era una cosa che lo aveva tormentato per molto tempo e che non era ancora riuscito a superare. Cavolo, conservava ancora il suo regalo di compleanno per lei. Era un anellino dâoro che sua nonna, la signora Tully, lo aveva aiutato a scegliere.

Negli ultimi undici anni aveva fatto molti sogni su Kyoko e sui demoni. Lui era cresciuto e, stranamente, nei suoi sogni era cresciuta anche lei, e quei sogni diventavano sempre piÃ¹ frequenti e inquietanti. Il pensiero che lei fosse in pericolo chissÃ  dove lo teneva sveglio la notte.

Sospirando, scacciÃ² Kyoko dalla mente e guardÃ² mentre quattro delle cinque guardie del magazzino venivano scortate verso la centrale per essere interrogate da Boris e i suoi uomini.

La guardia che aveva quasi sparato a Micah sarebbe finita nella stanza speciale degli interrogatori. La stanza rinforzata era stata predisposta nel caso in cui si fossero imbattuti in una qualsiasi creatura paranormale o addirittura in demoni di basso livello.

Guardando la squadra SWAT, Tasuki quasi sbuffÃ² notando che alcuni agenti si stavano vantando, gonfiando il petto e scambiandosi pacche sulle spalle per il lavoro ben svolto.

Per come la vedeva lui, avevano soltanto salvato tre delle tante donne rapite e catturato un paio di guardie che erano piÃ¹ muscoli che cervello. Non aveva la minima intenzione di festeggiare, a meno che una delle guardie non avesse vuotato il sacco su dove Luca teneva il resto dei prigionieri. Dubitava seriamente che quei tirapiedi sapessero granchÃ© oltre ai propri compiti da svolgere e alle sigarette da fumare.

Si appoggiÃ² al muro, osservando il grande furgone che entrava a retromarcia nel garage laterale dellâedificio. Scommetteva che sarebbe stato Titus a supervisionare lo spostamento della lupa fuori dal veicolo... lui era un alfa e bla bla bla. Se fosse dipeso da lui, la lupa sarebbe arrivata lÃ¬ camminando sulle sue gambe... o zampe, a lei la scelta.

Al momento i suoi soccorritori la stavano tenendo prigioniera come avevano fatto i commercianti di schiavi.

Tasuki vide Titus scendere dal lato del guidatore e sbattere lo sportello. Il suo sguardo torvo era rivolto al gruppetto di uomini in piedi dietro il furgone, impazienti di dare unâocchiata alla lupa. La sua attenzione fu attirata da Micah, che girÃ² attorno al veicolo insieme alla quinta guardia... con modi non proprio gentili.

Tenendo il lupo per il bavero della giacca, lo spinse via dal furgone. Tasuki sorrise tra sÃ©, il puma si stava prendendo la sua rivincita. I piedi della guardia erano incatenati molto stretti, dunque riusciva a fare solo un passo per volta.

âTi diverti, eh?â chiese Tasuki a Micah mentre si avvicinava.

âNon ancora.â rispose il puma con un ghigno e tirÃ² con forza il colletto del lupo, in modo che la camicia gli si stringesse attorno alla gola. Lâuomo emise un verso strozzato mentre si piegava allâindietro. âMa ci sono quasi...â.

Tasuki era perplesso per il comportamento di Micah ma dovette ammettere che, se qualcuno avesse puntato a lui una pistola alla testa, si sarebbe comportato allo stesso modo. La guardia lo vide e ringhiÃ², mostrandogli tutti i denti; Tasuki piegÃ² la testa di lato, chiedendosi perchÃ© mai il lupo si credesse spaventoso nella sua forma umana.

âSÃ¬, sÃ¬. Ruggisci, ringhia e sbava pure, stronzo.â esclamÃ² Tasuki con voce annoiata.

Micah rise per il suo coraggio davanti a un lupo mannaro incazzato. Iniziava a pensare che, molto probabilmente, il ragazzo sarebbe stato lâunico ad andarsene se fosse scoppiata una rissa. Câera qualcosa che lo incuriosiva in quel novellino, e un mutante non ignora mai il proprio istinto.

Micah spinse la guardia verso la stanza degli interrogatori e gli diede anche un calcio sul sedere. La guardia barcollÃ² in avanti, sbattendo con la spalla contro lo spigolo dello stipite dâacciaio. Un guaito involontario gli sfuggÃ¬ dalle labbra, facendolo somigliare ad un cucciolo invece che a un feroce lupo mannaro.

âOps.â disse Micah con sarcasmo. âTi sei fatto male? Sarei piÃ¹ gentile ma sai, faccio difficoltÃ  con chi cerca di piantarmi una pallottola nel cervello. PerciÃ², se ti sembro lunatico... prendila pure sul personale, davvero.â.

ProvÃ² ancora piÃ¹ soddisfazione nel lanciare letteralmente il lupo allâinterno della stanza. SospirÃ² compiaciuto quando lâuomo si schiantÃ² sul tavolo di titanio che era stato fissato a terra al centro della stanza.

Avvicinandosi, Micah lo afferrÃ² e lo fece sedere sulla sedia, che somigliava molto alle sedie elettriche usate per le esecuzioni nelle prigioni. Quando lâuomo notÃ² il tipo di sedia, ebbe quasi una scarica di energia e cercÃ² di reagire. Micah era divertito mentre forzava le fasce dei braccioli attorno ai polsi della guardia, per poi bloccarli.

âAdesso non cercare di staccarti le mani a morsi prima che avremo finito... intesi?â ordinÃ² Micah, ignorando la lunga lista di imprecazioni che lâaltro gli rivolse.

Tasuki scosse la testa per le buffonate di Micah, poi guardÃ² verso il furgone e intravide gli angoli della gabbia attraverso il portellone aperto. Sapere che lÃ¬ dentro câera una donna lo turbava a dismisura, ma nessuno oltre a lui sapeva il perchÃ©.

Interrompendo i propri pensieri, si scostÃ² dal muro quando Titus gli si avvicinÃ².

âE allora, che hai intenzione di fare?â gli chiese tranquillamente Tasuki. âMettere la gabbia nella cella?â.

Titus aggrottÃ² la fronte per il suo tono sarcastico. âApro la gabbia e in pochi minuti porto la lupa in una cella. Un doppio ingabbiamento sarebbe eccessivo ma ci serve comunque un posto dove possa stare finchÃ© non riusciamo a capire cosâÃ¨ meglio per lei.â.

âPerchÃ© non la fai stare al Night Light con gli altri lupi? Almeno in quel modo sarebbe sotto controllo.â propose Tasuki, avendoci pensato giÃ  durante il viaggio.

Titus scosse la testa âÃ peggio che rinchiuderla in una cella.â.

Lâaltro rimase perplesso âNon capisco.â.

âLo vedi come girano intorno alla sua gabbia, no?â rispose Titus con uno sguardo di disapprovazione.

âSÃ¬... e mi dÃ  sui nervi.â ribattÃ© Tasuki.

Titus incrociÃ² il suo sguardo, provando un poâ piÃ¹ di rispetto per la nuova recluta. âAllora forse dovremmo interrompere lo spettacolo.â.

Proprio in quel momento, Micah si unÃ¬ a loro e guardÃ² gli altri agenti âGiÃ , si comportano come cani in calore.â.

Tasuki alzÃ² un sopracciglio per quel paragone âIn questo caso... forse Ã¨ proprio cosÃ¬.â.

âPiÃ¹ di quanto immagini.â aggiunse Titus, poi si rivolse agli uomini in questione. âDâaccordo ragazzi, Ã¨ ora di tornare al lavoro.â li informÃ². âNon Ã¨ certo la prima femmina che vedete.â.

Poi si accigliÃ² quando un paio di loro sembrarono non voler obbedire... il desiderio sessuale li stava giÃ  facendo sragionare. E lui non era proprio dellâumore adatto per usare i suoi muscoli di alfa. Per quanto lo riguardava, era solo un ruolo temporaneo... mentre Boris lo considerava permanente. Con Luca come unico altro alfa attivo in cittÃ , un ruolo temporaneo non era contemplato.

âAdesso!â tuonÃ² Titus facendo sussultare gli uomini, che si sparpagliarono. Quando se ne furono andati, si avvicinÃ² alla porta della gabbia e la aprÃ¬ per spostare la lupa in una cella, dove sarebbe stata al sicuro.

âCâÃ¨ un agente che non vive al Night Light e che possa sorvegliarla per non farla stare in unâaltra gabbia?â chiese Tasuki, sentendo i brividi mentre si avvicinava.

âLe sbarre dâacciaio le servono come ulteriore protezione dal branco a cui tu non vedi lâora di affidarla.â spiegÃ² Micah. âNon lo stiamo facendo per il gusto di tenerla prigioniera, sai? Ã per la sua protezione. Una femmina di lupo mannaro non accoppiata Ã¨ una cosa molto rara e Titus non vuole vedersi costretto a strigliare il branco per aver ragionato con i pantaloni invece che col cervello... non so se capisci cosa intendo.â.

âCome se non bastasse, dopo che te ne sei andato abbiamo trovato flaconi vuoti e siringhe nel cestino accanto alla sua gabbia. Le etichette erano la prova che la stavano riempiendo di ormoni.â.

âOrmoni?â chiese Tasuki, non capendo il senso di quello che Micah gli stava dicendo.

âStavano cercando di mandarla in calore per farla accoppiare.â disse Titus con tono freddo. âOltre il settanta percento dei lupi allâattivo sono single e la maggior parte di quelli accoppiati ha una compagna umana. Non ci vorrebbe molto per iniziare una rissa. Per quanto ne so... probabilmente lei Ã¨ lâunica femmina in cittÃ  ad essere maggiorenne e senza un compagno. La nostra razza tende a litigare per le femmine molto prima che diventino maggiorenni.â.

Tasuki si accigliÃ², vedendo la cosa da una nuova prospettiva âSe la metti in questo modo allora capisco... ma comunque non Ã¨ giusto.â.

Micah gli diede una pacca sulla spalla âTranquillo... ci sono ancora tante cose che non sai sui mutanti, perÃ² sei uno che impara in fretta. Tra non molto magari riuscirai ad elencare ad alta voce tutte le nostre regole senza battere ciglio.â.

âGrandioso.â brontolÃ² Tasuki âAltre regole da imparare.â.

Titus salÃ¬ sul furgone ed entrÃ² nella gabbia; chinandosi per prendere la lupa in braccio, inalÃ² il suo odore e imprecÃ². Lâultima volta che aveva avvicinato una femmina di mutante in calore, si era beccato un pugno in faccia da un Dio del Sole geloso. Ma, almeno, aveva imparato in fretta la lezione.

âEhi, Micah, hai ancora quello spray per coprire gli odori?â.

Quando lâaltro gli lanciÃ² la boccetta, lui la prese al volo. Gli ci vollero alcuni minuti per spruzzarla tutta e svuotarla, poi se la infilÃ² in tasca. Sollevando delicatamente la lupa, uscÃ¬ dalla gabbia.

Quando Titus la portÃ² fuori alla luce, Tasuki ammise che era molto bella. La sua pelliccia era di un nero intenso e, avendo incrociato per un attimo il suo sguardo al magazzino, sapeva che i suoi occhi erano di un bel colore dorato con riflessi blu e verdi.

âChissÃ  quanti anni ha.â chiese sottovoce per non svegliarla, anche se gli avevano detto che il tranquillante lâavrebbe fatta dormire ancora per un poâ.

âSecondo Boris ha una ventina dâanni, in base alla grandezza delle sue zampe.â rispose Micah accigliato. âSembra aver passato un periodo difficile in cattivitÃ .â.

Portandola nella cella vuota, Titus la adagiÃ² delicatamente sulla branda. Avendo ascoltato la conversazione tra Micah e Tasuki, le diede unâocchiata piÃ¹ da vicino.

Si trovÃ² dâaccordo riguardo al trattamento che doveva aver subito da Luca. La sua pelliccia, cosÃ¬ scura e bella, in alcuni punti era sporca e opaca, segno che non tornava nella sua forma umana da un bel poâ. I cuscinetti delle zampe erano graffiati e ruvidi, ed erano visibili anche alcuni segni di escoriazione da pungolo per bestiame.

Sapeva perchÃ© si era rifiutata di trasformarsi e ammirava la sua testardaggine. Se lâavessero catturata nella sua forma umana... lâavrebbero violentata. Aveva usato lâunica arma che aveva contro di loro... cioÃ¨ il fatto che una femmina di lupo mannaro non puÃ² rimanere incinta nella sua forma animale. CiÃ² non dimostrava soltanto la sua forza di volontÃ  ma anche la sua intelligenza.

Mantenendo il controllo, Titus uscÃ¬ dalla cella e chiuse la porta a chiave. Al suo risveglio sarebbe stata ancora di pessimo umore ma, almeno, quella cella era molto meglio della gabbia in cui lâavevano fatta entrare.

âNon dovremmo iniziare ad interrogare la guardia che abbiamo preso e vedere se sa dove tengono gli altri ostaggi?â chiese Tasuki mentre si avviava verso la stanza degli interrogatori.

Titus stava per rispondere quando uno degli agenti che non aveva partecipato al raid entrÃ² dalla porta principale e si diresse verso le celle.

âPhilip, dove diavolo stai andando?â gli chiese Titus.

Lâagente, uno dei lupi piÃ¹ giovani della squadra, si bloccÃ² e sorrise timidamente. âNon ho partecipato alla missione, perciÃ² volevo vedere se era giÃ  tornata in forma umana.â.

Micah diede una gomitata a Tasuki âCapisci cosa intendevo?â.

Lâaltro si accigliÃ² e incrociÃ² le braccia sul petto âPurtroppo sÃ¬.â.

La motivazione dellâagente mise in allarme Tasuki, facendolo infuriare di nuovo. Se la lupa fosse tornata nella sua forma umana non avrebbe avuto alcuna privacy, poichÃ© si sarebbe ritrovata nuda. CiÃ² era la prova che Micah aveva ragione riguardo allâistinto dei lupi.

âÃ un essere vivente come te, non uno spettacolino a luci rosse.â ringhiÃ² Tasuki, prima di precipitarsi nella stanza degli interrogatori.

âQuel ragazzo ha fegato, devo ammetterlo.â mormorÃ² Micah.

Titus, perplesso, si rivolse a Phillip âPenso che tu abbia avuto la tua risposta. Manterrete tutti le distanze da questo dipartimento fino a nuovo ordine... chiaro? Anzi, perchÃ© non sorvegli tu la porta e ti assicuri che a nessun altro venga la tua stessa idea?â.

âE cosa dico?â chiese Phillip stupidamente, poi indietreggiÃ² subito di alcuni passi quando Titus si diresse verso di lui.

âDiâ loro che staccherÃ² la testa io stesso al primo idiota che ficca il naso oltre quella porta.â tuonÃ² Titus. Poi lanciÃ² unâocchiataccia a Phillip, che praticamente inciampÃ² nei suoi stessi passi mentre si affrettava a uscire.

âTi hanno mai detto che sei un alfa da paura?â gli chiese Micah, poi rise e gli diede una pacca sulla spalla.

Lâaltro scosse la testa e disse âForse dovremmo bloccare tutte queste porte e finestre, nel caso in cui si presenti qualche lupo coraggioso. Non voglio distrazioni dopo che avremo iniziato con quellâidiota incatenato nellâaltra stanza.â.

âForse dovremmo interrogarlo a turno, in modo che qualcuno sarÃ  sempre qui a sorvegliarla.â propose Micah. âPerÃ² adesso, se non seguiamo Tasuki, penso che si sfogherÃ  sul nostro uomo.â.

Titus alzÃ² un sopracciglio âBuona idea.â.

Nella stanza degli interrogatori, Tasuki si afferrÃ² allo schienale della sedia e fissÃ² il lupo mannaro dallâaltra parte del falso specchio. Chiuse gli occhi, incapace di impedire che quel maledetto ricordo tornasse a perseguitarlo. Era lâultimo sogno che aveva fatto su di lei... ed era stata anche lâultima volta che aveva dormito.

Câera una gabbia al centro di unâenorme caverna e Kyoko era intrappolata allâinterno. Nel sogno era stata portata via da un mostro. Tasuki girava freneticamente attorno alla gabbia, alla ricerca del chiavistello per aprirla, ma câerano solo sbarre di ferro. Aveva promesso di salvarla... ma come avrebbe potuto farlo se non câera neanche una dannata porta?

Aveva alzato lo sguardo e incrociato quello di Kyoko proprio mentre un paio di mani uscivano dallâoscuritÃ  e lo trascinavano verso la morte... lui ricordava di essere morto.

Tasuki aprÃ¬ gli occhi mentre il ricordo svaniva. Non importava quante volte avesse fatto quel sogno, finiva sempre allo stesso modo... lui moriva e Kyoko rimaneva intrappolata nella gabbia. Si passÃ² una mano tra i capelli, cercando di riprendersi. Non importava quanto fossero reali i ricordi dei suoi sogni... erano solo nella sua testa ed era lÃ¬ che dovevano rimanere.

Guardando il rapitore nellâaltra stanza, decise di sfogare la propria rabbia sui veri mostri che provavano gusto nel tenere in gabbia le ragazze. PerchÃ© no? Non aveva niente di meglio da fare.

Micah seguÃ¬ Titus nella stanza e trovÃ² Tasuki appoggiato ad una sedia, a fissare la guardia sotto custodia attraverso il falso specchio. Se gli sguardi avessero avuto il potere di uccidere, adesso quel tipo non sarebbe stato altro che una macchia di sangue sulla sedia.

âPossiamo far passare la corrente elettrica attraverso quella sedia e farlo ballare un poâ?â chiese Tasuki... non proprio scherzosamente.

âIdea allettante, ma no.â rispose Titus. âLa ragione per cui Phillip era venuto ha sollevato una questione importante.â.

Tasuki annuÃ¬ âDovete procurarle dei vestiti nel caso in cui si svegli e decida di trasformarsi.â. GuardÃ² i suoi compagni quando nessuno dei due si mosse. âMagari lâagente donna che ha partecipato al raid ha dei vestiti di ricambio nellâarmadietto. Volete che vada a controllare?â.

âNo, Ã¨ impegnata con le altre ragazze che devono essere visitate da un medico.â lo informÃ² Micah, poi si strofinÃ² il mento quando gli venne in mente una soluzione ad entrambi i suoi problemi. âHo unâidea.â.

âSarebbe la prima volta.â disse Titus, poi sorrise quando lâaltro gli diede una gomitata.

âAh-ah.â borbottÃ² Micah. âStavo dicendo... chiamo Alicia e le chiedo di portarci dei vestiti.â.

âChi Ã¨ Alicia?â chiese Tasuki.

âSua sorella minore.â lo informÃ² Titus. âMicah Ã¨ un poâ di cattivo umore da quando lei si Ã¨ messa con un Dio del Sole.â.

âDio del Sole?!â esclamÃ² Tasuki confuso. Questa gli era nuova, eppure non capiva il perchÃ© della propria sorpresa. Pensava di esserci abituato, ormai.

âSmettila di spifferare gli affari miei.â brontolÃ² Micah, e tirÃ² fuori il suo cellulare. Mentre componeva il numero sospirÃ², sapendo che Titus aveva ragione. Ultimamente era proprio giÃ¹ di morale, gli mancava sua sorella e Damon si stava comportando da coglione, tenendola rinchiusa per giorni. Quello era unâottima scusa per vederla e capire se era ancora felice con Mister Possessivo.

âE tu chiederesti ad Alicia di attraversare lâintera cittÃ  solo per portarci dei vestiti?â. Titus alzÃ² un sopracciglio. âSei cosÃ¬ disperato?â.

âChe diavolo Ã¨ un Dio del Sole?â. Tasuki voleva davvero saperlo, per poterlo aggiungere alla sua crescente lista immaginaria di cose strane.

Micah stava per premere il tasto verde quando Titus aveva messo in dubbio le sue motivazioni. Pensando alla svelta, trovÃ² subito una scusa addirittura migliore.

âIn realtÃ , penso che potremmo prendere due piccioni con una fava.â sogghignÃ². âAlicia mi ha detto che Damon le sta insegnando a lanciare lâincantesimo di obbedienza sulle persone.â.

IndicÃ² lâuomo dallâaltra parte dello specchio. âPotremmo pestare a sangue quel demente e non ottenere niente di piÃ¹ di quanto otterrebbe Alicia con un paio di semplici domande. E poi, deve per forza dire la veritÃ ... non abbiamo modo di sapere se ci sta sviando per pararsi il culo con Luca.â.

âE va bene.â Tasuki sospirÃ², accettando il fatto di essere completamente ignorato. âSono sicuro che alla fine lo scoprirÃ² da solo.â.




Capitolo 3


Alicia aveva appena finito di preparare il caffÃ¨ quando il suo cellulare iniziÃ² a squillare. Precipitandosi verso la borsetta, lo afferrÃ² dando una rapida occhiata allâID del chiamante. Se lo portÃ² allâorecchio con un sorriso smagliante.

âEhi Micah, che succede?â.

âHai un poâ di tempo per il tuo fratellone?â chiese lui, voltando le spalle agli altri due nella stanza in modo che non potessero vedere lâespressione di sollievo sul suo viso. Si aspettava quasi che fosse Damon a rispondere al suo telefono.

Alicia scrollÃ² le spalle âSÃ¬, credo di sÃ¬. Damon Ã¨ fuori con Michael e Kane. Probabilmente starÃ  via ancora per un poâ.â.

âBene, perchÃ© mi serve un favore.â iniziÃ² Micah. âIn una cella câÃ¨ una lupa che abbiamo appena salvato dai commercianti di schiavi. Non si Ã¨ ancora trasformata ma, quando lo farÃ ... le serviranno dei vestiti. Pensi di poterle portare qualcosa qui in centrale?â.

Alicia guardÃ² il suo enorme armadio pieno di vestiti prima di annuire âSÃ¬, penso di riuscire a trovare qualcosa. Quando vuoi che venga?â.

âAppena sei pronta.â rispose Micah. âNon sappiamo quando finirÃ  lâeffetto del tranquillante.â.

âArrivo subito.â disse Alicia. âTi serve qualcosâaltro?â.

âSono contento che me lâhai chiesto.â rispose Micah, facendole percepire il proprio sorriso. âHo bisogno che tu lanci lâincantesimo su un altro lupo e lo costringi a rispondere ad alcune domande per noi. Pensi di farcela?â.

âSÃ¬.â rispose lei un poâ troppo in fretta. âDammi un poâ di tempo per vestirmi e prendere qualcosa per quella povera ragazza e arrivo.â.

RiagganciÃ², e un sorriso smagliante le apparve sul viso mentre si affrettava a vestirsi. Era bello avere qualcosa da fare mentre Damon era via. Almeno adesso si sentiva utile e, con un poâ di fortuna, avrebbe potuto dimostrargli che era davvero capace di fare qualcosa da sola.

Infilandosi i suoi jeans preferiti e una maglietta nera abbottonata di Damon, tirÃ² fuori un borsone di pelle e prese due completi dallâarmadio. Uno nel caso in cui alla ragazza piacessero le cose frivole e lâaltro che la facesse sentire forte e sicura di sÃ©. PerchÃ© non darle la scelta tra elegante o tosta? E poi, Damon aveva riempito piÃ¹ della metÃ  del suo armadio con abiti da cattiva ragazza, che si abbinavano alle sue stesse azioni da cattivo ragazzo.

Una volta piegati i vestiti, rovistÃ² tra alcuni capi di biancheria intima che non aveva ancora mai indossato e li mise nel borsone insieme a qualcosa da usare per la notte. PensÃ² che qualsiasi ragazza, dopo essere stata tenuta prigioniera, avrebbe apprezzato piccole cose come la biancheria intima pulita, lo spazzolino da denti e magari un poâ di trucco.

Diede unâultima occhiata in giro per la stanza, per assicurarsi di non aver dimenticato nulla. Posando lo sguardo sui suoi accessori per capelli, prese un pettine e una spazzola insieme ad alcuni elastici cosicchÃ© la ragazza potesse legarsi i capelli, se voleva.

Alicia sorrise, si mise il borsone a tracolla e si diresse verso la porta. Era bello sapere che stava per rivedere Micah, anche se erano passati soltanto pochi giorni. Le mancava.

Il fatto che avesse chiesto aiuto proprio a lei era abbastanza emozionante. Lâidea di lanciare un incantesimo di obbedienza per fini legittimi, e il fatto che il suo obiettivo fosse un lupo mannaro e non un umano, erano una sfida per lei.

Gli umani erano molto piÃ¹ facili da controllare perchÃ© non erano immuni, a meno che non fossero sensitivi o indossassero un ciondolo come il suo. Damon le aveva detto che era piÃ¹ difficile controllare i mutanti perchÃ© i loro sensi erano piÃ¹ acuiti. Purtroppo non aveva avuto molte occasioni per fare pratica sugli umani, Damon la lasciava uscire a malapena dalla camera da letto.

Alicia raddrizzÃ² le spalle. Quella era la sua occasione per fare un poâ di pratica senza distrazioni sessuali. Proprio mentre usciva dalla camera da letto, Kane si fiondÃ² attraverso la porta dâingresso borbottando sottovoce.

âTutto bene?â gli chiese Alicia.

Kane non sembrÃ² ascoltarla e continuÃ² a borbottare a proposito di una donna di nome Olivia. Allâimprovviso si bloccÃ² e imprecÃ² a gran voce.

âAccidenti!â gridÃ². âVictoria... non Olivia!â.

Michael e Damon entrarono proprio in quel momento, ridacchiando entrambi per la scenata di Kane.

Alicia quasi si lamentÃ² per il tempismo di Damon. Era felice di vederlo tornare sano e salvo, tuttavia aveva sperato di avere il tempo di andare e venire dalla centrale prima che lui tornasse.

âE cosÃ¬ tu saresti quello che si ricorda il nome di tutte le donne con cui Ã¨ stato.â disse Damon lentamente.

âCerto che me li ricordo.â ringhiÃ² Kane.

âE allora chi Ã¨ Olivia?â chiese Michael.

âVaâ allâinferno!â borbottÃ² Kane, prima di dirigersi verso la sua camera da letto.

âChissÃ  qual Ã¨ la risposta a questa domanda.â disse Michael dirigendosi verso la tromba delle scale, poi si fermÃ² vedendo Alicia in piedi sulla soglia della sua camera da letto, con lâespressione di chi Ã¨ appena stato colto sul fatto.

Kane chiuse la porta della sua camera e trovÃ² Tabatha in piedi, con le braccia incrociate sul petto.

âAllora, chi sono Olivia e Victoria?â gli chiese.

âLe ex di Damon e Michael.â rispose lui senza esitazione, e posÃ² le labbra sulle sue.

Nellâatrio, Damon fu subito attirato da Alicia e quasi sorrise quando la vide con indosso una delle sue magliette. Tuttavia, si accigliÃ² per il modo in cui lei si stava mordendo il labbro inferiore, e la scrutÃ² attentamente. I suoi occhi si socchiusero pericolosamente quando vide il borsone a tracolla su una spalla.

Alicia sbattÃ© le palpebre quando Damon apparve improvvisamente a pochi centimetri da lei, bloccandole la strada con i palmi sugli stipiti della porta e intrappolandola contro la superficie di legno. Si sporse e la guardÃ² senza dire una parola, ma lei conosceva bene quellâespressione nei suoi occhi.

Si sentiva un poâ nervosa e cercÃ² di nascondere la cosa sorridendo âSono felice che tu sia tornato.â.

âAh davvero?â chiese lui, incapace di impedire che il proprio lato oscuro avesse la meglio. âSe fossi arrivato qualche minuto dopo... ti avrei trovata ancora qui ad aspettarmi?â.

Alicia non potÃ© resistere allâistinto di autoconservazione e alzÃ² la mano per toccarsi la collana che non aveva piÃ¹ al collo. Si ricordÃ² di averla data a Nick e sussultÃ² quando si accorse che Damon aveva seguito con gli occhi il suo movimento nervoso, per poi lanciarle uno sguardo cupo color ametista.

A quel punto lei sapeva che mentire sarebbe bastato a farlo scattare, con il rischio di tante altre cose... compresa lâennesima sculacciata. Sentendo il rossore affiorarle sulle guance, alzÃ² il mento in segno di sfida e gli disse tranquillamente la veritÃ .

âNo.â.

SospirÃ² quando Damon girÃ² la maniglia e la spinse indietro nella camera da letto. SussultÃ² quando la porta sbattÃ©. Lâespressione che vide sul volto di Michael prima che la porta si chiudesse la fece preoccupare.

âDove stavi andando?â chiese Damon, assicurandosi di usare il verbo al passato.

âStavo andando da Micah.â disse Alicia nel tentativo di chiarire lâequivoco, prima di ritrovarsi di nuovo a faccia in giÃ¹ sulle ginocchia di lui.

âPensavi di passare la notte da Micah?â le chiese Damon a bassa voce.

Unâespressione confusa apparve sul viso di Alicia prima che lei posasse lo sguardo sul borsone. Vide la biancheria intima e la spazzola in bella vista e sospirÃ². Okay... poteva capire il punto di vista di Damon, ma questo non le avrebbe impedito di punirlo con le parole per i suoi pensieri contorti.

âHa bisogno di me.â. Le venne voglia di ringhiare quando lui la interruppe allâistante.

âOh, ci scommetto.â. Damon si raddrizzÃ² facendo un passo in avanti con imponenza. Quello di cui Micah aveva davvero bisogno era un prete per il suo funerale.

âSai una cosa?â gli disse lei lentamente mentre alzava lo sguardo per incrociare il suo. âSei un idiota.â.

âSe impedirti di lasciarmi fa di me un idiota... beh, allora cosÃ¬ sia.â ribattÃ© Damon.

âNo, sei un idiota per aver pensato che ti stavo lasciando.â sbottÃ² Alicia, sentendo crescere la propria rabbia per il fatto che lui stava ancora traendo conclusioni affrettate. âI vestiti non sono per me, Damon.â disse a denti stretti.

âOh certo, vediamo come stanno addosso a Micah.â borbottÃ² lui, immaginando giÃ  di strangolare Micah con quelle mutandine nere di pizzo.

Alicia avrebbe voluto ringhiare ma si trattenne perchÃ© câera del vetro nella stanza. In realtÃ , era orgogliosa che Damon non avesse ancora distrutto nulla. Poi sussultÃ² quando lo specchio della toeletta sâincrinÃ²... la legge di Murphy.

âMaledizione Damon, smettila di essere cosÃ¬ stupido!â sibilÃ², avvicinandosi ancora di piÃ¹ a lui e afferrandogli il davanti della camicia per fargli abbassare il viso. Aveva imparato come intimidire qualcuno dal miglior insegnante del mondo... lui. âStanotte Micah e la sua squadra hanno salvato una femmina di lupo mannaro dai trafficanti di schiavi. Le stavo portando dei vestiti cosÃ¬ avrÃ  qualcosa da mettere quando si trasformerÃ  di nuovo. Stavo per andare alla centrale perchÃ© sono adulta, Damon, e sarebbe andato tutto bene.â.

âOh, tu credi?â chiese lui, sapendo che Alicia aveva completamente dimenticato che la cittÃ  era piena di demoni.

âNon lo credo, io lo so. Tu hai appena aiutato tuo fratello... adesso Ã¨ ora che io aiuti il mio. Da quando mi Ã¨ proibito aiutare la mia famiglia?â. Alicia alzÃ² un sopracciglio sfidandolo a dirle di no.

âAllora non Ã¨ un problema se vengo con te... vero?â. Damon ringhiÃ², non gli piaceva vederla stringere quel borsone improvvisato come se stesse fuggendo.

Lei sogghignÃ² âBene, e quando dimostrerÃ² che la tua teoria Ã¨ sbagliata... ti farai ammanettare al letto.â.

âQuesta non Ã¨ una negoziazione.â dichiarÃ² Damon, incrociando le braccia sul petto.

âNo, infatti... Ã¨ una scommessa.â ribattÃ© lei con arroganza. âE se mi segui fuori da quella porta allora vuol dire che accetti lâaccordo.â. Detto questo, alzÃ² il mento, gli passÃ² accanto e uscÃ¬ dalla stanza.

Lui serrÃ² le labbra e guardÃ² lo specchio quando sulla sua superficie apparvero altre crepe. PlacÃ² la propria rabbia, felice di aver frainteso il comportamento di Alicia. E poi, doveva ammettere che farsi ammanettare al letto era unâidea piuttosto allettante.

Quando Alicia e Damon erano scomparsi nella loro stanza, Michael si diresse verso il tetto, non sopportava di starsene rinchiuso tra quattro mura. SogghignÃ² per la porta che non si chiudeva bene, avrebbero dovuto aggiustarla. La serata si preannunciava fresca e lui chiuse gli occhi, godendo della brezza che lo circondava.

Sentendo la porta dâingresso chiudersi, si avvicinÃ² al parapetto e guardÃ² giÃ¹. Vide Damon e Alicia che lasciavano lâedificio, lei camminava con aria quasi altera. SentÃ¬ un sorriso affiorargli sulle labbra quando Damon dovette affrettarsi per raggiungerla e prenderla per mano.

Poteva anche non pensarla cosÃ¬, allâinizio, ma adesso doveva ammetterlo... Alicia era la ragazza perfetta per suo fratello. Sapeva come gestire la sua rabbia e ottenere quello che voleva.

AlzÃ² un sopracciglio quando Damon la fece girare per baciarla. La coppia si prese un momento per riconciliarsi, poi Damon alzÃ² lo sguardo verso suo fratello, con aria perplessa. Michael fece un cenno con la testa e scrollÃ² le spalle, resistendo allâimpulso di sgridarli. Come se percepisse cosa stava accadendo nella testa di Michael, Damon abbracciÃ² Alicia piÃ¹ forte e la trascinÃ² nellâombra.

Michael scosse la testa e fece un sorrisetto prima di girarsi, con il pensiero di tornare in casa. Si fermÃ² quando percepÃ¬ la passione di Tabatha e Kane dallâinterno.

âHanno fatto pace.â mormorÃ², poi rivolse la propria attenzione verso gli alti edifici circostanti.

Si sgranchÃ¬ spalle e collo, sentendo unâimprovvisa ondata di energia repressa. RipensÃ² ad Aurora e alla passione ardente che avevano condiviso quando le loro strade si erano incrociate. Lei era come una forza della natura che lo eccitava con un solo sguardo. Chiuse gli occhi, immaginando di affondare i denti nella sua carne mentre raggiungevano il culmine insieme, saziandola mentre beveva il suo sangue.

Quel dolce sapore persisteva ancora sulle sue labbra e lui se le sfiorÃ² con la lingua mentre il desiderio di un altro assaggio iniziava a sopraffarlo. Lui voleva... anzi, doveva entrare in lei mentre assaggiava di nuovo il suo sangue.

Poi aprÃ¬ gli occhi di scatto, ammettendo la propria dipendenza. Scuotendo la testa, decise che doveva liberarsi di quellâenergia che gli scorreva nelle vene a causa del sangue di Aurora. Quella scarica sarebbe scomparsa una volta per tutte o era condannato a bramare per sempre lâeccitazione del primo assaggio?

Saltando dal tetto, vagÃ² per la cittÃ  alla ricerca di qualcosa... qualsiasi cosa che lo distraesse dalla tentazione. Aveva combattuto per ridare ad Aurora la sua tanto agognata libertÃ  da Samuel e non aveva intenzione di sostituirsi a lui come suo padrone.

RicordÃ² il modo in cui lei teneva le mani di colui che aveva chiamato âfratelloâ... quel tipo bellissimo di nome Skye. Era una stretta leggera, tenera e infantile... non era la passione che Aurora aveva mostrato con lui. Le avrebbe permesso di stare con suo fratello e, intanto, si sarebbe tenuto occupato nellâattesa che lei tornasse.

Muovendosi per le strade, Michael cominciÃ² a percepire sempre piÃ¹ demoni... quelli che uscivano tardi e catturavano le povere anime che si avventuravano nel buio. La voglia di combattere prese il sopravvento e lui sorrise, sapendo che avrebbe potuto contribuire a liberare il mondo da qualche demone e magari smaltire anche un poâ della sua eccitazione. Aveva trovato la sua distrazione.

Quella decisione lo portÃ² nella zona malfamata e il suo sguardo acuto guizzava di persona in persona alla ricerca della vittima perfetta, proprio come i vampiri senzâanima cacciavano i loro umani preferiti... i suoi bersagli, perÃ², appartenevano al lato oscuro. PassÃ² accanto ad alcuni demoni di basso livello accalcati ad un angolo della strada. Allâapparenza sembravano una normale gang di quartiere e Michael li guardÃ² mentre camminava.

Prima del suo arrivo erano rumorosi e turbolenti ma, mentre lui si avvicinava, si zittirono. Le sue labbra si curvarono quasi in un ghigno, come per fargli capire che sapeva esattamente cosâerano. Non si preoccupÃ² di voltarsi indietro quando sentÃ¬ il rumore di passi che si allontanavano rapidamente. Forse quei demoni erano piÃ¹ intelligenti di quanto pensasse.

Giungendo allâincrocio successivo, Michael scrutÃ² gli edifici e le strade sporche, continuando a cercare. Stava per proseguire quando sentÃ¬ un picco di potere... potere puro, dolce e pericoloso. Restrinse lo sguardo quando quellâodore lo avvolse e un senso di vertigine gli pervase la mente. Non era un potere grande ma era abbastanza forte da fargli venire voglia di annientarlo.

Il suono di un campanello lo fece voltare e il suo sguardo color ametista osservÃ² la donna che uscÃ¬ dal bar malandato dallâaltra parte della strada. Indossava un top di pelle e una minigonna corta in pizzo trasparente, con calze a rete e tacchi a spillo neri. I suoi capelli erano di una miriade di colori che andavano da verde e rosa fluorescente a viola, nero e biondo.

Lei estrasse una bottiglia di liquore dalla borsa e svitÃ² il tappo. Alzandola, ne bevve quasi metÃ  tutta dâun fiato e poi si asciugÃ² la bocca con il dorso della mano. Anche se allâapparenza sembrava umana, lui poteva vedere il vero volto del demone nascosto.

Michael si rilassÃ² mentalmente e fisicamente. La maggior parte dei demoni incontrati in passato non sapevano cosâera lui in realtÃ ... al massimo lo credevano erroneamente un vampiro. Sentendosi sopraffare da una finta calma, scese dal marciapiede.

Il demone si girÃ² verso di lui e sorrise attraverso il corpo che aveva rubato per attirare la sua vittima. Michael sapeva che in passato i demoni si nutrivano di vampiri... persino Misery li aveva usati in quel modo.

âBuonasera, bellezza.â il demone fece le fusa sbattendo le sue lunghe ciglia.

Michael si avvicinÃ² e la sfiorÃ² con una spalla, girandole intorno e mantenendo il contatto fisico.

âIn effetti Ã¨ proprio una buona serata.â le sussurrÃ² stando al gioco. âChi sei?â.

âQualsiasi cosa che tu vuoi che io sia.â sussurrÃ² lei in risposta.

âIo voglio che tu sia te stessa.â le disse Michael allâorecchio, poi si mise davanti a lei. Sorrise lentamente mostrando i canini, che portavano sempre la gente a confondere lui e i suoi fratelli con i vampiri.

Il demone inclinÃ² la testa di lato e sorrise di nuovo âOh, capisco.â.

Michael annuÃ¬ mentre rilassava il proprio sorriso âCerto che capisci.â.

âPuoi chiamarmi Morgana.â. Lei gli si mise a braccetto e si avviarono entrambi verso un vecchio edificio alla fine dellâisolato.

Entrarono e lei chiuse la porta. Michael si guardÃ² intorno e notÃ² la quantitÃ  di cadaveri che giacevano lÃ¬. Quel posto puzzava di sangue vecchio e di marciume... un luogo adatto a quel vorace demone che adesso era aggrappato al suo braccio.

âTi piace la mia casa?â sussurrÃ² Morgana, poi ridacchiÃ² mentre si voltava per ammirare la propria fatica.

Michael scrollÃ² le spalle âSarÃ  ancora meglio quando il tuo corpo senza vita finirÃ  in mezzo agli altri.â.

Si chinÃ² appena in tempo per evitare gli artigli di Morgana, improvvisamente lunghi, che cercavano di staccargli la testa. Torcendo il busto, Michael le affondÃ² un gomito nel torace, facendola piegare. Le sferrÃ² un pugno, colpendola al naso abbastanza forte da farla volare allâindietro.

Morgana finÃ¬ a terra e guardÃ² il vampiro, con il viso contorto in una maschera grottesca che mostrava la sua vera natura. I suoi occhi color nocciola si assottigliarono e divennero rossi, le sue sopracciglia sâincurvarono e la sua bocca, che prima era piuttosto attraente, si allargÃ² in un orrido sorriso con denti aguzzi e malmessi. Lei fece scivolare fuori la sua lingua lunga e si leccÃ² il sangue che le colava dal naso.

Michael fece una smorfia... era nauseante. Avrebbe fatto sicuramente un favore alla cittÃ  liberandola da quel mostro. Tale bruttezza guastava il panorama.

Arrampicandosi allâindietro sul muro, lei balzÃ² di nuovo verso Michael, dimenando i lunghi artigli davanti a sÃ©. Stavolta gli lasciÃ² un paio di graffi sul petto attraverso la camicia... non erano gravi ma sanguinavano comunque. Lui strinse il pugno destro e colpÃ¬ il demone al viso, facendogli girare la testa in modo innaturale. Dandogli un rapido calcio al ginocchio, sentÃ¬ le ossa frantumarsi. Non provÃ² alcun rimorso, sapendo che il demone si era nascosto in un corpo giÃ  morto.

Quando Morgana cadde per la seconda volta, Michael si avvicinÃ² lentamente e la afferrÃ² per i capelli. Sollevandola da terra, si fermÃ² per un istante e chiuse gli occhi quando lâodore del suo sangue lo pervase.

âVoi demoni non siete altro che mostruosi ibridi rinnegati dai Caduti che vi hanno generato.â. sibilÃ² Michael, improvvisamente consapevole di cosa fossero davvero i demoni. Finora non aveva mai notato le deboli tracce di sangue di Caduto nei demoni... ma adesso conosceva il loro sapore.

I Caduti e gli Dei del Sole erano simili, in questo senso... creavano mostri a caso. Lâunica differenza era il modo in cui li creavano.

Morgana allungÃ² una mano verso il braccio che la teneva per i capelli e affondÃ² gli artigli nella carne. Rimase senza fiato quando, allâimprovviso, si ritrovÃ² sollevata da terra, a fissare quei furiosi occhi color ametista. Le sue scarpe alte caddero sul pavimento e lei avvolse lâaltra mano attorno alla nuca di Michael, sperando di spezzargli il collo e liberarsi.

Sentendosi penetrare da quello sguardo color ametista, finÃ¬ per indebolirsi, rimanendo appesa per i capelli.

âLasciami andare.â sussurrÃ² Morgana, improvvisamente impaurita. Lei era forte, una delle piÃ¹ forti in quella zona malfamata, eppure quel vampiro, che lei aveva creduto una vittima facile, era assai piÃ¹ forte di qualsiasi creatura avesse mai incontrato.

âLasciarti andare?â chiese Michael, come se quel concetto gli fosse estraneo. âHai ucciso per fame tutti questi umani e questi demoni, in base al loro aspetto, e vuoi che ti lasci andare?â.

âTi darÃ² tutto il sangue umano che vuoi.â Morgana piagnucolÃ² e sibilÃ² allo stesso tempo. âSarÃ² la tua serva... io li attirerÃ² e te li porterÃ².â.

âNon mi serve aiuto per procurarmi da mangiare.â disse sardonicamente Michael. La sua voce si ammorbidÃ¬ allâimprovviso âPerÃ²... scommetto che i demoni hanno un sapore migliore di quello degli umani.â.

Morgana sussultÃ² quando un improvviso dolore lancinante le pervase la spalla, e la sensazione del vampiro che assorbiva la sua essenza le fece emettere un verso disumano. Riprese a dimenarsi e lo graffiÃ² con furia, ma la vera oscuritÃ  stava iniziando ad offuscarle la vista.

âChi sei tu?â sussurrÃ² con un ultimo respiro.

Michael resistette e succhiÃ² lâultima goccia di forza vitale di Morgana, prima di lasciarla cadere a terra. SogghignÃ² quando sentÃ¬ il tonfo sordo del cadavere. Non sapeva di poter uccidere i demoni prosciugandoli... scommetteva che neanche loro ne erano a conoscenza, visto che i vampiri senzâanima bramavano soltanto il sangue umano.

GuardÃ² con disgusto il demone raggrinzito âPuoi chiamarmi Michael.â.

AtterrÃ² piano sul pavimento e si diresse verso la porta. Usando le maniche, si ripulÃ¬ il sangue sulle labbra, poi lo guardÃ²... sangue nero, sangue contaminato. Aprendo la porta, uscÃ¬ sul marciapiede e si sistemÃ² la giacca in modo che non si notassero gli strappi sulla camicia.

Poi si voltÃ² e tornÃ² da dovâera venuto, notando che un gruppo di demoni si era radunato allâingresso dellâedificio. Dovevano essere i subalterni di Morgana accorsi per ammirare colui che aveva ucciso la loro padrona. Quelle creature non mostravano alcun segno di vita umana e Michael non vi prestÃ² attenzione mentre gli passava tranquillamente davanti.

Aveva fatto quello che voleva fare e nessunâaltra creatura lÃ¬ meritava la sua attenzione... il loro potere di basso livello non valeva il suo tempo. PiÃ¹ erano potenti, piÃ¹ avevano il sapore dei Caduti... ne era sicuro.

La scarica procuratagli dal sangue di Morgana adesso gli pulsava nelle vene ad un ritmo pacato e caotico. Lo stava riscaldando e stava intensificando i suoi sensi... ciÃ² gli ricordÃ² di quando aveva bevuto il sangue di Aurora.

Michael si bloccÃ² quando si rese conto di cosa stava pensando. Allâeccitazione si aggiunse subito il panico e il pensiero di Aurora gli fece accumulare la paura nello stomaco, accompagnata da un brivido profondo. RicordÃ² lâavvertimento di Kane dopo aver ucciso Samuel sul tetto. Aveva fatto notare ad Aurora la pericolositÃ  del lasciargli bere il proprio sangue.

Cercando un motivo, si ricordÃ² di Samuel che sfidava Aurora, dicendole che i demoni in cittÃ  erano abbastanza forti da uccidere con facilitÃ  un Caduto... e che ne avevano giÃ  uccisi altri finora. Quei demoni erano un pericolo per lei... Samuel non aveva mentito su questo.

Un lento sorriso affiorÃ² sulle labbra di Michael. Adesso aveva un valido motivo per nutrirsi dei demoni che vagavano per Los Angeles. Non solo avrebbe protetto Aurora, ma avrebbe anche soddisfatto la propria brama con il sangue diluito degli ibridi. Assumendolo a piccole dosi sarebbe riuscito a controllarne meglio gli effetti collaterali indesiderati, come i terremoti o lâessere ucciso da Syn.

âSarÃ  un bene per tutti.â concluse Michael, poi infilÃ² le mani in tasca godendo della propria eccitazione e cercÃ² la sua prossima vittima.




Capitolo 4


Micah sospirÃ² per lâennesima volta da quando aveva telefonato ad Alicia. Finora Tasuki era andato a controllare la lupa sei volte, Titus aveva allontanato altri tre agenti quando Phillip si era trovato in difficoltÃ , e la guardia prigioniera aveva iniziato a mordicchiarsi un polso nel tentativo di liberarsi dalla sedia.

Allâimprovviso il lupo aveva voglia di andarsene ma, ovviamente, non era colpa sua. Loro si annoiavano, perciÃ² avevano iniziato a prenderlo in giro, tramite lâinterfono, su quello che gli avrebbe fatto Luca quando avrebbe scoperto che era una spia.

âNon Ã¨ cosÃ¬ che volevo passare la giornata.â si lamentÃ² Tasuki.

âTi ho sentito.â borbottÃ² Micah, sperando che Alicia si sbrigasse. Gli aveva detto che Damon non câera, perciÃ² lui era ancora piÃ¹ impaziente di vederla.

Tasuki lo guardÃ² âSono curioso, quanti puma e giaguari ci sono in questa cittÃ ?â.

âQualche centinaio.â rispose Micah. âMa non tutti si muovono in branco. Alcuni si accontentano dei propri compagni e cercano di vivere una vita normale. Ne conosco molti che cercano persino di comportarsi da umani... al punto che i loro compagni non sanno nemmeno cosa sono.â.

âMa non avete dei bisogni e cose del genere?â chiese Tasuki scrollando le spalle.

Micah sorrise âSÃ¬, Ã¨ una delle poche cose vere dei film. Almeno una volta ogni due o tre mesi dobbiamo lasciare la cittÃ  e scatenarci. I mutanti che si fingono umani inventano la scusa che nel fine settimana andranno ad arrampicarsi o roba del genere. Possiamo sopravvivere con cibo normale e una vita normale ma, se ogni tanto non seguiamo il nostro istinto di trasformarci e correre liberi, tendiamo a diventare un poâ scontrosi... o peggio.â.

Tasuki sorrise âAllora devâessere passato un bel poâ da quando tu hai dato sfogo al tuo lato selvaggio...â.

La risposta di Micah gli morÃ¬ sulle labbra quando la porta principale si aprÃ¬ e lui sentÃ¬ due persone entrare nellâedificio. AndÃ² alla porta e la aprÃ¬ appena per sbirciare. Una parte della sua emozione svanÃ¬ quando vide che Damon aveva deciso di seguire Alicia.

âNon fantasticare sugli Dei del Sole che incutono timore... stai per incontrarne uno.â disse Micah con una punta di sarcasmo. âIo sono ancora convinto che sia solo un sinonimo di âcoglioniâ.â.

Tasuki rimase perplesso âÃ appropriato dare del coglione a qualcuno con un titolo del genere?â.

âSe gli si addice, sÃ¬.â Micah scrollÃ² le spalle.

Damon sogghignÃ², chiedendosi per quanto tempo il poliziotto fuori dalla porta avrebbe continuato a stare su una gamba sola. Era ciÃ² che quello stupido si meritava per aver detto ad Alicia che non poteva entrare. Vedendo Titus venirgli incontro, si chiese che aspetto avrebbe avuto un lupo alfa che dava ordini al branco camminando sulle zampe anteriori. Poi sospirÃ², si sentiva giÃ  annoiato.

âAlicia, sono contento che tu sia venuta.â disse Titus, poi fece un cenno di saluto a Damon. Dovette sforzarsi per non massaggiarsi il mento al ricordo della forza nel pugno che si era beccato al loro primo incontro. Riportando lâattenzione su Alicia, notÃ² il borsone di pelle nera. âSono le cose che hai portato per lei?â.

Alicia annuÃ¬ e gli consegnÃ² il borsone âSÃ¬, ho portato anche una spazzola e un poâ di trucchi, non si sa mai.â.

Titus sorrise âSono sicuro che, a questo punto, qualsiasi cosa sarÃ  benaccetta. Lâho sistemata nellâunica cella provvista di doccia. Non Ã¨ una prigioniera ma, quando lâabbiamo salvata, mostrava segni di aggressivitÃ , perciÃ² abbiamo dovuto sedarla.â disse, tralasciando il fatto che fosse in calore. âSpero che, trovando queste cose al suo risveglio, si calmi. Gliele porto e poi cominciamo.â.

I muscoli della mascella di Damon scattarono quando strinse i denti. GuardÃ² Alicia chiedendosi cosa intendesse dire Titus con âPoi cominciamoâ.

Alicia si morse il labbro, ricordando di non aver detto a Damon lâaltra ragione per cui aveva accettato di venire. Volendo rallentare Titus, gli chiese âPosso vederla?â.

Lui scrollÃ² le spalle âPerchÃ© no?â.

GuidÃ² Alicia e il suo possente compagno attraverso la porta che conduceva alle celle di detenzione. Quando si avvicinarono alla cella, Titus prese subito le chiavi e aprÃ¬ la porta. Poggiando il borsone a terra accanto alla branda, si allontanÃ² con cautela.

âÃ adorabile.â sussurrÃ² Alicia, sentendosi in pena per lei. âA quanto pare Ã¨ nella sua forma di lupo da settimane... non Ã¨ pericoloso?â.

âGiÃ , spero che si senta abbastanza al sicuro da trasformarsi di nuovo quando si sveglierÃ .â disse Titus.

âHa superato da poco lâadolescenza.â intervenne Damon, stringendo un braccio attorno ad Alicia quando percepÃ¬ la sua tristezza.

âBoris dice che ha piÃ² o meno ventâanni.â rispose Titus.

âPoverina.â disse Alicia sottovoce e, allâimprovviso, si sentÃ¬ impaziente di lanciare lâincantesimo su quel tipo. Se era lui il responsabile... socchiuse gli occhi per una frazione di secondo, cercando di pensare ad una punizione adatta.

Micah calcolÃ² perfettamente i tempi e uscÃ¬ dalla stanza proprio mentre loro arrivavano. Fece perfino finta di spalancare gli occhi con sorpresa, come se non sapesse che lei era giÃ  arrivata.

âEcco la mia sorellina latitante.â disse scherzosamente, ricevendo un forte abbraccio. Alicia lo lasciÃ² andare subito e lui rimase deluso, ma pensÃ² che Damon si sarebbe ingelosito se si fossero abbracciati troppo a lungo.

âCome stai?â le chiese, scostandole i capelli dagli occhi.

âBenone.â rispose lei, poi lanciÃ² unâocchiata sorniona a Damon, con la speranza di metterlo di buon umore prima che sganciassero la bomba rivelando lâaltra ragione per cui era venuta in centrale. âScusa se sono sparita ma il mio compagno tende a tenermi prigioniera per giorni.â.

Damon sorrise per quelle parole, poi guardÃ² dietro Micah quando vide uscire un altro uomo dalla stessa stanza. Si accigliÃ² quando percepÃ¬ la sua strana aura. Non poteva leggere lâanima come facevano i Caduti ma, di solito, riusciva a vedere lâaura delle persone se si sforzava. Per vedere lâaura di quel ragazzo non dovette sforzarsi... brillava di un blu fluorescente dallâinterno.

âQuesto Ã¨ Tasuki, uno dei nostri detective umani.â disse Micah. âTrevor ha scoperto per caso che lui sapeva dellâesistenza del paranormale, perciÃ² eccolo qui con noi.â.

Umano? Damon sorrise per la loro ingenuitÃ . Quel tipo era molto piÃ¹ di un semplice essere umano.

âTu devi essere Alicia.â disse Tasuki con un sorriso disarmante, poi tese la mano a Damon, avendo saputo del suo caratteraccio tramite gli sfoghi di Micah. âLieto di conoscervi entrambi.â.

Damon fissÃ² la mano per un momento e alla fine la strinse. Quellâuomo non era una minaccia per Alicia, perciÃ² lo avrebbe lasciato fare.

âAllora, dovâÃ¨ il lupo che devo ipnotizzare?â chiese Alicia. âImmagino sia uno dei bastardi che ha rapito la ragazza.â.

Damon guardÃ² di nuovo la sua compagna e le lanciÃ² unâocchiataccia. âNon mi hai detto niente del lanciare lâincantesimo ad un licantropo.â.

âNon me ne hai dato la possibilitÃ .â lo accusÃ² lei. âE comunque sei in debito con me.â.

âIo non ho accettato la scommessa.â ribattÃ© Damon con un sorrisetto subdolo.

âPeccato.â disse Alicia in modo compassionevole e quasi rise quando lo vide restringere lo sguardo. RiportÃ² la propria attenzione al presente prima che Damon pensasse ad un modo per fermarla. âSe mi fate strada farÃ² cantare quel tipo come un uccellino.â.

Tasuki si spostÃ² e fece un cenno verso la stanza degli interrogatori. âIl tuo obiettivo Ã¨ proprio lÃ¬ dentro.â.

Alicia entrÃ² con Damon e Micah dietro di lei.

Tasuki sorrise a Titus per il comportamento protettivo di quei due, prima di unirsi a loro nella stanza.

Titus sorrise e scosse la testa. Quei due non sarebbero mai cambiati ma, almeno, era divertente guardarli.

Tutti e cinque, attraverso il falso specchio, guardarono il lupo mannaro dallâaltra parte. Quel dannato idiota stava ancora provando a liberarsi dalla sedia. Aveva i polsi bloccati in morse di titanio e le caviglie legate alle gambe della sedia. Al momento, aveva allentato i bulloni che tenevano la sedia fissata al pavimento e si dondolava avanti e indietro nel tentativo di rovesciarla.

âCinque dollari che cade e batte la testa.â disse Tasuki di punto in bianco.

Damon sorrise per il tentativo umoristico di quellââumanoâ.

âDieci dollari che cade e tenta di strisciare verso la porta.â aggiunse Micah, ed entrambi si prepararono ad assistere alla scena.

Damon sogghignÃ² e decise di... dare un aiutino. Quando il lupo si dondolÃ² di nuovo con la sedia, cadde e battÃ© testa sul pavimento... abbastanza forte da perdere i sensi.

Tasuki sghignazzÃ² e tese la mano verso Micah per farsi dare i soldi che gli doveva.

âSÃ¬, ok, sei fortunato, novellino.â disse Micah mentre apriva il portafogli, ed estrasse una banconota da dieci.

âÃ stato bello fare affari con te.â disse Tasuki, mettendosi la banconota in tasca. âVogliamo scommettere su quanto tempo rimane privo di sensi?â.

Alicia osservava tranquillamente il lupo mannaro. Si era aspettata di sentirsi un poâ nervosa ma, incredibilmente, non fu cosÃ¬. Con coraggio, fece un respiro profondo, sapendo che a Damon non sarebbe piaciuto quello che stava per dire.

âLasciatemi qualche minuto da sola con lui.â disse.

âNon credo proprio.â ringhiÃ² Damon, per nulla divertito.

Alicia mise il broncio âCome pensi che imparerÃ² qualcosa se sei sempre lÃ¬ per aiutarmi?â.

âIo sarÃ² sempre lÃ¬ per aiutarti.â la corresse Damon.

âOh, davvero?â. Alicia si mise le mani sui fianchi, concludendo che fare gli occhi dolci non sarebbe servito, cosÃ¬ provÃ² di nuovo con la veritÃ . âE se, per qualche motivo, veniamo separati e io mi trovo ad affrontare un pericolo da sola?â.

âTu non entrerai in quella stanza da sola.â insistette Damon, incrociando le braccia sul petto.

âSai, sarebbe bello sentirsi abbastanza apprezzata da poter fare qualcosa da sola, per una volta, invece di avere una dannata balia.â. Gli voltÃ² le spalle e aggiunse âSei peggio dei miei fratelli.â.

Damon socchiuse gli occhi fissando la schiena di Alicia mentre Micah la guardava con unâespressione ferita.

âNon potresti entrare con lei e lasciarla almeno provare da sola, prima di aiutarla?â chiese Micah, cercando di fare pace con lui per una volta.

Alicia guardÃ² Damon, apprezzando il compromesso di Micah.

âCi servono davvero tutte le informazioni che riusciremo a strappargli. So per certo che le ragazze che abbiamo salvato stasera non sono le uniche ad aver bisogno del nostro aiuto.â aggiunse Titus come incentivo. âQuesto tipo potrebbe sapere dove sono nascoste le altre.â.

Damon sospirÃ² tra sÃ© quando vide lâespressione sconsolata di Alicia. Stava diventando troppo tenero. âDâaccordo, entreremo insieme ma il lupo Ã¨ tutto tuo.â.

Lâespressione di Alicia si trasformÃ² in un sorriso e lei lo strinse in un pacato abbraccio di gratitudine. Alcune persone potevano non capire Damon ma lei lo capiva... e amava tutto di lui.

Tasuki condusse la coppia nella stanza degli interrogatori e uscÃ¬ chiudendo la porta. TornÃ² subito da Micah e Titus per assistere alla scena. Micah prese una sedia e vi si mise a cavalcioni, incrociando le braccia sullo schienale. Titus si appoggiÃ² al muro accanto al falso specchio e Tasuki si posizionÃ² dallâaltro lato.

âChe cosa gli farÃ  esattamente?â chiese Tasuki mentre guardava Damon che si chinava per raddrizzare la sedia, con il lupo ancora privo di sensi.

âHai presente i vampiri dei film, che ipnotizzano le persone e gli fanno fare cose che normalmente non farebbero?â gli chiese Micah.

Tasuki strinse le spalle âBeh, sÃ¬... ma ho capito che con lei non vale perchÃ© Ã¨ una mutante come te, perciÃ² mi sono arreso al fatto che i film non sono molto veritieri.â.

âDi solito un mutante non ha quel tipo di abilitÃ .â disse Titus, poi aggiunse âMa Alicia Ã¨ unâeccezione. Essere accoppiati con un Dio del Sole ha i suoi vantaggi.â.

Tasuki sospirÃ² âQuando mi direte che cosâÃ¨ un Dio del Sole?â.

âQuando lo scopriremo.â rispose Micah, come se avesse risolto il problema.

Il lupo mannaro aprÃ¬ gli occhi e allâimprovviso balzÃ² in avanti verso Alicia, ringhiando e latrando. âChe fortuna... mi hanno mandato una gattina.â.

Lâenfasi sulla razza di Alicia fece scattare Damon e, prima che qualcuno potesse accorgersene, si ritrovÃ² a pochi centimetri dal lupo con una mano intorno al suo collo. Con grande sorpresa di tutti, Alicia comparve tra i due lanciando unâocchiataccia a Damon.

âHai fatto una promessa.â sibilÃ². âE sarebbe difficile ipnotizzare un cadavere.â.

Lasciandogli il collo, Damon guardÃ² il lupo e i suoi occhi color ametista si oscurarono.

Il lupo deglutÃ¬ quando la sua sedia iniziÃ² a tremare e il tavolo si tese contro i bulloni che lo tenevano fissato a terra. Uno di essi si staccÃ², risuonando quasi come uno sparo in quel silenzio tombale.

âDamon!â gridÃ² Alicia.

âMi sto solo assicurando che abbia capito.â disse lui, e andÃ² ad appoggiarsi alla parete dallâaltra parte del tavolo.

âForse lui non ha capito... ma io sÃ¬.â sussurrÃ² Tasuki.

Alicia si avvicinÃ² al tavolo e si sedette, fissando il licantropo che adesso era pensieroso.

âChe diavolo vuoi?â le chiese, dopo essere giunto alla conclusione che sarebbe morto comunque, che parlasse o no. âHanno mandato un bel bocconcino per farmi parlare?â.

Si sporse un poâ verso di lei âNon puoi fare niente per costringermi a tradire Luca. Ti dico una cosa, bellezza. Ci sono un sacco di donne ad aspettarmi, lÃ  fuori.â.

Alicia gli sorrise appena e si sporse âOh, ne sono certa, ma prima di andartene forse dovresti rispondere alle mie domande. Sto cercando unâamica... Ã¨ sparita e mi chiedevo se tu lâavessi vista.â.

âIo ne ho viste parecchie di donne.â rispose lui con un sorrisetto presuntuoso, non rendendosi conto che le stava giÃ  obbedendo. âMa Ã¨ un bel poâ che non mi passa tra le mani una femmina di puma.â.

âLei non Ã¨ un puma.â disse Alicia e piegÃ² la testa di lato, sentendosi carica quando il lupo imitÃ² il suo movimento con la testa. Non rimase sorpresa quando, allâimprovviso, ebbe una strana visione di unâaltra ragazza e si rese conto che stava vedendo i suoi pensieri.

Attingendo a quei pochi ricordi che aveva scovato nella sua mente, Alicia decise di usarli a proprio vantaggio. âLa mia amica Ã¨ umana, ha i capelli biondi e rosa, gli occhi verdi e sulla schiena ha un tatuaggio di due mani che tengono una sfera di cristallo.â.

La guardia si accigliÃ² âSÃ¬... abbiamo preso quel bel bocconcino un paio di settimane fa. Luca lâha tenuta per sÃ©. Lui prende sempre le migliori.â.

Alicia piegÃ² la testa di lato e lui fece lo stesso. âDovâÃ¨ Luca?â gli chiese piano.

âNon lo so.â rispose il lupo, intontito. âÃ un tipo intelligente... non racconta tutto a tutti, sai? Siamo in cosÃ¬ tanti a lavorare per lui in zone diverse... nessuno sa mai dove si trovano gli altri. CosÃ¬, se ci arrestano, non possiamo tradirli.â.

Alicia spalancÃ² gli occhi e dilatÃ² le pupille, attirando ancora di piÃ¹ il lupo sotto il proprio potere. Le risposte che le dava stavano solleticando la sua rabbia ma lei riuscÃ¬ a gestirla.

âDove rapite le ragazze, di solito?â gli chiese.

âA volte nelle discoteche o nella zona malfamata della cittÃ , i senzatetto sono prede facili... a nessuno frega abbastanza da denunciarne la scomparsa.â.

âI quartieri poveri.â. disse Micah. âLa cosa ha un senso.â.

âPerchÃ©?â chiese Titus.

âAlicia Ã¨ finita nei guai in quella zona, un poâ di tempo fa.â rispose Micah, ricordando i due lupi mannari che lei aveva prosciugato in un vicolo. ScacciÃ² via il ricordo. âNon Ã¨ una bella zona... câÃ¨ molto movimento tra droga e prostituzione. E câÃ¨ anche molta attivitÃ  demoniaca.â.

âE la mia amica? Dove lâavete trovata?â chiese Alicia, poichÃ©, dai ricordi dellâuomo, gli abiti della ragazza le sembravano quelli di una persona facoltosa.

âLei e quella lupa stavano ballando al Night Light, piÃ¹ di un mese fa. Parker ha messo la droga nei loro bicchieri e loro non si sono accorte di niente.â.

Micah lasciÃ² cadere la sedia quando un pensiero lo assalÃ¬. âLâhanno tenuta in gabbia per un mese.â tuonÃ² infuriato, poichÃ© le ragazze erano state rapite nel suo locale. âLo sospettavo. Ecco perchÃ© affrontai Anthony.â.

Titus gli fece un cenno con la mano e premette il pulsante dellâinterfono âAlicia, câÃ¨ un modo per fargli il lavaggio del cervello?â.

âCi sono molte cose che potrei fargli, al momento.â rispose lei, senza distogliere lo sguardo dal prigioniero.

âPotrebbe esserci utile in futuro.â rispose Titus.

âQuindi vuoi che gli faccia il lavaggio del cervello cosÃ¬ righerÃ  dritto per il resto della sua vita?â.

Titus alzÃ² un sopracciglio âNon Ã¨ una cattiva idea... convincilo che fa parte del mio branco e che quello di Luca Ã¨ il branco nemico. Poi, se non ti dispiace, vorrei che facessi la stessa cosa con le altre quattro guardie che abbiamo preso.â.

âPotresti provare la sua lealtÃ  e poi rimandarlo da Luca come spia.â suggerÃ¬ Damon, sapendo che Titus poteva sentirlo.

Lâaltro esitÃ² prima di premere di nuovo il pulsante âPotrÃ² fidarmi di lui completamente?â.

âAlicia?â. Damon sorrise compiaciuto, sapendo che lei, in realtÃ , moriva dalla voglia di costringere quel tipo a cavarsi gli occhi da solo e ingoiarsi la lingua.

âSÃ¬, ho capito.â rispose lei con un sorriso impertinente.

Titus sorrise soddisfatto quando Alicia aggiunse un paio di regole personali... visitare un locale per motociclisti gay nelle serate libere e non sentirsi mai piÃ¹ attratto da una femmina di nessuna razza.

âAccidenti.â disse Micah con un sorriso smagliante.

âNon ho mai visto niente di simile.â mormorÃ² Tasuki.

Micah sogghignÃ² âBenvenuto nel nostro mondo. Questo non Ã¨ niente in confronto alle altre cose che succedono qui.â.

âSembra che abbia finito.â disse Titus, e si scostÃ² dal muro proprio quando la porta si aprÃ¬.

âÃ andata bene?â chiese Alicia con un sorriso.

âTutto perfetto come sempre.â la elogiÃ² Micah.

âTi porto al distretto cosÃ¬ puoi lavorare sugli altri.â le ricordÃ² Titus, guardando Damon per la sua approvazione.

Alicia si avvicinÃ² e diede un altro abbraccio a Micah. âGrazie per avermi permesso di dare una mano. Ã stato davvero bello sentirsi utile perciÃ², se prendete altri cattivi che potrebbero essere raddrizzati, fammelo sapere.â. Si divincolÃ² rapidamente dal suo abbraccio e seguÃ¬ con impazienza Titus fuori dalla porta.

Micah sorrise mentre lei si allontanava, ma la sua espressione svanÃ¬ quando vide Damon che lo fissava. Con un sospiro pesante, scosse la testa e roteÃ² gli occhi prima di allontanarsi da lui. Micah si appoggiÃ² al falso specchio per dare unâocchiata al lupo mannaro e rimase sorpreso quando una piccola crepa apparve allâimprovviso proprio davanti ai suoi occhi.

Tasuki fece un passo indietro quando vide una sfumatura dorata nei suoi occhi. Vedere quegli occhi risvegliÃ² i suoi ricordi e la visione dellâuomo dagli occhi dorati, che Kyoko aveva chiamato âangeloâ, tornÃ² a perseguitarlo. I rumori nella stanza svanirono e Tasuki scacciÃ² la visione quando Micah diede un pugno al falso specchio. Il vetro andÃ² in frantumi, facendo sussultare il lupo mannaro ancora rinchiuso nella stanza degli interrogatori.

âCalmati.â disse piano Tasuki.

Micah scosse la testa âTiene Alicia lontana dalla sua famiglia e pensa che tutti vogliano portargliela via.â.

Tasuki lasciÃ² la stanza e si diresse verso la sala pausa, dritto alla macchina del caffÃ¨. Aveva la sensazione che, con tutti quei ricordi, dormire sarebbe stata probabilmente una pessima idea. Erano due giorni che non dormiva... uno in piÃ¹ non avrebbe fatto differenza. Non era impazzito allâimprovviso, anzi... solo chi Ã¨ sano di mente puÃ² resistere.

Dopo alcuni minuti di totale silenzio, Tasuki si diresse verso le celle di detenzione ma si fermÃ² quando la porta dâingresso si aprÃ¬ e vide Titus che sorrideva.

âDamon sembra andare un poâ di fretta, perciÃ² sta âriprogrammandoâ tre guardie mentre Alicia lavora sullâultima.â disse.

âOvviamente.â borbottÃ² sarcasticamente Micah dalla stanza degli interrogatori.

Tasuki ignorÃ² il commento. âChe mi dici del âmotociclista gayâ lÃ  dentro?â chiese, facendo cenno verso la stanza degli interrogatori in cui il lupo mannaro era ancora incatenato alla sedia.

âStiamo per trasferire lui e le altre guardie nel carcere piÃ¹ grande allâaltro capo della cittÃ . Peccato che avranno la meglio sullâautista e fuggiranno lungo il tragitto.â rispose Titus con un sorrisetto.

Tasuki si accigliÃ² âE se Luca sospetta di loro?â.

âSe lasciassimo andare una sola guardia, allora sÃ¬... Luca sarebbe molto sospettoso. Ã per questo che li lascio fuggire tutti. Probabilmente Luca gli darÃ  una promozione per esserci riusciti.â rispose Titus, ringraziando dentro di sÃ© Damon per lâidea. âA proposito, mi serve un favore.â.

âCioÃ¨?â chiese Tasuki.

Titus estrasse dalla tasca la boccetta di spray vuota âFermati al The Witchâs Brew e prendi unâaltra boccetta di questa roba.â.

Tasuki la prese e notÃ² le sue piccole dimensioni âVuoi che ne prenda piÃ¹ di una?â.

âNon Ã¨ una cattiva idea.â rispose Titus, poi girÃ² la testa quando sentÃ¬ Micah ringhiare. âÃ meglio se entro e gli do qualcosa da fare, prima che sfoghi le sue frustrazioni su quel poveretto.â.




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